Case History: Avevo un negozio in periferia. Adesso è in centro.

Case History: Avevo un negozio in periferia. Adesso è in centro.

No, il bigliettino da visita non l’ho ancora cambiato. Anche se dovrei aggiungerci “responsabile new media”. Ma poi diventerebbe troppo lungo e allora scelgo di rimanere quello che sono, almeno per ora. Ma i nuovi media mi hanno cambiato, in meglio. Hanno reso “scientifici” gran parte dei miei lavori, quelli di un’Agenzia di Comunicazione. Perchè da quando ho iniziato ad investire tempo e risorse sul web ho capito che molte delle risposte che cercavo sono qui, a portata di mano.

La rete ti da visibilità, la rete pianifica, la rete domanda, la rete risponde, la rete mette in relazione. Io non sono più solo da quando c’è la rete. E non mi riferisco alla mia vita privata, per quella continuo a preferire una pizza e una birra (anche una partita di calcetto non è male). I social media non mi hanno reso a-social anzi. Mi hanno dato l’opportunità di incontrare (non solo virtualmente) persone che mai, solo cinque anni fa, sarei riuscito a conoscere.

E così oggi, quando devo pianificare un lavoro, so di poter contare su esperti di comunicazione online, di comunicazione sostenibile, di sport, di shopping on line. E queste persone hanno un volto, un nome, rispondono a delle domande e ne fanno altre a loro volta. Ma qual è il segreto per entrare in contatto con loro? A volte penso che la rete e i social network siano come un party. Uno di quelli con il tavolo del buffet. Magari non conosci nessuno e ti trovi lì perchè ti ci ha portato un amico. Poi vedi una persona con la quale vorresti parlare e non sai come iniziare… “Ciao, io sono Cristiano e…” No, meglio di no. Magari provo con una battuta. Oppure parlando di lui: “Tu sei Francesco di Socialware Italy vero?”. Sia chiaro, non sono un esperto in approcci. Non lo sono mai stato, dannata timidezza.

Ma credo che su Twitter, come su Facebook, con la gente che non conosciamo, funzioni così. Ci scegliamo le persone con le quali vogliamo parlare, a seconda degli interessi in comune, e cerchiamo di stabilire un rapporto con loro. Ed è molto probabile (è bene essere sinceri) che chi ha poco da comunicare (non chi è timido attenzione) rimanga tutto il tempo in disparte. In quel caso sarebbe comunque buona cosa provare ad ascoltare quello che gli altri hanno da dirsi.

Tutto questo mi ha arricchito. Io so che se voglio sapere tutto di E-Book posso contare su Luca. E se voglio saperne di più di comunicazione politica posso chiedere a Dino. Allo stesso modo se devo pianificare una campagna sul web Francesco saprà consigliarmi per il meglio. Se ci penso era il nostro sogno da bambini. Una rete di persone con competenze diverse che potesse creare, insieme, qualcosa di veramente importante.

Mancava la rete, adesso c’è. Ed è qualcosa di molto più grande di quello che immaginavamo. E da quando c’è ho persino smesso di “soffrire” la distanza. Ci sono cose che non potranno mai essere sostituite: un pezzo di focaccia sul lungomare o una birra stappata il sabato mattina ‘n derr a la lanz sono emozioni che nessun social network può riprodurre. Ma in ambito professionale ho annullato le distanze.

Scrivo una rubrica che è seguita su Facebook da tantissimi miei concittadini, comunico quotidianamente con loro e sono lontano dalla mia città solo fisicamente. Quando torno incontro gente stimolante con la quale condivido progetti e obiettivi concreti: così ho conosciuto i miei attuali collaboratori, il mio prossimo editore (ecco, sto monetizzando nel 2012 esce il mio terzo romanzo sappiatelo), alcuni miei clienti. E tutto questo solo in una città. Immaginate quante altre occasioni/ contesti ci sono.

Quante possibilità offre la rete di scambio, promozione e vendita di servizi web. Credo che sia abbastanza banale dire che per un’Azienda i vantaggi si moltiplicano per 100. Sapere cosa pensano di un brand gli utenti, studiarne la web reputation conoscere i movimenti della concorrenza, sfruttare le occasioni che offre il web non è solo un obbligo, una moda da seguire. Si chiama presenza attiva. E non si può prescindere dalla presenza attiva.

Quando parlo con i miei clienti gli chiedo sempre se sono presenti sul web e gran parte di loro mi risponde di sì. Poi magari scopriamo assieme che si tratta di una presenza passiva. Come avere un bellissimo negozio in periferia e senza segnaletica utile a poterlo raggiungere. E’ questione di Visibilità.

Credo che sia ora di posizionarlo in centro il negozio. Magari non per forza sul corso, ma almeno in una strada di passaggio. Il mio negozio adesso si trova in centro, anche se l’ho aperto in una città diversa dalla mia. E mettetevi fuori ad ascoltare quello che i passanti dicono di voi. Se tre di loro dicono che la vostra insegna non comunica, beh… ascoltateli. Fatevi delle domande. Ditelo ai vostri colleghi.

Tutto ciò che serve è un cambio di mentalità. Non si tratta di imparare ad usare i computer o i programmi, per quello ci sono già gli esperti. Si tratta di apprezzare la critica costruttiva, imparare ad ascoltare, trasformare il problema in opportunità. Cambiare la ricetta di un prodotto, destinarlo ad un altro target. I nuovi media hanno portato a questa rivoluzione e chi saprà adattarsi al nuovo modello di comunicazione online coglierà il meglio per se e per la propria azienda. Non avventatevi però. Pianificate. Il futuro è già iniziato.

Francesco Antonacci

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