keyword-tool-google-semrush-blog-770x436-1

Keyword tool: AdWords VS SemRush

Due dei più potenti strumenti per le parole chiave a confronto: Keyword Magic e Keyword Planner

La ricerca delle parole chiave per una buona strategia di contenuti e SEO è un elemento fondamentale per ottenere risultati concreti e vedere il proprio dominio scalare la SERP di Google e dei motori di ricerca minori. Nel tempo il focus era quasi totalmente sulla quantità di keyword che venivano inserite nel testo. Col passare degli anni Google e gli altri motori di ricerca hanno inserito una miriade di fattori trasversali per stabilire l’ordine della SERP e quali contenuti e dove ne debbano far parte. I backlink hanno assunto sempre più valore, le menzioni e le condivisioni sui social altrettanto. Di recente Google sta prestando più attenzione alle SERP mobile, creando una maggiore differenza non solo di indicizzazione, ma anche di formati e SERP features che compaiono nei risultati di ricerca di Google.
Google is splitting its index of search results into separate versions for mobile and desktop, a change which will happen in the coming months. The split will see Google’s index broken into a rapidly updated mobile version, and a desktop version which will not be updated as frequently.
Questa affermazione rilasciata durante il recente Pubcon da uno degli uomini di Google Gary Illyes (ripresa poi in questo articolo di Search Engine Journal) ci deve far riflettere su come il mondo SEO stia cambiando e anche in fretta. Basti pensare a come verranno condotte le ricerche nei prossimi anni e come – probabilmente – non sarà più una SERP a risponderci, ma un AI come Google Assistant.

Il Keyword Planner di AdWords: 2 grandi stravolgimenti nel mondo della SEO

Senza guardare troppo al futuro, Google ha lanciato due grossi cambiamenti negli scorsi mesi che hanno interessato tutti noi appassionati e tecnici della SEO. Parliamo dei cambiamenti subiti da Keyword planner di Google Adwords – lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google – che ha innanzitutto impedito ai non inserzionisti di Adwords di ricevere volumi di ricerca medi mensili esatti, ma solo dei vaghi “range di ricerca”, e proponendoci dei volumi di ricerca combinati ed accorpati per parole chiave simili.

Se non sei a conoscenza di questi argomenti leggi il nostro articolo sui cambiamenti del Keyword Planner di Google AdWords 2016 dove ne parliamo in maniera approfondita.

A fronte di questi cambiamenti molti di noi che lavorano a stretto contatto con gli strumenti per la ricerca delle parole chiave hanno iniziato a guardarsi intorno ricercando nuovi, e magari free, keyword tool da poter utilizzare per il proprio lavoro. Così abbiamo fatto anche noi qui a Socialware andando a studiare e approfondire uno strumento per parole chiave nato come nuovo tool in versione beta di SemRush: parliamo di Keyword Magic Tool. sem rusk keyword magic tool SEO

SEO Keyword Magic Tool di SemRush: un nuovo e potente free keyword tool!

Questo potente strumento di pianificazione delle parole chiave lo si può utilizzare subito semplicemente registrandosi a SemRush e per il momento è un free keyword tool, e rimarrà gratuito per tutto il beta test. Si tratta di un tool ben fatto e performante che incorpora una serie di aspetti e metriche utili e interessanti. Quella che più mi piace da quando ho iniziato a utilizzarlo per le mie keyword research quotidiane è la creazione di gruppi semantici di suggerimenti di parole chiave, che rende la ricerca molto ordinata. Altro aspetto interessante è l’elenco delle SERP features (i vari formati disponibili sulla SERP di google) che, come scritto sopra, stanno aumentando ed evolvendo. SemRush inoltre afferma sul proprio blog a riguardo del nuovo Keyword Magic Tool:
This is still just the initial beta release, with even more features to be added in time.
E noi di Socialware siamo molto curiosi di quali nuove features verranno implementate nei prossimi mesi per rendere il lavoro di noi SEO ancora più performante e divertente.

Keyword Planner di Google Adwords VS SEO Keyword Magic Tool di SemRush

Analizziamo insieme  – e ti invitiamo a contribuire nei commenti a questa analisi – questi potenti keyword tool, scopriamo i pro e i contro di ognuno e capiamo come integrarli in una keyword research strategy di qualità in grado di cogliere non solo i volumi di ricerca delle keyword, ma anche aspetti semantici e contenutistici importanti per fornire contenuti di qualità, interessanti e ben indicizzati.
Cosa mi piace di Keyword Planner di Adwords: Cosa mi piace di Keyword magic Tool di SemRush:
  • Poter dare in pasto al google keyword tool svariate parole chiave contemporaneamente sfruttando i diversi filtri messi a disposizione.
  • Visualizzare i trend mensili delle singole keyword e del totale di quelle inserite.
  • La possibilità di aggiungere le keyword che più reputo importanti al mio piano per la realizzazione di campagne Adwords su rete di ricerca.
  • Avere dei suggerimenti di nuove keyword organizzati in gruppi semantici che possono essere inclusi o esclusi dal proprio foglio di lavoro. Soprattutto.
  • Il valore di Keyword Difficulty.
  • L’elenco delle SERP Features presenti in ogni specifica SERP di ogni parola chiave.
  • La possibilità di vedere la SERP per la parola chiave che mi interessa direttamente con un semplice click.
Cosa non mi piace di Keyword Planner di Google Adwords: Cosa non mi piace di Keyword magic Tool di SemRush:
  • La confusione che si crea quando si cercano nuove parole chiave. Le idee nella colonna “Parole chiave (per pertinenza)” solitamente sono delle più disparate e hanno poco a che vedere con il campo/ambito di ricerca che vogliamo esaminare. Filtrando con “mostra solo idee strettamente correlate ai miei termini di ricerca” si ottiene il risultato contrario, ricevendo un panel di keyword scarno e povero.
  • Non avere più dei risultati esatti per termine di ricerca, ma dei valori di ricerca combinati per keyword simili.
  • L’impossibilità dello strumento per parole chiave di SemRush di far analizzare più keyword contemporaneamente e dover svolgere l’analisi delle keyword una parola alla volta.

