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Il funnel applicato alle strategie di Content Marketing

Le vendite nel settore dell’ecommerce sono frutto delle cosiddette “conversioni”, ovvero dei comportamenti di un utente che decide di far diventare il suo “click” sul link della landing page un acquisto. Quando decidiamo di promuovere prodotti e servizi, di fronte a noi si aprono fondamentalmente due strade:

1-Puntare prima di tutto all’aumento delle visite di qualità, sperando che proporzionalmente aumentino anche le conversioni;

2-Puntare prima di tutto all’aumento del tempo di permanenza sul sito sperando che proporzionalmente aumentino anche le conversioni.

Avendo tempo e risorse a disposizione, chiaramente le due strategie possono andare di pari passo. Ma se dovessimo scegliere, quale delle due ci converrebbe di più? Proviamo a dare una risposta motivata, cercando di illustrare pro e contro di ciascuna delle due opzioni.

Aumentare il numero delle visite: il SEO CONTENT classico

La prima strategia è quella utilizzata dalla maggior parte degli “addetti ai lavori”. Una volta creato un sito ecommerce di qualità, si punta a ottimizzare i contenuti scegliendo le migliori keywords, accorciando le SEO url, facendo link building ecc. Parte così la scalata alle SERP di Google anche grazie a campagne PPC, social network e così via. I visitatori che accedono al nostro sito possono diventare clienti oppure andarsene: ovviamente il numero di clienti sarà sempre inferiore rispetto al numero di visitatori. Questo concetto viene spesso espresso facendo riferimento all’immagine dell’imbuto, in inglese “funnel”. Questa strategia di Web Marketing è fondamentale da seguire nelle fasi iniziali, quando acquisire traffico è necessario per farsi conoscere. Le insidie sono molte e spesso la concorrenza è elevata ed agguerrita: per distinguersi è necessario lavorare costantemente sul mercato e sui prodotti, accostando oculate politiche di prezzo a un lavoro di ricerca incessante di nuovi canali di espansione. Per acquisire nuovi visitatori, si implementa una strategia di contenuti “flash and cheap”: articoli per il blog, post con link su facebook, article marketing finalizzati a ottenere i tanto sospirati click sulla pagina.

Aumentare il tempo di permanenza sul sito: il SEO CONTENT avanzato

Dopo qualche tempo (a volte anni), però, tutto questo può non bastare più. La crescita del tasso di conversione diventa un fattore sempre più pressante se il volume delle visite si fa considerevole, e se il tasso di stabilizza o addirittura decresce il segnale non è positivo. Quando arriva questo fatidico momento c’è chi continua “duro e puro” con la strategia adottata in precedenza facendo un ragionamento tipo: “Oggi ho 1000 visite e 100 acquisti al giorno, se domani riesco a fare 2000 visite gli acquisti diventeranno almeno 150!” e chi invece si ferma a riflettere e si chiede: “E se provassi a capire come ottenere 200 acquisti da 1000 visite, invece di fermarmi a 100 ogni 1000?”. L’idea alla base è di impadronirsi del processo che trasforma l’occasionale visitatore in un acquirente, “intercettando” i ragionamenti di chi atterra sul nostro sito. È allora che la diversificazione dei contenuti può diventare la chiave di volta per aumentare le vendite di un sito ecommerce. Il concetto di funnel, applicato questa volta al content marketing, ci viene di nuovo in aiuto.

 

Tofu, Mofu e Bofu, cosa sono e su quale puntare?

All’imboccatura dell’imbuto abbiamo tutti i contenuti creati per essere esperiti in pochi secondi o al massimo qualche minuto (TOFU, Top of the funnel). Man mano che si scende, il tempo e le energie impiegate per usufruire dei contenuti aumenta, quindi proporzionalmente cresceranno gli utenti che lasceranno perdere e faranno altro. Il MOFU (Middle of the funnel) e il BOFU (Bottom of the funnel) contengono costruzioni complesse, dai tutorial agli ebook o alle brochure. D’altra parte, però, implementando questo tipo di testi avremo molte più chance di accendere nel visitatore un interesse verso l’acquisto dei prodotti in oggetto e faremo crescere la nostra impressione di autorevolezza sugli argomenti trattati. Quanto più questi contenuti saranno in grado di riprodurre o simulare l’esperienza reale con il prodotto, tante più alte saranno le probabilità di successo.

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La scelta di questa seconda strada richiede un maggiore impegno per il confezionamento di contenuti di qualità, per il lavoro di ricerca, di studio, e un cliente che ha fretta potrebbe trovarla dispendiosa. Non è affatto detto che dia risultati sul breve termine. Tuttavia, l’aumento delle conversioni di un Ecommerce è tutto ciò che dovrebbe contare per chi possiede un sito di vendita online: lavorarci direttamente potrebbe essere la carta vincente quando si compete in un mercato maturo.

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Come fidelizzare un cliente nell’e-commerce

Come ogni relazione che si rispetti, anche quella con un cliente richiede impegno e coinvolgimento di entrambe le parti. Soprattutto se si parla di e-commerce, dove il rapporto tra commerciante e acquirente non ha le stesse dinamiche di un negozio off-line. Lì basta una stretta di mano, una chiacchierata, sconti speciali ad personam e la possibilità di toccare con mano i prodotti per conquistare e fidelizzare la clientela. Online queste pratiche, per fortuna o sfortuna, si perdono. E allora? Come si fidelizza un cliente nell’e-commerce? Che cosa fare per far tornare sul nostro sito un utente che ha già effettuato un acquisto? Noi di Socialware ci siamo posti queste cruciali domanda e, sulla base delle nostre esperienza con piattaforme di commercio elettronico come Gruppo San Marco e Farmateca.it, per esempio, abbiamo stilato un decalogo di best practice per non perdere e tenere legato a sé ogni utente.

1- Rendi il cliente protagonista

Non fare il comune errore di considerare il prodotto al centro del tuo negozio on-line. Lo è solo perché deve soddisfare il cliente: deve essere completo di tutte le informazioni e mostrarsi in ogni dettaglio per fugare ogni dubbio del possibile compratore. Per questo è importante creare descrizioni di prodotto chiare e complete, ricche di immagini di alta qualità e impostare una campagna di email marketing personalizzata su gusti e scelte dell’utente. Non deve sentirsi “uno come tanti”.

