Pro e contro della nuova politica Google sulla privacy

Pro e contro della nuova politica Google sulla privacy

Uno degli argomenti più discussi di questo periodo sul web è la nuova politica sulla privacy di Google.

C’è chi dice che questi cambiamenti rendereanno più facile la vita degli utenti permettendo loro di raccogliere e personalizzare tutte le informazioni di proprio interesse sul web. In un mondo, quello di internet, super competitivo, quasi in “overdose” di informazioni, vi assicuro che trovare con più facilità ciò che si cerca non è poco.

Tuttavia, per poter personalizzare al meglio i risultati di ricerca Google avrà la possibilità di conoscere ancor più in profondità il profilo di ogni utente: i più critici sostengono che questa sia una mossa strategica il cui fine sia quello di vendere sempre più pubblicità calpestando la privacy di ognuno di noi. Tutte le informazioni che Google avrà a disposizione infatti, permetteranno alle aziende che investono in campagne SEM e di Pay per click di raggiungere con estrema facilità il proprio target, aumentando di conseguenza il ROI sui propri investimenti.

Analizzando più nel dettaglio questa nuova politica abbiamo scoperto che:

Google sta combinando più di 60 diverse politiche sulla privacy, raccogliendo gli elementi favorevoli di ognuna di esse con il fine di rendere sempre più facile immagazzinare dati personali degli utenti. L’azienda di Mountan view si giustifica dicendo che in questo modo potrà rendere sempre più agevole l’esperienza di navigazione degli utenti. Certo, l’altro lato della medaglia è che in questo modo renderà estremamente più appetibile per le aziende l’utilizzo del servizio di pubblicità sul motore di ricerca, che è la principale fonte di guadagno di Google. Se infatti per gli inserzionisiti sarà più semplice raggiungere il proprio target obiettivo, le possibilità di conversione saranno maggiori e, di conseguenza, gli inserzionisiti saranno ancor più spinti ad investire. Certo, è fuori discussione che la privacy venga “calpestata” però in questo modo ognuno riesce a trarne vantaggio:

  • L’utente trova con più facilità ciò che cerca. Quando il tempo diventa una risorsa preziosa, questo aspetto non è cosa da poco
  • Le aziende riescono a farsi trovare in base agli interessi precisi del loro target di riferimento e, di conseguenza, hanno maggiori possibilità di guadagnare
  • Google mette in connessione sempre più stretta domanda e offerta, e guadagna (in misura esponenziale) sulla vendita di pubblicità

Ma c’è un modo per impedire a Google di “abusare” della nostra privacy? La risposta, purtroppo è No almeno nel 90% dei casi. L’unico modo per evitare che google raccolga i nostri dati è quello di non utilizzare i servizi che Google stessa offre, e cioè: gmail, google+, Youtube, Adwords, Adsense, Google analytics, Picasa. Sulla Dashboard di Google, è disponibile la lista completa del panorama dei servizi offerti “gratuitamente”.

Tuttavia, è doverso fare una precisazione per i maniaci della privacy. Google non traccia per nome e cognome gli utenti registrati, ma lo fa associando ad ogni utente un indirizzo ip numerico. Inoltre bisogna dire che non tutti i servizi sono coperti da questa nuova politica sulla privacy: alcuni prodotti, come il browser Google Chrome e Wallet continueranno ad essere disciplinati dalle norme sulla privacy attuali.

Avvocati e attivisti della privacy di tutto il mondo hanno avviato una crociata contro il colosso di Mountain view sostenendo l’illegalità di queste nuove norme. In particolar modo, ciò che si contesta è il fatto di non dare la possibilità agli utenti di acconsentire o rifiutare le modifiche.

Il dibattito è aperto! Diteci la vostra su:

 

Francesco Antonacci

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