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Trend e best-practice digitali per il 2018

Azioni e best-practice che avranno impatto sulla nostra strategia digitale durante il 2018

Siamo giunti a fine anno. Quali strategie intraprendere per l’anno nuovo? Sono le considerazioni che ogni anno i marketers si pongono cercando di migliorare quanto di buono si è fatto, o al contrario, di invertire la tendenza di qualcosa che non è andato secondo le aspettative durante l’anno che sta per terminare. Molto spesso per raggiungere il “Sacro Graal” delle strategie all’interno del nostro mercato di riferimento, non esiste un piano standard, ma bisogna passare attraverso una selva di test da implementare nel tempo. Testare campagne pubblicitarie, testare claim, testare landing page, testare formati grafici, testare contenuti testuali. Tanti test, per altrettanti dati da analizzare che ci permetteranno nel tempo di valutare e delineare la miglior strategia, il miglior canale, il budget ideale e il momento opportuno per vendere il nostro prodotto. Per questo motivo, auguriamo a tutti i marketers un 2018 ricco di test.

Quali azioni avranno un impatto importante sul Digital Marketing nel 2018?

1. Contenuti digitali personalizzati: ripensare a esperienze uniche per i nostri utenti Partiamo da dati molto chiari sui Contenuti Digitali Personalizzati:
  • Secondo Monetate il 94% dei professionisti digitali concordano sul fatto che la personalizzazione dei contenuti sia un elemento determinate a fini del coinvolgimento dell’utente
  • Secondo HubSpot, un contenuto tailor-made performa il 42% meglio di un contenuto non personalizzato in termini di vendite
  • Secondo Forbes’ Publish, proporre esperienze web personalizzate è premiante, in quanto raddoppia i rendimenti in termini di performance ed engagement
Naturalmente, il Content rappresenta il cuore pulsante del Digital marketing, ma così come quest’ultimo matura nel tempo, allo stesso modo si evolve la natura del Content stesso. Per questo, la giusta profilazione dei nostri utenti e potenziali clienti, unita alla creazione di contenuti personalizzati sulle necessità degli stessi Customers t e Prospec , può consentirci di proporre prodotti digitali più appetibili per la nostra utenza e dunque più efficaci. 2. SEO e Content si integrano sempre più Diciamocelo. Ormai sono pochi i professionisti che si occupano di Content marketing senza includere la SEO. Content e SEO sono praticamente come il burro con la marmellata e anche il loro sodalizio è ufficialmente confermato da due dati significativi sull’influenza di un aspetto sull’altro:
  • Secondo una ricerca di BrightEdge, ben il 52% dei marketers ammette che la SEO risulta essere determinante nel lungo periodo nelle strategie di content marketing di sucesso
  • Il traffico organico porta al 51% in più in termini di fruizione di contenuti web
Il miglior modo per potenziare il rapporto tra Seo e Content marketing è quello di condurre analisi sul comportamento degli utenti in maniera continua (poiché gli interessi dei Prospect mutano rapidamente e di frequente) approfondendo sui dati di traffico connessi al comportamento degli utenti. Questo tipo di analisi ci aiuterà ad implementare strategie integrate coerenti coi nostri obiettivi, orientate inoltre a produrre buoni risultati in termini di awareness e conversioni nel medio-lungo periodo. 3. Integrare strategie Social efficaci Per gli anni a venire si prospettano grandi investimenti nel Social Marketing da parte di sempre più aziende commerciali, tutto ciò si tradurrà in una sola cosa: i budget destinati al Social Media Management e Advertising lieviteranno. Per quanto possa far storcere il naso a molti, il loro punto di vista è più che comprensibile: l’obiettivo è quello di fare brand in maniera più presente attraverso interazioni spontanee ed intuitive, spingendo all’acquisto tutti coloro che entrano in contatto col proprio brand L’operazione è già palesemente in atto se consideriamo che su Facebook (al momento il Social che domina la scena sia in termine di utenti che di interazioni) il Social Marketing si sta spingendo verso contenuti più emozionali, perché le emozioni generano più coinvolgimento e viralità. Utilizziamo canali Social appropriati per il nostro mercato di riferimento? Che emozioni veicoliamo agli utenti che entrano in contatto col brand che rappresentiamo? social-articolo-trend-2018 4. Mobile marketing: il mercato è definitivamente mobile-friendly I dati parlano chiaro anche in materia di Mobile Marketing:
  • il 69% del tempo trascorso online avviene su mobile
  • solo nel 2017 sono stati spesi 143 Miliardi di dollari in Mobile Ads in tutto il mondo, il doppio di quanto speso nel 2015 (71 Miliardi di dollari)
  • secondo BIA/Kesley la spesa in Mobile Ads geolocalizzate crescerà dai 12.4 Miliardi di dollari del 2016 ai 32.4 Miliardi di dollari nel 2021
  • Siamo tutti in attesa delle novità che il primo algoritmo-mobile di Google introdurrà (lancio atteso per gli inizi del 2018). Si sa già con certezza che con esso Google indicizzerà prima di tutto i contenuti mobile, valutandoli come elemento principale per decidere come classificare i risultati ottenuti, a prescindere se la navigazione avviene su desktop o mobile.
A quanto pare, sembra dunque che Il primo algoritmo mobile di Google vada a cambiare il concetto di piattaforma “mobile-friendly”, rendendo obsoleto ogni sorta di “aggiustamento” fatto ad hoc per gli utenti mobile su siti che di base non lo sono. Tuttavia, esso non dovrebbe rappresentare una “preoccupazione” per i possessori di un sito responsive e dinamico di cui contenuto principale e markup risultino gli stessi sia su mobile che desktop. 5. Advertising e Marketplace: dominare nel futuro Se non avete ancora iniziato a lanciare campagne advertising Adwords, Google e nei maggiori Marketplace, questo è il momento giusto per iniziare a farlo. Google Adwords è sicuramente lo strumento più utilizzato per implementare campagne basate su inserzioni online orientate verso un target di utenti che sono alla ricerca di qualcosa in rete. Con una nuova veste grafica e rinnovati strumenti di supporto per la pianificazione delle proprie campagne online, la piattaforma Google Adwords è molto intuitiva e ci permette di utilizzare diversi formati per le nostre campagne pubblicitarie (inserzioni testuali, banner grafici, video). Inoltre, attraverso Google Express, Adwords ti permette di avviare campagne web geolocalizzate per dare visibilità ai punti vendita fisici e rendere più efficaci il marketing territoriale (Local Marketing). Negli ultimi anni si è registrata una crescita esponenziale di Facebook Advertising sia in termini di budget investito che in termini di numero di utenti utilizzatori: nel secondo quadrimestre del 2017 infatti il ritorno di Facebook dalle Ads ha raggiunto i 9.6 Miliardi di dollari, con un crescita media del 47% di anno in anno. Le campagne Facebook Advertising sono molto efficaci per coloro che intendono orientare le loro campagne verso pubblici target con specifici interessi e comportamenti e che si presume possano essere più inclini ad effettuare azioni specifiche anche direttamente su sito. Nonostante ci siano (ancora) molti pregiudizi sull’utilizzo dei marketplace, è innegabile che dietro la crescita esponenziale del commercio online degli ultimi anni c’è anche la grande spinta degli Amazon, Booking.com ed Ebay. Commissioni alte, concorrenza spietata e sistema di recensioni molto “competitivo”. Tutto vero. Ma lavorando esclusivamente sul nostro e-commerce le regole sarebbe diverse? La direzione ideale sarebbe quella di guardare con attenzione ai marketplace di riferimento e considerare di inserirli nel nostro “Digital Marketing Mix”, iniziando capire come poter posizionare il nostro prodotto, come poter accrescere il nostro brand, come implementare campagne e vendere al loro interno. Del resto sono delle enormi piazze digitali per la compravendita dove una grossa mole di traffico già esiste, e dunque vanno considerati come tali. marketplace-articolo-trend-2018 Hai qualche domanda? Scrivici! Desideri approfondire qualche argomento tra quelli in discussione? Scrivici o commenta pure.
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SEO per ecommerce: 5 Super-Semplici consigli per attirare più clienti

Scopri i suggerimenti di SEMrush per la tua ecommerce marketing strategy

Questo va da sé –  il traffico organico è una vena d’oro per ogni negozio online ed è pura linfa vitale per aumentare le vendite e commerce dato che gli acquirenti spesso usano i motori di ricerca per cercare i prodotti da acquistare. In questo post Daryana Solntseva, PR Manager di SemRush, condivide con noi 5 tips SEO per ecommerce, super-semplici e veloci da implementare, che ti aiuteranno ad attirare clienti tramite i motori di ricerca e aumentare le vendite del tuo e-commerce.

