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Content Marketing Trend 2019 | Socialware

Contenuti di qualità, videomarketing, micro-influencer e i Top Content Marketing Trend da seguire nel 2019

Pariamo da una premessa. L’obiettivo di ogni brand dovrebbe essere quello di connettersi con gli utenti in modo autentico e umano, sfruttando i contenuti per approfondire questa relazione; questi ultimi devono devono rispecchiare con precisione la voce del brand, la mission che l’ azienda persegue e il valore che vuoi portare al tuo target. Il contenuto è dunque al centro della connessione tra il tuo brand e il tuo cliente: apre la mente e il cuore dell’utente, e non a caso Seth Godin definisce “il content marketing l’unico marketing rimasto”: è autentico, utile agli utenti e perfettamente adatto alla comunicazione digitale. Ha come obiettivo quello conferire un valore aggiunto al tuo pubblico, sia che si tratti di educarlo, sia di intrattenerlo o informarlo. Trasmettendo autenticità e trasparenza attraverso i tuoi contenuti, consenti ai tuoi clienti di fidarsi di un brand che si fa strada e si distingue attraverso i competitor. Non parliamo solo della scrittura di un buon post, ma anche di sfruttare tecnologicamente avanzate, avvalendosi, se è il caso, di figure aggiunte come videografi esperti e intuitivi che capiscano le necessità di una comunicazione attraverso le diverse piattaforme social. C’è poco da dubitare sull’efficacia e la potenza del content marketing, ma negli ultimi anni ci siamo resi conto di come la creazione e la distribuzione siano cambiati radicalmente. Pertanto, per rimanere competitivo sul mercato, è il momento di aggiornarsi e conoscere le ultime tendenze. In questo articolo andremo ad analizzare i canali, le tattiche e gli strumenti utilizzati dai digital marketer per creare un piano che ti aiuti ad allineare i contenuti agli obiettivi di business. Ecco, quindi, quali sono Content Marketing Trends su cui puntare nel 2019:

1. Contenuti di valore

ll 2019 riguarderà la qualità dei contenuti, non la quantità. Il flusso di quelli che vengono pubblicati aumenta ogni giorno, per questo è necessario produrre contenuti realmente straordinari, forniti di un valore aggiunto e che attirino l’attenzione dell’utente. Chiediti cosa cercano gli utenti, come si potrebbe migliorare il contenuto testuale e se ci sono spazi che potresti riempire. Ecco alcuni suggerimenti: – Oltre ad essere notevolmente diverso da quello che fanno i competitor, ricorda che il contenuto deve essere utilizzabile su qualsiasi dispositivo o browser. – Crea aspettativa e una risposta emotiva di stupore, sorpresa, partecipazione. – Risolvi un problema, rispondi alle domande fornendo informazioni o risorse complete, accurate, eccezionali. – Punta alle condivisioni dei tuoi contenuti e alla viralità attraverso i social network. Inoltre, è bene tenere presente che i motori di ricerca premiano sempre più spesso i post più lunghi all’interno dei risultati della serp, questo perchè i lettori sono sempre più alla ricerca di fonti affidabili. Fornire informazioni utili può essere una risorsa di qualità e di autorevolezza in materia e lo dimostra anche una recente analisi di BuzzSumo (effettuata su oltre 100 milioni di articoli), la quale rivela che i contenuti di questo tipo tendono a ottenere più condivisioni sui social rispetto alle forme brevi. Il suggerimento è quindi quello di produrre contenuti con oltre 2000 parole. new-content-trends-2019

2. Videomarketing

Un valore innegabile è quello assunto dal video marketing. Un rapporto 2017 di Animoto ha rilevato che il 64% dei consumatori esegue un acquisto dopo aver visto una campagna promozionale video su Facebook. Quali sono le azioni per integrare i video nel tuo piano di marketing 2019? – Produci video coinvolgenti e unici. – Produci video mobile-friendly – Mantieni un calendario di video contenuti aggiornato e regolare. Se dunque il testo da solo non è sufficiente, punta sul contenuto visiso, ed in particolare sui video, per ottenere un maggiore coinvolgimento. Se non hai già iniziato a utilizzare il video nel tuo marketing, il 2019 è il momento di iniziare: non è necessario puntare sulla produzione di video di lunga durata: potrebbe essere utile testare formati di contenuti più corti, video per le storie su Instagram e dirette Facebook, senza dimenticare che questi contenuti devono fornire un’esperienza straordinaria ai tuoi utenti.

3. Chatbot

Negli ultimi anni, le aziende hanno adottato l’uso dei chatbot per personalizzare l’esperieza di navigazione e incrementare il coinvolgimento dei clienti. Grazie all’evoluzione della tecnologia di apprendimento automatico e dell’intelligenza artificiale, le funzionalità di chatbot sono sempre più adattabili ai bisogni dei consumatori, offrendo un servizio clienti 24 ore su 24, 7 giorni su 7, sono anche in grado di mantenere in memoria i dati per un uso successivo. Avere un chatbot in grado di rispondere alle domande è interessante per ogni azienda e settore se si considera un aspetto decisivo: la vendita. Un bot può influenzare le conversioni e infatti il 2018 ha segnato l’esplosione di questi “assistenti virtuali”. Si prevede che l’industria del chatbot crescerà in modo significativo per permettere alle aziende di ridurre sostanzialmente i loro costi operativi. Il 2019 potrebbe essere l’anno di svolta dei chatbot come strumento di marketing per la tua azienda.

4. Micro-influencer

L’influencer Marketing non è certo un fenomeno nuovo, tuttavia è spesso frainteso dai marketer e dagli imprenditori che credono di dover investire un enorme budget. Ebbene, non sempre è necessario rivolgersi ai più importanti influencer del pianeta per promuovere il proprio brand: secondo le nuove tendenze il marketing di micro-influencer può essere un punto di svolta per le aziende di tutte le dimensioni. Scegliere i giusti influencer rimane comunque la chiave del successo di ogni azienda, perché rappresenta il modo più veloce per aumentare la consapevolezza del tuo brand e mantenere una relazione con il pubblico di destinazione. storytelling-content-marketing-2019