2- Premialo

Il fatto stesso che abbia deciso di comprare sul tuo e-commerce, tra milioni di e-commerce di tutto il mondo è un’azione che va premiata se vuoi che questa relazioni duri nel tempo. Come? I modi sono tanti e diversi: – Regala punti per ogni acquisto in vista di un regalo finale; – Offri sconti importanti per chi effettua acquisti altrettanto importanti; – Mostra in anteprima la nuova merce, offrendogli la possibilità di comprarla prima di tutti; – Pianifica degli eventi ad hoc, mettendo in palio speciali sconti e altre sorprese.

3- Fallo sentire parte di una community

Se potrà sentirsi come a casa, mai solo e libero di esprimere e far valere la propria opinione, quell’utente avrà piacere di tornare da te. Quell’utente sarà tuo, più o meno per sempre. Per questo è importate farlo interagire in maniera pratica e semplice non solo con te, tramite un form di inserimento commenti veloce e immediato, ma anche e soprattutto con gli altri utenti, grazie a un forum ben strutturato, efficace e attivo, dove poter discutere di quegli interessi in comune che li hanno condotti sulla stessa piattaforma. La tua.

4- Stupiscilo e intrattienilo con contenuti divertenti e di qualità

La presenza di un blog per un e-commerce è fondamentale e non solo dal punto di vista SEO. Ti presenterà all’utente non come mera vetrina di prodotti, ma anche come mente pensate, capace di sfornare approfondimenti sempre attuali su particolari tematiche, offrire spiegazioni sul corretto utilizzo di un prodotto e, perché no, di farlo anche ridere con contenuti divertenti, sempre di qualità.

5- Ricordati dei momenti speciali

In un’epoca in cui mogli, mariti e persino genitori dimenticano anniversari e compleanni, ecco che tu, e-commerce, non dovrai mai mancare in questo. Dà valore a ogni singola ricorrenza con dei semplici auguri via email o con dei veri e propri regali. Almeno grazie a te, potrà sentirsi speciale.

6- Offrigli tutte le certezze di cui ha bisogno

Non sparire quando qualcuno chiede chiarimenti o spiegazioni o, peggio, critica qualcosa della tua attività. Renditi sempre disponibile e offri informazioni che siano quanto più autorevoli possibile, magari avvalendoti della figura di un esperto, organizzando una live-chat, ad esempio. Questo aumenterà ulteriormente la tua credibilità.

7- Non dimenticarti di lui dopo le feste

Siamo a ridosso del periodo natalizio e sconti e offerte piovono da ogni dove, anche dal tuo sito (ovviamente). Ma non fermarti alle feste. Offri sconti, promozioni, speciali coupon, anteprime di prodotti anche a Gennaio. Si sa, anno nuovo, vita nuova, nuovi acquisti.

8- Soddisfa le sue aspettative

Se prometti la spedizione gratuita, il reso gratuito, l’invio della newsletter una volta a settimana, l’aggiornamento del blog una volta al mese, il corretto utilizzo dei dati personali, di potersi disiscrivere a qualunque servizio in pochi clic, mantieni la parola. Sempre.

9- Interagisci con lui

Quale miglior modo di conversare liberamente con l’utente, di capire come la pensa e di conoscerlo anche visivamente se non tramite i social? Qui potrai chiedere più facilmente un confronto, un’opinione e, perché no, coinvolgerlo anche nelle tue decisioni. Facebook, Twitter, Pinterest, Google +, Instagram sono il miglior modo non solo per presentare te stesso e ciò che vendi, ma anche e soprattutto per instaurare una relazione ancora più forte e solida con ogni tuo cliente.

10- Sii Responsive

Sempre più utenti, ormai, navigano tramite smartphone e tablet, oltre che da normale computer desktop. Non vorrai mica farti trovare impreparati? Imposta il layout di ogni pagina, scheda prodotti, newsletter in modo tale che sia facilmente leggibile e fruibile da qualsiasi dispositivo.  Segui queste semplici attività e vedrai che avrai clienti felici, fidelizzati e contenti.

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Come Pianificare la Strategia Seo perfetta per un Ecommerce?

Quando si fa Ottimizzazione Seo per siti Ecommerce, trovare le parole chiave “giuste” è fondamentale.

Esistono ampi dibattiti in rete sui metodi per ricercarle e se siano o meno affidabili. L’uso del Google Adwords Keyword tool è imprescindibile, e su questo non ci piove, ma limitarsi ad utilizzare sono questo strumento è molto rischioso, in quanto i risultati che ci restituisce sono sempre limitati. Se poi consideriamo che la concorrenza è spietata praticamente in ogni settore, lavorare sulle keyword suggerite da questo tool, ci renderà uno dei tanti negozi online che competeranno sempre sulle stesse parole chiave.

Il risultato sarà scontato: chi avrà budget da investire in Pay per click potrà “gentilmente” pagare Google per il servizio offerto. Chi invece avrà molte risorse da investire in Seo, probabilmente riuscirà a guadagnare la prima pagina del motore di ricerca.

Tutti gli altri invece (circa il 99,9% dei siti Ecommerce), dovrà accontentarsi delle briciole o studiare delle Strategie di Seo Creative! Ed è proprio qui, a mio modo di vedere che si gioca la partita!

Ecco dunque un piccolo elenco di suggerimenti per nutrire il proprio armamentario di parole chiave, dando sempre per scontato che il buon senso e la capacità di mettersi nei panni dell’utente vengono prima di tutto.

1 – Utilizzate il motore di ricerca di Amazon

Amazon si è ormai affermato come canale leader nella vendita online. Da tempo ha allargato gli orizzonti entrando nei settori merceologici più disparati, dall’elettronica all’arredo giardino. Parte del suo potere è certamente legata all’efficienza del motore di ricerca interno.

Se dunque abbiamo un prodotto da ottimizzare, un’ottima strategia è andare a cercarlo in Amazon e individuare le parole chiave relative, cercando di identificare anche le locuzioni standardizzate per quel tipo di prodotto. Quali campi ci daranno un’idea delle parole chiave? Oltre al nome prodotto, certamente dovremo fare caso alle categorie, al testo sotto il nome prodotto, alle breadcrumbs, ai prodotti correlati. Questo ci darà un’idea della semantica che contorna la nostra scelta, delle possibili varianti, delle parole più cercate dagli utenti.