5 trucchi per la tua strategia di ecommerce online marketing

1. Semplifica la navigazione del tuo sito e ispirati alle piramidi

Ci sono due ragioni principali per scegliere un tipo di architettura piramidale per il proprio sito e-commerce. Prima di tutto perché, naturalmente, non vuoi che ogni visitatore finisca in un labirinto da dove potrebbe non trovare un’uscita. E’ importante organizzare il sito ottimizzandolo in ottica SEO per ecommerce, per renderlo semplice per i motori di ricerca nel fare crawling di tutte le pagine. Ciò è particolarmente importante poichè il Googlebot spenderà un periodo limitato sul tuo sito (un fattore noto come crawl budget) ed è naturalmente nel tuo interesse che visiti il maggior numero di pagine possibile.
Un’architettura gerarchica organizza le pagine in un modo che un visitatore (o un bot) possa accedervi con un solo paio di click già dalla homepage. Dato che la maggior parte dei visitatori arrivano sul tuo sito da una pagina top-level (cioè una home page o una pagina di categoria), la struttura piramidale renderà più semplice individuare i prodotti specifici che stanno cercando. Migliorando così i tassi di conversione e aumentando le vendite del tuo ecommerce.
Questa indicazione è una fondamentale attività SEO per e-commerce che non devi mai dimenticare per promuovere il tuo negozio online. Come altrettanto importante è un’attenta analisi dei competitor online. Ma questa è un’altra storia.

2. Fai attenzione alle pagine di categoria!

Un errore classico che fanno molti e-commerce, è di concentrarsi sull’ottimizzazione delle pagine prodotto, trascurando un punto d’ingresso più evidente e di rilevanza maggiore: le pagine categoria. Ricorda sempre che i tuoi potenziali clienti quando cercano sui motori di ricerca, utilizzano più frequentemente query generiche, piuttosto che di prodotto, finendo così all’interno delle tue pagine di categoria.
Ti sembra questa una buona motivazione per ottimizzarle e dare le informazioni migliori ai tuoi clienti?
Inoltre gli utenti spesso non sanno esattamente quale articolo vogliono acquistare ne’ tantomeno sanno facilmente definire a quali categorie merceologiche appartenga. Pertanto, usando frasi generiche (come ad esempio “custodia porta tablet” o “scarpe sportive da uomo”), piuttosto che i nomi dei prodotti specifici, fornirai loro l’opportunità di ampliare la ricerca.

Esaminando le pagine di categoria del tuo negozio online è bene che ti faccia le seguenti domande:

  • Sei sicuro che il testo da te inserito all’interno di una categoria includa tutte le informazioni necessarie per permettere ai crawler di Google di indicizzare al meglio la tua pagina (e ai tuoi clienti di trovare le giuste informazioni)? O sono presenti solo elenchi di prodotti e niente più?
  • Crei contenuti unici per ogni categoria, che non siano solo un banale – e sconsigliatissimo! – copia e incolla dalla categoria simile? Secondo le ricerche di SEMrush, i contenuti duplicati sono il problema SEO più comune nella maggior parte degli e-commerce.
  • Hai realizzato una struttura ponderata di link interni tra categorie e prodotti? Una buona pratica – premiata da motori di ricerca e utenti – è quella di includere link interni verso ad altre categorie e sottocategorie rilevanti.
  • I tuoi contenuti nascono per soddisfare le richieste dei tuoi clienti e i loro intenti di ricerca? Scrivere per una nicchia da te ben studiata e osservata ti permette di realizzare contenuti semanticamente rilevanti che miglioreranno la visibilità della tua pagina nella SERP. Stai pur certo che questo ti aiuterà a promuovere il tuo ecommerce.

3. Ottimizza la struttura di link interni per dar maggiore visibilità ai tuoi contenuti

Creare link interni efficienti e sensati può spesso essere problematico. Voglio dire che collegare post del blog, comunicati stampa e gli altri contenuti non-commerciali è facile. Ma è così semplice collegare le pagine prodotto, le categorie e le offerte?
Ecco dove le cose diventano più difficili e dove anche migliori SEO per ecommerce trovano spesso difficoltà. Dopotutto, una volta che qualcuno atterra su una pagina prodotto vuoi che ci rimanga fino al momento dell’acquisto e non vuoi certo farli “scivolare via”. Giusto? ATTENZIONE però, perchè potresti perderti qualche importante opportunità SEO.
Una buona struttura di link interni tra prodotti fornisce una migliore user experience al tuo utente. Una persona solitamente può non essere interessata all’articolo specifico sul quale è arrivato e che sta visualizzando, ma potrebbe voler comprare qualcosa di simile o correlato a quel tipo di prodotto. Linkando i modelli simili e i prodotti correlati in realtà aumenti la possibilità di conversione. Inoltre, così sarà più facile per il Googlebot indicizzare le pagine e fare crawling nel sito più a fondo.
E quindi ci tengo a ribadirlo ancora una volta: creare link interni non solo tra i contenuti di marketing, ma anche tra prodotti, altri articoli e categorie rilevanti è una delle attività delle più efficaci strategie SEO per gli e-commerce. E potrebbe darti risultati davvero incredibili.
• Se hai ancora dubbi su come aprire un ecommerce di successo, leggi i consigli del nostro Marco!

4. Non sottovalutare le pagine “offerta” e dai loro continua linfa vitale

Molti rivenditori online eliminano le pagine dedicate alle promozioni una volta finite. Da un lato tutto ciò ha senso, perché non vogliono che gli utenti visitino pagine con contenuti obsoleti o sulle quali non ci sia nulla da comprare. Facendo così però riducono il page rank e, di conseguenza, la visibilità del proprio sito ecommerce. Inoltre operando in questa maniera è necessario ripartire da zero ogni volta che si vuole riattivare nuovamente prodotti in saldo e promozioni e quindi posizionare nuovamente la pagina, piuttosto che continuare con l’authority che nel tempo è stata acquisita.
Ti stai chiedendo quale sia la soluzione più giusta? Se hai terminato o messo in pausa a lungo termine una promozione, fai redirect della pagina ad un altra, con contenuti rilevanti alle categorie dei prodotti che hai offerto precedentemente e alle intenzioni di ricerca dei tuoi utenti. In questa maniera la pagina in questione continuerà ad accresce la propria authority e tu sarai in grado di riutilizzarla quando vorrai offrire una simile offerta.
In questo video Daniele Rutigliano spiega durante il “Round Table Digital Marketing: strategie per un e-commerce online di successo” cosa fare con le pagine dei prodotti non più in catalogo per non danneggiare il SEO del tuo ecommerce.