5. Auntenticità e Brand storytelling

Autenticità e trasparenza del brand: queste sono le parole d’ordine. Puntare sul brand stortylling autentico è necessario a raccontare chi sei, qual è la storia della tua azienda, quali sono radici del tuo marchio, quali traguardi hai raggiunto, quali sono i motivi del tuo successo. Ogni strategia di content marketing dovrebbe contribuire a dare un valore aggiunto e unico al tuo brand, chiarificare ciò che offri e come ti distingui dai competitor nel modo più “trasparente” possibile. Visti questi principali trend topic, non ti resta che integrare la tua strategia di content marketing: la regola è sperimentare, condividere, provare nuovi formati e supporti per il tuo pubblico. E tu hai già cominciato a seguirli? Scrivicelo nei commenti!
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Algoritmo Facebook: nuove penalità

Algoritmo Facebook: nuove penalità per i post “acchiappa-interazioni”

Sanzioni per le pagine che fanno uso di contenuti ingannevoli e abbassamento della loro visibilità

Gli ultimi aggiornamenti dell’algoritmo di Facebook confermano un dato importante: anche per il social network più utilizzato del pianeta non conta solo la quantità. Quella che per Google è una priorità ormai da anni confermata da costanti novità relative ai fattori di ranking, sembra essere importante anche per il gigante di Zuckerberg. Sarà capitato a tutti di notare nella Home post con un copy simile a “Condividi se anche tu…”, “Metti mi piace se…”, “Tagga un amico se…”, e altri di questo genere. Si tratta di post con un unico obiettivo: portare visite al sito con un’azione ingannevole like-fb-sw Questa antipatica abitudine è molto diffusa ed è una pratica utilizzata anche da amministratori di pagine aziendali che dimenticano la rilevanza del contenuto cercando di incrementare ad ogni costo il numero delle interazioni. Da qualche giorno non solo sarà più difficile continuare a portare visite al sito abusando della buonafede degli utenti con contenuti di bassa qualità, ma verranno penalizzate le pagine sulle quali saranno pubblicati post di questo tipo con un drastico abbassamento della loro visibilità nel News Feed. fb-loghi-swDopo la penalizzazione del “link baiting”, ovvero dei post ingannevoli con link utilizzati per portare visite al sito, ora diventa fattore negativo anche il cosiddetto “engagement baiting”. Stando alle ultime notizie sulle novità da Facebook seguiranno nuovi aggiornamenti relativi a ulteriori penalizzazioni rivolte alle pagine che utilizzano regolarmente contenuti-esca. Verrà ridotta la diffusione di contenuti spam e fuorvianti con la finalità di migliorare la qualità delle interazioni e rispettando quella che dovrebbe essere il principio base dei feed: l’autenticità.

Quali contenuti verranno penalizzati nel News Feed di Facebook?

L’ultimo aggiornamento dell’algoritmo di Facebook ha la finalità di migliorare l’organizzazione e la selezione dei contenuti evitando interazioni di bassa qualità. Nello specifico le pagine destinate ad essere penalizzate sono quelle che abitualmente praticano:
  • Vote baiting: post nei quali l’utente interagisce esprimendo un voto/reazione su un’immagine;
  • React baiting: post nei quali si invita l’utente ad esprimere attraverso il like l’appartenenza ad una determinata categoria (es. segno zodiacale, genere, ecc…);
  • Share baiting: post attraverso il quale si invita l’utente a condividere con un numero prestabilito di amici il contenuto, in cambio della partecipazione ad un ipotetico concorso a premi;
  • Tag baiting: post con cui si invita l’utente a taggare contatti che potrebbero far parte della categoria segnalata dal contenuto (es. look);
  • Comment baiting: post attraverso il quale invitare l’utente a lasciare un commento per indicare la propria appartenenza alla categoria indicata dal contenuto (es. genere musicale).
Queste sono le 5 tipologie di contenuto che nei prossimi giorni subiranno le penalizzazioni previste dalle ultime novità sull’algoritmo di Facebook. Restiamo dunque in attesa di nuovi aggiornamenti relativi all’organizzazione dei contenuti sul News Feed. Se hai dubbi sulle ultime novità relative al funzionamento dell’algoritmo di Facebook, scrivi qui le tue domande. local-marketing-libro-francesco-antonacci-cristiano-carriero
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Trend e best-practice digitali per il 2018

Azioni e best-practice che avranno impatto sulla nostra strategia digitale durante il 2018

Siamo giunti a fine anno. Quali strategie intraprendere per l’anno nuovo? Sono le considerazioni che ogni anno i marketers si pongono cercando di migliorare quanto di buono si è fatto, o al contrario, di invertire la tendenza di qualcosa che non è andato secondo le aspettative durante l’anno che sta per terminare. Molto spesso per raggiungere il “Sacro Graal” delle strategie all’interno del nostro mercato di riferimento, non esiste un piano standard, ma bisogna passare attraverso una selva di test da implementare nel tempo. Testare campagne pubblicitarie, testare claim, testare landing page, testare formati grafici, testare contenuti testuali. Tanti test, per altrettanti dati da analizzare che ci permetteranno nel tempo di valutare e delineare la miglior strategia, il miglior canale, il budget ideale e il momento opportuno per vendere il nostro prodotto. Per questo motivo, auguriamo a tutti i marketers un 2018 ricco di test.

Quali azioni avranno un impatto importante sul Digital Marketing nel 2018?