Numeri a confronto tra gli strumenti per le parole chiave di Google e SemRush

Abbiamo comparato i risultati ottenuti dai due strumenti per le parole chiave protagonisti di questo post proprio analizzando alcune delle keyword che abbiamo infine utilizzato per questo articolo. Il dato lampante emerso è la differenza tra valori che risulta tra Keyword Planner di Google e Keyword Magic di SemRush. Il keyword tool di Google restituisce infatti volumi spesso più grandi di ricerche medie mensili. Come ad esempio puoi vedere nella figura qui sotto. keyword tool google vs semrush Questo è dovuto al fatto che Keyword Planner di Google Adwords al valore della specifica parola chiave somma anche le eventuali variabili simili.
The average number of searches for this keyword and its close variants based on the targeting settings and date range you’ve selected.
Un altro dato che salta evidentemente all’occhio, nell’immagine qui in basso, è la discrepanza tra il valore che SemRush indica come CPC medio per la keyword e l’offerta suggerita – suggested bid – di Google AdWords che è sempre e notevolmente inferiore al CPC di Keyword Magic. Strumento di ricerca di parole chiave adwords semrush Sarà certamente interessante vedere le implementazioni promesse da SemRush per il proprio keyword tool e vedere come nel tempo, dopo le modifiche effettuate di recente, anche Google AdWords modificherà il proprio. E lo continuerà a fare, stanne certo, dato che mentre scrivevamo questo articolo ci è comparso questo avviso su KeywordPlanner di Google!

keyword tool google aggiornamenti 2016 novità Parliamone: Tu che strumenti di analisi keyword usi e quali sono i pro e i contro?

Confrontarci ci piace e siamo curiosi di ascoltare la tua esperienza, scrivicela nei commenti!
blog-socialware-770x514-1

Rubrica SEO e Ecommerce #5

Come evitare le penalizzazioni di Google

L’algoritmo di Google negli anni è divenuto sempre più sofisticato ed ha imposto ai siti web di tutto il mondo rigide regole da seguire per non incorrere in penalizzazioni dovute a scorrette pratiche orientate al posizionamento. Attraverso le penalizzazioni Google è cosi riuscito a premiare la qualità a discapito di siti che non offrivano agli utenti contenuti di valore. Tra il 2011 e il 2012 Google ha rilasciato due algoritmi: Panda e Penguin. Il primo analizza i contenuti di un sito web a livello on-site, analizzando la qualità e l’originalità dei testi nonché tenendo conto anche delle opinioni degli utenti e dei più classici tentativi di keyword stuffing.
Penguin invece analizza i siti web a livello off-site, penalizzando ad esempio  l’eccesso di link in uscita verso siti di bassa qualità o che hanno a loro volta incappato in una penalizzazione. Anche un uso eccessivo di link interni che puntano verso una stessa pagina con i medesimi anchor text può risultare dannoso.

Quali sono gli errori che possono portare ad una penalizzazione?

Contenuti duplicati: L’epoca in cui si creava un contenuto e lo si duplicava sulla stragrande maggioranza di pagine del sito, alternando di volta in volta le parole chiave, è finita di anni. Panda infatti individua e penalizza le pagine che non offrono contenuti di valore o che propongono contenuti duplicati all’interno del proprio sito o su siti ad esso correlati.
Contenuti generati automaticamente: Sognatevi di andare a riesumare fantomatici tool in grado di generare automaticamente testi di dubbia qualità con il solo scopo di ripetere allo sfinimento le principali parole chiave. Panda vi scoprirà e sarete a rischio di estinzione digitale.
Contenuti off-topic: altra pratica ormai in disuso, era quella di proporre contenuti completamente fuori tema rispetto alle tematiche principali del proprio sito web.
Pagine con eccessiva presenza di link: I siti che contengono una quantità incontrollata di link che puntano a pagine esterne attirano l’attenzione di Google. I nuovi algoritmi privilegiano i link spontanei, per questo eccessivi link in uscita o backlink da siti di basso valore possono compromettere il posizionamento delle proprie pagine.
 

Ricapitoliamo infine gli elementi da monitorare per evitare una penalizzazione:

Comportamento degli utenti:

  • Pagine con pochi click e basso CTR
  • alta frequenza di rimbalzo
  • pochi utenti di ritorno
  • tempo di permanenza sul sito basso o irrilevante

Usabilità:

  • design poco user-frindly e non ottimizzato
  • sistema di navigazione complicato e poco fluido
  • siti non responsive, non ottimizzati per dispositivi mobili
  • presenza di numerose pagine 404 (pagine non trovate)
  • navigazione lenta
  • elevata presenza di banner pubblicitari

Sovraottimizzazione:

  • eccesso di link
  • keyword staffing

Il mondo della SEO è dunque sempre più orientato alla qualità delle azioni e dei contenuti. Non esistono scorciatoie di cui Google non sia a conoscenza, l’improvvisazione è ormai il metodo più facile per piombare nell’anonimato digitale.

seo

Rubrica SEO e Ecommerce #4

6 strumenti imprescindibili per il vostro Ecommerce

Dopo aver visto come ottimizzare al meglio le pagine del nostro sito web ai fini di migliorarne ranking e usabilità, scopriamo ora quali sono i migliori tool che ci aiutano nelle attività di analisi ed ottimizzazione. Dedichiamoci alla SEO con gli strumenti giusti!