5. Rendi il tuo negozio una scheggia! Come velocizzare il tuo sito ecommerce

Non importa quanto veloce sia già il tuo sito web, probabilmente potresti renderlo ancora più veloce. Questo non solo aiuterà i visitatori a vedere i contenuti più rapidamente e a migliorarne l’esperienza, ma darà una forte spinta alla tua visibilità organica.
Google utilizzata il page speed come il ranking factor dal 2010. Ma fino ad oggi ipotizzavamo solo quanto questo fattore potesse effettivamente influire sul ranking. Grazie alla ricerca di Backlinko ora sappiamo con certezza che l’effetto è significativo.

Site speed matters. Based on data from Alexa, pages on fast-loading sites rank significantly higher than pages on slow-loading sites.

Quindi tra le attività da fare appena finirai di leggere questo post, verifica il page speed del tuo dominio e delle principali pagine. Per fare questo puoi usare i tool come Pingdom Website Speed Test o PageSpeed Insights di Google. Entrambi i tool offrono suggerimenti su come migliorare page loading time.

Speriamo che questo bellissimo post di Daryana Solntseva possa aiutarti a migliorare e far crescere e promuovere il tuo ecommerce. Se hai domande o dubbi non esitare a scriverci nei commenti e a lasciare la tua opinione.

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Come aprire un Ecommerce: le 5 cose da sapere

Ho deciso, apro un Ecommerce! Sembrerebbe la soluzione a tutti i problemi e forse lo può anche essere. In un mondo imprenditoriale sempre più orientato al digitale e al web, un passo quasi obbligato per la maggior parte degli imprenditori è la ricerca del giusto modo per cercare di vendere i propri prodotti e servizi online. Nei nostri precedenti articoli abbiamo provato a descrivervi quale può essere una corretta strategia per posizionare il proprio sito al meglio sui motori di ricerca attraverso le tecniche Seo o quale tipo di azioni compiere per avere una strategia di local marketing performante. Oggi invece proviamo a descrivervi la fase che precede l’apertura di un negozio online, fornendovi una serie di informazioni utili che, provando a dare un ordine cronologico avranno questo schema: scegliere la forma giuridica e di conseguenza il regime fiscale, acquistare un dominio e pensare a che tipo di sito di Ecommerce mettere online, aprire partita iva, richiedere le autorizzazioni locali e iscriversi in camera di commercio, follow up.

1. Il tipo di forma giuridica e il regime fiscale di riferimento

Per chi è già imprenditore questo aspetto non dovrebbe interessare particolarmente ma per chi invece è alle prese con l’inizio di una nuova attività, il tipo di forma giuridica è un aspetto molto importante. Per questo tipo di scelta sicuramente l’aspetto da tenere in considerazione è il numero di persone che costituiranno la nuova impresa. Se si è soli si può pensare di intraprendere in forma individuale la nuova impresa (la forma quindi sarebbe quella della ditta individuale); se si decide di intraprendere la nuova attività in più persone, la forma ovvia sarà sicuramente quella della società. Che si tratti di Società di Persone o di Capitali (costo per la costituzione tra notaio, diritti e bolli variabile tra le 1000 e le 2000 euro a seconda del tipo di società) dipende da una serie di fattori e sarà il vostro commercialista ad aiutarvi in questa decisione. Non dimenticatevi che da qualche anno è possibile anche costituire una Società di Capitali Semplificata, più flessibile e soprattutto più economica poiché consente di non pagare l’onorario del notaio e di pagare solo i diritti alla camera di commercio di appartenenza (circa 300 euro). come-aprire-ecommerce-le-cose-da-sapere1 Il regime fiscale è una conseguenza del tipo di forma giuridica che si è deciso di adottare. Ovviamente più possibilità di scelta è offerta a chi decide di aprire in forma individuale. In questa situazione infatti è possibile scegliere tra la classica tassazione Irpef e il cosiddetto Regime Forfettario che consente di usufruire di una tassazione agevolata (15%) e l’esenzione di adempimenti come iva, Irap e studi di settore. Per questo tipo di scelta consigliamo comunque di rivolgersi ad un professionista che saprà indirizzarvi al meglio.

2. Acquistare un dominio e realizzazione del sito internet

Non ci può essere Ecommerce senza un sito internet, ecco perché acquistare un dominio e farsi realizzare un sito di Ecommerce performante è uno step fondamentale. La scelta del dominio è un momento delicato poiché sarà il vostro bigliettino da visita sul web. Il nome del vostro sito deve attirare l’attenzione, far capire, se possibile, cosa si vuole vendere online. come-apire-ecommerce Il sito web sarà il vostro negozio digitale dove i vostri clienti si affacceranno quotidianamente (si spera!) per fare acquisti. Provando a sorvolare sulla parte grafica (che però resta comunque un aspetto importante), le cose essenziali da tenere in considerazione sono: la scelta della piattaforma, la velocità intesa come tempo di caricamento delle pagine e il fatto che debba essere un sito performante anche su mobile. La scelta della piattaforma è forse l’aspetto più importante per un Ecommerce. Nella scelta tra piattaforme CMS proprietarie e piattaforme open source, pensiamo che nella maggior parte dei casi ci si debba orientare su piattaforme open source per una loro maggiore flessibilità. Il budget diventa una discriminante importante nella scelta del CMS adatto, se da un lato WordPress e Woo Commerce plugin sono un compromesso accettabile per chi possiede budget limitati e esigenze circoscritte conservando però limiti in fase di gestione e in ottica SEO, piattaforme come Magento, Prestashop e OpenCart pensate per l’eCommerce Management sono senza dubbio tra le più performanti e le più indicate per un progetto importante. Qual è il migliore? Noi di Socialware usiamo OpenCart come piattaforma di riferimento dopo varie analisi e diverse esperienze di progettazione, questa piattaforma ha una grande comunità di sviluppatori alle spalle e una notevole facilità di creazione ed inserimento di nuove funzionalità al sistema. Per una maggiore informazioni sulle diverse piattaforme per l’Ecommerce e sugli strumenti e le strategie per vendere online ti consigliamo di leggere il libro di Francesco Antonacci “E-commerce Marketing & Vendite” edito da Hoepli (clicca qui per acquistare)

3. Apertura della Partita Iva

La Partita Iva è l’inseparabile compagna di chi decide di mettersi in proprio. Il famoso numerino a 11 cifre vi servirà in molte fasi della vostra vita aziendale. Ma come si ottiene? Ottenere il numero di partita iva è abbastanza semplice, basterà infatti compilare il modello dell’Agenzia delle Entrate e inviarlo alla stessa o telematicamente tramite Fisconline o Intermediario Abilitato o anche recandosi in un qualsiasi ufficio delle Entrate. Ricordatevi che nel modello (AA 9/12 o AA 7/12 a seconda che si tratti di persona fisica o società), c’è un campo specifico dedicato all’Ecommerce in cui indicare sito web e il vostro internet service provider. aprire-ecommerce-le-cose-da-sapere In fase di inizio attività occorre anche inserire il codice relativo alla vostra attività (codice ATECOFIN), che generalmente è 479110 corrispondente alla seguente attività: “Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet”. Ricordatevi inoltre che per operare con l’estero, nello specifico con altre nazioni dell’Unione Europea, dovete iscrivere la vostra partita iva nel registro VIES delle partite iva comunitarie.

4. Richiesta delle autorizzazioni (SUAP) e iscrizione in Camera di Commercio

Una volta in possesso della partita iva dovrete andare sul sito dello Sportello Unico per le Attività Produttive del Vostro Comune (SUAP) o recarvi di persona presso gli uffici comunali e vedere come è disciplinata l’attività di commercio elettronico. Nella maggior parte dei casi dovrete compilare una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) in cui indicherete da quando inizia la vostra attività. La domanda può essere inviata telematicamente, via posta elettronica certificata o manualmente a seconda del comune di riferimento. Una volta in possesso della SCIA potrete procedere all’ultima fase burocratica e cioè l’iscrizione in Camera di Commercio attraverso il software. Contemporaneamente potrete procedere, attraverso lo stesso software, all’eventuale iscrizione all’INPS (iscrizione obbligatoria soprattutto per le ditte individuali). Il costo della comunicazione di inizio attività in CCIAA varia dalle 35,00 (tra diritti e bolli) a cifre più alte in caso di società. Ricordate che per potervi iscrivere in CCIAA è obbligatorio essere dotati di indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) che sarà utile anche per tutte le comunicazioni con le pubbliche amministrazioni.