1. Contenuti digitali personalizzati: ripensare a esperienze uniche per i nostri utenti Partiamo da dati molto chiari sui Contenuti Digitali Personalizzati:
  • Secondo Monetate il 94% dei professionisti digitali concordano sul fatto che la personalizzazione dei contenuti sia un elemento determinate a fini del coinvolgimento dell’utente
  • Secondo HubSpot, un contenuto tailor-made performa il 42% meglio di un contenuto non personalizzato in termini di vendite
  • Secondo Forbes’ Publish, proporre esperienze web personalizzate è premiante, in quanto raddoppia i rendimenti in termini di performance ed engagement
Naturalmente, il Content rappresenta il cuore pulsante del Digital marketing, ma così come quest’ultimo matura nel tempo, allo stesso modo si evolve la natura del Content stesso. Per questo, la giusta profilazione dei nostri utenti e potenziali clienti, unita alla creazione di contenuti personalizzati sulle necessità degli stessi Customers t e Prospec , può consentirci di proporre prodotti digitali più appetibili per la nostra utenza e dunque più efficaci. 2. SEO e Content si integrano sempre più Diciamocelo. Ormai sono pochi i professionisti che si occupano di Content marketing senza includere la SEO. Content e SEO sono praticamente come il burro con la marmellata e anche il loro sodalizio è ufficialmente confermato da due dati significativi sull’influenza di un aspetto sull’altro:
  • Secondo una ricerca di BrightEdge, ben il 52% dei marketers ammette che la SEO risulta essere determinante nel lungo periodo nelle strategie di content marketing di sucesso
  • Il traffico organico porta al 51% in più in termini di fruizione di contenuti web
Il miglior modo per potenziare il rapporto tra Seo e Content marketing è quello di condurre analisi sul comportamento degli utenti in maniera continua (poiché gli interessi dei Prospect mutano rapidamente e di frequente) approfondendo sui dati di traffico connessi al comportamento degli utenti. Questo tipo di analisi ci aiuterà ad implementare strategie integrate coerenti coi nostri obiettivi, orientate inoltre a produrre buoni risultati in termini di awareness e conversioni nel medio-lungo periodo. 3. Integrare strategie Social efficaci Per gli anni a venire si prospettano grandi investimenti nel Social Marketing da parte di sempre più aziende commerciali, tutto ciò si tradurrà in una sola cosa: i budget destinati al Social Media Management e Advertising lieviteranno. Per quanto possa far storcere il naso a molti, il loro punto di vista è più che comprensibile: l’obiettivo è quello di fare brand in maniera più presente attraverso interazioni spontanee ed intuitive, spingendo all’acquisto tutti coloro che entrano in contatto col proprio brand L’operazione è già palesemente in atto se consideriamo che su Facebook (al momento il Social che domina la scena sia in termine di utenti che di interazioni) il Social Marketing si sta spingendo verso contenuti più emozionali, perché le emozioni generano più coinvolgimento e viralità. Utilizziamo canali Social appropriati per il nostro mercato di riferimento? Che emozioni veicoliamo agli utenti che entrano in contatto col brand che rappresentiamo? social-articolo-trend-2018 4. Mobile marketing: il mercato è definitivamente mobile-friendly I dati parlano chiaro anche in materia di Mobile Marketing:
  • il 69% del tempo trascorso online avviene su mobile
  • solo nel 2017 sono stati spesi 143 Miliardi di dollari in Mobile Ads in tutto il mondo, il doppio di quanto speso nel 2015 (71 Miliardi di dollari)
  • secondo BIA/Kesley la spesa in Mobile Ads geolocalizzate crescerà dai 12.4 Miliardi di dollari del 2016 ai 32.4 Miliardi di dollari nel 2021
  • Siamo tutti in attesa delle novità che il primo algoritmo-mobile di Google introdurrà (lancio atteso per gli inizi del 2018). Si sa già con certezza che con esso Google indicizzerà prima di tutto i contenuti mobile, valutandoli come elemento principale per decidere come classificare i risultati ottenuti, a prescindere se la navigazione avviene su desktop o mobile.
A quanto pare, sembra dunque che Il primo algoritmo mobile di Google vada a cambiare il concetto di piattaforma “mobile-friendly”, rendendo obsoleto ogni sorta di “aggiustamento” fatto ad hoc per gli utenti mobile su siti che di base non lo sono. Tuttavia, esso non dovrebbe rappresentare una “preoccupazione” per i possessori di un sito responsive e dinamico di cui contenuto principale e markup risultino gli stessi sia su mobile che desktop. 5. Advertising e Marketplace: dominare nel futuro Se non avete ancora iniziato a lanciare campagne advertising Adwords, Google e nei maggiori Marketplace, questo è il momento giusto per iniziare a farlo. Google Adwords è sicuramente lo strumento più utilizzato per implementare campagne basate su inserzioni online orientate verso un target di utenti che sono alla ricerca di qualcosa in rete. Con una nuova veste grafica e rinnovati strumenti di supporto per la pianificazione delle proprie campagne online, la piattaforma Google Adwords è molto intuitiva e ci permette di utilizzare diversi formati per le nostre campagne pubblicitarie (inserzioni testuali, banner grafici, video). Inoltre, attraverso Google Express, Adwords ti permette di avviare campagne web geolocalizzate per dare visibilità ai punti vendita fisici e rendere più efficaci il marketing territoriale (Local Marketing). Negli ultimi anni si è registrata una crescita esponenziale di Facebook Advertising sia in termini di budget investito che in termini di numero di utenti utilizzatori: nel secondo quadrimestre del 2017 infatti il ritorno di Facebook dalle Ads ha raggiunto i 9.6 Miliardi di dollari, con un crescita media del 47% di anno in anno. Le campagne Facebook Advertising sono molto efficaci per coloro che intendono orientare le loro campagne verso pubblici target con specifici interessi e comportamenti e che si presume possano essere più inclini ad effettuare azioni specifiche anche direttamente su sito. Nonostante ci siano (ancora) molti pregiudizi sull’utilizzo dei marketplace, è innegabile che dietro la crescita esponenziale del commercio online degli ultimi anni c’è anche la grande spinta degli Amazon, Booking.com ed Ebay. Commissioni alte, concorrenza spietata e sistema di recensioni molto “competitivo”. Tutto vero. Ma lavorando esclusivamente sul nostro e-commerce le regole sarebbe diverse? La direzione ideale sarebbe quella di guardare con attenzione ai marketplace di riferimento e considerare di inserirli nel nostro “Digital Marketing Mix”, iniziando capire come poter posizionare il nostro prodotto, come poter accrescere il nostro brand, come implementare campagne e vendere al loro interno. Del resto sono delle enormi piazze digitali per la compravendita dove una grossa mole di traffico già esiste, e dunque vanno considerati come tali. marketplace-articolo-trend-2018 Hai qualche domanda? Scrivici! Desideri approfondire qualche argomento tra quelli in discussione? Scrivici o commenta pure.
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Google raddoppia la lunghezza degli Snippet nei risultati di ricerca: cosa cambia?

Google aumenta ufficialmente la lunghezza degli Snippet nei risultati di ricerca: cosa cambia?

Da 160 a oltre 230: i caratteri degli Snippet raddoppiati per rendere le descrizioni più esaustive a fronte delle query degli utenti

Lo Snippet è un frammento di testo estrapolato in maniera programmatica e pertinente da una pagina web assieme alla sua url. Appare in alto nella pagina (snippet in primo piano) come risultato di ricerca organico in risposta ad una query di ricerca digitata da un utente sotto forma di domanda. Google ha confermato di aver apportato una modifica sostanziale nel modo in cui visualizziamo gli snippet nei risultati di ricerca. La motivazione alla base di questa scelta è le legata alla volontà di fornire snippet più descrittivi, utili e pertinenti alle ricerche delle persone.

Snippet più lungo: è utile modificare la meta description?

