L’arte di scrivere per l’ecommerce e il SEO Copywriting

L’arte di scrivere per l’ecommerce e il SEO Copywriting

SEO Copywriting e competenze trasversali: ecco qualche suggerimento.

In un precedente articolo abbiamo parlato del mestiere del SEO Copywriter. Oggi invece vogliamo soffermarci nel dettaglio sull’arte di scrivere per il web e per i siti di Ecommerce, pensando al delicato rapporto che intercorre tra l’indicizzazione e la scalata nelle SERP e la necessità di scrivere per gli utenti e non per i motori di ricerca.

Chiunque possegga qualche elementare nozione di narratologia impara a distinguere sin da subito tra l’intenzione dell’autore e l’intenzione del lettore che, lontani da psicologismi di ogni genere, vengono rintracciati nel “testo”. Ogni contenuto che redigiamo, dunque, si configura come una sorta di crocevia tra ciò che volevamo dire-ciò che abbiamo detto-ciò che diamo per scontato che il nostro lettore sappia, ovvero il suo armamentario semantico necessario per capire il nostro prodotto testuale. Questo crocevia, nel settore dell’ecommerce, funziona ogniqualvolta riusciamo a convincere il nostro utente a non scappar via dalla pagina senza aver preso in considerazione l’idea di acquistare il nostro prodotto.

Calarsi nei panni del lettore: uno step fondamentale.

In un’ottica SEO può essere funzionale porsi il problema di quanto ne possa sapere il nostro cliente prima di accedere alla pagina, e pensare a dei contenuti accessori da ancorare all’esterno, facilmente raggiungibili ma al contempo non disturbanti per la lettura: contenuti che aiutino a far chiarezza e a radicare le certezze di chi ci raggiunge, aumentando la nostra credibilità.

Pensate ad esempio ai siti che vendono computer o stufe a pellet. Da esperti ci può sembrare assurdo che qualcuno non sappia cosa voglia dire “centrino” o “sata III”, ma siamo sicuri che un qualsiasi utente alla ricerca di un pc abbia le nostre stesse competenze?

“Basta cercare su Google”, è la prima obiezione che ci verrebbe in mente. Sacrosanto!

…e se trovassimo il modo di dargliela noi, quell’informazione?

Invece di mandare il nostro povero utente smarrito in giro per il web alla ricerca dell’informazione perduta, potremmo fornirgliela noi: non credete forse che sarebbe pronto a ringraziarci e che sarebbe meglio disposto a smettere di cercare un sito dove acquistare il prodotto desiderato?

Questo vale per la maggioranza degli articoli il cui funzionamento presenti degli ostacoli alla comprensione immediata. Ostacoli che dobbiamo essere noi, content editor e content writer, a rimuovere e a sfruttare come delle occasioni di ottimizzazione.

Calarsi nei panni del lettore vuol dire pensare non solo alla semantica e all’ermeneutica, ma anche alle pratiche di fruizione. La redazione e l’ancoraggio di contenuti accessori si configura come sempre più necessario adesso che i siti web vengono regolarmente consultati da supporti differenti dal computer. Ora che la battaglia tra i negozi fisici e quella online imperversa senza tregua, la comprensione immediata e la raggiungibilità – insieme alla convenienza di prezzo – costituiscono le carte vincenti.

Quanto si diverte secondo voi il professore genovese delle scuole medie, o l’avvocato marchigiano, a gironzolare per la rete mentre è in piedi al centro commerciale che tenta di valutare la convenienza dell’acquisto immediato di un elettrodomestico che ha di fronte? Poco, ci scommetto. Quanta voglia ha di scoprire cosa vuol dire “stufa canalizzata” o “raccordo a T” mentre magari la moglie lo aspetta con aria scocciata e il figlio piange a squarciagola? Nessuna.

In quei momenti si può catturare l’attenzione di un potenziale cliente guidandolo quasi inconsapevolmente all’acquisto, ed evitandogli l’imbarazzo di dover inventare una scusa col commesso perché il prodotto che ha visto è decisamente troppo caro rispetto al nostro portale ecommerce!

Francesco Antonacci

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