5. Follow up

Una volta in regola con tutte le formalità burocratiche potrete iniziare realmente la vostra attività di Ecommerce. Ricordatevi di inserire sul vostro sito la vostra Partita Iva, la ragione sociale e il vostro Rea di riferimento (numero assegnato dalla vostra Camera di Commercio). Il vostro sito andrà curato nei minimi dettagli, dovrete aggiornarlo con costanza e arricchirlo di contenuti sempre interessanti mettendovi sempre dalla parte di chi dovrà completare il processo di acquisto. Prestate attenzione alle giacenze, ai prodotti in esaurimento, rispondete alle richieste dei vostri clienti sia per assistenza che per semplici informazioni. L’esperienza di shopping online deve essere fluida, senza intoppi, dalla scelta del prodotto fino al pagamento finale. Altro aspetto importante, forse il più importante, è che il sito deve essere progettato in modo tale da essere trovato facilmente sui motori di ricerca. Lavorare in ottica Seo diventa quindi un processo da fare già in fase di creazione del sito e non a sito già online. Il Blog in questo potrebbe tornarvi utile e nello stesso tempo fornire contenuti interessanti per i vostri utenti. Fare tutto da soli è una cosa possibile ma non sempre rappresenta la scelta giusta, farsi guidare da professionisti per la parte burocratica o affidarsi a società specializzate in grado di fornirvi un pacchetto all inclusive è spesso la soluzione giusta.
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5 idee per la tua Marketing Strategy di Natale

La tentazione di utilizzare il Natale come pretesto per essere decisamente poco originali  è sempre dietro l’angolo. Tutti amano campane, palline e pupazzi di neve. Ma rivestire a festa il proprio marchio o sito web non è certamente la soluzione ideale per aumentare le vendite, il traffico o le conversioni. È fondamentale affiancare quest’attività di restyling ad una corretta strategia di Content Marketing che ti consenta di distinguerti dalla concorrenza.

Quindi a che tipo di contenuti e strategie dobbiamo ricorrere per questo Natale? Vediamo insieme alcuni suggerimenti.

1. Via a promozioni e codici sconto

Il Natale è sicuramente un’ottima occasione per sfruttare la tendenza dei consumatori a spendere di più. È  importante non rilassarsi prima del tempo ma piuttosto incrementare la frequenza di pubblicazione con contenuti di qualità, amplificare le reti sociali e adottare nuove strategie di marketing. Pianificare offerte, promozioni e offrire codici sconto sarà senz’altro un buon modo per fidelizzare i clienti attuali e incentivare quelli potenziali ad acquistare dal nostro Ecommerce. Fai una rapida analisi dei trend di ricerca per capire a quali prodotti sono maggiormente interessati i tuoi clienti e controlla gli stock per non rimanere senza scorte. Analizza anche le strategie di prezzo adottate dai competitor affinché il tuo prodotto possa essere tra i più competitivi sul web.

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2. Scegli le parole con saggezza

Un “dono” o un “regalo” rappresentano entrambi la stessa cosa se avvolti in una bellissima confezione regalo da posizionare sotto l’albero, ma lo stesso non può dirsi per il web. La SEO ci insegna che la scelta delle parole giuste in termini di Keyword Research è fondamentale per essere trovati dagli utenti. Strumenti come “l’analisi keyword” di SemRush o il tool di Google Adword ci permettono di monitorare i dati di traffico per ogni parola-chiave, valutare i trend di ricerca e analizzare altri importanti aspetti di cui vi abbiamo già parlato nel post dedicato al keyword planner. Stilare un elenco delle parole chiave specifiche per l’occasione sarà sicuramente un primo passo per spiccare rispetto ai competitor.

3. Prova con il remarketing

Durante le festività la rete è completamente satura di campagne di marketing (anche piuttosto brillanti), e riuscire ad emergere nel rumore può rivelarsi particolarmente difficile e dispendioso. E’ probabile dunque che in termini di Content Marketing il miglior investimento sia rappresentato dagli stessi utenti presenti nel nostro “marketing funnel” , ovvero quegli utenti che hanno già acquistato sul nostro sito, si sono iscritti alla Newsletter o hanno messo mi piace alle nostre pagine social . La creazione di contenuti ad hoc, campagne Facebook e strategie di e-mail marketing mirate al coinvolgimento di questo pubblico può rivelarsi maggiormente efficace rispetto al tentativo di raggiungere gli utenti per la prima volta. Sarà necessario concentrare l’attenzione su attività di remarketing che possano incentivare il nostro pubblico all’azione, magari focalizzandoci su determinati segmenti in base ai loro interessi o al device dal quale si connettono.

4. Ottimizza il tuo sito su Mobile

Lo sapevi che il 77% delle ricerche su mobile durante le feste vengono effettuate da casa o da lavoro? La differenza principale tra le ricerche da un dispositivo mobile o da desktop, dunque, non riguarda tanto la mobilità degli utenti quanto piuttosto il modo diverso in cui questi interagiscono con i contenuti. Vediamo infatti che le ricerche da mobile sono di solito Local e focalizzate su fornitori di prodotti e servizi. Per una strategia di Local SEO efficace, Google Trends ci può fornire alcuni spunti utili per capire cosa sta cercando il nostro pubblico. Incentivare le recensioni sulla nostra attività commerciale tornerà sicuramente utile durante la stagione dello shopping natalizio per convogliare gran parte del traffico mobile al nostro sito web. Naturalmente per non vanificare gli accessi dai dispositivi mobili è necessario che quest’ultimo sia il più responsive possibile.

5. Sfodera la creatività

Il bello del Natale è quello di dar sfogo alla creatività. La stessa immaginazione che utilizzi per fare regali a parenti e amici puoi riversarla anche su sito web, newsletter e canali social per catturare l’attenzione degli utenti e rendere questi veicoli più attraenti e tematizzati a festa. Crea banner, slide e immagini emozionali per promuovere al meglio le offerte richiamando tutti quegli elementi natalizi che tanto piacciono alle persone. Un altro elemento che spesso adottiamo sui nostri siti web è quello di travestire il logo aziendale o modificare sidebar, menu e footer con temi natalizi.

Anche la cover Facebook dovrà essere adattata all’occasione conservando però quei colori ed elementi associati al nostro brand. La stessa copertina la potrai riutilizzare per veicolare promozioni speciali o iniziative di natale. Pianifica la programmazione social schedulando i post per tutto il periodo delle feste, non vorremmo mai che ti perdessi nel vortice dei festeggiamenti.

Per la tua Social Media Strategy di Natale sarà importante lavorare sul coinvolgimento dei consumatori e fare in modo che tutte le pagine d’atterraggio delle nostre call to action siano ben ottimizzate. Sfrutta i video o il live streaming di Facebook per aumentare le interazioni con i follower e coinvolgerli nello spirito natalizio del tuo brand. Utilizza i social media per aumentare il dialogo con i clienti, entrare in empatia con loro e magari spostare le preferenze di consumo attraverso campagne interattive o servizi di customer care efficienti e veloci. Tutto questo non farà altro che migliorare l’immagine del brand e perché no, incentivare gli acquisti.