Di fronte ad un cambiamento così sostanziale, la domanda che molti specialisti del web si stanno ponendo è se sia utile aggiornare le meta description, semplicemente allungandole. Se prendiamo in considerazione il funzionamento del sistema programmatico che estrapola gli snippet e gli esempi che vi proporremo, la risposta a questa domanda è NO. Spieghiamo meglio. Gli snippet vengono estrapolati dalla pagina web in base alla pertinenza alla query di ricerca, e non sono solitamente legati alla lunghezza delle meta description, bensì alla qualità del contenuto e a quanto quella stessa query di ricerca sia contenuta sia nel corpo del testo che in tutti i meta dati (dal Title Tag, alla Meta Description, agli H1 e H2). Questo meccanismo sembra essere maggiormente confermato oggi, a fronte dell’aumento della lunghezza dei caratteri concessi agli snippet. Facendo una ricerca su Google, abbiamo infatti individuato almeno 3 casi diversi.

 1. Query nella metadescription, Title Tag e H1snippet

In questo snippet, apparso dopo aver digitato la query “Local marketing cos’è?”, notiamo che la lunghezza supera di gran lunga la media annunciata da google, arrivando sino a 288 caratteri. Questo dato ci sta ad indicare che Google non ha in realtà stabilito un limite massimo alla lunghezza dello snippet, arrivando anche fino a 300 caratteri se il contenuto è molto pertinente e di qualità. In questo primo esempio, andando ad analizzare i metadati tramite MOZ, è evincibile che lo snippet estrapolato corrisponde esattamente al primo paragrafo dell’articolo in questione, e che la query di riferimento è contenuta sia nella meta description che nel Title Tag e nell’H1 antecedente il paragrafo stesso.

2. Query contenuta soltanto nell’h1 e non nella meta description

A sostegno dell’ipotesi di cui sopra, ossia che lo snippet possa anche non prendere in considerazione la meta description bensì altri dati all’interno della pagina, vi è questo secondo esempio, apparso tra i risultati organici come snippet in primo piano in risposta alla query “come ottenere un rimborso volo”. snippet lunghezza Anche in questo caso la lunghezza dei caratteri è superiore alla media annunciata da Google, risultando essere di 283 caratteri. In questo secondo esempio, la meta description non viene assolutamente presa in considerazione nello snippet, bensì, come emerge dall’analisi tramite MOZ, viene considerata come pertinente la query contenuta esclusivamente nell’H1 snippet metadati rimborso volo

3. Query contenuta nel Title Tag e nell’H1 ma non nella meta description

In quest’ ultimo esempio di snippet, apparso in rispsota alla query “come scegliere piscine fuori terra”, i caratteri sono in totale 103 (e quindi inferiori alla lunghezza massima), andando ancora una volta a confermare l’ipotesi iniziale secondo la quale la lunghezza viene stabilita di volta in volta, senza limiti minimi o massimi vincolanti. snippet caratteri san marco Anche in questo esempio la query in questione è contenuta nel title tag e nell’h1 ma non nella meta description. Osserviamo inoltre che in quest’ultimo caso lo snippet ci rimanda direttamente alla pagina di categoria di un sito e-commerce, sfatando la leggenda secondo la quale sia utile lavorare soltanto su eventuali blog dei siti e-commerce affinché essi appaiano come snippet in risposta a delle query di ricerca. Anche una pagina di categoria, se ben lavorata, viene premiata da google in questo senso. Ricordiamo ovviamente che lo snippet non influenza e nulla ha che fare con il posizionamento in serp, ma sicuramente contribuisce ad un incremento dei CTR, mettendo in evidenza l’url stesso. snippet metadati L’intento di quanto sinora esposto non è ovviamente sminuire l’importanza della meta description, bensì sottolineare quanto sia fondamentale una maggiore attenzione alla pertinenza tra le query che inseriamo nei nostri meta dati con il corpo del testo, e all’importanza di inserire le query in maniera strategica non solo nelle meta description o nei Title Tag, ma anche e negli H1. Tornando alla domanda iniziale “è opportuno allungare le nostra meta description?”, la risposta è ancora una volta no, mentre sarebbe più che opportuno ottimizzarle ulteririormente, cercando di inserire delle descrizioni che non risultino un mero agglomerato di keywords, ma delle query vere e proprie. Per concludere, si potrebbe affermare che a segnare realmente la differenza sia il tenere bene a mente non solo “quanto cercano”, ma soprattutto “come cercano le persone .
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Come costruire liste per una strategia di email marketing efficace

Email marketing: dalla prima comunicazione pubblicitaria al database building di qualità

Costruire una strategia di digital marketing efficace vuol dire valutare numerose possibilità cercando di trovare soluzioni che siano coerenti con gli obiettivi. Occorre essere costantemente aggiornati sull’evoluzione sempre più veloce degli strumenti, con piccole grandi novità ormai all’ordine del giorno. In questo contesto così dinamico e avvincente ci sono pilastri sui quali il digital marketing continua a reggersi nonostante i vari upgrade “punto zero” del web. Si tratta di quelle certezze presenti fin dall’inizio che nel tempo non perdono colpi e godono di una salute che migliora puntualmente. Stiamo parlando dell’e-mail e della sua costante importanza nell’elaborazione di una digital strategy di successo. Nata a fine anni ‘70, l’e-mail è ancora oggi un canale molto importante per comunicazioni di vario genere. Fu Gary Thuerk ad inviare il primo messaggio promozionale della storia digitale il 3 maggio del 1978 utilizzando la rete di Arpanet sviluppato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, prima ancora della nascita di internet così come lo intendiamo oggi. Una vera rivoluzione che negli anni si è trasformata in una preziosa ed evoluta possibilità commerciale. L’email marketing oggi occupa un ruolo ancora importante nella costruzione di ogni strategia con risultati sorprendenti e in crescita. email-marketing-socialware Come dimostra l’ultima analisi sull’email marketing in Italia dell’Osservatorio Statistico 2017 elaborato da MailUp, su un campione di 12 miliardi di email analizzate riconducibili a 10.000 clienti, si registra un notevole incremento dei messaggi recapitati correttamente rispetto al 2015. Crescono del 35,7% le aperture totali e del 36,9% i clic totali. Questi e altri dati molto positivi sono da attribuire di certo ad un notevole miglioramento delle piattaforme di lavoro come MailChimp e MailUp e dell’email deliverability da un lato, dall’altro invece alla crescente attenzione da parte dei brand verso buone pratiche di profilazione, segmentazione e automazione.

