social customer care

Perché sfruttare i social media per fare customer care

Nel 2023 i social media sono diventati uno strumento fondamentale per le aziende di tutto il mondo, per fornire assistenza ai clienti e rispondere alle loro domande. Con la crescente popolarità degli acquisti online, le aziende devono essere in grado di fornire un supporto efficiente e rapido ai propri clienti anche sui social media. Gli studi hanno sottolineato, infatti, come ben l’80% dei consumatori usi i social network per interagire con i vari brand e marchi.

I consumatori di oggi, infatti, sono sempre più propensi a cercare aiuto sui social media, anziché utilizzare metodi tradizionali come l’e-mail o il telefono. Inoltre, la velocità di risposta sui social media è diventata una priorità per i consumatori, che aspettano risposte rapide e affidabili alle loro domande.

Per le aziende che hanno un e-commerce, la presenza sui social media è fondamentale per la loro sopravvivenza. Gli e-commerce devono essere in grado di fornire un supporto efficiente e personalizzato ai propri clienti attraverso i diversi canali social, per garantire che gli acquirenti siano soddisfatti del loro acquisto e abbiano un’esperienza positiva con il brand. Un modo per fornire un supporto efficiente ai clienti sui social media è quello di utilizzare una piattaforma di gestione dei social media, che consenta di monitorare, gestire e rispondere ai messaggi dei clienti in modo efficiente. Queste piattaforme possono essere utilizzate per rispondere alle domande dei clienti in tempo reale, fornire assistenza per problemi tecnici e gestire le recensioni dei prodotti.

Grazie a questi strumenti, le aziende possono utilizzare i social media per offrire ai clienti un servizio di live chat, che consente di rispondere rapidamente alle loro domande e fornire assistenza in tempo reale. Questo tipo di servizio può essere particolarmente utile per risolvere problemi tecnici o fornire supporto durante il processo di acquisto.

Oltre a fornire assistenza ai clienti, le aziende possono anche utilizzare i social media per aumentare la loro visibilità online e migliorare la loro reputazione. Ad esempio, è possibile utilizzare i social media per pubblicare recensioni dei clienti, foto dei prodotti e video promozionali. Questo tipo di contenuto aiuta a rafforzare la reputazione e aumentare la fiducia dei clienti nei confronti del brand.

Tre strumenti social da utilizzare per fare custome care

Facebook Messenger

Messenger è uno strumento potente per le aziende che vogliono migliorare il loro servizio clienti. Con oltre 2,90 miliardi di utenti attivi mensilmente, Messenger offre un modo semplice e conveniente per i clienti di entrare in contatto con le aziende e ottenere risposte alle loro domande. Inoltre Messenger è facilmente integrabile con ogni CMS, grazie al plugin di chat ufficiale rilasciato da Meta. Permettendo così di ricevere i messaggi proveniente dal sito, direttamente su Messenger. Ecco come utilizzare Messenger per il customer care.

  1. Crea una Pagina aziendale: La prima cosa da fare è creare una Pagina aziendale su Facebook. Questo ti permetterà di interagire con i clienti su Messenger e di utilizzare altre funzionalità di Facebook per promuovere la tua attività.
  2. Attiva la funzione di messaggistica: Dopo aver creato la tua Pagina, attiva la funzione di messaggistica in modo che i clienti possano inviarti messaggi direttamente su Messenger.
  3. Rispondi tempestivamente: È importante che tu risponda tempestivamente ai messaggi dei clienti. Questo li farà sentire ascoltati e rispettati, e dimostrerà il tuo impegno nell’offrire un ottimo servizio clienti.
  4. Utilizza automazioni: Utilizza le automazioni per rispondere rapidamente a domande frequenti o per inviare messaggi di benvenuto ai nuovi clienti. Questo ti permetterà di risparmiare tempo e di garantire che i clienti ricevano sempre una risposta.
  5. Monitora i feedback: Monitora i feedback dei clienti e utilizza queste informazioni per migliorare il tuo servizio clienti. Questo ti aiuterà a identificare le aree in cui è necessario migliorare e a garantire che i clienti siano sempre soddisfatti del tuo servizio.

WhatsApp Business

WhatsApp Business è un’app gratuita progettata per aiutare le aziende a comunicare con i clienti in modo più efficiente. Con oltre 2 miliardi di utenti in tutto il mondo, WhatsApp è uno dei modi più popolari per le persone di comunicare con amici e familiari. Adesso, le aziende possono sfruttare questa piattaforma per migliorare la loro customer care.

  1. Creare un account aziendale: Assicurati di fornire informazioni accurate sul tuo business, come il nome, l’indirizzo e una descrizione.
  2. Imposta un messaggio automatico: WhatsApp Business consente di impostare un messaggio automatico che verrà inviato ai clienti quando non sei disponibile. Questo messaggio può essere personalizzato per rispondere alle domande frequenti dei clienti.
  3. Utilizza la funzione di risposta rapida: La funzione di risposta rapida consente di rispondere rapidamente ai messaggi dei clienti, senza dover digitare manualmente la risposta. Questa funzione è particolarmente utile per rispondere a domande frequenti.
  4. Crea un catalogo: WhatsApp Business consente di creare un catalogo di prodotti o servizi. I clienti possono visualizzare questo catalogo direttamente dalla conversazione con il tuo business.
  5. Utilizza le etichette: Le etichette consentono di organizzare e categorizzare i messaggi dei clienti. Ad esempio, puoi creare un’etichetta per i clienti che hanno fatto un ordine o hanno una domanda su un prodotto specifico.

Telegram (App o Desktop)

Telegram offre una combinazione unica di accessibilità, velocità di risposta, funzionalità di gruppo, archiviazione automatica e integrazione con i bot, che lo rende un’ottima scelta per il customer care con i clienti. Ci sono diversi motivi per cui Telegram può essere un’ottima scelta per il customer care con i clienti:

  1. Accessibilità: Telegram è disponibile su diverse piattaforme, come smartphone, desktop e tablet, rendendolo facilmente accessibile per i clienti.
  2. Velocità di risposta: Telegram offre la possibilità di inviare messaggi istantanei, il che significa che i team di supporto possono rispondere rapidamente ai clienti.
  3. Gruppi di chat: È possibile creare gruppi di chat in Telegram, il che rende più facile per i team di supporto gestire molte richieste contemporaneamente.
  4. Archiviazione automatica: Telegram archivia automaticamente tutte le conversazioni, il che significa che è possibile tenere traccia delle richieste dei clienti e delle relative risposte.
  5. Integrazione con bot: Telegram supporta i bot, che possono essere utilizzati per automatizzare alcune attività di customer care, come la risposta a domande frequenti.

In conclusione, utilizzare i social per il customer care può aiutare realmente le aziende a migliorare la loro relazione con i clienti e a offrire un servizio di qualità. Con questi semplici passaggi, le aziende possono utilizzare i social media per interagire con i clienti, rispondere alle loro domande e fornire un supporto eccezionale.

 

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campagne google ADS ecommerce

Google Ads per il settore arredamento 2022 vs 2021

Il periodo post pandemico ha accelerato sicuramente i ritmi di vendita online portando il mercato dell’arredamento, nello specifico, a registrare fatturati importanti. Le campagne effettuate su Google Ads hanno aiutato in maniera preponderante i nostri clienti a raggiungere nuovi utenti che cercavano su Google parole chiave interessanti e a mostrare loro il prodotto perfetto nel momento esatto.