Lavorando bene su tutte queste leve potrete trascorrere con maggiore tranquillità le vostre vacanze e convincere anche i consumatori più scettici ad acquistare dal vostro Ecommerce!

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Come impostare una strategia di e-mail marketing per il tuo Ecommerce

Nella pianificazione di una strategia di web marketing per i nostri clienti, uno degli strumenti dai quali non possiamo più prescindere per generare traffico e promuovere la vendita di beni e servizi, sono le campagne di e-mail marketing. Seppur ci sia stato negli anni un abuso sproporzionato di messaggi pubblicitari che invadevano le nostre caselle di posta, ancora oggi l’invio di email e newsletter si conferma essere un sistema efficace per fidelizzare i clienti, aumentare la popolarità di un Ecommerce e migliorare le conversioni al sito. Ma quali piattaforme utilizzare? Su quali contenuti puntare? Ed in che modo raggiungere target e obiettivi? In questo post illustrerò i 4 passi fondamentali con cui impostare e sfruttare al meglio le campagne di e-mail marketing per creare newsletter d’appeal per i vostri clienti attuali e potenziali.

1. Quale piattaforma scegliere: Mailchimp vs Benchmark Email

La ricerca di una piattaforma efficace è il primo passo da compiere. Uno degli strumenti maggiormente utilizzati in questi casi è MailChimp, un tool semplice e di facile utilizzo ma soprattutto a costo zero. Scegliendo il piano Free si ha la possibilità di inviare ben 12.000 email al mese fino ad un massimo di 2000 iscritti. Un’interfaccia grafica intuitiva e dalle molteplici funzionalità vi permetterà di impostare le vostre liste personalizzate, creare newsletter interattive utilizzando il pratico editor visuale, ma soprattutto monitorare i risultati delle vostre campagne scegliendo tra le diverse opzioni proposte. I vantaggi di utilizzare questo strumento rispetto all’invio di centinaia di mail dai propri account di posta elettronica sono diversi:
  • potrete pianificare l’invio della vostra newsletter nel giorno e nell’ora che desideriate;
  • ogni newsletter sarà ricevuta dal singolo destinatario e non in CC ad altri mille utenti;
  • al termine di ogni campagna avrete la possibilità di consultare un report con i tassi di apertura e click alla mail così da testarne l’efficacia ed acquisire dati utili per la pianificazione delle campagne successive.
Nonostante la meritata fama che ha reso Mailchimp uno dei servizi di email marketing più conosciuti e utilizzati al mondo, si tratta comunque di un prodotto statunitense e il limite della lingua rappresenta per molti un problema, soprattutto quando si ha la necessità di contattare il servizio di assistenza tecnica. Una valida alternativa disponibile in lingua italiana è Benchmark Email. Nella versione gratuita si ha la possibilità di inviare fino a 14.000 mail ad un massimo di 2000 contatti. Dispone di un ottimo sistema di Drag & Drop con cui costruire in modo semplice e veloce il corpo del messaggio, trascinando i vari blocchi di testo o immagini in base all’impostazione che vorrete dare alla vostra newsletter. Anche qui sarà possibile editare le immagini direttamente dall’email editor, aggiungendo effetti, sticker o messaggi testuali sulla foto. Si ha la possibilità di scegliere tra diversi template preimpostati per ogni occasione e settore, personalizzare i colori, allegare file pdf, video o qualora mastichiate linguaggi di programmazione, potrete settare il codice HTML a seconda delle vostre necessità. Sicuramente il plus di questo strumento è il servizio di assistenza immediato e la possibilità di comunicare con l’ufficio marketing italiano.

2. Individuare il target e sfruttare le liste

Per la scelta e il successo di una campagna, sarà fondamentale individuare il giusto pubblico di riferimento, i loro bisogni e l’utilità che quel contenuto può avere per loro. Informare gli utenti di promozioni e offerte in corso, offrire soluzione in anteprima, codici sconto, novità sui prodotti è un buon sistema per incentivare gli utenti ad iscriversi ad una mailing list o tenere attivi quelli già presenti. segmenti La possibilità di creare liste personalizzate o impostare come target di riferimento un determinato segmento (in base al sesso, l’età, la categoria merceologica, gli ordini effettuati ecc.) consente di aumentare i tassi di apertura e tenere elevata la media di click verso il sito e i link inseriti nel corpo della mail.

3. Personalizzare la newsletter in modo creativo

Per incrementare l’engagement e rafforzare la relazione con l’utente, è necessario che il contenuto della newsletter sia il più personalizzato e mirato possibile. Ogni newsletter dovrebbe essere indirizzata ad una persona specifica, pertanto può essere utile far comparire nell’intestazione della mail il nome del destinatario. Per farlo sarà sufficiente utilizzare TAG DINAMICI nel corpo del messaggio o nel codice html. Es. Su Mailchimp è possibile personalizzare i cosiddetti “Merge Tags” con cui richiamare dalla nostra lista di iscritti: nome, cognome, indirizzo mail o altri dettagli sui nostri contatti. Una volta personalizzati, basterà inserirli direttamente tramite l’editor visuale. default-marge-tag anteprima-newsletter Per catturare l’attenzione degli utenti e favorire la riconoscibilità del brand, il messaggio dovrà essere incisivo e coinvolgente; allo stesso modo si dovrà mantenere una coerenza grafica e una linea editoriale integrata con gli altri canali utilizzati. Nello specifico, un oggetto della mail breve e descrittivo e una call to action efficace possono aumentare il CTR fino al 14% e il tasso di conversione del 10%. Ma anche l’incipit, il corpo del test e i saluti finali saranno importanti per decretare il successo o meno della vostra campagna.

4. Monitorare i risultati

Al termine della campagna, l’analisi delle metriche è l’ultimo passo per capire in che direzione dobbiamo andare. Tra gli indicatori da tenere sott’occhio spiccano:
  • Tasso di apertura (n.mail aperte / n.mail inviate): ci da indicazioni utili circa l’efficacia dell’oggetto della mail
  • Tasso di consegna (n.mail inviate – n. rimbalzi): consente di monitorare la qualità degli indirizzi e-mail presenti nelle nostre liste
  • Tasso di clic (n.clic / n.mail aperte): ci dice in che modo siamo riusciti ad aumentare il tasso di conversione e a raggiungere il nostro obiettivo
Infine da Google Analytics possiamo analizzare nel dettaglio il traffico qualitativo generato dal canale email monitorando:
  • Sessioni generate: numero di visite al sito web generate della campagna email
  • Bounce rate: % di visite con una sola page view
  • Durata media della sessione (utile per valutare il comportamento delle persone sul sito e scoprire quali sono le visite davvero efficaci a livello di vendita
  • Tasso di conversione
google-analytics Tenendo in considerazione tutti questi aspetti e sfruttando al massimo la creatività, l’email marketing può diventare un elemento strategico per tutte le aziende online che desiderano accrescere la loro brand awareness e generare vendite. E voi avete qualche altro suggerimento da darci? Scriveteci nei commenti o sulla nostra pagina Facebook!
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Ecommerce, Content e Analytics: le vostre domande

Il primo dei nostri webinar per SemRush è stata l’occasione per confrontarci con i partecipanti, provando a rispondere ai loro dubbi. Purtroppo, per lasciare spazio agli altri relatori, abbiamo provato a dare delle risposte semplici a delle domande molto complesse. Così in questo post abbiamo deciso di rispondere in maniera più articolata alle domande che ci sono arrivate durante il webinar, invitando chiunque abbia altri dubbi o spunti di riflessione a condividerli nei commenti o sulla nostra pagina Facebook.
Se invece vuoi ascoltare tutto l’intervento o consultare le slide clicca qui.
 