Database building: il punto di partenza per implementare la campagna di marketing

Come per ogni strategia di marketing che si rispetti il primo passo da compiere è l’analisi degli utenti di riferimento. Costruire una digital strategy senza sapere chi è il nostro interlocutore vuol dire sprecare tempo prezioso, rischiando di arrecare fastidio e ottenendo quindi un effetto contrario alle aspettative. Tuttavia non si tratta solo di uno step iniziale ma di un costante monitoraggio di informazioni sempre più puntuali che permettono l’invio di contenuti pertinenti. In una strategia di email marketing le modalità con le quali costruire le liste sono molto importanti e richiedono alcuni accorgimenti fondamentali. Il primo è sicuramente la raccolta dei dati. email-marketing-socialware-5

Come raccogliere i dati per una list building di qualità?

La raccolta di informazioni utili alla profilazione dell’utente permette di inviare contenuti meno invasivi e soprattutto che rispettano gli interessi, le aspettative degli utenti iscritti e la loro privacy incrementando i tassi di apertura e clic. La modalità della richiesta di iscrizione ci permette di raccogliere il primo dato utile ed è già una risposta importante per testare il livello di interesse dell’utente, quindi la sua eventuale predisposizione all’acquisto. Negli anni le possibilità si sono moltiplicate e le piattaforme di lavoro hanno raggiunto livelli molto elevati per la costruzione di un database di qualità. Ne riportiamo solo alcuni esempi tradizionali e non solo:
  • aumento dei punti di accesso, con l’obiettivo di moltiplicare le possibilità dell’utente per iscriversi alla newsletter. Implementare il sito di entry point in zone della pagina da scegliere in base all’esperienza di navigazione onsite;
  • inserimento di pop-up interattivo che risponda ad un’azione precisa dell’utente (es.tempo di permanenza su una pagina, numero di pagine visitate, ecc.) con l’obiettivo di ricordare all’utente la possibilità di rimanere aggiornato sui contenuti verso i quali ha manifestato interesse;
  • inserzioni LeadAds per acquisizione contatti, utilizzando anche i social per la raccolta di iscrizioni di qualità da implementare anche con semplici form sulla pagina aziendale;
  • contenuti premium, un incentivo ormai tradizionale per motivare la proposta di iscrizione inoltrata all’utente. L’obiettivo è offrire una “reason why“ che spinga l’utente a lasciare un suo contatto personale.
email-marketing-socialware-4 Ma non finisce qui. Dopo aver deciso la modalità di raccolta dei dati, occorre stabilire una modalità per garantire un controllo sulla validità degli indirizzi raccolti.

Single opt-in o double opt-in: pro e contro

Il secondo passo per costruire una lista con contatti di qualità è quello della conferma di iscrizione. Le possibilità sono solo due ma con ricadute molto diverse sulla costruzione del database per email marketing:
  • single opt-in, richiede solo un clic per confermare l’iscrizione dopo aver inserito i dati richiesti. Non prevede l’invio di un’e-mail di conferma;
  • double opt-in, per confermare l’iscrizione occorre effettuare un clic sul link ricevuto via email all’indirizzo segnalato.
Come è facile intuire, le due modalità hanno obiettivi molto differenti. La strategia di single opt-in è utile se il fine è quello di raccogliere iscrizioni per una list building quantitativa, la double opt-in strategy garantisce una conferma del corretto inserimento dei dati andando a comporre liste meno affollate ma attive e reali. Offrire all’utente la possibilità di confermare la sua iscrizione è di sicuro un vantaggio non solo tecnico con positive ripercussioni sul rapporto con l’utente stesso che cliccando sul link acquisisce una consapevolezza che, nel caso della modalità single opt-it, perderebbe in poche ore o addirittura minuti. Questi sono solo alcuni dei vantaggi grazie ai quali l’approccio consigliato per la qualità del database per una strategia di email marketing è senza dubbio il double opt-it. Puntare alla qualità vuol dire costruire liste meno estese che garantiscono tuttavia report molto fedeli alla realtà, riducendo al minimo la presenza di contatti inattivi che alterano le percentuali di apertura.

Gestione delle disiscrizioni dalla newsletter

C’è un passaggio iniziale che sembra un paradosso ma è altrettanto importante. Gestire con facilità la disiscrizione degli utenti che non desiderano più ricevere contenuti informativi o commerciali è importante tanto quanto la qualità degli iscritti. email-marketing-socialware-3 Nell’invio dell’email è fondamentale rendere le procedure di disiscrizione facili, veloci e lineari. In questo modo sarà garantita la completa trasparenza tra azienda e destinatario, evitando eventuali fraintendimenti che possono compromettere un eventuale ritorno di chi ha appena abbandonato la lista. Per costruire una strategia di email marketing efficace e completa bisogna tener presente vari passaggi. In questo post ne abbiamo analizzati solo alcuni.

Se hai dubbi su database building e raccolta dati per la tua email marketing strategy scrivi qui le tue domande.

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SEO strategy: arte o scienza? La scrittura dei contenuti tra ottimizzazione e storytelling

La strategia SEO: come scegliere le parole chiave? Il compromesso tra volumi di ricerca, query e strategia

Scrivere un articolo di successo, che sia per il tuo blog personale o per quello della tua azienda, è impresa ardua  che persegue (o dovrebbe perseguire) sempre due obiettivi parimenti fondamentali: utilizzare una strategia SEO che consenta l’ottimizzazione del contenuto per il posizionamento sui motori di ricerca e impiegare un linguaggio coinvolgente e attrattivo per i lettori. Abbiamo già parlato dei consigli utili per affrontare la nuova era della SEO e dei 6 strumenti imprescindibili per  ottimizzare al meglio le pagine del nostro sito web, ponendo un particolare focus sulla modalità di ricerca delle giuste parole chiave, partendo dall’ analisi delle keyword attraverso i tools più indicati. Ricordiamo che l’analisi e la scelta delle parole chiave pertinenti ai contenuti del sito è un processo indispensabile per migliorare il nostro posizionamento in SERP e quindi per incrementare il tasso di conversione.