1 – Google Search Console

Google Search Console è un tool gratuito offerto da Google che permette di monitorare e gestire il posizionamento del tuo sito nei risultati della ricerca. Attraverso questo servizio puoi capire come viene visualizzato il tuo sito su Google e come ottimizzare le prestazioni dello stesso nei risultati di ricerca. Google Search Console è indispensabile per assicurarti che Google possa accedere ai tuoi contenuti. In questo modo sarà possibile indicare nuovi contenuti da indicizzare e scegliere i contenuti che non si vorrà visualizzare nei risultati di ricerca. Altra caratteristica di fondamentale importanza di questo tool è quella di esaminare le query per le quali è stato visualizzato il proprio sito nei risultati di ricerca, andando ad esaminare anche impression, numero di click e CTR. E’ possibile inoltre esaminare quali siti rimandano al proprio e come quest’ultimo sia fruibile da dispositivi mobili. Google Search Console permette dunque analisi indispensabili per qualsiasi professionista SEO: Aspetti tecnici come errori del server e 404,  analisi dei dati di traffico e problemi di legati alla sicurezza del proprio sito sono aspetti di primaria importanza nella gestione globale della propria risorsa web. search console

2 – Google Analytics

Google Analytics è il servizio di Web analytics gratuito di Google che consente di analizzare delle  statistiche dettagliate sui visitatori di un sito web. E’ lo strumenti di analisi più utilizzato del web grazie al quale possiamo monitorare il traffico proveniente dai motori di ricerca, campagne a pagamento (display advertising o PPC) e Direct Email marketing. Integrando Google analytics ad Adwords è possibile monitorare e quantificare le conversioni delle nostre campagne, ovvero il compimento dell’azione desiderata obiettivo della campagna. Analizzare il rendimento di annunci e campagne di advertising è fondamentale per calcolare il ROI (Ritorno di investimento) e tenere sotto controllo i costi. GA permette di individuare quali siano le pagine più visualizzate dai visitatori di un sito e dunque quelle che ci portano più traffico. In questo modo analizzeremo anche la loro provenienza, il tempo di permanenza all’interno e la frequenza di rimbalzo. Tenere sotto controllo questi aspetti è vitale per monitorare tutto ciò che avviene nel nostro sito e l’andamento dei nostri investimenti pubblicitari. google-analytics

3 – Keyword Planner

Keyword Planner, più conosciuto come “strumento di pianificazione delle parole chiave“, è un altro  strumento gratuito della suite Google indispensabile in sede di analisi delle keywords. Permette di ottenere in pochi click una lista di parole chiave in base a dei termini indicati dall’utente in riferimento alle principali tematiche che il sito web andrà a trattare. Per ogni keyword generata potremo ottenere una media di ricerca mensilE e dati relativi a costi e difficoltà di posizionamento della stessa, elementi utilissimi per scegliere le keywords sulle quali impostare la nostra strategia. Possiamo filtrare la nostra ricerca geolocalizzando o modificandone l’intervallo temporale, oltre ad esportare comodamente la nostra ricerca il file csv. Ogni buona strategia che si rispetti dovrebbe partire proprio dalla ricerca di un valido panel di parole chiave sulle quali porre le basi del nostro lavoro. keyword-planner

 4 – Semrush

Semrush è una suite di strumenti di marketing (a pagamento) che permette di efettuare analisi approfondite su posizionamento, keyword e ricerca dei competitors. Inserendo un dominio nella barra di ricerca otterremo un report inerente all’andamento del traffico ed il relativo posizionamento delle keyword di maggiore importanza a livello organico o a pagamento. Verranno suggeriti inoltre principali competitors, a cui sarà possibile aggiungerne altri. Inserendo una url otterremo invece un report sulle keyword più importanti ad esso relative. A corredare queste informazioni avremo inoltre ranking, volume di ricerca, traffico e risultati generati, tutti dati comodamente esportabili. Analizzando infine una keyword visualizzeremo in dettaglio tutti i dati ad essa relativi. Semrush è uno strumento fondamentale per analizzare l’attività dei competitors nella sua interezza. Tracciando backlink, attività sui social e posizionamento delle parole chiave possiamo effettuare analisi complete ed impostare correttamente la strategia da seguire. Confrontando la visibilità dei domini in tempo reale e monitorando l’andamento delle keyword avremo costantemente degli indici che ci indicheranno l’andamento della strategia messa in atto. Abbastanza limitata la versione gratuita, consigliamo quella a pagamento per avere un organigramma completo. semrush

5 – Moz Tool

Moz Tool è uno strumento a pagamento che permette analisi statistiche (come i classici dati relativi ai visitatori e sessioni), studio delle strategie di link building e studio della SERP. Molto utile lo strumento che controllando singole pagine del sito web ne suggerisce l’ottimizzazione delle parole chiave e gli errori da correggere, cosi come lo strumento di analisi della serp grazie al quale inserendo una parola chiave avremo subito una panoramica dettagliata di dati (esportabile in excel) sui primi 10 risultati presenti. Completano il quadro l’analisi dei social e la possibilità di ricercare broken link sfruttando la potenzialità che ne derivano. La suite di Moz comprende anche strumenti gratuiti come la MozBar e l’Open Site explorer. La MozBar fornisce una serie di metriche che con le quali è possibile classificare autorità di domini e singole pagine.

 moz-tool

6 – Screaming Frog

Screaming Frog è un tool scaricabile gratuitamente per tutte le piattaforme. E’ un ottimo software di analisi e crawling con licenza freemium (nella versione gratuita non sono disponibili tutte le sue funzioni) che permette di effettuare un check-up del proprio sito web andando ad individuare errori ed elementi da ottimizzare. In questo modo avremo una rapida panoramica degli errori presenti ed un’ottima base da cui cominciare il nostro lavoro di ottimizzazione. Screaming Frog nella sua versione gratuita permette di analizzare fino a 500 url. Tra le sue caratteristiche più interessanti c’è sicuramente quella di individuare in pochi secondi tag e contenuti duplicati, causa di perdita di posizionamento. I dati sono completamente esportabili in excel. Una volta trovati tutti i contenuti da ottimizzare non resta che mettersi a lavoro! Screaming-Frog Ora che avete tutti i tool da utilizzare per ottimizzare al meglio il vostro lavoro non vi resta che iniziare a confrontarvi con il complicato mondo della SEO! E tu quali tool utilizzi? Indicacelo nei commenti!
Normativa-Cookie-siti-Ecommerce-e1432281310385-770x514-1

Normativa Cookies per siti Ecommerce

Adeguarsi alla normativa dei Cookies, risorsa o costo?