Nel 2022 grazie alle campagne effettuate su Google Ads (ex Adwords) abbiamo registrato nel settore arredamento made in Italy, un tasso di conversione di circa lo 0,15%.

Ma non è tutto oro ciò che luccica. Google Ads, dati i numerosi players che si sono affacciati nel mondo del Digital Advertising dal 2021 al 2022, ha aumentato il costo di partecipazione alle aste. Nel dettaglio il CPC medio (Costo per Click) è aumentato del 28,57% (YoY), comportando un aumento netto del costo delle campagne e una consequenziale riduzione di click e quindi conversioni.

Per far fronte a questo aumento, abbiamo studiato nuovi strumenti e strategie, che potessero ridurre al minimo questi costi, utilizzando Annunci Dinamici per la Rete di Ricerca e Performance Max per sostituire gli annunci Shopping.

Questa pianificazione ci ha permesso di portare all’interno dell’ecommerce dei nostri clienti solo un pubblico ben profilato che portasse una conversione di qualità, infatti le Conversioni registrate da Google Ads sono state il 50,65% del totale generando il 47,02% del fatturato totale.

La domanda che si pone ogni imprenditore al termine delle campagne è: ci ho guadagnato?

Calcoliamo insieme il ROAS sulla base dei dati registrati nel 2022:

ROAS % = (Entrate delle campagne pubblicitarie) / (Spesa pubblicitaria) *100

Per tutelare i dati sensibili dei nostri clienti abbiamo riportato solo dati in percentuale.

ROAS 2022 > 870%

ROAS 2021 > 1137%

Fattori che hanno influenzato la riduzione delle transazioni online:

  • Aumento dei costi Google Ads
  • Aumento del prezzo medio di vendita causato dall’aumento dei costi materia prima
  • Rincaro bollette e costo della vita che ha portato il consumatore finale a ponderare bene i propri acquisti
  • Scarsità del prodotto e conseguente allungamento dei tempi di spedizione

Cosa ci aspetta nel 2023?

Sicuramente gli E-commerce registreranno un leggero calo delle vendite dato dai fenomeni economici e politici esterni che influenzano negativamente la psicologia umana, dedita per indole al risparmio per spese impreviste.

Ma per far fronte a questa tendenza ci sono delle attività che nessun imprenditore dovrebbe trascurare:

  • Prestare massima attenzione alle schede prodotto del proprio Ecommerce, scriverle in ottica “Voice Search Seo”
  • Dare più importanza ai contenuti visivi personalizzati come foto e video del prodotto reale
  • Creare esperienze di navigazione incentrate sul cliente tipo, introducendo la realtà aumentata o virtuale
  • Essere presenti sui social mettendoci il volto per personificare sempre più il proprio brand
  • Incentivare l’ecosostenibilità nel packaging
  • Ottimizzare il proprio ecommerce da mobile
  • Creare campagne Google Ads “Customer Centric”, ossia focalizzate sulle ricerche degli utenti e non solo sul prodotto che si vuole vendere.

Vista l’importanza di supervisionare tutti i suddetti KPI (Key Performance Indicator) per anticipare le tendenze del mercato senza improvvisazioni che possono costare cari risultati, il miglior investimento da attuare è rivolgersi e affidarsi a professionisti del settore, che possano accompagnare l’azienda in un percorso di crescita analizzando tutti i costi e benefici derivanti dalle scelte del digital marketing.

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Black Friday 2021: potenziali strategie vincenti e difficoltà in vista

Questo non è sicuramente un Black Friday come tutti gli altri perché anticipa un Natale tra i più costosi di sempre per i consumatori. Ciò è confermato da Codacons che afferma la probabilità di un aumento di circa 1,4 miliardi di euro. Secondo una ricerca effettuata da Oracle Retail, il 39% dei connazionali ha già iniziato la corsa ai regali da mettere sotto l’albero. Un dato sicuramente importante riguarda il 13% degli stessi, che si dice disposto a pagare qualcosa in più per assicurarsi una consegna garantita.
Le piattaforme di vendita online di ogni settore, dalla più gettonata tecnologia al make up e homedecor, hanno attivato strategie di web marketing volte a rispondere a questa domanda natalizia in anticipo.
Il Black Friday diventa la prima opportunità utile per dare inizio all’acquisto dei regali natalizi risparmiando notevolmente.

Giocare d’anticipo

In questo periodo molto frenetico è essenziale per gli ecommerce costruire una strategia efficace e ben organizzata. La mossa vincente, e quasi scontata ormai, è un inizio anticipato del Black Friday, ormai conosciuto come Black Week. È frequente sentir parlare anche di Early Black Friday. A battere tutti gli ecommerce sul tempo è stato Amazon, che già dall’8 novembre ha avviato una politica di sconti anticipati.
Oltre alle offerte su tutte le categorie presenti sulla piattaforma, anche la sezione Warehouse è inclusa in questo Black Friday: Amazon ha scelto un 20% di ribasso per questa particolare tipologia di prodotti, usati, di seconda mano o con confezione aperta, che prevedono già prezzi più bassi rispetto alla media. Un mercato ancora poco conosciuto e sfruttato in Italia, ma con del grande potenziale, soprattutto per il fattore sostenibilità.
Ogni ecommerce che mira a raggiungere picchi di conversioni si organizza: la veste grafica del sito si adatta ai colori della settimana nera, con elementi aggiuntivi che mirano a spingere gli utenti verso la conclusione dei loro acquisti. Un esempio sono i banner di persuasione, che visualizzano messaggi come “il prodotto è in esaurimento” o “solo -numero articoli- disponibili, affrettati!”, o countdown per lo scadere della scontistica applicata al prodotto. Anche l’utilizzo di codici sconto a scadenza può aiutare l’ecommerce a convincere l’utente, soprattutto se la percentuale stabilita è molto alta.
Le strategie per il Black Friday, però, non si basano solo sulla costruzione del sito web per l’evento, ma anche su altre attività satelliti, con la stessa importanza. Tra le varie citabili spiccano le newsletter e le promozioni sui social network, i contatti più immediati con gli utenti.

Newsletter a tema

La newsletter spesso si adatta all’assetto grafico del sito web. Si opta per colori scuri, a richiamo del titolo Black Friday, scegliendo i prodotti su cui puntare per quella settimana. Le iniziative proposte sull’ecommerce si riflettono nei messaggi creati per gli utenti: vengono illustrate promozioni e scontistiche speciali in modo semplice, dedicate a categorie o singoli prodotti, rimandando a landing page più esplicative. L’obiettivo è il click sull’immagine o il messaggio di testo, che porterà il potenziale cliente sul sito, dove sono disposte una serie di azioni mirate a incentivare una sua conversione.

Il lavoro sui social

Facebook, Instagram, Tiktok e Pinterest, giocano un ruolo decisivo nella strategia commerciale attuata per il Black Friday. Sono piattaforme che, grazie all’attività di advertising mirata e di remarketing, riescono a raggiungere un bacino di utenti ampio garantendo molto spesso un numero notevole di conversioni e quindi un ritorno della spesa investita (ROI).
Escluderli dalla comunicazione è impensabile, sceglierli per il settore e soprattutto in base al target è un dovere che spetta ai social media manager, sempre pronti a guidare il cliente in un mercato saturo e inflazionato. Per tutti i settori, dalla tecnologia al food, arrivando al magico mondo della moda o dell’arredamento e design, le regole da seguire sono semplici:

  • immagini accattivanti;
  • poche parole (copy e grafiche intuitive);
  • scontistica chiara e definita;
  • codici sconto promozionali esclusivi per l’occasione;
  • scelta accurata delle CTA (call to action) dal “ricevi l’offerta” al “guarda di più”.