Preme sottolineare che nell’utilizzo ad esempio del Keyword Planner, lo strumento gratuito di Google Adwords, ci ritroviamo di fronte a keywords con un alto volume di ricerca e di fronte a keywords più specifiche, con volumi di ricerca molto più bassi. Ed è qui che entra in gioco la capacità del SEO specialist di riuscire ad inseguire i numeri senza perdere di vista la strategia generale. Se ad esempio abbiamo delle keywords molto competitive e stiamo lavorando su di un sito con un basso traffico e ancora poco posizionato sulla maggior parte di esse, si potrebbe decidere di utilizzare assieme alle keyword generiche, keywords più specifiche (negli H1 ad esempio). Infatti, nonostante le keywords più specifiche generino meno traffico (ossia risultino nell’analisi volumi di ricerca minori) rispetto a quelle con alti volumi di ricerca e più competitive, si può giungere a eguagliare il traffico generato da keywords più generiche, in quanto gli utenti potrebbero essere maggiormente in target e pertanto il tasso di conversione maggiore (Massimazione del ROI). Un altro elemento da tenere SEMPRE in considerazione nella stesura di contenuti da ottimizzare è l’importanza di incrociare i dati emersi dall’analisi dei volumi di ricerca con le query (le query sono delle frasi che possono contenere anche più parole chiave e che corrispondono alle “espressioni” utilizzate dagli utenti nella ricerca su Google). Per una buona individuazione delle query è lo stesso Google a darci dei suggerimenti. Quando infatti ricerchiamo una parola chiave, ad esempio “Digital marketing”, scorrendo in fondo alla pagina troviamo la voce “ricerche correlate a digital marketing”, che sono esattamente il suggerimento che Google ci dà rispetto alle query.

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Un altro ottimo strumento utile per la ricerca delle query è Answer The Public utilizzabile in più lingue, sul quale è possibile inserire una parole chiave o un argomento, avendo una panoramica delle query sotto forma di preposizioni, domande e comparazioni

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Cosa vuol dire scrivere un contenuto vincente, oltre la SEO?

Come premesso all’inizio di questo articolo, nella stesura di un contenuto vincente se da un lato è importante utilizzare una strategia SEO che consenta l’ottimizzazione del contenuto stesso per il posizionamento sui motori di ricerca, dall’altro è fondamentale impiegare un linguaggio coinvolgente e attrattivo.

Come scrivere un contenuto coinvolgente e attrattivo?

Per risultare vincente un articolo deve quanto meno possedere almeno una delle seguenti caratteristiche:
  1. Informativo
  2. Emozionale
  3. Identitario
Un articolo risulta essere informativo quando è attinente rispetto al tema affrontato, fornisce delle informazioni  precise e semplici riguardo ad esso, offrendo un valore aggiunto, ossia un elemento in più rispetto allo status dell’arte sull’argomento. Per riuscire quindi a scrivere un contenuto informativo è necessario essere aggiornati sullo stesso, non allontanarsi troppo dal focus del tema e guidare il lettore attraverso una struttura semplice: premesse, sviluppo, conclusioni. Un articolo informativo è pertanto un articolo che induce nel lettore la sensazione di aver appreso qualcosa di nuovo, fosse anche un punto di vista su un determinato argomento. Il punto di vista che, però, non deve essere un’opinione, ma una “visuale” dello stesso punto da un’altra angolazione. Se può sembrare più o meno semplice redigere un contenuto informativo, che si avvicina sicuramente ad un approccio metodologico più scientifico, più complicato, soprattutto per la sua struttura “anacronistica” risulta essere il contenuto “emozionale”.

Cosa vuol dire scrivere un “contenuto emozionale?”

Pubblicità emozionale”, “Scrittura emozionale”, “Storytelling”: queste espressioni vengono costantemente affiancate ed, erroneamente, spesso confuse tra di loro. È necessario subito specificare che non necessariamente un contenuto emozionale fa parte di uno “storytelling”, e viceversa, non sempre in uno “storytelling” troviamo contenuti emozionali. scrittura emozionale Il contenuto emozionale è un contenuto che fa leva appunto sulle emozioni, come la gioia, il dolore, la tristezza, la paura, e così via, basandosi sul meccanismo fondamentale dell’empatia: mettersi nei panni del lettore e concedere al lettore la possibilità di mettersi  nei panni di ciò che è scritto. Il contenuto emozionale è un contenuto persuasivo, che punta sulla dimensione emozionale del nostro destinatario, ma che non necessariamente fa parte di una storia, o meglio, di una strategia volta a raccontare una storia.

Cos’è lo storytelling? Il viaggio tra racconto e fidelizzazione

Cos’è lo storytelling? Forse avremmo dovuto chiamare questo paragrafo: “Cosa non è uno storytelling”. Nel linguaggio comune si pensa infatti che lo storytelling corrisponda, come suggerito dalla stessa etimologia, alla sola arte del narrare. Si possono narrare mille cose e in mille modi diversi, ma non è raccontando una storia qualsiasi che fa di noi, noi professionisti o noi azienda, degli storytellers. Lo storytelling ha certamente a che fare con il racconto di una storia, ma di quale storia? Ritornando alla terza caratteristica che deve possedere un articolo per essere accattivante, l’ho definita “arbitrariamente”:  l’essere identitario.

Cosa vuol dire scrivere un articolo identitario?

Significa scrivere un contenuto che si vada ad inserire nella narrazione di una storia, che può essere più o meno emozionale, ma che che racconti qualcosa dell’identità dell’azienda o del brand per i quali stiamo scrivendo. Fare stoytelling non significa improvvisare semplicemente la foto di un’alba o di un tramonto. Fare stoytelling significa  capire a pieno la storia e l’identità di quel brand e riuscire a veicolarla nei migliori dei modi, all’interno di una strategia che prenda in considerazione il “mood” e il linguaggio dell’azienda, la sua vision, la sua mission, e soprattutto il linguaggio della community o del target di riferimento. In una parola: fidelizzare.