2 – Fatevi aiutare da Wikipedia

Non c’è bisogno di sottolineare la sua potenza. I numeri di Wikipedia bastano da soli. Dove cercare i nostri termini se non dentro enciclopedia libera più famosa del mondo?

Individuato un argomento d’interesse e andando a cercarlo associato alla parola “wikipedia” si otterranno una serie di pagine che all’apparenza potranno forse sembrare “off topic” (che me ne faccio di titoli di film o canzoni se sto cercando keyword per un prodotto?), ma che possono comunque risultare utili per scovare parole chiave utilizzate dall’utente che cerca di informarsi genericamente su un argomento attinente al nostro.

Wikipedia ha dalla sua la varietà di termini, e il dare all’utente ciò che vuole: informazioni. Certo, non potremo mai battere il posizionamento di wikipedia, ma di sicuro costituirà un’ottima base per la pianificazione della nostra strategia Seo.

3  – Google Instant e Ubersuggest

Se poi abbiamo fretta e vogliamo trovare le nostre parole chiave velocemente, esistono due potenti strumenti che le offrono su un piatto d’argento: ubersuggest e Google Instant.

Google Instant è uno dei miei strumenti preferiti, perché permette di individuare gli accostamenti di keyword in base alle ricerche che vengono fatte quotidianamente dagli utenti. La differenza tra Adwords Keyword Planner e Google Instant è che, il primo restituisce risultati in base ad una media delle ricerche degli utlimi 12 mesi. Ciò significa che se una query di ricerca è stata digitata con costanza per 12 mesi di seguito, Adwords Keyword planner la farà entrare nella propria cerchia. Google Instant invece suggerisce accostamenti di Keyword nuovi ed emergenti. Se consideriamo che le ricerche degli utenti sono sempre più vaste, comprenderemo facilmente che questo strumento potrebbe fornirci dei vantaggi competitivi incredibili!

Come funziona Google Instant? Basta inserire la propria parola chiave più una lettera dell’alfabeto dentro la barra di ricerca Google, e si apre un menù a tendina con un elenco della nostra parola chiave più quelle che iniziano con quella lettera. Se digitiamo dunque [casa + a] visualizziamo immediatamente risultati come [casa affitto] [casa alice] [casa azzurri]. Ripetendo il procedimento con tutte le lettere dell’alfabeto, otterremo una serie di interessanti informazioni e di certo qualche keyword utile in più. Insieme allo strumento “related search” in fondo alle SERP di google, la ricerca permette di farsi un’idea sul comportamento di ricerca degli utenti.

Ubersuggest invece è un tool che funziona in molte lingue (italiano compreso). Basta inserire le parole chiave e il sistema restituirà una serie di suggerimenti legati alle nostre.

Detto questo, la ricerca delle “Keyword” e delle “Keyphrases” è un’attività molto importante,  spesso alla base della pianificazione Seo per un sito Ecommerce. Il mio consiglio quindi, prima di cominciare ad utilizzare strumenti come il Keyword planner, Google Instant, Wikipedia o Amazon è di realizzare un’attività di Brainstorming dove far emergere i punti di forza del vostro negozio online e capire quali sono i prodotti e le categorie principali su cui puntare. Solo in seguito sarà utilissimo tradurre questi concetti in parole chiave e frasi chiave.

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10 consigli per la Strategia del vostro Ecommerce

Creare una strategia di web marketing per siti di Ecommerce richiede competenze trasversali e un team multidisciplinare. Bisogna curare La Seo Onsite e la popolarità del sito attraverso attività di Pr Online. Essere attenti alla propria web reputation, analizzare attentamente il lavoro dei competitors, osservare i dati di traffico ed effettuare analisi di dati. E ancora, essere attivi sui Social Media, lavorare con Google Adwords e avere una strategia Sem e di Pay per click ben definita.

I risultati per giunta, non si ottengono dall’oggi al domani, e soprattutto la credenza che il web marketing e la gestione di un sito E-commerce necessiti bassi investimenti e possa essere fatta da chiunque è uno stereotipo troppo spesso abusato. I risultati, sono sempre correlati alle risorse che si mettono in campo, e la figura del Project manager è fondamentale perché permette di ottimizzare gli investimenti e dirigere il progetto.

Se anche voi siete alle prese con l’organizzazione di un piano di gestione del vostro sito Ecommerce, tenete bene a mente e fate tesoro di questi suggerimenti:

1- Scegliete il project manager migliore

Non si diventa esperti di Ecommerce e seo, per caso. Se non avete una persona esperta nel vostro team, non pensate di improvvisarvi o far improvvisare qualcuno. Al massimo esternalizzate l’attività. La persona o azienda che dovrà gestire la vostra strategia di web marketing deve essere un professionista che ha già avuto a che fare con (molti) progetti di Ecommerce, meglio se nello stesso settore in cui opera il vostro sito web. Soprattutto ricordate che l’esperienza non si acquisisce (solo) sui libri, ma è necessario aver dimestichezza con la gestione dei budget e delle risorse. Non considerate come primo elemento decisionale il prezzo… focalizzatevi più sulla competenza. Ricordate, quello del Project Manager è un investimento non un costo!

2- Stabilite un budget e pianificate le risorse

Una volta trovato il Project Manager che vi accompagnerà durante (almeno) il prossimo anno e mezzo, studiate con lui, in base alle vostre possibilità, l’entità dell’investimento che possa garantire una crescita costante al vostro sito di Ecommerce. Ricordate, l’investimento non significa solo denaro, ma anche tempo… Il vostro web marketing manager avrà bisogno di aiuto e collaborazione da parte di tutto il team aziendale. Solo in questo modo riuscirete a comunicare all’esterno il meglio della vostra azienda e dei prodotti o servizi che offrite.

3- Elaborate una strategia di Web marketing di medio periodo

Una volta scelto il Web marketing manager e stabiliti budget e risorse, passiamo alla fase più delicata. La pianificazione strategica. Cercate di essere lungimiranti e datevi degli obiettivi credibili, focalizzandovi inizialmente su base semestrale o annuale. E soprattutto stabilite obiettivi che siano misurabili. Una strategia con obiettivi misurabili vi permetterà di valutare l’andamento e ottimizzare alcuni elementi in corsa. Vi sembra poco?