A fare da tres d’union un’unica parola Black Friday o Black Week. La stessa dicitura grafica deve condurre per mano l’utente che, cliccando sull’inserzione social viene dirottato nella landing del prodotto o pacchetto in promozione. Qui dovrà ritrovare banner o indicazioni stilisticamente in linea con quelle visualizzate sui social, e continuare così il suo processo d’acquisto.

La difficoltà nelle consegne

Una parte di coloro che sceglie di fare acquisti in questo periodo anticipa i regali di Natale, in modo tale da arrivare preparati. Si predilige l’acquisto di più regali in un’unica soluzione, o di carte regalo per ovviare ogni tipo di problema. Tutto ciò nasce dall’esigenza da parte dei consumatori di non doversi preoccupare per le tempistiche di consegna ed eventuali ritardi.
Dal Black Friday in poi diventa sempre più difficile riuscire a ricevere i propri acquisti per tempo. Ciò è dato da un sovraccarico di ordini da consegnare in primis, ma sicuramente anche dai vari scioperi nel settore logistico. Per i dipendenti delle aziende associate ai vari ecommerce, piccoli o grandi che siano, è un periodo che comporta una mole di lavoro enorme.
Proprio per questo le manifestazioni in momenti strategici, come quella del 26 novembre (giorno ufficiale del Black Friday) organizzata dai dipendenti delle aziende associate ad Assoespressi, colpiscono in modo significativo tutto il processo di consegna degli ordini effettuati negli ultimi giorni.
Anche la scarsità dei prodotti influisce molto sui vari ritardi, soprattutto per il settore tech che sta risentendo molto della mancanza di chip per i dispositivi e per il settore dell’editoria con la crisi della carta che peggiora di giorno in giorno.
Tutti gli utenti quindi puntano al Black Friday come opportunità per iniziare, se non concludere, la corsa ai regali natalizi, sfruttando le scontistiche eccezionali proposte. In questo modo, si spera di riuscire a giocare d’anticipo sui possibili ritardi. Diventa di vitale importanza la consegna puntuale, pagando anche più del prezzo standard, cercando di ovviare ogni tipo di problema.

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Come ottimizzare il tasso di conversione di un Ecommerce grazie alle schede prodotto

L’importanza delle schede prodotto

La diffusione dell’Ecommerce ha permesso alle aziende di poter migliorare la propria visibilità raggiungendo nuovi potenziali clienti. Tuttavia, ciò non è sufficiente se si vuole aumentare le vendite. Il processo di ottimizzazione di un Ecommerce è molto complesso ma spesso si sottovalutano elementi chiave come le schede prodotto, le quali si trovano in uno step decisivo ai fini delle conversioni.

Cosa sono le schede prodotto?

La scheda prodotto è una pagina di presentazione che contiene una serie di informazioni necessarie all’utente (descrizione, caratteristiche, schede tecniche, ecc). Rappresenta l’ultimo passaggio prima dell’avvio del processo di check out, ovvero di acquisto.
Esse sono molto importanti per un Ecommerce poiché, se ottimizzate al meglio, permettono al sito di ottenere visibilità sui motori di ricerca (SEO).
Per questo è necessario scrivere contenuti chiari, convincenti e facilmente comprensibili anche per i meno esperti del settore. Prima di iniziare però, è bene porsi alcune domande:

  • Perché un cliente vorrebbe acquistare questo prodotto?
  • Perché un cliente dovrebbe acquistare questo articolo invece di un altro simile? Cosa lo rende unico?
  • Quali vantaggi offre ai miei clienti?
  • Come posso informare gli utenti sull’utilizzo corretto?

7 consigli per creare una scheda prodotto in ottica SEO

1 – Contenuti descrittivi

Si intende il nome del prodotto, le caratteristiche tecniche, il prezzo e le eventuali offerte speciali o le informazioni sulla spedizione. Tali contenuti devono essere interessanti, concisi, attendibili e affidabili, poiché devono persuadere l’utente nell’acquisto del prodotto.

2 – Titolo

L’intestazione deve essere incisiva e catturare immediatamente l’attenzione del cliente, per invogliarlo nella successiva lettura del prodotto.

3 – Contenuti multimediali

Ci riferiamo in particolar modo alle foto e i video. Al pari dei contenuti descrittivi, offrono un’adeguata percezione del prodotto perché consentono di comprendere nello specifico tutte le caratteristiche. Tuttavia, è necessario inserire immagini di buona qualità e non limitarsi a un’unica foto, ma mostrare anche particolari dettagli. Per migliorare ulteriormente l’esperienza di navigazione si può anche optare per immagini a 360° che mostrano il prodotto in tutte le angolazioni o in brevi video.

4 – Uso delle keyword e ottimizzazione SEO

Un aspetto essenziale è la scelta e l’utilizzo corretto delle keyword, poste all’interno della scheda prodotto e posizionate in punti strategici come il titolo (h1) o il meta tag title (visibile solo sulla SERP di Google), i sottotitoli (h2). Particolarmente importante è l’utilizzo di parole chiave di coda lunga (long tail) nel corpo del testo.
Si tratta di elementi fondamentali per permettere a un sito ecommerce di posizionarsi tra le prime posizioni nella SERP.

5 – Attenzione agli errori grammaticali e di battitura

In particolar modo per siti Ecommerce che hanno un catalogo ampio spesso l’attività d’inserimento delle schede prodotto viene effettuata in maniera meccanica e dedicando poco tempo a eventuali revisioni. Di conseguenza si corre il rischio di commettere errori di distrazione o battitura. Suggeriamo di rileggere sempre i contenuti prima di pubblicarli.

6 – Non copiare le descrizioni del prodotto

Uno dei problemi ricorrenti quando si parla di schede prodotto è legato ai contenuti duplicati. Questo accade soprattutto per Ecommerce che rivendono prodotti di altri brand (un caso comune è nel settore dell’arredamento). I contenuti copiati o duplicati possono avere ripercussioni negative sulla SEO, per cui è importante personalizzare, ove possibile, ogni scheda prodotto. 

7 – Evidenziare Call to action ed elementi essenziali (usabilità)

Per facilitare il processo di acquisto dell’utente è molto importante che i bottoni di call to action (“Aggiungi al carrello” o “Richiedi un preventivo”) siano messi in evidenza e risaltino rispetto alle altre parti della pagina. Inoltre è importante far risaltare i cosiddetti USP (Unique Selling Proposition) per offrire maggior sicurezza al potenziale cliente. Ci riferiamo alle recensioni di altri clienti, alle spedizioni gratuite, resi e rimborsi, ecc
Le schede prodotto, dunque, rappresentano la soluzione strategica di un progetto Ecommerce, perciò è fondamentale realizzarle correttamente.

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Costruire una strategia di marketing digitale per un nuovo cliente Ecommerce

Con “strategia” si intende quella branca dell’arte militare che regola e coordina le varie operazioni belliche in vista della guerra: lo scopo finale. Utilizzare il potenziale bellico di un paese nel modo più efficace e produttivo ai fini della vittoria. In una realtà  in cui l’utilizzo del termine digitale implica infinite variabili, un nuovo cliente e-commerce si affida ad un’agenzia di web marketing per costruire una strategia digitale chiara ed efficace, da monitorare nel corso del tempo costantemente.