Per un e-commerce come scelgo i contenuti giusti per la seo?
Dipende dalla tipologia di Ecommerce. Per prima cosa consiglio di creare delle descrizioni delle pagine di categoria perché in ottica SEO sono le più importanti e quelle a cui dedicare i maggiori sforzi in termini di ottimizzazione e monitoraggio. Sono quelle le pagine dove scrivere contenuti SEO “vecchio stile” dove le keyword vengono prima di tutto – Francesco Antonacci 
 
Descrizione dei prodotti a parte, come posso creare contenuti validi per o motori di ricerca?
I motori di ricerca sono un mezzo, la domanda da porsi è “Come posso creare contenuti validi per gli utenti?” Meglio ancora, per le persone. Le persone, parafrasando il nuovo claim di Eni.it, non cercano, chiedono. Per questo il consiglio è quello di produrre contenuti in grado di coinvolgere emozionalmente le persone, senza dimenticare che non stiamo facendo poesia o letteratura ma che abbiamo uno scopo ben preciso. Che può essere quello di aumentare l’awareness di un brand, o quello di vendere un prodotto. Quindi attenzione, perché una ridondanza di contenuti può distogliere l’utente dall’azione principale che ci siamo prefissati di fargli compiere. Immaginate un sito come Amazon pieno di storie. Non è quello il luogo per raccontare. Su Amazon mi aspetto foto bellissime, parole chiave in linea con le mie ricerche, vantaggi del prodotto, recensioni e solo in seguito le specifiche. Ma non tutti gli e-commerce, per restare in tema, sono Amazon. E molti hanno bisogno di raccontare i propri valori, i servizi, i vantaggi. E quindi di contenuti validi. – Cristiano Carriero
 
Lo storytelling è una parola nuova per un’attività vecchia come Carosello. E’ lì che le aziende hanno iniziato a raccontare le loro storie più di 40 anni fa: Papalla, La Linea, Il Mulino Bianco sono esempi di storie che hanno fatto storia. Cosa c’è di innovativo nel fare storytelling sul Web? Non è il caso di parlare di qualità di contenuti, di testi scritti da copyweb professionisti, originali e, soprattutto, autentici?
Tutto vero, anzi verissimo. Soprattutto quando si parla di originalità. È sempre più difficile trovare contenuti originali, i motivi vanno individuati nella fretta, nella mancanza di creatività, e nella scelta errata di copyweb non sfilati su un determinato argomento. Attenzione, perché i contenuti non sono prodotti solo da copy, ma anche da fotografi, videomaker, illustratori. Quello che non è chiaro a tutti è che ascoltando una storia i nostri registri critici e razionali operano in modalità ridotta e questo consente di stabilire un vero e proprio patto finzionale con ciò che viene narrato. In quel momento non ci interessa che i fatti raccontati siano veri o falsi, possibili o immaginari: l’importante è che siano verosimili e coerenti nelle loro sequenze di azioni e nessi casuali.  Le storie ci consentono di immedesimarci con i protagonisti degli eventi e di vivere le loro esperienze. Questo è il motivo per cui al cinema ridiamo, piangiamo e ci spaventiamo come se stessimo vivendo noi quelle esperienze, anche se sappiamo che tutto ciò è finzione – Cristiano Carriero
 
Come è possibile settare il motore di ricerca sul sito?
Per monitorare le query digitate all’interno del motore di ricerca del sito e misurare i relativi dati di comportamento degli utenti, è sufficiente modificare alcune impostazioni all’interno del pannello di Amministrazione e nello specifico nelle impostazioni della Vista. La procedura è la seguente:

  • Selezionare la Vista sulla quale si desidera impostare la Ricerca su Sito ed accedere a Impostazioni Vista.
  • In Impostazioni Ricerca su sito, impostare Monitoraggio Ricerca su sito su ON.
  • Nel campo Parametro di ricerca, inserire la parola o le parole (max 5 separati da virgole) che identificano il parametro di ricerca interna, ad esempio “termine, filter, query”.

E’ inoltre possibile impostare la rimozione del parametro di ricerca dalle URL in maniera tale che vengano visualizzare prive di parametri, ed impostare l’utilizzo delle categorie di ricerca, nel caso il motore permetta il perfezionamento tramite categoria. – Pietro Lombardi
 
Come si creano i raggruppamenti?
Impostare il raggruppamento dei contenuti su GA è un processo un po’ più complesso rispetto al monitoraggio delle ricerche nel sito, per questo dedicheremo all’ argomento un post apposito. Anche in questo caso la configurazione avviene al livello Vista accedendo alla voce Raggruppamento per Contenuti. Selezionando Nuovo Raggruppamento per Contenuti si imposta il nome desiderato e si seleziona uno fra i tre metodi per la configurazione  – Pietro Lombardi
 
Qual è il ‘tipo’ di contento maggiormente preferito dai motori di ricerca per un e-commerce che aiutano a scalare la SERP?
Partiamo da un presupposto. Oggi Google cerca di simulare il comportamento degli utenti, quindi tende a prediligere quei contenuti che catturano l’attenzione e fanno si che le persone interagiscano con essi. Non parliamo solo di testi ma anche (o soprattutto) di immagini e video. Due parametri che ci saranno utili per misurare il successo dei nostri contenuti provengono da Google Analytics: il tempo speso sulla pagina e la frequenza di rimbalzo. – Francesco Antonacci
 
Dal punto di vista commerciale è molto più semplice lavorare con una nicchia di prodotti o con prodotti “mainstream”?
Oggi ogni settore dell’Ecommerce è caratterizzato da una forte concorrenza. I “Big”, parliamo di siti generalisti come Amazon e siti settoriali (Booking per il turismo, Ikea per l’arredamento, Euronics o Erice per l’elettronica) monopolizzano le prime pagine dei motori di ricerca per prodotti di largo consumo. Lavorare sulle nicchie, soprattutto in fase di Start-up di un Ecommerce può essere la scelta vincente o, nella maggior parte dei casi, una necessità. – Francesco Antonacci
 
È importante il numero di prodotti per una buona strategia SEO per un ecommerce?
Assolutamente si. Immaginiamo di entrare in un negozio di abigliamento e trovare soltanto 50-100 prodotti tra jeans, capispalla, magliette e camicie. Non uscireste subito e vi rivolgereste a un negozio più rifornito? Purtroppo oggi i grandi negozi hanno modificato le nostre abitudini di acquisto e tendiamo a preferire siti più forniti (utili anche in ottica di acquisti multipli). Da un punto di vista SEO inoltre più prodotti abbiamo, maggiori sono le pagine (contenuti) con le nostre Keyword di prodotto. – Francesco Antonacci
 
Qual è la piattaforma migliore per mettere in piedi un e-commerce all’inizio? 
La scelta della piattaforma CMS da utilizzare per sviluppare un portale eCommerce dipende da molti fattori, primo fra tutti dal budget a disposizione.
La combinazione WordPress e Woo Commerce plugin è un compromesso accettabile solo per chi possiede budget limitati e esigenze circoscritte. La gestione in ottica SEO è infatti molto lontana dall’essere ottimale oltre a presentare diversi limiti nei metodi di pagamento, di spedizione e non ultimo nelle performance.
Piattaforme come Magento, Prestashop e Open Cart pensate per l’eCommerce Management sono senza dubbio tra le più performanti e le più indicate per un progetto importante.
In Socialware le nostre analisi ed esperienze di progettazione e sviluppo ci hanno portato a definire come piattaformea di riferimento Open Cart, un framework Opensource con una grande comunità di sviluppatori alle spalle, un’ampia documentazione disponibile in rete e una notevole facilità di creazione ed inserimento di nuove funzionalità al sistema.
Il secondo capitolo di eCommerce Marketing & Vendite è interamente dedicato alle piattaforme di eCommerce e si presenta come un’ottima guida per chi è in cerca di tutte le informazioni necessarie per scegliere in base alle proprie esigenze – Francesco Antonacci
 