4- Ottimizzate al meglio il vostro Sito E-commerce

Dando per scontato che il vostro sito Ecommerce sia ben fatto, studiate con il vostro project manager la strategia Seo Onsite ideale per il vostro target obiettivo. Stabilite le vostre Keyword e Key-Concept, e ottimizzate i contenuti e le immagini del sito.  Create delle Sitemap dinamiche, intervenite poi sul Markup della pagina e costruite i Microdati come suggerito da Google.

Settate correttamente tutti i codici di monitoraggio delle conversioni, gli elenchi di Remarketing e verificate il corretto funzionamento del vostro sito da Google Webmaster tools.

5- Affacciatevi all’esterno e fate attività di Pr Online

Avere un sito web ottimizzato è condizione necessaria ma non sufficiente. Potete avere il negozio più bello del mondo ma siete in periferia, in una strada con poco passeggio, difficilmente il vostro negozio si riempirà di gente… Un sito Ecommerce senza attività di Pr e Seo Off-site è esattamente così, invisibile. Iniziate quindi a tessere relazioni con Blog, siti complementari al vostro, intervenite sui forum in modo non invasivo, fate attività di Guest post (senza esagerare), insomma, fatevi notare! Ma tranquilli, il vostro web marketing manager è già un esperto Ecommerce, vero? Lui saprà come fare.

6- Campagne SEM… Non solo Adwords

Avere un sito Ecommerce ben ottimizzato e con una buona attività Seo Offsite, è (ancora una volta) condizione necessaria ma non sufficiente… Organizzare campagne di web marketing e Pay per click può dare una grossa spinta alla strategia SEO del vostro E-commerce. Soprattutto in periodi cruciali, realizzare campagne per vendere prodotti o servizi rappresenterà il vero valore aggiunto. Inoltre vi aiuterà a capire su quali elementi puntare con più convinzione nel proseguo della vostra attività sul web, e quali invece tralasciare. Puntate non soltanto su Adwords, ma anche sui comparatori di prezzo e soprattutto cercate di capire in quali canali sono presenti i vostri competitors e intervenite anche lì. Ricordate, quanto più sarete presenti e farete vedere il vostro marchio sul Web, tante più possibilità di conversioni avrete.

7- Misurate le azioni

Come dice il guru della web analytics Avinash Kaushik: è possibile conoscere ogni singolo click di ogni singola persona che visita il vostro sito. Come può tutto questo non essere fondamentale? Beh, dotatevi di strumenti di Web Analitycs e di persone che sappiano analizzare, leggere e incrociare i dati. Non lasciate mai senza un seguito l’analisi dei dati che fate, ma al contrario utilizzatela sempre per migliorare le azioni della vostra strategia Ecommerce.

Sicuramente il vostro web marketing manager sarà un esperto anche nella lettura e interpretazione degli innumerevoli dati di analisi del traffico sul vostro sito, vero?

8- Cercate sinergie con il vostro business offline

E’ una cosa detta e ridetta ma guai a tralasciarla: e il rapporto umano? per quanto il web faciliti le relazioni sociali e amplifichi i messaggi, una chiacchierata, la condivisione di un momento, o il rapporto personale sono elementi che non devono mai mancare. Cerchiamo allora di promuoverli con attività trasversali. Create eventi nel vostro negozio o visite della vostra azienda, fate fotografare i vostri clienti con i vostri prodotti, invitateli a venire a trovarvi… Il passaparola era e sarà sempre il miglior veicolo di trasmissione della fiducia, perché si basa sulla riprova sociale!

9- Utilizzate in modo strategico i Social media

L’attività di Social media Marketing è molto importante per due ragioni: vi aiuta a creare una sensazione di fiducia con i vostri clienti o potenziali clienti, e vi aiuta con la visibilità online del vostro sito Ecommerce. Utilizzatelo in modo strategico senza dedicare una grossa fetta di Budget. Se non avete la possibilità di investire sulla figura di un Social Media Manager, limitatevi nella gestione ed utilizzate le Ads di Facebook per aumentare audience e Fan.

10- I Marketplace vi daranno una grande mano

Inserire i Top products del vostro Ecommerce sui Marketplace come Amazon e Ebay vi darà una mano nelle vendite, soprattutto all’inizio quando il vostro business online non è ancora decollato. In generale questi canali vanno utilizzati con parsimonia, ma, soprattutto se i vostri competitors sono già presenti, non bisogna mai tralasciarli.

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Ecommerce in Argentina: tasse e barriere per chi acquista online

Sembra incredibile ma succede anche ai nostri giorni. Proprio quando il libero scambio e il commercio elettronico la fanno da padrone, l’Argentina compie un passo nella direzione diametralmente opposta varando un pacchetto di leggi che rende l’acquisto online da siti di ecommerce stranieri particolarmente complicato ed oneroso.

Gli argentini che sino a pochi giorni fa acquistavano dai noti portali di Ecommerce esteri come Amazon ed eBay, non potranno più vedersi recapitare a casa i loro prodotti ma dovranno recarsi in un ufficio doganale e compilare una meticolosa dichiarazione per prelevare i propri pacchi.

A questo si aggiunge inoltre una soglia massima di spesa di 25 $ all’anno, per un massimo di due acquisti, oltre la quale il consumatore dovrà versare il 50% del prezzo finale al fisco su ogni prodotto proveniente da un sito estero. Come se non bastasse, grazie ad una precedente normativa, le transazioni internazionali tramite carte di credito emesse dalla banca argentina sono ulteriormente tassate al 35%.

E-Shopping tassato pesantemente per fermare l’inflazione

Questo drammatico programma di restrizioni dell’online shopping in Argentina è parte di un insieme di sforzi del governo di Cristina Fernandez de Kirchner per preservare l’ulteriore caduta delle riserve valutarie di moneta estera, scesa del 30% solo nell’ultimo anno, e rallentare la svalutazione della moneta nazionale.

Il governo argentino spera con questa impopolare azione di trattenere il deflusso di capitali verso l’estero, migliorare la raccolta di dazi doganali e favorire l’industria e relativa economia nazionale. Il risultato per il momento è un durissimo colpo al settore dell’ecommerce e del web marketing con disagi rilevanti anche per il popolo argentino degli e-shopper.

La tassazione fiscale sulle vendite on-line sarà la scelta giusta?

In collaborazione con Codicesconto.com abbiamo chiesto all’esperto di e-commerce argentino Henry Pena-Palacio di commentare per noi i nuovi cambiamenti in atto.