Un aspetto di grande attualità in ambito web riguarda la legge sui Cookie, cui tutti i siti web devono adeguarsi entro il 3 giugno 2015. Gli aspetti legali, soprattutto per Ecommerce nuovi o di piccole dimensioni, sono quasi sempre sottovalutati, ma in realtà sono fondamentali e un eventuale inadempimento potrebbe portare a sanzioni pecunarie notevoli che nella maggior parte dei casi fanno naufragare interi progetti di Ecommerce. Ecco perché consigliamo sempre di affidarsi a consulenti esperti di Ecommerce che siano padroni della materia a 360°.
Ne parliamo con l’Avvocato Nicola Parisi dello Studio legale Parisi – Morelli – Positano, nostro collaboratore ed esperto in materia:
“Il Garante per la protezione dei dati personali è consapevole dell’impatto, anche economico, che la disciplina sui cookie avrà sull’intero settore della società dei servizi dell’informazione e, quindi, del fatto che la realizzazione delle misure necessarie a dare attuazione al presente provvedimento richiederà un notevole impegno, anche in termini di tempo. In ragione di ciò, si ritiene pertanto congruo prevedere un periodo transitorio di un anno a decorrere dalla pubblicazione della presente decisione in Gazzetta Ufficiale per consentire ai soggetti interessati dal presente provvedimento di potersi avvalere delle modalità semplificate ivi individuate”.
Questo scriveva il Garante un anno fa quando il 3 giungo 2014 pubblicava sulla Gazzetta Ufficiale il provvedimento dal titolo “Individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie”. L’anno è trascorso, la scadenza è ormai imminente (3 giugno 2015) ma basta navigare un po’ in rete per verificare che sono pochissimi i siti e dunque le aziende che hanno adottato gli strumenti di tutela fissati dal Garante nonostante siano moltissimi coloro che, più o meno coscientemente, utilizzano i cookies sui propri siti.
A prima vista anche questa sembra un’altra incombenza, e naturalmente un costo, a carico delle imprese, principalmente di quelle che praticano il commercio elettronico e che per affermarsi in rete utilizzano Strategie di SEO che inevitabilmente passano per un utilizzo più o meno “aggressivo” dei cookies.

Cosa sono i Cookies?

I cookie sono stringhe di testo di piccole dimensioni che i siti visitati dall’utente inviano al suo terminale (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Nel corso della navigazione su un sito, l’utente può ricevere sul suo device anche cookie che vengono inviati da siti o da web server diversi (c.d. “terze parti”), sui quali possono risiedere alcuni elementi (quali, ad esempio, immagini, mappe, suoni, specifici link a pagine di altri domini) presenti sul sito che lo stesso sta visitando.
I cookie svolgono diverse e importanti funzioni nell’ambito della rete. Qualunque decisione in merito alle modalità di informativa e consenso online, riguardando in pratica chiunque abbia un sito Internet, ha quindi un fortissimo impatto su un numero enorme di soggetti, che presentano peraltro natura e caratteristiche profondamente diverse tra loro.

Come adeguare un sito web alla normativa sui Cookie?

È necessario riassumere quali sono le incombenze individuate dal Garante in applicazione della normativa europea in materia tentando di soffermarci sugli aspetti più pratici.
Nel momento in cui l’utente accede a un sito web che utilizza cookies, deve essergli presentata una prima informativa “breve”, contenuta in un banner a comparsa immediata sulla home page (o altra pagina tramite la quale l’utente può accedere al sito), integrata da un’informativa “estesa” alla quale si accede attraverso un link cliccabile dall’utente.
Il banner deve specificare che il sito utilizza cookie di profilazione, eventualmente anche di “terze parti”, che consentono di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze dell’utente. Deve contenere il link all’informativa estesa e l’indicazione che, tramite quel link, è possibile negare il consenso all’installazione di qualunque cookie. Deve precisare che se l’utente sceglie di proseguire “saltando” il banner, acconsente all’uso dei cookie.
La dicitura più breve e più corretta che si basa sul facsimile redatto dal Garante è la seguente da apporre in alto al sito: “Questo sito utilizza cookies di profilazione propri e di altri siti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookies clicca qui. Se accedi a un qualunque elemento della pagina acconsenti all’uso dei cookies”. Il “clicca qui” deve essere un link che apre la pagina dell’informativa. Sul banner deve esserci un tasto “accetta” o “ok” che chiude il banner e non apre l’informativa. Il sistema deve essere in grado di memorizzare le accettazioni.
Il secondo fondamentale adempimento è l’informativa.
L’informativa estesa deve contenere tutti gli elementi previsti dall’art. 13 del Codice (D.Lgs 196/03), descrivere in maniera specifica e analitica le caratteristiche e le finalità dei cookie installati dal sito e consentire all’utente di selezionare/deselezionare i singoli cookie. Deve essere raggiungibile mediante un link inserito nell’informativa breve, come pure attraverso un riferimento su ogni pagina del sito, collocato in calce alla medesima.
All’interno di tale informativa, deve essere inserito anche il link aggiornato alle informative e ai moduli di consenso delle terze parti con le quali l’editore ha stipulato accordi per l’installazione di cookie tramite il proprio sito. Qualora l’editore abbia contatti indiretti con le terze parti, dovrà linkare i siti dei soggetti che fanno da intermediari tra lui e le stesse terze parti. Non si esclude l’eventualità che tali collegamenti con le terze parti siano raccolti all’interno di un unico sito web gestito da un soggetto diverso dall’editore, come nel caso dei concessionari.
Al fine di mantenere distinta la responsabilità degli editori da quella delle terze parti in relazione all’informativa resa e al consenso acquisito per i cookie di queste ultime tramite il proprio sito, si ritiene necessario che gli editori stessi acquisiscano, già in fase contrattuale, i su indicati link dalle terze parti (con ciò intendendosi anche gli stessi concessionari).
Nel medesimo spazio dell’informativa estesa deve essere richiamata la possibilità per l’utente (alla quale fa riferimento anche l’art. 122, comma 2, del Codice) di manifestare le proprie opzioni in merito all’uso dei cookie da parte del sito anche attraverso le impostazioni del browser, indicando almeno la procedura da eseguire per configurare tali impostazioni. Qualora, poi, le tecnologie utilizzate dal sito siano compatibili con la versione del browser utilizzata dall’utente, l’editore potrà predisporre un collegamento diretto con la sezione del browser dedicata alle impostazioni stesse.
Le incombenze finiscono qui a meno che non si faccia della “vera” profilazione. In tal caso sarà necessario completare l’opera con una notifica al Garante. Mediante la profilazione si trattano dati di clienti finalizzati a “definire il profilo o la personalità dell’interessato, o ad analizzare abitudini o scelte di consumo, ovvero a monitorare l’utilizzo di servizi di comunicazione elettronica con esclusione dei trattamenti tecnicamente indispensabili per fornire i servizi medesimi agli utenti”.

