Mobile-friendly: facciamo il punto della situazione

Mobile-friendly: facciamo il punto della situazione

L’arrivo dell’etichetta “mobile-friendly”, comparsa accanto alle description visualizzate da cellulare o tablet sulle SERP google lo scorso novembre, ha smosso le paludose acque della SEO come non accadeva da tempo: era il preannuncio di una rivoluzione, e tutti coloro che lavorano nel settore del web marketing e si occupano di posizionamento lo hanno capito. La crescita vertiginosa del traffico da mobile – anche nel nostro paese, dove abbiamo toccato circa 15 milioni di mobile surfers giornalieri – ha messo il colosso delle ricerche on line di fronte all’ennesima sfida di raffinamento del traffico, e la risposta non si è fatta attendere. Cosa è successo e cosa sta ancora per succedere?

Facciamo un recap degli avvenimenti recenti sul mobile-friendly

Il 26 febbraio Google ufficializza i rumors che circolano da tempo: dal 21 aprile il mobile-friendly sarà un fattore di posizionamento. Lo scopo è di portare dunque i contenuti ottimizzati per il mobile nei primi posti SERP nelle ricerche mobile. Il cambiamento “epocale” – e questo è il primo fattore su cui focalizzarsi – sembra riguardi esclusivamente le ricerche mobile, almeno stando a quanto si dice nel post di comunicazione ufficiale contenuto sul Webmaster Central Blog di Google: “A partire dal 21 Aprile, espanderemo l’utilizzo dell’ottimizzazione per dispositivi mobili come segnale di posizionamento.

Questo cambiamento avrà effetti sulle ricerche mobile in tutto il mondo e in tutte le lingue e avrà un significativo impatto nei nostri risultati di ricerca. Di conseguenza gli utenti troveranno più facile ottenere risultati di ricerca rilevanti e di alta qualità ottimizzati per i propri dispositivi.” Se all’apparenza le ricerche sulle versioni desktop non saranno toccate direttamente dall’introduzione di questo nuovo fattore di posizionamento, tuttavia è facile presagire che ci saranno significativi cambiamenti nelle SERP in generale e che i siti mobile friendly acquisiranno vantaggio anche nelle versioni desktop.

Il fatto che Google preannunci un cambio di algoritmo è di per sé un avvenimento eccezionale. Non ci saranno scansioni temporali o fattori di barriera: le pagine verranno analizzate in contemporanea e se ottimizzate otterranno l’etichetta mobile-friendly e godranno del beneficio di posizionamento. Altrimenti nisba. Questo potrebbe far guadagnare posizioni a pagine con ranking basso fino a quel momento, quindi l’occasione in un certo senso è ghiotta.

La guida di Google per la creazione di pagine mobile friendly

pc-friendlyPer preparare il campo, Google ha creato un’intera e ricca sezione “Guida per i dispositivi mobili”. A parte l’utile sezione di test (che può servire ad esempio a capire come stanno messi i nostri competitors, o almeno a fare qualche indagine “a campione”) può essere molto interessante leggere la sezione “Tre cose da sapere per realizzare un sito per dispositivi mobili” (gradito a Google, ovviamente) che essenzialmente ci dice queste tre cose:

  1. Parola d’ordine: SEMPLIFICAZIONE! Per raggiungere l’obiettivo, meno click e meno tocchi sono necessari e meglio è. La fase teorica di ideazione è fondamentale, sempre focalizzandosi sull’obiettivo.
  2. Direttamente conseguente è stabilire delle PRIORITA’: meno contenuti vuol dire più semplicità dunque più usabilità.
  3. Modelli, temi e strutture devono essere comuni a tutti i dispositivi: è quella che chiamano RWD, “una tecnica che prevede l’utilizzo dello stesso URL e dello stesso codice per la pagina, a prescindere dal fatto che l’utente utilizzi un computer desktop, un tablet o un cellulare. Soltanto la visualizzazione si regola adattandosi alle dimensioni dello schermo”. Quindi assolutamente no alla versione ad hoc per dispositivi mobili con indirizzo “m.example.com”, deve essere la nostra versione base www.example.com a essere adattata ai diversi tipi di dispositivi.

Il punto 3 potrebbe essere un’ulteriore “prova” di quanto detto prima, e cioè che anche il posizionamento desktop verrà seriamente condizionato da ciò che accadrà sul mobile. In generale vale sempre il consiglio di essere minimalisti: the less, the better. Ma come progettare delle pagine mobile-friendly senza incorrere nell’errore opposto, cioè eliminare cose che poi all’atto pratico potrebbero essere fondamentali? Potrebbe essere molto utile sfruttare l’esperienza e gli errori di chi si è imbarcato prima di noi in questa impresa.

Ecco 3 consigli utili per chi sta lavorando alla versione mobile-friendly del proprio sito ecommerce:

mobile-friendly-vs-non-mobile-friendly

  1. Valutare seriamente di ridurre il numero di prodotti presenti sulla versione mobile: se non ce la facciamo a essere pronti per il 21 aprile, meglio rinunciare al tutto e subito e lavorare invece per ottenere posizioni sui prodotti che consideriamo “di punta”; meglio perdere qualche sparuto acquirente che essere danneggiati delle penalizzazioni.
  2. Curare in modo maniacale la visualizzazione dei prodotti e il checkout: se fino a questo momento abbiamo pensato che l’utente del PC avesse fretta, il futuro ci farà cambiare idea. L’utente del mobile ha e avrà ancora meno tempo da perdere rispetto all’altro. Ridurre il numero di click diventerà essenziale per battere la concorrenza. Per cui: via tutti i fronzoli, massimo quattro prodotti in bella vista per pagina e soprattutto check-out semplificato in pochissimi step o in una sola pagina.
  3. Ridurre peso e dimensioni delle immagini: i tempi di caricamento devono essere accorciati al massimo, per evitare le attese (e i rimbalzi). Del resto le foto su smartphone sono pensate per essere viste su uno smartphone, come si accorge chiunque provi a visualizzare su pc una foto scattata con cellulare. Un vantaggio di cui sarebbe bene approfittarsi.
Francesco Antonacci

0 Commenti

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>