Se devo promuovere un servizio qual è il contenuto migliore da usare?
Vorrei dire dipende, ma non sono il tipo. In questo momento il video è lo strumento migliore, senza se e senza ma. Lo dicono i numeri e le interazioni. Meglio ancora se pensati in più format: lungo per YouTube, sintetico per Facebook, brevissimo o teaser per Instagram e Snapchat. Le parole chiave sono verticalità e immersività, oltre ovviamente a indicizzazione (delle parole chiave) – Cristiano Carriero
 
Per un e-commerce, meglio un sito dedicato o i vari marketplace?
Una strategia di Ecommerce oggi non può prescindere dall’utilizzo dei Marketplace e deve quindi prevedere strategie di vendita su ogni canale, dando sempre priorità al sito di proprietà. Amazon sta crescendo a ritmi vertiginosi e non cavalcare l’onda è un errore. E’ certo che vendere su Amazon non è semplice, sono richiese competenze aggiuntive per il posizionamento dei prodotti sul motore di ricerca interno, per la gestione delle campagne pubblicitarie. Inoltre c’è da tenere sotto controllo la marginalità. Se calcoliamo che su ogni vendita Amazon trattiene circa il 15% al rivenditore non resta molto margine di manovra. – Francesco Antonacci

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Socialware e SemRush partner per l'Ecommerce

Socialware e SemRush partner per l’Ecommerce

Per i nostri progetti di Ecommerce utilizziamo da diverso tempo SemRush.
Gli strumenti messi a disposizione per l’analisi dei competitor, l’attività SEO e la ricerca organica, i social media e tutti i rapporti di Analytics sono diventati per noi imprescindibili.
La qualità di un progetto di Digital Marketing passa anche da questi aspetti ed è per questa ragione che abbiamo deciso di legarci a SemRush.
Siamo partner per il mercato italiano e potete rivolgerti a noi per:

  • Formazione sull’utilizzo degli strumenti di analisi
  • Integrazione degli strumenti SemRush nel vostro progetto di Digital Marketing
  • Creazione di nuovi progetti SemRush
  • Offerte speciali sull’acquisto dei servizi
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SEO On site, alla base delle strategie di Web marketing

Rubrica SEO e Ecommerce #3

Ottimizzare al meglio tutte le aree del proprio sito web, un obiettivo prioritario

Dopo aver analizzato le fasi e gli strumenti indispensabili per impostare una strategia di web marketing efficace, cominciamo ora a vedere in dettaglio le aree specifiche di intervento e le relative attività da pianificare e mettere in pratica per assicurare il successo del nostro progetto. Cominciamo dalla SEO Onsite, ovvero dall’ottimizzazione di ogni pagina del nostro sito web ai fini di ottenere un migliore posizionamento sui motori di ricerca e di aumentarne l’usabilità facilitando cosi la navigazione degli utenti. Gli obiettivi di quest’attività sono dunque quelli di aumentare quantità e qualità del traffico in entrata incrementando il ranking sui motori e quindi la visibilità del nostro sito. Le aree di intervento sono essenzialmente due:
  • Contenuto, quindi testi ed immagini
  • Codice HTML
E’ di vitale importanza realizzare contenuti che abbiano l’obiettivo di soddisfare tutte le tecniche e gli accorgimenti SEO, ma che al tempo stesso siano piacevoli, utili e facili da utilizzare per gli utenti. Privilegiare una scrittura pensata per  i motori di ricerca dimenticando gli utenti, o viceversa, non può che risultare controproducente. La SEO Onsite è dunque un attività dinamica in pieno divenire a cui non si può mai rinunciare.

Ottimizzazione di un sito Ecommerce: da dove iniziare?

  • Occorre innanzitutto elaborare una struttura gerarchica dei contenuti, nella quale troviamo in cima l’home page, la pagina principale del nostro sito web che solitamente è anche la prima ad essere indicizzata dai motori di ricerca. Una home page ottimizzata determina una buona fetta del nostro successo, fallire qui vuol dire bruciarsi in partenza.
  • Subito dopo troviamo le pagine di categoria, pagine che racchiudono determinate ed univoche tipologie di prodotti utili per orientare la navigazione degli utenti e per indicare ai motori di ricerca la struttura del sito e la priorità d’indicizzazione.
  • Proseguendo nella nostra scala gerarchica utile a definire le nostre priorità nella fase di ottimizzazione, troviamo successivamente le pagine di sottocategoria (per un’ulteriore segmentazione dei prodotti) e le pagine di prodotto, solitamente ultimo stadio del processo d’acquisto. Grazie all’inserimento all’interno di queste pagine di keyword specifiche, è possibile intercettare l’utente in una fase avanzata della sua ricerca, incrementando le possibilità di acquisto attraverso il miglioramento di posizionamento e visibilità.
  • Ottimizzare l’usabilità delle pagine relative al check-out , pur indicando ai motori di non indicizzarle, è infine l’ultimo tassello per migliorare in parallelo l’usabilità degli utenti e l’analisi dei robot, senza dimenticare la fondamentale funzione di analisi e tracciamento che offrono questo tipo di pagine.Tecniche seo
Completata l’architettura del sito e pianificata una strategia, si può procedere all’ottimizzazione della pagine. I fattori di ranking sui motori di ricerca evolvono in continuazione privilegiando la qualità piuttosto che la quantità. Gli stessi algoritmi di Google sono mutati negli anni divenendo sempre più efficaci e difficili da aggirare con tecniche che non prevedono contenuti naturali e tecniche SEO “pulite”. I fattori di ranking relativi all’area on-site rappresentano tuttavia solo una parte degli elementi che influenzano il posizionamento, ma hanno conservato negli anni un’importanza che oggi è ancora salda. Partendo dai contenuti, è prioritario che questi siano unici, utili e condivisibili. Google penalizza i contenuti duplicati, per questo motivo l’originalità e la qualità dei testi rappresentano un fattore chiave per il posizionamento e per l’esperienza degli utenti. Un contenuto che al tempo stesso sia unico e di qualità, che aiuti il cliente nel processo d’acquisto e contenga keyword appropriate, sarà molto probabilmente un contenuto di successo, frutto di competenze trasversali e crossmediali. Per ottimizzare le pagine del nostro sito è fondamentale partire da una strategia di keyword che preveda un panel di parole chiave individuate con criteri analitici ed un po’ di buon senso. Pur avendo perso importanza rispetto al passo, le keyword rimangono uno degli elementi chiave dell’algoritmo dei motori di ricerca.

Dove posizionare le keyword all’interno della pagina?