Secondo Palacio, le azioni del governo hanno irritato il popolo argentino, che si lamenta non soltanto dei prezzi elevatissimi, ma anche del fastidio non trascurabile di presentarsi in ufficio per ogni acquisto effettuato in rete.

L’introduzione di questa normativa potrebbe avere l’effetto opposto a quello che il governo auspica: anziché far aumentare le entrate fiscali, l’inasprimento fiscale potrebbe aumentare il lavoro sommerso ed incentivare il contrabbando.

Ancora una volta si tratta di prezzi

Gli argentini acquistano dall’estero, è un dato di fatto. La motivazione è semplice: costa meno! Un iPhone 16GB 5S in un Apple Store negli USA può essere acquistato a 649 $, mentre nei negozi argentini tra i 1.300 ed i 1700 $. Un Samsung Galaxy 4 costa sino al 54% in più mentre una Smart TV quasi il 300%.

Questo chiaramente influisce in maniera pesante sul giro d’affari interno generato dagli acquisti online che rimane bassissimo nonostante l’Argentina abbia una popolazione che si aggira attorno ai 40 milioni di abitanti. Nel 2012 il settore e-commerce ha di poco sfiorato i 3 miliardi di dollari contro un fatturato sul mercato estero di gran lunga maggiore ma davvero difficile da stimare.

Santiago de Chile la New Miami del Sud America

Disparità di prezzo simili sono evidenti persino tra due paesi limitrofi come Cile e Argentina portando molti e-shopper a preferire un volo di due ore per fare shopping off-line a Santiago de Chile.

Più di 1,5 milioni di argentini ormai preferiscono fare acquisti oltre confine, Santiago de Chile è stata per questo motivo ribattezzata la New Miami del Sud America. I connazionali di Maradona alludono alla città della Florida, considerata dai sudamericani la città più economica per lo shopping.

L’ecommerce e le barriere non tariffarie: un problema da affrontare

L’Argentina non è l’unico caso di guerra in atto all’ecommerce straniero. Anche la Russia ha varato un programma per limitare la fuga di capitale verso l’estero che ha convinto due grandi operatori come FedEx e Dhl e, in Italia, Poste Italiane ad annunciare la sospensione delle attività sul territorio russo.

Argentina e Russia rappresentano un segnale molto importante per comprendere le difficoltà e le barriere che ancora ostacolano la diffusione dell’ecommerce su scala internazionale. Le cosiddette “barriere non tariffarie“, come controlli sulle consegne, formalità burocratiche, controlli sanitari etc, sono in rapido aumento ovunque e costituiscono un serio scoglio per l’ecommerce e il web marketing che è bene che sia aziende che governi inizino ad affrontare in maniera comune e equilibrata. Voi cosa ne pensate?

Sembra incredibile ma succede anche ai nostri giorni. Proprio quando il libero scambio e il commercio elettronico la fanno da padrone, l’Argentina compie un passo nella direzione diametralmente opposta varando un pacchetto di leggi che rende l’acquisto online da siti di ecommerce stranieri particolarmente complicato ed oneroso.

Gli argentini che sino a pochi giorni fa acquistavano dai noti portali di Ecommerce esteri come Amazon ed eBay, non potranno più vedersi recapitare a casa i loro prodotti ma dovranno recarsi in un ufficio doganale e compilare una meticolosa dichiarazione per prelevare i propri pacchi.

A questo si aggiunge inoltre una soglia massima di spesa di 25 $ all’anno, per un massimo di due acquisti, oltre la quale il consumatore dovrà versare il 50% del prezzo finale al fisco su ogni prodotto proveniente da un sito estero. Come se non bastasse, grazie ad una precedente normativa, le transazioni internazionali tramite carte di credito emesse dalla banca argentina sono ulteriormente tassate al 35%.

E-Shopping tassato pesantemente per fermare l’inflazione

Questo drammatico programma di restrizioni dell’online shopping in Argentina è parte di un insieme di sforzi del governo di Cristina Fernandez de Kirchner per preservare l’ulteriore caduta delle riserve valutarie di moneta estera, scesa del 30% solo nell’ultimo anno, e rallentare la svalutazione della moneta nazionale.

Il governo argentino spera con questa impopolare azione di trattenere il deflusso di capitali verso l’estero, migliorare la raccolta di dazi doganali e favorire l’industria e relativa economia nazionale. Il risultato per il momento è un durissimo colpo al settore dell’ecommerce e del web marketing con disagi rilevanti anche per il popolo argentino degli e-shopper.

La tassazione fiscale sulle vendite on-line sarà la scelta giusta?

In collaborazione con Codicesconto.com abbiamo chiesto all’esperto di e-commerce argentino Henry Pena-Palacio di commentare per noi i nuovi cambiamenti in atto.

Secondo Palacio, le azioni del governo hanno irritato il popolo argentino, che si lamenta non soltanto dei prezzi elevatissimi, ma anche del fastidio non trascurabile di presentarsi in ufficio per ogni acquisto effettuato in rete.

L’introduzione di questa normativa potrebbe avere l’effetto opposto a quello che il governo auspica: anziché far aumentare le entrate fiscali, l’inasprimento fiscale potrebbe aumentare il lavoro sommerso ed incentivare il contrabbando.

Ancora una volta si tratta di prezzi

Gli argentini acquistano dall’estero, è un dato di fatto. La motivazione è semplice: costa meno! Un iPhone 16GB 5S in un Apple Store negli USA può essere acquistato a 649 $, mentre nei negozi argentini tra i 1.300 ed i 1700 $. Un Samsung Galaxy 4 costa sino al 54% in più mentre una Smart TV quasi il 300%.

Questo chiaramente influisce in maniera pesante sul giro d’affari interno generato dagli acquisti online che rimane bassissimo nonostante l’Argentina abbia una popolazione che si aggira attorno ai 40 milioni di abitanti. Nel 2012 il settore e-commerce ha di poco sfiorato i 3 miliardi di dollari contro un fatturato sul mercato estero di gran lunga maggiore ma davvero difficile da stimare.

Santiago de Chile la New Miami del Sud America

Disparità di prezzo simili sono evidenti persino tra due paesi limitrofi come Cile e Argentina portando molti e-shopper a preferire un volo di due ore per fare shopping off-line a Santiago de Chile.

Più di 1,5 milioni di argentini ormai preferiscono fare acquisti oltre confine, Santiago de Chile è stata per questo motivo ribattezzata la New Miami del Sud America. I connazionali di Maradona alludono alla città della Florida, considerata dai sudamericani la città più economica per lo shopping.