Quanto costa adeguarsi alla normativa sui Cookies?

Passando alla nota dolente dei costi, certamente i costi maggiori saranno quelli di consulenza per la redazione di una adeguata, completa e conforme informativa estesa. Anche in questo caso è opportuno affidarsi a professionisti competenti poiché le sanzioni e le conseguenze in termini di risarcibilità del danno sono pesanti in caso di mancato adeguamento. Si ricorda che per il caso di omessa informativa o di informativa inidonea, ossia che non presenti gli elementi indicati è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila a trentaseimila euro (art. 161 del Codice).
L’installazione di cookie sui terminali degli utenti in assenza del preventivo consenso degli stessi comporta, invece, la sanzione del pagamento di una somma da diecimila a centoventimila euro (art. 162, comma 2-bis, del Codice). L’omessa o incompleta notificazione al Garante, infine, ai sensi di quanto previsto dall’art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, è sanzionata con il pagamento di una somma da ventimila a centoventimila euro (art. 163 del Codice).
Tra l’altro per l’utente è assolutamente facile e immediato poter verificare l’adeguamento del sito su cui sta navigando alla normativa; basti pensare al caso in cui i banner pubblicitari o comunque le inserzioni pubblicitari lo “inseguono” durante la sua navigazione in internet.

Vector illustration of ecommerce market of web analytics. Businesspeople and development - vector illustration

Audit Seo: le linee guida fondamentali

Quando si avvia un progetto di ottimizzazione di un sito Ecommerce è fondamentale avere una fotografia esatta sullo stato di salute del sito.

L’errore più grave che in molti fanno, infatti, è proprio creare una strategia di Web marketing senza aver fatto un Audit Seo e aver ben chiaro dove concentrare le risorse. In particolare modo per siti Ecommerce già avviati e online da diversi anni, ciò che può davvero far la differenza sono i piccoli dettagli.

Questo post vi aiuterà a scoprire come impostare un Audit Seo per il vostro sito web e prepararvi per la creazione della migliore strategia di Web Marketing possibile per gestire un Ecommerce.

Iniziamo col dire che per poter realizzare un Audit Seo professionale è imprescindibile avere delle competenze Seo avanzate e disporre di alcuni strumenti di monitoraggio e analisi come Google Webmaster tools e Google Analytics o gli utilissimi tools di Moz.com.

Il risultato di un Audit Seo è di solito composto da 2 file: un file excel dove si elencano tutte le voci analizzate e si attribuisce un valore/risultato all’analisi, e un documento di testo dove si sintetizzano le parti fondamentali che saranno la base di partenza per la creazione di una strategia di Marketing online.

Ricordate, l’obiettivo di un audit è fare una fotografia sulla situazione di un sito Ecommerce, non anche dare indicazioni sulle possibili attività da svolgere.

Ecco le aree più importanti su cui impostare un Audit Seo:

#1- Motori di ricerca

L’analisi dei motori di ricerca è l’elemento di partenza. Da qui si capirà quante pagine sono state indicizzate o il numero delle pagine monitorate da Google analytics (quelle che hanno ricevuto delle visite organiche).

Suggeriamo di analizzare la presenza di termini di brand e no brand perché oggi una corretta attività Seo o di Local Seo, non può prescindere dallo sviluppo del proprio branding.

Altri due elementi da analizzare sono la cache di Google e se il sito la sfrutta a proprio vantaggio per ridurre il tempo di caricamento delle pagine e lo stato di indicizzazione si dispositivi mobile. L’etichetta Mobile friendly sta acquisendo sempre maggior importanza e vale la pena impiegare risorse nell’ottimizzazione mobile di un sito.

#2- Contenuti

L’analisi dei contenuti può essere molto laboriosa in assenza di un supporto tecnico. Oggi esistono diversi tool in rete di supporto a questa attività. In alternativa un sapiente utilizzo di Excel può tornarvi di grandissimo aiuto (contattaci per saperne di più).

Quando parliamo di Content analysis ci riferiamo alla presenza dei meta tag title e description: sono presenti su tutte le pagine? Sono ottimizzati? Hanno lunghezza massima di 60 caratteri (title) e 155 (description)? Il nome del brand è incluso almeno in uno dei due campi? Le keyword principali sono presenti in entrambi i campi?

La seconda parte dell’analisi deve essere dedicata poi alle Seo url. Una Seo url per essere ben ottimizzata deve essere lunga non oltre i 115 caratteri (nome dominio incluso) e deve contenere una frase chiave.

Le immagini poi devono contenere delle keyword sia nel titolo che nel tag alt.

Infine un aspetto molto spesso sottovalutato riguarda i contenuti duplicati. Google sta dando sempre maggior importanza all’unicità dei contenuti all’interno di un sito. Ecco perché è necessario organizzare al meglio la struttura delle url ed impostare correttamente le Canonical Url e le sitemaps

#3- Accessibilità e indicizzazione

In questa parte dell’analisi dobbiamo assicurarci che il nostro sito sia accessibile ai motori di ricerca e che l’indicizzazione sia facilitata. A questo proposito gli elementi fondamentali da analizzare sono i robots.txt, le sitemaps ed eventuali contenuti No index. E si perché non tutte le pagine di un sito devono essere inviate a Google, ed è quindi importante che i contenuti da non indicizzare vengano ugualmente segnalati agli spider di Google.