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Una web agency deve avere la capacità di utilizzare il potenziale del proprio cliente nel modo più efficace dal punto di vista digitale e dal punto di vista di risultati numerici di crescita tangibili, per accompagnarlo verso il conseguimento di un miglioramento del posizionamento, delle conversioni e di brand identity digitale.

E’ importante chiarire che trattiamo di clienti con uno shop on-line già posizionato e non in fase di start-up del progetto.

Questo serve anche e soprattutto per costruire una strategia Seo, che altrimenti non avrebbe motivo di essere definita in quanto un progetto in fase di lancio, rispetto ad uno in fase di crescita, ha priorità e strumenti da utilizzare completamente diversi. 

Analisi iniziale

La primissima fase prevede un’analisi approfondita dell’usabilità del sito web del cliente:

  • Analisi delle criticità;
  • Proposta di modifiche/migliorie condivise stilando un documento dettagliato con le relative proposte;
  • Supporto da parte dell’agenzia alle risorse interne del cliente per finalizzare l’ottimizzazione del sito;
Un sito web rappresenta le fondamenta su cui si andranno a costruire tutte quelle azioni strategiche di posizionamento e sell-out dei prodotti in vendita.

Strategia SEO

Il passaggio successivo è stilare un piano SEO e di ottimizzazione dei contenuti, che devono partire dalla home page, per poi passare alle pagine di categoria: rispettivamente dove un utente atterra in prima istanza, navigando nel web, e dove poi viene indirizzato per quella strategia, definita ad imbuto, verso la conversione finale al carrello.

Le pagine prodotto devono presentare contenuti chiari in termini di informazioni sui prodotti e di immagini pulite, nell’ottica di aiutare l’utente a navigare nel catalogo del sito in modo fruibile, veloce e chiaro. L’agenzia effettuerà un’analisi dettagliata delle parole chiave e del posizionamento delle stesse. Questo sarà cruciale nella creazione dei contenuti in chiave Seo.

Web Analytics

Strutturati i contenuti, si passerà alle fase di settaggio dei principali strumenti di web analytics (come Google Ads, Google Analytics, Google Search Console, Facebook Ads etc. etc.). 

Saranno proprio le analisi che verranno effettuate quotidianamente attraverso questi strumenti il faro direzionale per monitorare se la strategia messa in atto abbia un riscontro numerico oggettivo. Il continuo confronto con il cliente permette di aggiustare la stessa strategia, in accordo con un mercato in continua evoluzione e soprattutto competitivo che necessita di azioni veloci e reattive.

Google Merchant Center

L’agenzia si occupa del caricamento e monitoraggio del catalogo prodotti su Google Merchant Center, la piattaforma dedicata allo shopping: si possono inserire i prodotti, le foto e il testo degli annunci.

Questa è la parte più importante per una campagna shopping vincente: un buon titolo e una buona descrizione coerente con il prodotto e foto accattivanti serviranno a posizionare correttamente l’annuncio. Questo significa che se i titoli e le descrizioni saranno adeguate, l’algoritmo di Google riuscirà ad abbinare al meglio i prodotti dello shopping alle query (quello che cercano gli utenti nella barra di Google) degli utenti che ricercano quel determinato prodotto.

Budget per le campagne

Una parte altrettanto importante del processo di strategia di web marketing è stabilire un budget con il cliente da assegnare alle campagne di Advertising su Google, su Google shopping e sulle native di Facebook.

Chi fa marketing online è sempre alla ricerca di nuove soluzioni per portare traffico sulle sue Landing page e per vendere i suoi prodotti. Chiaramente Facebook e Google rimangono i canali principali, sia per flessibilità che per tracciamento dei risultati e popolarità.

Il native advertising permette di acquistare degli spazi pubblicitari dove normalmente gli utenti trovano gli articoli correlati a quello che stanno leggendo. Il piazzamento non è invasivo, ma allo stesso tempo è molto visibile e permette di ottenere un CTR piuttosto elevato.

Social Media

Un post pubblicato sui canali social non è il risultato di un’azione casuale e circostanziale, ma rientra in un più ampio piano di content marketing.

Si inserisce quindi in un contesto strategico, operativo e competitivo complesso, dove i contenuti pubblicati devono essere calibrati per costruire una presenza continuativa e per rispondere a obiettivi di comunicazione e marketing come Lead generation, awareness, conversione e fidelizzazione. Il piano editoriale (PED) è un documento strategico e operativo che consente di organizzare i contenuti per i social media, ma anche per blog e newsletter. pexels-oladimeji-ajegbile-3314294 Il suo scopo è organizzarli e condividerli con il team e con il cliente. Nel piano editoriale viene inserito, secondo il calendario, tutto quello che deve essere pubblicato in uno specifico lasso di tempo(settimanale, bisettimanale, mensile) Tuttavia l’arco temporale pianificato deve essere tale da consentire una visione d’insieme della strategia dei contenuti. Questo perché il piano editoriale social non è solo un’agenda che ricorda le scadenze e organizza il flusso di lavoro, ma è uno strumento strategico, strutturato per perseguire specifici obiettivi di marketing e che consente di tenere sotto controllo le attività da svolgere sui diversi canali di distribuzione prescelti.  Quando una piccola o grande attività decide di affidarsi a un’agenzia di web marketing, alla base ci deve essere la fiducia, deve saper riconoscere professionalità e competenze. Quando un’agenzia si approccia a un nuovo cliente deve, prima di tutto, rivestire la figura di partner e di consulente. Deve guidare il cliente verso i percorsi più affini al suo brand e indicare le strade più giuste da intraprendere. È un reciproco e continuo scambio, un rapporto dove entrambi le parti devono collaborare. 
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I consigli per un approccio formativo al digital marketing

Il mondo del digital marketing è notoriamente il “luogo” maggiormente soggetto ai mutamenti. Il motivo di queste evoluzioni, rapide e spesso inaspettate è dato da due fattori: la tecnologia e la società
Capire i processi che stanno alla base di queste due macro categorie vuol dire essere al passo, conoscere i bisogni e anticiparli, per creare strategie coerenti ed efficaci.

Partire dall’origine con Freud

Per tutti coloro che vogliono addentrarsi in questo mondo, che si parta da una formazione umanistica o scientifica, una prima doverosa lettura andrebbe sull’analisi della società. Approccio importante qualora non si abbia avuto modo di approfondire con sguardo analitico e storico, i processi sociali.
Il consiglio di lettura è “Psicologia delle masse e analisi dell’io” del 1921, il piccolo volume del padre della psicoanalisi. Il testo, una pietra miliare a livello sociologico, delinea gruppi sociali ampi e analizza i processi di massificazione di una società tardo-moderna, ma è essenzialmente profetico e di grande attualità.
Sigmund Freud ci permette oggi, di confrontare la sua società con la nostra, per capire come avvengono alcuni fenomeni di persuasione.
Resterete stupiti da quante analogie con la società contemporanea esistono, anche dopo quasi 100 anni!