L’ecommerce e le barriere non tariffarie: un problema da affrontare

L’Argentina non è l’unico caso di guerra in atto all’ecommerce straniero. Anche la Russia ha varato un programma per limitare la fuga di capitale verso l’estero che ha convinto due grandi operatori come FedEx e Dhl e, in Italia, Poste Italiane ad annunciare la sospensione delle attività sul territorio russo.

Argentina e Russia rappresentano un segnale molto importante per comprendere le difficoltà e le barriere che ancora ostacolano la diffusione dell’ecommerce su scala internazionale. Le cosiddette “barriere non tariffarie“, come controlli sulle consegne, formalità burocratiche, controlli sanitari etc, sono in rapido aumento ovunque e costituiscono un serio scoglio per l’ecommerce e il web marketing che è bene che sia aziende che governi inizino ad affrontare in maniera comune e equilibrata. Voi cosa ne pensate?

Sembra incredibile ma succede anche ai nostri giorni. Proprio quando il libero scambio e il commercio elettronico la fanno da padrone, l’Argentina compie un passo nella direzione diametralmente opposta varando un pacchetto di leggi che rende l’acquisto online da siti di ecommerce stranieri particolarmente complicato ed oneroso.

Gli argentini che sino a pochi giorni fa acquistavano dai noti portali di Ecommerce esteri come Amazon ed eBay, non potranno più vedersi recapitare a casa i loro prodotti ma dovranno recarsi in un ufficio doganale e compilare una meticolosa dichiarazione per prelevare i propri pacchi.

A questo si aggiunge inoltre una soglia massima di spesa di 25 $ all’anno, per un massimo di due acquisti, oltre la quale il consumatore dovrà versare il 50% del prezzo finale al fisco su ogni prodotto proveniente da un sito estero. Come se non bastasse, grazie ad una precedente normativa, le transazioni internazionali tramite carte di credito emesse dalla banca argentina sono ulteriormente tassate al 35%.

E-Shopping tassato pesantemente per fermare l’inflazione

Questo drammatico programma di restrizioni dell’online shopping in Argentina è parte di un insieme di sforzi del governo di Cristina Fernandez de Kirchner per preservare l’ulteriore caduta delle riserve valutarie di moneta estera, scesa del 30% solo nell’ultimo anno, e rallentare la svalutazione della moneta nazionale.

Il governo argentino spera con questa impopolare azione di trattenere il deflusso di capitali verso l’estero, migliorare la raccolta di dazi doganali e favorire l’industria e relativa economia nazionale. Il risultato per il momento è un durissimo colpo al settore dell’ecommerce e del web marketing con disagi rilevanti anche per il popolo argentino degli e-shopper.

La tassazione fiscale sulle vendite on-line sarà la scelta giusta?

In collaborazione con Codicesconto.com abbiamo chiesto all’esperto di e-commerce argentino Henry Pena-Palacio di commentare per noi i nuovi cambiamenti in atto.

Secondo Palacio, le azioni del governo hanno irritato il popolo argentino, che si lamenta non soltanto dei prezzi elevatissimi, ma anche del fastidio non trascurabile di presentarsi in ufficio per ogni acquisto effettuato in rete.

L’introduzione di questa normativa potrebbe avere l’effetto opposto a quello che il governo auspica: anziché far aumentare le entrate fiscali, l’inasprimento fiscale potrebbe aumentare il lavoro sommerso ed incentivare il contrabbando.

Ancora una volta si tratta di prezzi

Gli argentini acquistano dall’estero, è un dato di fatto. La motivazione è semplice: costa meno! Un iPhone 16GB 5S in un Apple Store negli USA può essere acquistato a 649 $, mentre nei negozi argentini tra i 1.300 ed i 1700 $. Un Samsung Galaxy 4 costa sino al 54% in più mentre una Smart TV quasi il 300%.

Questo chiaramente influisce in maniera pesante sul giro d’affari interno generato dagli acquisti online che rimane bassissimo nonostante l’Argentina abbia una popolazione che si aggira attorno ai 40 milioni di abitanti. Nel 2012 il settore e-commerce ha di poco sfiorato i 3 miliardi di dollari contro un fatturato sul mercato estero di gran lunga maggiore ma davvero difficile da stimare.

Santiago de Chile la New Miami del Sud America

Disparità di prezzo simili sono evidenti persino tra due paesi limitrofi come Cile e Argentina portando molti e-shopper a preferire un volo di due ore per fare shopping off-line a Santiago de Chile.

Più di 1,5 milioni di argentini ormai preferiscono fare acquisti oltre confine, Santiago de Chile è stata per questo motivo ribattezzata la New Miami del Sud America. I connazionali di Maradona alludono alla città della Florida, considerata dai sudamericani la città più economica per lo shopping.

L’ecommerce e le barriere non tariffarie: un problema da affrontare

L’Argentina non è l’unico caso di guerra in atto all’ecommerce straniero. Anche la Russia ha varato un programma per limitare la fuga di capitale verso l’estero che ha convinto due grandi operatori come FedEx e Dhl e, in Italia, Poste Italiane ad annunciare la sospensione delle attività sul territorio russo.

Argentina e Russia rappresentano un segnale molto importante per comprendere le difficoltà e le barriere che ancora ostacolano la diffusione dell’ecommerce su scala internazionale. Le cosiddette “barriere non tariffarie“, come controlli sulle consegne, formalità burocratiche, controlli sanitari etc, sono in rapido aumento ovunque e costituiscono un serio scoglio per l’ecommerce e il web marketing che è bene che sia aziende che governi inizino ad affrontare in maniera comune e equilibrata. Voi cosa ne pensate?

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7 Consigli per migliorare la Seo del vostro sito Ecommerce

La Seo per i siti di Ecommerce è fondamentale, perché, se ben fatta, permette di attrarre tantissimi potenziali clienti in modo continuativo.

Senza alcun dubbio, nella gestione di un sito Ecommerce, il traffico organico rappresenta il canale principale su cui puntare, in quanto porta risultati di lungo termine che faranno decollare le vostre vendite online.

Con gli aggiornamenti costanti agli algoritmi tuttavia, fare Seo è diventato un lavoro davvero complesso, che richiede competenze e tecniche specifiche. Un’attività Seo, oggi, non può improvvisarsi, e non può essere affidata a chi non conosce alla perfezione le dinamiche del Web marketing.