Due strumenti utili in questa fase sono Google Webmaster tools (gratuito) e Moz Pro (a pagamento).

#4- Architettura del sito e link interni

L’architettura del sito è utile sia per i motori di ricerca sia per assicurare agli utenti una piacevole esperienza di navigazione. Dobbiamo quindi assicurarci che le categorie e sottocategorie siano suddivise secondo una logica chiara e precisa con una struttura verticale di link che renda immediate le dinamiche di navigazione.

Altrettanto importante però è creare una struttura di link orizzontale, ovvero che colleghi tra di loro categorie e sottocategorie affini.

Infine occorre analizzare la presenza di link interni nelle singole schede prodotto.

#5- Technical Seo

In questa sezione l’analisi fondamentale riguarda la presenza di pagine con errore (il modo migliore è visualizzare la metrica disponibile in Google Webmaster tools) e la corretta impostazione di eventuali redirect.

In seguito va analizzata più a fondo l’utilizzo delle Canonical url e della loro presenza nelle sitemap.

#6- Velocità del sito

La velocità di caricamento delle pagine di un sito è uno dei fattori più importanti che influisce sul posizionamento. Anche da un punto di vista di usabilità e user experience, avere delle pagine che impiegano diversi secondi nel caricamento non è una cosa positiva e portano ad alti tassi di abbandono.

E’ quindi molto importante diminuire al massimo gli elementi che possono causare rallentamenti: immagini pesanti, compressione delle pagine, utilizzo del caching dei browser. In genere consigliamo sempre di mantenere la velocità di caricamento di una pagina al di sotto dei 4 secondi.

Uno strumento utile a questo proposito è il Page speed insight di Google

#7- Mobile e Tablet

Si stima che circa il 50% del traffico del web arrivi da dispositivi mobile. Eppure nella stragrande maggioranza dei casi, le aziende non prevedono delle attività di ottimizzazione grafica, di usabilità e obiettivi su questi dispositivi. Un’analisi accurata porterà sicuramente dei risultati e delle prospettive di crescita sorprendenti.

E’ quindi fondamentale avere una versione mobile del sito (o un responsive che funzioni perfettamente) e assicurarsi che sia ben curata e che risponda agli obiettivi aziendali.

Infine bisogna assicurarsi che gli strumenti di monitoraggio come Google Analytics e Webmaster tools traccino correttamente i dati da mobile.

#8- Analytics

L’analisi dei dati è la base per poter creare una corretta strategia di web marketing. Dobbiamo assicurarci quindi che il codice di monitoraggio di Google Analytics funzioni perfettamente e che sia impostata la nuova versione. Per un sito Ecommerce è altrettanto importante aver impostato gli obiettivi e il monitoraggio degli eventi.

Google Webmaster tools e Google Adwords devono poi essere connessi tra di loro in modo da poter effettuare analisi trasversali e avvalersi degli elenchi di Remarketing di Google analyitcs.

Vi consigliamo di installare il Google tag assistant, un’estensione disponibile sia per Chrome che per Firefox.

#9- Internazionalizzazione

Un ultimo aspetto (facoltativo) da analizzare, riguarda la presenza di versioni del sito in lingua straniera. L’internazionalizzazione di un sito Ecommerce è un’operazione molto complessa e che richiede uno studio approfondito del mercato di destinazione. Da un punto di vista di analisi Seo occorre monitorare aspetti quali la struttura delle url: il prefisso del paese è mostrato? L’hreflang o il rel alternate sono impostati correttamente? Le seo url sono settate nella lingua desiderata?

Audit Seo, considerazioni conclusive:

Come detto in apertura, per realizzare un Audit Seo per un sito web è imprescindibile avere delle conoscenze tecniche avanzate e saper leggere i dati. In un mondo così concorrenziale, quale quello del Web, un’analisi Seo ben fatta può portare dei vantaggi strategici non indifferenti e permetterci di ottimizzare le risorse. Il consiglio quindi è di non lavorare ad alcuna strategia di Web Marketing né di avviare alcuna attività di ottimizzazione Seo senza prima aver ben chiare le attività da fare.

consigli-seo

10 Consigli per affrontare la nuova era della SEO

Le novità di Google sul mondo Seo sono ormai all’ordine del giorno, e per chi gestisce (o fa consulenza) per siti web e Ecommerce, essere sempre aggiornati è fondamentale.

Da qualche tempo appare sempre più evidente che la Seo tradizionale, basata sull’obsoleto concetto di Keyword non funziona più. Se anche voi state spendendo soldi in attività Seo tradizionali è arrivato il momento di fermarvi o cambiare marcia.

Ecco alcun consigli che vi aiuteranno ad ottimizzare il budget dell’attività di Web marketing per il vostro sito Web o Ecommerce:

1- Lavorare sui Key Concept non sulle Keyword

Fino ad ora le keyword sono state alla base della nostra attività Seo, e il loro utilizzo all’interno della pagina e del sito era fondamentale. Oggi Google sta dando invece tantissima importanza alla semantica del linguaggio. Diventa quindi fondamentale ampliare il nostro raggio di azione e includere tanti altri termini legati alle nostre keyword. Ciò significa che tutta la nostra strategia Seo deve essere rivista in quest’ottica.

Consiglio: pianificate un’attività di restyling dei contenuti del vostro sito

 2- La ricerca delle Keyword rimane alla base dell’attività Seo

In particolar modo quando si parla di nuovi progetti dove non abbiamo uno storico di dati, per poter creare una strategia Seo di successo è molto utile partire dalla ricerca delle keyword. Solo partendo dalle parole chiave infatti possiamo creare i nostri key-Concept. L’attività di analisi delle keyword va fatta periodicamente, solo in questo modo potremo rimanere al corrente delle evoluzioni del mondo delle ricerche effettuate dagli utenti su Google e di conseguenza aggiornare la nostra strategia Seo. Ricordate, la Seo è un’attività in continua evoluzione e l’aggiornamento è alla base di tutto.