Avere una storia da raccontare vuol dire avere un prodotto da vendere

Dalla televisione ai social, fino alla musica, siamo circondati da storie; tutti cercano una narrazione accattivante da mostrare al proprio pubblico, per emozionare e attivare leve persuasive che permetteranno di vendere un prodotto, veicolare un messaggio, presentare un servizio. Viviamo in uno storytelling perenne e nulla ci cattura se privo di un preciso intreccio e un’avvincente narrazione.
Nel web e offline, saper narrare è fondamentale, per questo una lettura interessante è il volume “Raccontare. Strategie e tecniche di storytelling” di Alessandro Perissinotto, docente all’Università di Torino e collaboratore di molti quotidiani nazionali. 
La parola storytelling è sicuramente diventata di dominio pubblico e come spesso avviene, l’abuso del termine può trovarsi dietro l’angolo. Questo volume infatti, mette un punto su cosa sia realmente il racconto, spiegando come la narrazione stia vivendo un nuovo rinascimento, grazie anche agli innumerevoli mezzi comunicativi a disposizione. 
Perissinotto scrive come lo storytelling, in forma audiovisiva, visiva o stampata, possa trasformarsi in uno strumento di “manipolazione” del pubblico a cui ci rivolgiamo. Quella che delinea lo scrittore, non è però una manipolazione negativa, ma è un modo di comunicare azionando le emozioni anche negli ambiti più inaspettati. 
Il fine reale di questo testo è fornire una visione oggettiva del fenomeno per poterlo applicare a diversi settori, non solo a quello della narrazione tradizionale. 
Tra i capitoli di “Raccontare” è possibile cogliere spunti interessanti su come descrivere un prodotto o un servizio anche se non esattamente emozionale; si tratta di una guida attenta per tutti coloro che si imbattono nel mondo della creazione di contenuti in un mare magnum di possibilità.

Una questione di marketing: gestire un Ecommerce

Arrivando al cuore del digital marketing, dopo aver analizzato gli aspetti trasversali, quali la complessità della società e le leve persuasive create con un racconto affascinante, siamo pronti ad addentrarci in un ambito più specifico e forse più concreto: come vendere un prodotto sul web e come gestire un Ecommerce?
Una domanda che di per sé porterebbe ad un fiume di risposte, per questo ci viene in aiuto l’Ecommerce manager Francesco Antonacci con la sua pubblicazione “Ecommerce marketing & vendite. Strumenti e strategie per vendere online” edito da Hoepli e già alla seconda edizione.
Grazie a questo testo, professionisti e non, possono comprendere come, anche in un mondo pieno di Ecommerce di ogni tipologia e dimensione, sia necessario (direi obbligatorio) creare una strategia adeguata con obiettivi misurabili e risultati tangibili
Con cura didascalica Francesco Antonacci risponde a molte domande: come creare un progetto di vendita online che funzioni realmente, scegliere gli interlocutori giusti e costruire un valido sistema di analisi volto ai risultati. 
Dall’analisi degli strumenti, alla gestione di contenuti, questo è un volume completo e adatto a tutti coloro che vogliono iniziare un percorso formativo, da freelance o in agenzia, nell’ambito della gestione Ecommerce, oppure per quella fetta di imprenditori che vogliono approcciarsi in modo consapevole alla vendita online dei loro prodotti. 

Formazione continua

Potremmo andare avanti ancora nell’elencare testi e professionalità che hanno reso il mondo del web un “luogo” più consapevole, ma la verità è che la formazione non si ferma mai, soprattutto nel digital marketing e le letture sono innumerevoli. Per questo consigliamo di frequentare i luoghi virtuali e fisici (pandemia permettendo) in cui nascono queste idee e dove si coltivano approcci nuovi. Infine il consiglio è di confrontarsi sempre, perché le evoluzioni, anche quelle digitali, partono da lì.

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É tempo di e-commerce per tutti? Vendere online è la strada giusta

É tempo di e-commerce per tutti? Vendere online è la strada giusta

Creazione siti e-commerce: un trend ormai in impennata inarrestabile!

Il lockdown dovuto al propagarsi del Covid-19 ha contribuito a dare una netta accelerata ad un fenomeno che, ormai da anni è in costante aumento. Basta digitare su Google Trends la parola e-commerce per notare come dal 2018 i volumi di ricerca siano praticamente raddoppiati negli ultimi mesi. GoogleTrends É pur vero che creare un sito e-commerce sembra davvero essere ormai alla portata di tutti grazie alle numerose piattaforme presenti in rete. In realtà però realizzare un negozio virtuale che abbia dei valori ottimali di traffico online non è così semplice come può apparire. Sicuramente, uno degli scopi principali dei siti e-commerce, oltre al raggiungimento di un tasso di conversione alto, è la fluidità nella navigazione da mobile che deve essere immediata e veloce. Un argomento che merita molta attenzione e di cui ci eravamo già occupati in un precedente articolo sull’indicizzazione mobile-first. Quest’ultimo obiettivo è avvalorato dai numeri su scala mondiale aggiornati al primo trimestre del 2020, secondo i quali i dati mobili mensili utilizzati su un singolo smartphone sono stati in media 8.4 GB, con un incremento dal 2018 di circa 30 bilioni di gigabyte.
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Infografica www.wearesocial.com – Hootsuite
Tutto questo si traduce in una percentuale in forte aumento di utilizzo del mobile per concretizzare un acquisto online sia direttamente da App che sul sito e commmerce. Infatti, più della metà degli utenti si affida alla vendita online per comprare prodotti e circa il 90% delle persone che usano internet visitano quotidianamente webstore di commercio elettronico.
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Infografica www.wearesocial.com – Hootsuite

Uso dello smartphone in Italia per gli acquisti online

In Italia nello specifico, si può notare come fino ad inizio 2020 questi stessi dati siano differenti in molti aspetti rispetto alla media mondiale, ma comunque il dato complessivo è innegabilmente positivo considerando tre aspetti:
  • il 93% di visite a negozi online
  • il 40% di acquisti finalizzati tramite un dispositivo mobile
  • la crescita sicura di quest’ultima percentuale nei primi sei mesi del 2020, dovuta all’effetto quarantena Covid-19
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Infografica www.wearesocial.com – Hootsuite
Ultima statistica, a mio avviso, molto interessante riguarda il 68% degli italiani tra i 18 ed i 64 anni che mensilmente utilizza App relative allo Shopping; è sicuramente uno dei valori più alti escludendo le applicazioni relative alla messaggistica, ai social, alle mappe e all’entertainment, le quali comprensibilmente occupano le prime posizioni.
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Impatto del Covid-19 sulle transazioni Ecommerce: i dati

L’analisi precedentemente realizzata pone delle basi concrete alla domanda che molte attività commerciali o aziende di piccole e medie dimensioni ancora fuori dal mercato online si pongono. È questo il momento di gettarsi nel fantastico mondo dell’online? La risposta è sicuramente SI, infatti come dimostra la seguente reportistica, l’impatto positivo che il Covid-19 ha avuto sulle acquisti e-commerce intacca tutti i settori con percentuali differenti. Un’analisi separata meriterebbe invece il turismo online, il quale ha registrato ben più di un calo, direi quasi un crollo vertiginoso, basti pensare ai licenziamenti messi in atto da Airbnb annunciati dalla lettera del Ceo Brian Chesky. Purtroppo, questa situazione la aspettavamo con timore parlandone nell’articolo relativo al dilagare del COVID19 nell’economia e prospettando già la débâcle del settore. ultima2