Storytelling: la case history di Granoro

“Ogni azienda ha una storia da raccontare” è quello che si legge nell’homepage del sito di uno degli storyteller più noti in questo momento nel panorama italiano: Cristiano Carriero.   Carriero, che ha lavorato per diverse aziende di portata nazionale, proprio riguardo ad una delle sue ultime collaborazioni afferma: “La Seo è una botta e via; lo Storytelling è una storia d’amore di quelle che non si dimenticano”, e lo fa parlando della collaborazione con Granoro, un progetto vero e proprio di storytelling che si è sviluppato su più fronti. Da una parte la narrazione in diretta sui social, con il coinvolgimento di Instagramer e Snapchatter durante la raccolta del grano, entrando così nel cuore pulsante dell’azienda attraverso gli strumenti digitali più utilizzati nella nostra quotidianità.crisitiano-carriero Dall’altra una strategia di content che parte direttamente sul blog di Granoro e che vede la collaborazione di diversi blogger e professionisti italiani come ManuelaVitulli e Alessandro Piemontese. Il nome che è stato dato al blog è  “granostalgia” e si inserisce nel più ampio progetto di Granoro volto a promuovere il grano pugliese e la Filiera 100% Puglia. E che apre così: Di Puglia non si parla. Di Puglia si vive. E per vivere bisogna raccontare la nostalgia di chi qui c’è stato, anche solo una volta. Di chi qui è cresciuto ed è andato via, o di chi non se ne andrà mai.  Granoro presenta GraNostalgia di Puglia. Di Puglia si vive.”
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Content Marketing: il punto con Luca Conti e Cristiano Carriero

Eccoci di nuovo qui, in quel periodo dell’anno in cui ci ritroviamo a fare molti bilanci e a valutare nuove proposte per l’anno prossimo. Anche nel 2016 il content marketing ha occupato un ruolo di primo piano nel mix digital, insieme alla marketing automation, e per il 2017 la tendenza non sembra arrestarsi: secondo il Content Marketing Institute il 70% dei marketers B2B stimano di produrre ancora più contenuti l’anno prossimo. Un’esplosione talmente detonante da portare alcuni a riflettere sull’effettiva possibilità di poter fruire di una così grande di produzione di contenuti, considerando la continua frammentazione dei canali e il calo costante dell’attenzione. Per il momento il content marketing resta una strategia imprescindibile per un’adeguata presenza online, perciò abbiamo deciso di fare il punto della situazione con due esperti italiani del settore, Cristiano Carriero e Luca Conti. cristiano-carriero-luca-conti

I contenuti sono sempre i re indiscussi del web, anche se dopo 20 anni dalla famosa dichiarazione di Bill Gates possiamo vedere almeno due distinte evoluzioni del concetto. Cosa contraddistingue una strategia di content marketing da un progetto di storytelling?

Cristiano Carriero – Bella domanda. Inizierei dallo Storytelling. Oggi si parla di ribaltamento tra giornalismo e comunicazione aziendale: Lelio Simi su Pagina99 (gran bel giornale) riprende le parole del direttore del Nieman Journalism Lab dell’Università di Harvard:
“Buzzfeed pensa a se stessa come a un’azienda tecnologica, General Electric pensa a se stessa come un’editore. Non ci può essere sintesi migliore per descrivere cosa sta succedendo oggi nel mondo sottosopra dei media”.
Sempre più imprese investono la maggior parte del proprio budget negli owned media, ma le storie aziendali non sono materiali di marketing. Devono esprimere personalità e creare caratteri con i quali il pubblico posso riconoscersi. Ciò non significa creare personaggi di fantasia per raccontare storie, ma progetti da media company, ancora già vicini ad una struttura narrativa che a quella editoriale del content marketing (che sarebbe già un grande passo per le imprese italiane). Secondo il futurologo danese Rolf Jensen, da qui al 2020 assisteremo allo sviluppo di una fase costituita dalla società del sogno.

In un recente articolo pubblicato da Forbes, la rinascita della newsletter viene indicata come uno dei trend per il 2017. Qual è la cosa più importante da considerare quando integriamo questo canale in una strategia di content marketing?

Luca Conti – Parere personalissimo: credo che per la maggior parte delle aziende (soprattutto le piccole e medie) le mail siano più efficaci delle newsletter. Detto questo è fondamentale integrare la strategia di email marketing nel punto corretto del funnel, ed è certamente difficile. Quando deve partire la mail informativa? E quando quella di vendita? E dopo che è stato effettuato l’acquisto quando devo tornare a farmi vivo con il mio cliente e per dirgli cosa? E soprattutto: che lingua parla il mio cliente? Alcuni preferiscono un tono di voce confidenziale, altri meno. Capire questi passaggi è fondamentale. Guarda la nostra selezione di 20 gif a cui ispirarsi per la tua strategia dei contenuti

Che caratteristiche deve avere un contenuto ottimizzato per i social media?

Cristiano Carriero – La coerenza con quel media. Mai duplicare gli stessi contenuti su diversi social. Coerenza non vuol dire solo forma ma anche contenuto. Un contenuto professionale avrà più risonanza su Linkedin, uno fotografico su Instagram e così via. Oggi gli stessi social offrono diverse possibilità: basti pensare a Instagram che offre il formato fotografia (più classico) e il formato Stories, con video da 10 secondi. Media diversi per tipologie di comunicazione diverse.

Quali bisogni deve soddisfare una strategia di contenuti per un ecommerce rispetto a un sito “vetrina”?

Cristiano Carriero – Ti anticipo un argomento che io e Francesco Antonacci abbiamo approfondito su Local Marketing (Hoepli, gennaio 2017) Non è solo una questione di social: il modo di porgere uno shopper, la capacità di dare l’informazione giusta al momento giusto, sono asset di assoluto valore. Immaginate di essere all’interno di un negozio e di essere subito “aggrediti” da un commesso che vuole vendervi a tutti i costi qualcosa. Quale sarà la percezione di quel negozio? Ci tornerete? Probabilmente no. La stessa cosa si può dire rispetto ad un’esperienza di acquisto online che non è informativa, o di intrattenimento, ma basata su logiche esclusivamente commerciali. Banner invasivi e pop up che vi costringono a scappare via. Questi tempi sono finiti: fare un’esperienza, per il consumatore, vuol dire avere qualcosa da raccontare. L’acquisto è una conseguenza, ma  state tranquilli che il vostro cliente tornerà, nell’ecommerce come nel negozio. Credo che l’epoca del “sito vetrina” sia finita.

Come si colloca il blog rispetto a questi due tipi di siti?

Luca Conti – Il blog è fondamentale per la seo e per l’awarness. È il fulcro della nostra comunicazione, è il posto dove le strategie di content marketing prendono forma e trovano il miglior terreno possibile. Il blog è casa nostra, a differenza dei social, ed il centro di attrazione principale per il potenziale cliente alla ricerca di informazioni o di una community. L’importante è capirne i bisogni. Scopri le 7 lezioni  di Content Marketing che ci ha insegnato Star Wars

Quale tendenza del content marketing diventerà rilevante nel futuro prossimo?