Consiglio: utilizzate il Keyword planner di Google per trovare le keyword più importanti, ma lavorate tantissimo con Google instant per trovare le keyword emergenti. Lavorare sulle keyword emergenti vi permetterà di ottenere vantaggio competitivo e maggiori possibilità per la visibilità strategica su Google.

3- Sostituite il concetto della Keyword density con quello della Term Frequency

Fino ad oggi ci hanno abituato a monitorare la keyword density, ovvero il numero di volte (tradotto in percentuale) in cui la nostra keyword è ripetuta in una pagina. La Term Frequency invece fa riferimento al numero di volte in cui le nostre keyword (anzi i nostri Key Concept) sono ripetute all’interno di tutte le pagine del sito. Se saremo bravi a creare uniformità e coerenza all’interno del sito tra le keyword legate ad uno stesso concetto, Google ci premierà.

Consiglio. Lavorando con Google Keyword Planner non soffermiamoci sulle parole più ricercate. Le Keyword più inflazionate in rete sono anche le più competitive, ovvero quelle che hanno maggiori ricorrenze all’interno delle pagine dei siti di tutto il mondo. Per il 99% dei siti di tutto il mondo è praticamente impossibile competere per keyword di questo tipo. Concentriamoci quindi su parole più di nicchia.

4- Co occurrence e Entity salience

Sono due elementi strettamente legati al discorso dei concetti chiave. Per co-occurrence intendiamo l’attività di inserimento di diverse parole legate ad uno stesso concetto. Se ad esempio abbiamo un Ecommerce di Giocattoli per bambini e vogliamo spingere Il Key concept “Costruzioni Lego”, sarà opportuno inserire nelle diverse pagine, accanto alla Keyword “Costruzioni Lego” parole come Lego Technic o Galeoni Lego.

Anche il concetto di Entity Salience è legato alla co-occurrence e al Key concept. Google dice che per indicizzare un concetto come “Marvel” potremmo creare delle pagine dedicate a Superman, Spiderman o Iron man.

Consiglio: il successo di una strategia Seo Onsite è dato dalla coerenza dei contenuti. Pianifichiamo quindi una restyling della nostra strategia, implementando anche i concetti di co occurrence e entity salience.

5- Utilizzate un linguaggio naturale

Sono ormai tramontati i tempi in cui si faceva un uso spinto di parole chiave all’interno dei contenuti del sito. Questa pratica, da troppi e per troppo tempo abusata, ormai è diventata inutile o addirittura controproducente. Utilizzate un linguaggio che sia naturale e fate riferimento ai sinonimi delle vostre Keyword. Oggi Google è in grado di riconoscere i sinonimi, i quali possono anche aiutarvi nell’indicizzazione dei vostri Key Concept.

Consiglio: un linguaggio naturale che abbia meno ripetizioni all’interno di un testo, è anche più facilmente leggibile (e condivisible) dagli utenti.

6- Inserite i contenuti più importanti nelle parti più importanti

I siti Web di oggi sono strutturati dando molta importanza all’usabilità. La struttura tipo di un sito è composta da Header, Footer, una o due Sidebar e una parte centrale. Però attenzione a non farvi prendere da un eccesso di intraprendenza e non pensate che inserire le vostre keyword in ogni parte del sito vi agevoli. Le keyword principali vanno inserite nella parte più importante prevista per il testo, ovvero la parte centrale. Utilizzate invece il resto delle parti del sito seguendo i vostri obiettivi di usabilità.

7- Creare una strategia di Content marketing impeccabile

Un elemento intramontabile alla base di ogni strategia Seo è il content marketing. Cercate di creare contenuti utili, interessanti e potenzialmente condivisibili. Cercate di elaborare contenuti che sfruttino dei trend topic (gli argomenti più discussi in rete) e contestualizzateli con il vostro brand e business.

Consiglio: utilizzate un linguaggio simpatico e cercate di stimolare delle emozioni quali stupore, riso e divertimento. Ricordate che un contenuto sul web non deve essere troppo breve (almeno 2000 caratteri).

8- Condividete i vostri contenuti

La creazione dei contenuti rappresenta il 50% dell’attività di content marketing. Il restante 50% è rappresentato dalla condivisione. Postate quindi i vostri articoli sulle vostre pagine Social (Facebook, Google+ Linkedin, Twitter…). Per considerarsi potenzialmente condivisibile, un articolo deve essere in primis interessante: gli utenti non sono stupidi, e non condividono cose poco utili. Cercate di coinvolgere degli influencer per avere maggiori possibilità di ottenere condivisioni: le persone sono più portate a condividere contenuti che ritengono attendibili.

Consiglio: inserire almeno un’immagine in modo da ottenere delle belle anteprime al momento dello share sui social media.

9- Pianificate la Strategia Seo in base a Risorse e Obiettivi

La base del successo di una strategia Seo è la corretta pianificazione. Datevi dei micro obiettivi, e stabilite le risorse adeguate per poterli raggiungere. Ricordate di darvi degli obiettivi misurabili (aumento delle visite sul sito del 10%; aumento degli iscritti alla newsletter di 50 unità; aumento delle visualizzazioni di una pagina obiettivo del 10%…). Un obiettivo misurabile vi permetterà di capire immediatamente se la vostra azione avrà avuto successo o meno.

10- Sperimentate nuove strategie e nuove tecniche

Non dimenticate che alla base di un’attività Seo di successo c’è sempre il test e la sperimentazione. Seguite sempre le novità e gli aggiornamenti del mondo del web marketing e cercate di essere lungimiranti e anticipare la concorrenza.

Pianificare-una-strategia-Seo-per-Ecommerce-770x631-1

Come Pianificare la Strategia Seo perfetta per un Ecommerce?

Quando si fa Ottimizzazione Seo per siti Ecommerce, trovare le parole chiave “giuste” è fondamentale.

Esistono ampi dibattiti in rete sui metodi per ricercarle e se siano o meno affidabili. L’uso del Google Adwords Keyword tool è imprescindibile, e su questo non ci piove, ma limitarsi ad utilizzare sono questo strumento è molto rischioso, in quanto i risultati che ci restituisce sono sempre limitati. Se poi consideriamo che la concorrenza è spietata praticamente in ogni settore, lavorare sulle keyword suggerite da questo tool, ci renderà uno dei tanti negozi online che competeranno sempre sulle stesse parole chiave.