Tool per la realizzazione di siti ecommerce

Esistono ormai tantissimi tool per realizzare siti ecommerce, anche con un investimento davvero minimo. Ne riporto alcuni tra i più famosi:
  • Woocommerce (integrato in WordPress)
  • Prestashop
  • Magento
  • Wix
  • Squarespace
Tra le piattaforme in fortissima ascesa vi è anche Shopify, una piattaforma fondata nel 2004 e che al momento conta oltre 1 milione di negozi online, con un flusso di vendite che supera i 155 miliardi di dollari. La crescita inarrestabile di questo strumento è dovuto non solo alla semplicità di realizzazione del sito, davvero molto intuitivo, ma il motivo principale della crescita è stato l’integrazione nel proprio sistema di Oberlo, un plugin che ha reso davvero semplice l’implementazione del dropshipping, un fenomeno di cui ci occuperemo in un prossimo articolo. Senza il minimo dubbio è possibile affermare che ora è davvero giunto il momento di affacciarsi al mondo dell’online per non rischiare di restare definitivamente indietro, senza alcuna possibilità di rivalsa. È altrettanto importante comprendere che “fare e-commerce” non è semplice, quando possibile la scelta migliore è affidarsi ad un’agenzia di web marketing in grado di curare tutti quegli aspetti che possono fare letteralmente decollare il proprio sito web, ad iniziare dalla costruzione e strutturazione dello stesso, fino alle attività prettamente di comunicazione (SEO, social, ADS, email,ecc.). L’improvvisazione può rischiare di causare danni a volte difficilmente recuperabili.
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Marketing Automation per l'Ecommerce

Marketing Automation: definizione, vantaggi e opportunità

Perché adottare strategie di Marketing Automation e da dove partire

Parlare oggi di Marketing Automation vuol dire affrontare uno dei temi più discussi del momento. C’è chi lo ha definito un trend topic dell’anno, c’è chi invece ne parla sottovalutandone ancora le reali potenzialità. Ciò che di sicuro possiamo affermare con certezza è che i tempi sono abbastanza maturi per intraprendere un percorso molto interessante. Partendo dai risultati acquisiti negli ultimi anni, il sentiero che possiamo seguire oggi ci porta fino alle vette più alte del digital marketing da dove osservare cosa c’è all’orizzonte e quali saranno i cambiamenti con i quali ci misureremo nel prossimo futuro. Ma per arrivare sin lassù, il tragitto è meno lineare di quanto si possa immaginare, oltre a nascondere pericolose trappole. Perciò andiamo con ordine e di sicuro raggiungeremo la vetta. INDICE
  1. Cos’è la Marketing Automation
  2. Perché è importante automatizzare i processi
  3. Marketing Automation: da dove partire
  4. Qual è il tool migliore di Marketing Automation
  5. Conclusioni

Cos’è la Marketing Automation?

Come spesso accade, quando ci troviamo a dover definire una novità, a cercarne i confini e ad inquadrarla in un contesto, ci accorgiamo subito che un’innovazione quasi sempre si regge su radici ben ancorate al passato. Un passato del quale oggi raccogliamo i frutti, osservandone la sua continua evoluzione. Parlare di Marketing Automation vuol dire partire dal concetto più ampio di “automazione”, termine usato per la prima volta nel 1952 da John Diebold che in un suo studio condotto all’Università di Harvard presentava dei casi d’uso di sistemi programmabili in ambito economico. Marketing Automation - storia Da allora il termine ha attraversato numerosi settori legati all’ingegneria meccanica, passando dal controllo di sistemi industriali e produttivi, fino ad arrivare all’era dello sviluppo in ambito informatico. Una storia lunga caratterizzata dalla costante ricerca da parte dell’uomo di semplificare processi complessi o faticosi affidandosi alla forza e alla “lucidità” delle macchine. Fatto questo breve viaggio nel passato possiamo quindi evitare la prima trappola. Per la definizione di Marketing Automation è importante non commettere l’errore di confondere gli strumenti con l’ambito, gli attrezzi del mestiere con il metodo. Quella che sembra una precisazione banale ci permetterà più avanti di capire come scegliere un tool di Marketing Automation e per quale obiettivo. Dunque, possiamo affermare che la Marketing Automation è un approccio strategico e operativo in ambito digital grazie al quale abbiamo la possibilità di pianificare, gestire e monitorare flussi automatici di contenuti pubblicati o inviati al verificarsi di determinate condizioni o eventi. Si tratta di una modalità di gestione della digital strategy che ha i suoi strumenti di lavoro più o meno potenti per innescare in modo automatico attività che sarebbe impossibile implementare manualmente. Ridurre la Marketing Automation all’utilizzo di un tool rispetto ad un altro o alla sola email del carrello abbandonato, vuol dire semplificare un ambito con infinite possibilità che vanno a ridefinire l’operatività e il rapporto con gli utenti. Marketing Automation

Perché è importante automatizzare i processi

Adottare strumenti e tecniche di Marketing Automation significa passare ad un livello successivo da diversi punti di vista. Il primo è quello operativo e anche il più semplice da intuire. Automatizzare i processi amplifica in modo esponenziale le possibilità delle tue azioni. Si passa ad esempio da un messaggio per una lista di utenti ad un messaggio per ogni utente. In parole semplici quello che è oggettivamente impossibile, ovvero produrre un contenuto personalizzato per ogni utente che compie un’azione sul tuo sito, diventa possibile. Seconda trappola da evitare: automatizzare non vuol dire lavorare meno. Per quanto l’innovazione tecnologica abbia raggiunto risultati stupefacenti, un cervello artificiale che sostituisce quello umano non esiste ancora. Dobbiamo quindi intendere la Marketing Automation come un upgrade delle nostre possibilità, un livello successivo che va progettato, monitorato e ottimizzato proprio come tutte le attività svolte quotidianamente fino ad oggi. Nessun superpotere o interruttore magico. Un altro aspetto molto importante sul quale la Marketing Automation ha un impatto significativo è legato alla qualità del rapporto con gli utenti. È qui che avviene un importante paradosso. Grazie ad attività automatizzate infatti è possibile costruire un rapporto più “umano” con gli utenti. Quello che può sembrare un metodo che sostituisce l’attività umana, porta proprio al risultato contrario, superando finalmente tutti quei limiti che rendono ancora troppo poco efficaci le comunicazioni di massa inviate ad utenti mai abbastanza profilati. Marketing Automation Terza trappola nella quale è opportuno non cadere: la Marketing Automation non è uno strumento più potente per perseguitare gli utenti in ogni momento della giornata fino allo sfinimento. Come ogni attività e strategia, è fondamentale predisporre un corretto sistema di profilazione che permetta di raccogliere i dati utili a costruire e ad assecondare il profilo dell’utente. Una grande quantità di informazioni molto importanti per interpretare e rispettare in modo sempre più efficace le sue reali manifestazioni di interesse.

Marketing Automation: ecco da dove partire

La possibilità di automatizzare processi operativi e attività di marketing digitale ci permette oggi di distinguere un digital marketing “tradizionale” da quello proiettato verso il futuro. Se solo qualche anno fa i promotori della pubblicità profilata online definivano tradizionali e superate le pubblicità sui cartelloni offline, oggi accade quasi lo stesso. Per quanto sia ancora utile, non è più sufficiente inviare un’email alla lista di chi ti ha fornito un’informazione che è ferma lì da quasi un anno. Il nostro comportamento digitale non è quasi mai perfettamente coerente con le risposte che forniamo nei moduli di iscrizione ad una newsletter. Ed è qui che viene il bello. Predisponendo gli strumenti di Marketing Automation per la raccolta strutturata di dati personali, comportamentali e transazionali sarà il singolo utente a dirci chi è superando ogni ipotesi iniziale. Occorre partire quindi da un cambio di prospettiva della fase di costruzione di una strategia nella quale i dati diventano delle risposte puntuali che generano nuove azioni, come spiega Patrick Singer nei suoi 4 step dell’approccio data-driven. Partire dai dati e dalla loro organizzazione è quindi il primo passo, ponendo la giusta attenzione sulla crescente importanza delle informazioni comportamentali. Attraverso la corretta aggregazione di questi dati sarà possibile costruire percorsi differenti e di gran lunga più efficaci.