Ecco qualche piccolo consiglio che vi aiuterà nella gestione Seo del il vostro sito Ecommerce:

#1 Studiate e mantenetevi aggiornati

Il mondo del Web marketing è in costante cambiamento, Google e Facebook aggiornano continuamente i loro algoritmi. Studiare sui libri di Seo, oggi non serve più perché nel momento stesso in cui comprate un libro, le cose che troverete scritte saranno già diventate obsolete. Scegliete piuttosto dei siti web di riferimento, e consultateli con frequenza. Per iniziare, il blog di Moz può essere più che sufficiente. Lì troverete di tutto, news sulla Seo, Social media marketing, Ecommerce, Adwords e tanto altro.

#2 Le Keyword sono obsolete, ragionate in ottica Key Concept

Lavorare sulle singole keyword, o sulle liste di Keyword, è diventato rischioso e limitante, soprattutto per un sito di Ecommerce. Le query di ricerca digitate dagli utenti su Google oggi sono infinite e la maggior parte di esse sono Query mai digitate prima! Limitarsi a lavorare su delle keyword “fisse” ha quindi poco senso. Individuate piuttosto una vostra nicchia di mercato e cercate di far capire a Google che tutte le keyword correlate a quel mercato sono lo specchio esatto di quello che il vostro sito di Ecommerce vende. Per fare ciò è essenziale avvalersi di professionisti della scrittura, veri e propri “Content addicted”!

#3 Prestate attenzione alle Landing pages

La questione dei “not provided” ha scosso gli umori di tutti coloro che con il web ci lavorano. Ha imposto dei cambiamenti che possiamo tranquillamente definire epocali. Come detto nel precedente punto, ci spinge a ragionare sempre più in ottica di Key concept, ma non solo. Questa situazione ha spostato il focus sulle Landing pages: in particolar modo per i siti Ecommerce con molti prodotti, analizzare la metrica sulle pagine di destinazione di Google Analytics è fondamentale perché ci fa capire in che modo gli utenti interagiscono con il sito, e ci può dare una macro idea su quelli che sono i concetti e le parole che hanno portato gli utenti sul nostro sito. Lavorate quindi in maniera molto intensa sulle pagine di destinazione più visitate dagli utenti (e quelle che attraggono traffico di maggior qualità), ottimizzatele, inserendo link interni, prodotti correlati e quanto altro possa aiutarci e aiutare l’utente a migliorare la propria esperienza di navigazione.

#4 Gestite in modo ordinato il Back-end del vostro sito di Ecommerce

Così come accade in una casa, o in un negozio fisico, la pulizia e l’ordine sono importanti. Stessa cosa dicasi per un sito Web. Il lavoro fatto nel backend è fondamentale per la buona salute del vostro Ecommerce. Attenzione ai contenuti duplicati, alla velocità di caricamento delle pagine, agli errori 404. Quando si parla di Gestione Seo Onsite, si fa riferimento proprio a questo! Google Webmaster tool deve essere il vostro punto di riferimento, non fate passare troppi giorni senza monitorarlo.

#5 Gestite in modo ordinato il Front-end del vostro sito di Ecommerce

L’attività Seo di base non cambierà mai, ed è quindi fondamentale che il vostro sito di Ecommerce sia impeccabile sotto questo aspetto, perché rappresenterà la base della vostra strategia. Ottimizzate alla perfezione i metatag (Title e Description), i contenuti, le immagini, le seo url, la navigabilità e l’usabilità del sito, il corretto posizionamento dei prodotti nelle categorie. Ogni piccolo elemento pubblicato sul vostro sito di Ecommerce potrebbe essere decisivo per concludere o meno una vendita. Siate maniacali in questo. Controllate quasi quotidianamente che tutto sia in ordine.

#6 Coordinate le attività di Social media marketing e Seo

I Social media hanno radicalmente cambiato il modo in cui le persone interagiscono con un’azienda. Essere raggiungibili sui Social per un’azienda che fa Ecommerce è fondamentale da un punto di vista di Awareness, in quanto contribuisce ad aumentare la fiducia di un potenziale cliente verso il vostro brand, ma lo è altrettanto per la visibilità online della vostra azienda. Oggi infatti i motori di ricerca sono in grado di associare i contenuti di un sito a quelli scritti su Facebook, Twitter, Pinterest o Google+. Lavorate quindi ad una strategia di Social Media Marketing che sia integrata con la strategia Seo del vostro sito web. Utilizzate gli hashtag e i link in maniera strategica, siate abili comunicatori, senza tralasciare però l’aspetto commerciale.

#7 Internazionalizzate il vostro Ecommerce

Il web ha permesso di eliminare quasi completamente i limiti geografici, aprire mercati e renderci visibili, anche dall’altra parte del mondo. Ecco quindi un aspetto che nel lungo termine sarà per voi assolutamente strategico: pensate fin da subito ad una strategia che possa permettere al vostro sito Ecommerce di vendere in tutto il mondo. Elaborate una strategia che possa permettervi di raggiungere il maggior numero possibile di mercati. Attenzione però, affidatevi a professionisti esperti, e che siano Madrelingua dei Paesi che scegliete.

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Ottimizzare un sito Ecommerce: il personaggio Aggressivo

Gestire un sito Ecommerce è un’attività in continuo divenire, che non può mai dirsi conclusa. E’ molto importante dotarsi di una strategia di lungo termine, di strumenti di lavoro e darsi degli obiettivi. Con cadenza periodica è fondamentale fermarsi ad osservare il lavoro fatto, cosa ha funzionato e cosa no, e se gli obiettivi sono stati raggiunti. Lavorare sulle conversioni è il principale obiettivo di qualsiasi sito Ecommerce, ecco perché consigliamo di avere sempre in piedi dei progetti di ottimizzazione delle conversioni. Quello dei personaggi è uno degli approcci più funzionali e meno dispendiosi da un punto di vista di risorse.

In un progetto di ottimizzazione delle conversioni di un sito Ecommerce, il primo profilo da considerare è il personaggio Aggressivo. A differenza del personaggio altruista, del personaggio impulsivo e del personaggio logico, gli individui aggressivi sono competitivi, ambiziosi e decisi a concludere le cose. Si fidano del proprio intuito e fanno di tutto per avere successo.