  • Page Title, elemento chiave che relaziona le query degli utenti alla pagine del sito e cattura l’attenzione dell’utente. Un keyword all’inizio del page title è di cruciale importanza, cosi come fare attenzione a non superare i 55 caratteri di lunghezza e rendere questo tag unico per ogni pagina. Badate inoltre a non incorrere nel pogo sticking.
  • Meta-description: Altro tag molto descrittivo, di vitale importanza per convincere l’utente a visitare il nostro sito. Abbiamo a disposizione 155 caratteri (Google taglierà descrizioni più lunghe) per inserire un testo descrittivo che anticipi e caratterizzi il contenuto della pagina di destinazione. Le parole chiave che andremo ad inserire saranno evidenziate in grassetto nel caso siano presenti nelle query di ricerca digitate dagli utenti. Non dimenticate infine una call to action efficace!
  • Tag H1, elemento visivamente più d’impatto della pagina, molto utile per influenzare il posizionamento su di una determinata keyword (che consigliamo di posizionare all’inizio della frase). Consigliamo inoltre di creare una corrispondenza tra h1 e Page title, utilizzando la medesima keyword. Anche il tag H1 deve essere unico per ogni pagina e non risultare mai duplicato.
  • Url, vale lo stesso discorso della corrispondenza tematica vista in precedenza. Frasi brevi e descrittive in linea con il contenuto della pagina. Si consiglia di separare le parole con dei trattini, evitando l’underscore.
  • Immagini: Ottimizzare le immagini presenti nel nostro sito può rappresentare un grande vantaggio. A livello SEO è buona prassi utilizzare immagini che non abbiamo un peso superiore ai 300 Kb, per non rallentare il tempo di caricamento delle pagine, fattore di posizionamento di grande vantaggio che influisce anche sulla qualità di navigazione. E’ inoltre utilissimo inserire titolo, attributo alt ed url descrittive nel modo corretto inserendo all’interno le nostre keyword. Oltre ad influenzare il posizionamento queste operazioni consentono di posizionarsi anche nelle ricerche di Google Immagini, andando cosi a migliorare la nostra visibilità.
  • Link: E’ buona pressa utilizzare link interni per organizzare al meglio l’organigramma del nostro sito e creare collegamenti con pagine correlate. Ogni pagina dovrebbe essere raggiungibile facilmente, senza creare dispersione o strutture troppo complesse. Diverso il discorso sui Link esterni, riguardo ai quali occorre maggiore cautela. Google che ne premia la naturalezza, ma ogni link esterno è una porta d’uscita dal nostro sito. In chiave SEO bisogna a fare attenzione a diversi fattori sui quali torneremo in altra occasione.
Ora avete tutti gli elementi per cominciare ad ottimizzare le pagine del vostro ecommerce, cosa aspettate?
Presentazione-libro-Ecommerce-Marketing-e-vendite

Presentazione libro Ecommerce, Marketing & Vendite

Ecommerce Marketing & Vendite

Giovedì 26/11/15 – Impact Hub Bari la presentazione del libro

Giovedì 26 Novembre alle 18:00 presso lo spazio di Coworking Impact Hub Bari, Francesco Antonacci presenterà il libro Ecommerce Marketing e vendite edito dalla casa editrice Hoepli Spa. L’ingresso è libero!
L’Ecommerce oggi è un Trend Topic, tutti ne parlano e tutti aspirano a diventare i futuri Amazon o Ebay. Ma la realtà è ben diversa e per mettere in piedi un solido business sul web sono necessarie competenze trasversali non indifferenti.
Parleremo di tutte le tematiche affrontate nel libro, tra cui

  • SEO (Search Engine Optimization) applicata al mondo Ecommerce
  • Analisi dei competitor sul web
  • Strategie di Social  media marketing per un Ecommerce
  • Web Analytics e analisi dei dati di traffico e posizionamento sui motori di ricerca
  • Pubblicità su Google: non solo Adwords, ma anche comparatori di prezzo, Facebook Ads, Criteo e altre piattaforme pubblicitarie di remarketing
  • Technical SEO: come rendere un sito facilmente indicizzabile da Google
  • Logistica e magazzino: come approcciarsi al mondo delle spedizioni
  • Local SEO: come farsi trovare nelle ricerche geolocalizzate e creare una strategia di Marketing mix (online e offline)
  • Email marketing: come utilizzare le newsletter e le mail transazionali per aumentare le vendite
  • Metodi di pagamento: come facilitare la procedura di pagamento dei clienti

Dove acquistare il libro Ecommerce, Marketing & Vendite?

Il libro “Ecommerce, Marketing & Vendite” è disponibile su questo sito o nelle migliori librerie d’Italia e online su AmazonHoepli, Mondadori.

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Ecommerce, Marketing & Vendite

Strumenti e strategie per vendere online

Ecommerce Marketing & vendite”- “Strumenti e strategie per vendere online” è la nuova pubblicazione di Francesco Antonacci per la casa editrice Hoepli Spa.
Si tratta di un libro che conosce la sua seconda edizione e rivela tutti gli aggiornamenti, le rivoluzioni digitali in essere e i cambiamenti in ottica di venditore e consumatore.
Si stima che entro il 2020 il fatturato mondiale dell’Ecommerce raggiungerà i 4000 miliardi di dollari, il 15% delle vendite globali. Si prevede infatti che le imprese in media destineranno il 45% del proprio budget al marketing online. Urge saper mantenere la competitività sul mercato e questo libro fornisce tutti i segreti e le strategie per dare vita ad un progetto di digital marketing performante e in grado di produrre conversioni.
Alla base del libro Ecommerce Marketing & Vendite vige il presupposto che anche le aziende più piccole possono ritagliarsi una fetta di mercato, a patto però che siano in grado di gestire in modo adeguato la propria identità online, o affidarsi a professionisti esperti che possano farlo per loro.
Ricordate: i risultati sul web si ottengono nel tempo, lavorando con costanza e professionalità e investendo denaro, anche e soprattutto per impiegare risorse umane.

Ecommerce e SEO un binomio imprescindibile per vendere online

La Seo è il DNA del web marketing, esiste ancora prima dell’avvento di Adwords e aiuta a ottenere il miglior posizionamento organico o naturale dei siti sulla base dei loro contenuti, all’interno delle pagine dei motori di ricerca. Il 75% degli utenti non va mai oltre la prima pagina di Google quando effettua una ricerca, e il 35% non guarda oltre il terzo risultato della prima pagina, piuttosto modifica la propria query di ricerca, ampliandola o cambiandone le parole. Ciò significa che battere la concorrenza e arrivare in cima ai risultati di ricerca è molto complesso ma non impossibile e sarà la missione principale che si propone di raggiungere il libro Ecommerce Marketing & Vendite.

Analytics, Email marketing, Social media marketing e Advertising, Digital Pr, Marketplace, Logistica e Magazzino

Il libro affronta il mondo Ecommerce a 360° offrendo un approccio assolutamente pratico su ogni settore che influenza direttamente un progetto di Ecommerce e ne decreta il successo o l’insuccesso. Ecco che parliamo in modo approfondito anche di:

  • Marketplace: Ebay e Amazon
  • Social media marketing: come creare una strategia Social per spingere branding e vendite
  • Web Analytics: come utilizzare i dati per ottimizzare le risorse
  • Google Adwords e le altre piattaforme pubblicitarie: come impostare una strategia SEM per un progetto di Ecommerce
  • Technical SEO: come rendere un sito facilmente indicizzabile da Google
  • Logistica e magazzino: come gestire un magazzino e come vendere con il dropshipping
  • Seo Offisite e Digital PR: come aumentare autorevolezza e popolarità sul web
  • Local marketing: come impostare una strategia Local SEo e la pubblicità local
  • Email marketing: creare una strategia e gestire le liste
  • Metodi di pagamento: quali sono i migliori da utilizzare

Dove acquistare il libro Ecommerce, Marketing & Vendite?

Il libro “Ecommerce, Marketing & Vendite” è disponibile nelle migliori librerie d’Italia e online su Amazon, Hoepli, Mondadori.

Collaborazioni e ringraziamenti dell’autore

Per offrirvi la massima qualità dei contenuti ho coinvolto persone esperte, tra le migliori sul mercato, nella scrittura di parti molto importanti del libro:

  • Sergio e Marco Giuri, fondatori del più bell’Ecommerce che conosca, Gruppo San Marco, che hanno condiviso informazioni utilissime nell’ambito della gestione di un magazzino.
  • Pietro Lombardi, il miglior digital analyst che io conosca e grande esperto di SEO
  • Gianluca Sperandio, il massimo esperto in ambito Technical SEO, Indexing e usabilità.
  • Michele Granito, esperto di email marketing strategy
  • Francesco Aibangbee, esperto di Social Advertising e Marketplace
  • Caterina Pecora, esperta di content e social media marketing