Qual è il tool migliore di Marketing Automation

Siamo arrivati dunque alla scelta del tool ideale. Come dicevamo la Marketing Automation è prima di tutto un approccio strategico. Partendo da questa sottile precisazione è possibile valutare gli obiettivi scegliendo gli strumenti più adeguati per raggiungerli. Le caratteristiche che rendono un tool di Marketing Automation più efficace rispetto ad altri sul mercato sono diverse ma ce ne sono due che meritano particolare attenzione. La prima è la capacità di tracciare il comportamento e le azioni degli utenti che visitano il sito. Grazie a questa possibilità non sarà più necessario porre continue domande all’utente per registrare il suo livello di interesse. Sarà lui con la sua attività a darci le indicazioni corrette a partire dalle quali possiamo impostare la nostra attività di marketing strettamente legata alle sue azioni e alle sue “non-azioni”. Una fase che richiede da parte nostra la massima attenzione nell’interpretazione di particolari azioni (es. visita di una determinata pagina con contenuti informativi rispetto ad una pagina di prodotto). La seconda riguarda la possibilità di costruire un processo omnicanale, cioè che permetta di sviluppare una strategia capace di comprendere, interpretare e pianificare customer journey complessi. Poter immaginare e costruire percorsi basati sull’integrazione di più canali che svolgono un’attività coordinata è uno dei vantaggi più importanti che un tool di Marketing Automation efficace. Marketing Automation Tra tutti quelli disponibili sul mercato SALESmanago è sicuramente uno dei tool più affidabili utilizzato da grandi brand come Vodafone, Yves Rocher, DeLonghi, Starbucks Coffee, New Balance, Orange. Uno strumento di lavoro che con un’interfaccia intuitiva permette un livello anche molto complesso di progettazione e di automazione. Un tool con il quale portare l’abituale approccio strategico ad un livello successivo.

Conclusioni

Parlare di Marketing Automation in pochi paragrafi non è affatto sufficiente. Torneremo presto ad affrontare altri temi molto interessanti che offrono importanti spunti di riflessione. Uno fra tutti riguarda l’incontro tra digital marketing e ambiti come l’intelligenza artificiale (AI) e il Machine Learning. Cos’è il marketing predittivo e quali sono le opportunità e le criticità di un approccio così evoluto. Materiale di discussione ce n’è. Alla prossima 😉
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Google lancia un nuovo formato di ricerca per abbigliamento

Google cerca di facilitare le query dell’e-commerce

Google continua a farsi strada nel facilitare le query di e-commerce, questa volta tramite un nuovo formato di risultati di ricerca appositamente progettato per visualizzare query relative all’abbigliamento. google_ecommerce_search_socialware_1 Come spiegato da Google: “Da oggi inizierai a vedere vestiti, scarpe e accessori da tutto il Web in un unico posto ovvero su “Cerca sul tuo dispositivo mobile” in modo da poter navigare facilmente in molti negozi e marchi diversi contemporaneamente”. Come puoi vedere nell’esempio sopra, il nuovo processo mirerà a facilitare meglio le query e-commerce raccogliendo prodotti popolari da vari fornitori e mostrandoli fianco a fianco in una raccolta. Ciò renderà più semplice il confronto tra gli utenti. “Gli utenti possono filtrare per stile, reparto e tipo di dimensione o guardare più immagini di un prodotto. E se vuoi saperne di più o sei pronto per l’acquisto, puoi facilmente visitare il sito Web del negozio.” Il formato di visualizzazione è in qualche modo simile al processo “Shop the look” di Pinterest, che fornisce elenchi di articoli simili che gli utenti possono sfogliare sotto ogni dato Pin. shop_the_look_socialware_2 L’opzione di Google si basa su query di testo, non su elementi visivi, ma il processo è essenzialmente lo stesso: fornisce un modo semplice per confrontare gli elenchi online e trovare gli articoli che ti piacciono.
Pinterest è probabilmente uno dei principali sfidanti che Google sta cercando di respingere con questa opzione. Benchè la ricerca su Pinterest risulta di granlunga inferiore rispetto a quella su Google, se ogni piccolo sfidante come questo portasse via il traffico di ricerca, anche con Facebook/Instagram, ci sarebbe da correre ai ripari. A maggior ragione se stanno cercando di espandersi nell’eCommerce e Amazon continua ad espandersi, ha senso che Google cerchi di consolidare le sue funzionalità principali.
Ad ogni modo, non è solo un gioco difensivo ma soprattutto una progressione logica per l’azienda dato che ha già tutte queste informazioni che fluiscono nei suoi sistemi.

Google e Pinterest: chi copia chi?

Ci risulta che non sia la prima volta che Google “copii” i layout di Pinterest. Nel 2018, ad esempio, Google ha lanciato un layout di ricerca di immagini aggiornato, che utilizza un formato simile a Pinterest, che include schede di ricerca contestuali aggiuntive nella parte superiore dello schermo (come la “Ricerca guidata” di Pinterest) per aiutare a perfezionare ulteriormente la query. pinterest-google-shopping-layout-socialware Nell’ottobre dello scorso anno, Google ha anche lanciato un nuovo strumento  che sostanzialmente replica la capacità di ricerca visiva di Pinterest, offrendo corrispondenze di prodotto pertinenti basate su un’immagine acquisita tramite Google Lens come lo strumento Lens di Pinterest. Google_Style_Ideas_socialware4 Nel febbraio dello scorso anno, in vista dell’IPO di Pinterest, abbiamo notato che una delle principali sfide della piattaforma verrebbe probabilmente da Google. Infatti, quaest’ultimo non ha accettato l’attenzione crescente dell’eccommerce di Pinterest, in particolare i tentativi di ribaltare Google in termini di ricerca visiva. Ancora una volta, i numeri degli utenti di Pinterest non sono in alcun modo vicini a turbare l’utilizzo complessivo di Google ma risulta sufficiente per innescare nel gigante della ricerca una preoccupazione più intensa.

Google Shopping si conferma l’esperienza più completa del web

Google ha la capacità di creare esperienze di ricerca più complete. L’esempio è in questo nuovo processo di acquisto che collegherà gli utenti ad una scelta più ampia, a più prodotti da acquistare e probabilmente renderà Google un hub più utilizzato per l’evoluzione dei processi dei consumatori. In sostanza, mentre Pinterest sta cercando di migliorare la ricerca nell’ecommerce, Google sta sintonizzando e perfezionando i suoi prodotti in modo che corrispondano a ciò che Pinterest può offrire e anche di più. Dal punto di vista del prodotto di base, gli sviluppi di eCommerce di Google hanno un senso ma dal punto di vista della difesa del suo territorio, è difficile immaginare che Google stia perdendo a lungo termine.
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Blog aziendale, perchè è utile per l’Ecommerce?