Quando navigano alla ricerca di un prodotto da acquistare, si impongono degli standard molto alti e sicuramente non acquistano senza avere la certezza di aver scelto il sito Ecommerce migliore. Di conseguenza, prima di prendere una decisione di acquisto, valutano offerte di diversi siti, e lo fanno in modo ordinato, con delle vere e proprie comparazioni. Dopodiché si prenderanno del tempo per decidere.

Il personaggio aggressivo è il più difficile da convincere, ma potenzialmente può diventare il vostro miglior cliente. State attenti quindi a fornirgli tutte le informazioni necessarie che lo aiutino a capire perché acquistare sul vostro sito è la scelta migliore. In genere sono molto scettici verso le aziende, quindi offrire loro dei fatti (ad esempio testimonianze di altri clienti) per stabilire credibilità e fiducia è molto importante.

Il personaggio aggressivo rappresenta il 5-7% della popolazione, ma è il primo da prendere in considerazione in un progetto di ottimizzazione delle conversioni di un Ecommerce.

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Ottimizzare un sito Ecommerce: il personaggio Altruista

Il terzo personaggio da prendere in considerazione nella fase di ottimizzazione di un sito Ecommerce è il personaggio Altruista. Nei precedenti articoli abbiamo visto come il personaggio logico, nonostante rappresenti una grossa fetta degli utenti del web, sia l’ultimo da prendere in considerazione quando si lavora al miglioramento di un sito Ecommerce, mentre il personaggio impulsivo è una categoria molto importante, che può definire il successo o meno di un progetto di Ecommerce.

Il personaggio altruista, come si evince dalla parola stessa, si interessa ad altre persone e vuole sapere come il vostro prodotto o servizio abbia aiutato altri clienti. Si farà quindi influenzare dal numero di persone che hanno già acquistato sul vostro sito: a questo proposito diventa fondamentale avere delle reali testimonianze o recensioni dei vostri clienti e dimostrare di avere una buona relazione con la vostra community. Consigliamo quindi di utilizzare dei servizi di recensioni certificate (a volte quelle presenti sul sito e gestite dall’azienda stessa, possono destare qualche sospetto), e avere dei canali di comunicazione aperti su cui farvi trovare sempre.

Il personaggio altruista, vorrà inoltre avere informazioni dettagliate sulla vostra azienda, e magari sul team che ci lavora, fondatori compresi. Sarà quindi molto importante ottimizzare la pagina del “Chi siamo” o”About us” e tutte le altre pagine informative e descrittive.

Questa tipologia di utente, è lento a prendere decisioni poiché prende in considerazione diverse alternative prima di effettuare l’acquisto. Passerà molto tempo sul vostro sito, alla ricerca di ogni dettaglio che possa far preferire il vostro prodotto/servizio a quello di un concorrente, e probabilmente potrà passare molto tempo per “convertirlo” in cliente.

Il personaggio altruista è il terzo da prendere in considerazione nel lavoro di ottimizzazione delle conversioni di un sito Ecommerce

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Ottimizzare un sito Ecommerce: Il personaggio Impulsivo

Tra i “personaggi” principali da prendere in considerazione nel lavoro di ottimizzazione e gestione di un sito Ecommerce, il personaggio impulsivo è uno dei più importanti. A differenza del personaggio logico, il personaggio impulsivo è spontaneo e non convenzionale. Navigherà in rete con l’account paypal o con la carta di credito a portata di mano, pronto ad acquistare.

Tuttavia è un profilo attento ai dettagli e si farà convincere e “convertire” in cliente, solo se troverà all’interno del sito Ecommerce tutte le informazioni e le procedure di acquisto in modo chiaro.

Con il personaggio impulsivo la partita si gioca in pochissimi istanti, in quanto la sua decisione di acquisto seguirà il suo istinto. Se non lo convincerete immediatamente, si trasformerà in un visitatore perso e contribuirà ad aumentare la frequenza di rimbalzo del vostro sito.

Per “coccolare” al meglio questo segmento di persone, è importante fornire in modo rapido e chiaro i vantaggi del vostro prodotto o servizio.

Il personaggio impulsivo odia i paragrafi troppo lunghi e i dettagli che possono sembrare scontati.

Suggeriamo quindi di utilizzare in ogni inserzione del vostro E-commerce gli elenchi puntati o numerati, e delle descrizioni ridotte nella parte alta della pagina, salvo poi rimandare ad una descrizione più dettagliata nella parte inferiore.

Altro elemento utile è che sia semplice trovare informazioni di contatto dell’azienda e sia facile aggiungere prodotti al carrello e procedere immediatamente al checkout (magari senza necessità di doversi registrare).

Il personaggio impulsivo costituisce circa il 30-35% della popolazione ed è il secondo profilo da tenere in considerazione nel lavoro di ottimizzazione delle conversioni di un sito e commerce.

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Ottimizzare le conversioni di un Ecommerce: Il personaggio logico

Come abbiamo detto in un precedente articolo, nella gestione di un sito Ecommerce è molto importante lavorare all’ottimizzazione delle conversioni con lo sviluppo dei personaggi. Il numero dei profili da creare dipende dalla dimensione e dalla complessità di un sito E-commerce, ma non può mai prescindere dai 4  principali profili (logico, impulsivo, altruista, aggressivo).

Il personaggio logico è di natura scettico, metodico e proteso alla risoluzione dei problemi. Vorrà conoscere ogni minimo dettaglio del vostro prodotto/servizio, e si informerà anche sulla serietà dell’azienda attraverso la lettura delle pagine “Chi siamo” o “Dicono di noi”. Leggerà molte pagine del sito, e sarà pronto ad abbandonarvi se non troverà le risposte che cerca.

Per andare incontro alle esigenze di questa categoria dovrete avere cura nella descrizione, nelle schede di prodotto e nelle immagini, cercando di entrare nel dettaglio, in quanto odia la terminologia vaga.

Con molta probabilità il personaggio logico si iscriverà alla vostra newsletter e ai feed del vostro blog (se ne avete uno).

Prima di effettuare un acquisto valuterà le offerte dei vostri competitors e solo quando sarà sicuro al 100% effettuerà l’acquisto.

I personaggi logici costituiscono una percentuale del 40-45% della popolazione e sono gli ultimi da tenere in considerazione nel lavoro di ottimizzazione delle conversioni di un Ecommerce.

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