Cristiano Carriero – Non lo dico io, ma i numeri. I video. Parliamo di un’esplosione che ci porterà a fruire in larga parta di contenuti video, e se l’esperimento dei Google Glass sembra non aver raccolto grandi consensi, quello di Specatcles di Snapchat (costano meno, non sembra di essere su Ritorno al Futuro, sono facili da utilizzare) potrebbe modificare ulteriormente il behavior e quindi la criticità di dover parlare da soli con uno smartphone in mano. In più stanno arrivando specchi e vetri connessi, per cui molti contenuti saranno fruiti lì. Immaginate di lavarvi i denti e fruire delle prime news del mattino, magari offerte proprio dal vostro dentifricio preferito. Non è un film di fantascienza, è quello che accadrà nei prossimi 2-3 anni.
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5 idee per la tua Marketing Strategy di Natale

La tentazione di utilizzare il Natale come pretesto per essere decisamente poco originali  è sempre dietro l’angolo. Tutti amano campane, palline e pupazzi di neve. Ma rivestire a festa il proprio marchio o sito web non è certamente la soluzione ideale per aumentare le vendite, il traffico o le conversioni. È fondamentale affiancare quest’attività di restyling ad una corretta strategia di Content Marketing che ti consenta di distinguerti dalla concorrenza. Quindi a che tipo di contenuti e strategie dobbiamo ricorrere per questo Natale? Vediamo insieme alcuni suggerimenti.

1. Via a promozioni e codici sconto

Il Natale è sicuramente un’ottima occasione per sfruttare la tendenza dei consumatori a spendere di più. È  importante non rilassarsi prima del tempo ma piuttosto incrementare la frequenza di pubblicazione con contenuti di qualità, amplificare le reti sociali e adottare nuove strategie di marketing. Pianificare offerte, promozioni e offrire codici sconto sarà senz’altro un buon modo per fidelizzare i clienti attuali e incentivare quelli potenziali ad acquistare dal nostro Ecommerce. Fai una rapida analisi dei trend di ricerca per capire a quali prodotti sono maggiormente interessati i tuoi clienti e controlla gli stock per non rimanere senza scorte. Analizza anche le strategie di prezzo adottate dai competitor affinché il tuo prodotto possa essere tra i più competitivi sul web. sconti-natale

2. Scegli le parole con saggezza

Un “dono” o un “regalo” rappresentano entrambi la stessa cosa se avvolti in una bellissima confezione regalo da posizionare sotto l’albero, ma lo stesso non può dirsi per il web. La SEO ci insegna che la scelta delle parole giuste in termini di Keyword Research è fondamentale per essere trovati dagli utenti. Strumenti come “l’analisi keyword” di SemRush o il tool di Google Adword ci permettono di monitorare i dati di traffico per ogni parola-chiave, valutare i trend di ricerca e analizzare altri importanti aspetti di cui vi abbiamo già parlato nel post dedicato al keyword planner. Stilare un elenco delle parole chiave specifiche per l’occasione sarà sicuramente un primo passo per spiccare rispetto ai competitor.

3. Prova con il remarketing

Durante le festività la rete è completamente satura di campagne di marketing (anche piuttosto brillanti), e riuscire ad emergere nel rumore può rivelarsi particolarmente difficile e dispendioso. E’ probabile dunque che in termini di Content Marketing il miglior investimento sia rappresentato dagli stessi utenti presenti nel nostro “marketing funnel” , ovvero quegli utenti che hanno già acquistato sul nostro sito, si sono iscritti alla Newsletter o hanno messo mi piace alle nostre pagine social . La creazione di contenuti ad hoc, campagne Facebook e strategie di e-mail marketing mirate al coinvolgimento di questo pubblico può rivelarsi maggiormente efficace rispetto al tentativo di raggiungere gli utenti per la prima volta. Sarà necessario concentrare l’attenzione su attività di remarketing che possano incentivare il nostro pubblico all’azione, magari focalizzandoci su determinati segmenti in base ai loro interessi o al device dal quale si connettono.

4. Ottimizza il tuo sito su Mobile

Lo sapevi che il 77% delle ricerche su mobile durante le feste vengono effettuate da casa o da lavoro? La differenza principale tra le ricerche da un dispositivo mobile o da desktop, dunque, non riguarda tanto la mobilità degli utenti quanto piuttosto il modo diverso in cui questi interagiscono con i contenuti. Vediamo infatti che le ricerche da mobile sono di solito Local e focalizzate su fornitori di prodotti e servizi. Per una strategia di Local SEO efficace, Google Trends ci può fornire alcuni spunti utili per capire cosa sta cercando il nostro pubblico. Incentivare le recensioni sulla nostra attività commerciale tornerà sicuramente utile durante la stagione dello shopping natalizio per convogliare gran parte del traffico mobile al nostro sito web. Naturalmente per non vanificare gli accessi dai dispositivi mobili è necessario che quest’ultimo sia il più responsive possibile.

5. Sfodera la creatività

Il bello del Natale è quello di dar sfogo alla creatività. La stessa immaginazione che utilizzi per fare regali a parenti e amici puoi riversarla anche su sito web, newsletter e canali social per catturare l’attenzione degli utenti e rendere questi veicoli più attraenti e tematizzati a festa. Crea banner, slide e immagini emozionali per promuovere al meglio le offerte richiamando tutti quegli elementi natalizi che tanto piacciono alle persone. Un altro elemento che spesso adottiamo sui nostri siti web è quello di travestire il logo aziendale o modificare sidebar, menu e footer con temi natalizi. logo_xmas

1. Logo Natalizio Farmateca

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2. Template Natalizio Gruppo San Marco

Anche la cover Facebook dovrà essere adattata all’occasione conservando però quei colori ed elementi associati al nostro brand. La stessa copertina la potrai riutilizzare per veicolare promozioni speciali o iniziative di natale. Pianifica la programmazione social schedulando i post per tutto il periodo delle feste, non vorremmo mai che ti perdessi nel vortice dei festeggiamenti. Per la tua Social Media Strategy di Natale sarà importante lavorare sul coinvolgimento dei consumatori e fare in modo che tutte le pagine d’atterraggio delle nostre call to action siano ben ottimizzate. Sfrutta i video o il live streaming di Facebook per aumentare le interazioni con i follower e coinvolgerli nello spirito natalizio del tuo brand. Utilizza i social media per aumentare il dialogo con i clienti, entrare in empatia con loro e magari spostare le preferenze di consumo attraverso campagne interattive o servizi di customer care efficienti e veloci. Tutto questo non farà altro che migliorare l’immagine del brand e perché no, incentivare gli acquisti. Lavorando bene su tutte queste leve potrete trascorrere con maggiore tranquillità le vostre vacanze e convincere anche i consumatori più scettici ad acquistare dal vostro Ecommerce!