Vendere con il blog aziendale è possibile?

Nell’ottica di una strategia di inbound marketing, il blog aziendale è un potente canale per farsi trovare dai clienti, intercettarli e aumentare la visibilità della tua azienda sul web. Esattamente come fanno i social media e l’e-mail, anche il blog aiuta a sostenere la crescita aziendale, in primis in termini di Brand Awareness e Brand Reputation e si rivela importante per trasformare un utente che non conosce la il tuo brand in un tuo cliente. Infatti il blog aziendale si trova all’inizio del “percorso” dell’utente, in cui quest’ultimo è ancora lontano dal concetto di acquisto e non è in cerca di schede del prodotto, pagine di categorie, richieste di preventivi, fasi che rappresentano, invece, il punto d’arrivo di chi sta per acquistare.

Il blog è uno strumento non strettamente commerciale per aumentare la tua visibilità online

Quali sono gli obiettivi e vantaggi di un blog aziendale?

Il blog non è un “passatempo” per i clienti, ma ha ben altri obiettivi. Partendo da un accurato lavoro di scrittura e di ottimizzazione SEO e dalla ricerca e analisi delle keyword “informative” potrai intercettare il tuo target, coinvolgendolo con guide, consigli, approfondimenti su tematiche relative al tuo brand. Vediamo nello specifico quali sono gli obiettivi di un blog aziendale e, nello stesso tempo, i suoi vantaggi per capire come si trasforma un visitatore, intercettato nel momento del bisogno, in un cliente.

1. Imporsi come fonte autorevole nel web

Il primo obiettivo di un blog aziendale è quello di imporsi nel web come fonte autorevole e risorsa attendibile su informazioni nel proprio settore di riferimento, relativamente ai prodotti o ai servizi forniti. “Content is king” è ancora la parola d’ordine pronunciata dai più esperti marketer aziendali, verissimo in questo caso. Un blog aziendale che risponde alle domande più frequenti poste dai clienti, contiene informazioni utili per loro, ti aiuterà a stabilire la tua autorità. Un blog può risultare educativo, informativo, chiarire il funzionamento di un prodotto o un servizio, intrattenere, approfondire una tematica che non sia strettamente collegata all’utilizzo commerciale del sito. Se i potenziali clienti trovano risposte alle loro domande comuni tramite post di blog scritti da persone esperte del settore è molto più probabile che ti riconoscano come brand autorevole ed entrino, in seguito, nel processo di vendita perché ciò che hai da offrire è più completo di una “fredda” relazione tra acquirente e venditore. In parole povere, con il tuo blog aziendale potrai conquistare la sua fiducia.

2. Indirizzare il traffico verso il tuo sito web

Come possono i tuoi clienti raggiungerti pur non conoscendoti? Gli annunci su Google sono un valido strumento, ma costoso. Lo stesso vale per i social media: Facebook, come è noto, richiede un certo investimento nelle campagne di advertising, se pur utili e necessarie. Ogni volta che scrivi un nuovo post sul blog, aggiungi un’altra pagina indicizzata sul tuo sito web, un’altra opportunità di comparire nei motori di ricerca e indirizzare il traffico mediante ricerca organica. Ma non è tutto, perchè il blog ti aiuta anche a essere presente e interessante anche sui social media: il post può essere condiviso sulle tue pagine Social, anche dai follower: Facebook, Instagram, Twitter, Pinterest ti aiutano a mostrare la tua attività a un nuovo pubblico che potrebbe non conoscerti ancora. In altre parole i contenuti del blog aiutano anche a mantenere attiva la tua presenza sui social media. Quindi ti aiuta a indirizzare nuovo traffico sul tuo sito Web, lavorando a stretto contatto con i motori di ricerca e i social media per farlo

3. Convertire il traffico acquisito in lead

Incrementando il traffico al tuo sito web attraverso il blog, puoi sfruttare l’opportunità di convertire questi utenti in lead. Da una parte un nuovo post di blog è una nuova pagina indicizzata, dall’altra è un’occasione per condividere contenuti interessanti sui social, dall’altra, ma è anche un modo per acquisire nuovi contatti. Come? Tramite una call to action, un invito all’azione che permette di
  • accedere alle pagine informative
  • compilare un form per l’iscrizione alla newsletter
  • scaricare white paper o guide gratuie
  • accedere alla pagina del prodotto o del servizio fornito

Blog aziendale, esempi di successo

Da dove cominciare per portare un blog aziendale al successo?

Sicuramente dallo studio di un piano editoriale costruito sulla base delle esigenze informative del tuo target, e quindi su contenuti che risponderanno alle loro domande generiche. Quello che dovrai chiederti è: cosa cercano i tuoi potenziali clienti? Di quali informazioni hanno bisogno? Contestualmente sarà necessario uno studio delle keyword informative e delle ricerche effettuate dai tuoi utenti. In altre parole sapendo cosa cerca il tuo target potrai studiare un piano adeguato.

Quali sono gli errori da evitare?

  • Essere “commerciali” nella scrittura, parlando solo dei prodotti o dei servizi. L’obiettivo principale del blog non è vendere, ma informare.
  • Pubblicare una tantum: se non hai tempo, o un team, da dedicare al tuo blog aziendale, meglio chiuderlo. Il blog è la voce della tua azienda, ma è fondamentale essere costanti.
Anche aziende medio-piccole sono riuscite ad acquisire visibilità attraverso il proprio blog.

Gruppo San Marco, da Ecommerce di piscine a guida informativa

Gruppo San Marco, è un Ecommerce specializzato nella vendita di piscine fuori terra e interrate, stufe a pellet, arredo bagno e arredo giardin. Grazie a un piano editoriale studiato ad hoc riesce a fornire agli utenti risposte alle domande più frequenti degli utenti offrendo consigli sulla manutenzione stagionale della piscina, sull’utilizzo dei prodotti chimici adeguati, consigli per gli acquisti degli accessori, ma anche guide per l’installazione delle piscine, e inoltre approfondimenti sulle funzionalità dei componenti di una stufa a pellet, consigli per la pulizia. Il tutto corredato da video di approfondimento. blog san marco

ABITAREarreda, non solo Ecommerce di arredamento ma vero e proprio manuale di stili e tendenze

ABITAREarreda è un sito e-commerce di arredamento basato sul concetto di design Made in Italy. Grazie al suo blog aziendale a fornire agli utenti idee, consigli, ispirazioni per arredare casa nel modo giusto. Il piano editoriale è basato su guide di design e si avvale anche della collaborazione di blogger e Instagram Influencer del settore. Schermata 2019-08-09 alle 11.21.29

No Problem Flights, non solo servizio di rimborso volo ma anche consigli di viaggio

Questo progetto, basato sul servizio di rimborso volo cancellato o in ritardo, grazie al blog aziendale riesce a posizionarsi su tematiche strettamente connesse al viaggio in aereo o alle compagnie aeree, rispondendo in particolare a dubbi e interrogativi dei passeggeri. Il blog editoriale offre sia soluzioni operative per la prenotazione di un volo o per la preparazione ad un viaggio, sia soluzioni per affrontare un viaggio senza incorrere in spiacevoli disagi. Schermata 2019-08-09 alle 11.10.14 E il tuo Ecommerce è già ben avviato sulla sezione news e blog? Quali sono le tue le tue opinioni sui blog aziendali? Se sei appena agli inizi o non sai come migliorare il tuo blog, contattaci per saperne di più!