Il risultato sarà scontato: chi avrà budget da investire in Pay per click potrà “gentilmente” pagare Google per il servizio offerto. Chi invece avrà molte risorse da investire in Seo, probabilmente riuscirà a guadagnare la prima pagina del motore di ricerca.

Tutti gli altri invece (circa il 99,9% dei siti Ecommerce), dovrà accontentarsi delle briciole o studiare delle Strategie di Seo Creative! Ed è proprio qui, a mio modo di vedere che si gioca la partita!

Ecco dunque un piccolo elenco di suggerimenti per nutrire il proprio armamentario di parole chiave, dando sempre per scontato che il buon senso e la capacità di mettersi nei panni dell’utente vengono prima di tutto.

1 – Utilizzate il motore di ricerca di Amazon

Amazon si è ormai affermato come canale leader nella vendita online. Da tempo ha allargato gli orizzonti entrando nei settori merceologici più disparati, dall’elettronica all’arredo giardino. Parte del suo potere è certamente legata all’efficienza del motore di ricerca interno.

Se dunque abbiamo un prodotto da ottimizzare, un’ottima strategia è andare a cercarlo in Amazon e individuare le parole chiave relative, cercando di identificare anche le locuzioni standardizzate per quel tipo di prodotto. Quali campi ci daranno un’idea delle parole chiave? Oltre al nome prodotto, certamente dovremo fare caso alle categorie, al testo sotto il nome prodotto, alle breadcrumbs, ai prodotti correlati. Questo ci darà un’idea della semantica che contorna la nostra scelta, delle possibili varianti, delle parole più cercate dagli utenti.

2 – Fatevi aiutare da Wikipedia

Non c’è bisogno di sottolineare la sua potenza. I numeri di Wikipedia bastano da soli. Dove cercare i nostri termini se non dentro enciclopedia libera più famosa del mondo?

Individuato un argomento d’interesse e andando a cercarlo associato alla parola “wikipedia” si otterranno una serie di pagine che all’apparenza potranno forse sembrare “off topic” (che me ne faccio di titoli di film o canzoni se sto cercando keyword per un prodotto?), ma che possono comunque risultare utili per scovare parole chiave utilizzate dall’utente che cerca di informarsi genericamente su un argomento attinente al nostro.

Wikipedia ha dalla sua la varietà di termini, e il dare all’utente ciò che vuole: informazioni. Certo, non potremo mai battere il posizionamento di wikipedia, ma di sicuro costituirà un’ottima base per la pianificazione della nostra strategia Seo.

3  – Google Instant e Ubersuggest

Se poi abbiamo fretta e vogliamo trovare le nostre parole chiave velocemente, esistono due potenti strumenti che le offrono su un piatto d’argento: ubersuggest e Google Instant.

Google Instant è uno dei miei strumenti preferiti, perché permette di individuare gli accostamenti di keyword in base alle ricerche che vengono fatte quotidianamente dagli utenti. La differenza tra Adwords Keyword Planner e Google Instant è che, il primo restituisce risultati in base ad una media delle ricerche degli utlimi 12 mesi. Ciò significa che se una query di ricerca è stata digitata con costanza per 12 mesi di seguito, Adwords Keyword planner la farà entrare nella propria cerchia. Google Instant invece suggerisce accostamenti di Keyword nuovi ed emergenti. Se consideriamo che le ricerche degli utenti sono sempre più vaste, comprenderemo facilmente che questo strumento potrebbe fornirci dei vantaggi competitivi incredibili!

Come funziona Google Instant? Basta inserire la propria parola chiave più una lettera dell’alfabeto dentro la barra di ricerca Google, e si apre un menù a tendina con un elenco della nostra parola chiave più quelle che iniziano con quella lettera. Se digitiamo dunque [casa + a] visualizziamo immediatamente risultati come [casa affitto] [casa alice] [casa azzurri]. Ripetendo il procedimento con tutte le lettere dell’alfabeto, otterremo una serie di interessanti informazioni e di certo qualche keyword utile in più. Insieme allo strumento “related search” in fondo alle SERP di google, la ricerca permette di farsi un’idea sul comportamento di ricerca degli utenti.

Ubersuggest invece è un tool che funziona in molte lingue (italiano compreso). Basta inserire le parole chiave e il sistema restituirà una serie di suggerimenti legati alle nostre.

Detto questo, la ricerca delle “Keyword” e delle “Keyphrases” è un’attività molto importante,  spesso alla base della pianificazione Seo per un sito Ecommerce. Il mio consiglio quindi, prima di cominciare ad utilizzare strumenti come il Keyword planner, Google Instant, Wikipedia o Amazon è di realizzare un’attività di Brainstorming dove far emergere i punti di forza del vostro negozio online e capire quali sono i prodotti e le categorie principali su cui puntare. Solo in seguito sarà utilissimo tradurre questi concetti in parole chiave e frasi chiave.

Ecommerce-copywriting-770x514-1

L'arte di scrivere per l’ecommerce e il SEO Copywriting

SEO Copywriting e competenze trasversali: ecco qualche suggerimento.

In un precedente articolo abbiamo parlato del mestiere del SEO Copywriter. Oggi invece vogliamo soffermarci nel dettaglio sull’arte di scrivere per il web e per i siti di Ecommerce, pensando al delicato rapporto che intercorre tra l’indicizzazione e la scalata nelle SERP e la necessità di scrivere per gli utenti e non per i motori di ricerca.

Chiunque possegga qualche elementare nozione di narratologia impara a distinguere sin da subito tra l’intenzione dell’autore e l’intenzione del lettore che, lontani da psicologismi di ogni genere, vengono rintracciati nel “testo”. Ogni contenuto che redigiamo, dunque, si configura come una sorta di crocevia tra ciò che volevamo dire-ciò che abbiamo detto-ciò che diamo per scontato che il nostro lettore sappia, ovvero il suo armamentario semantico necessario per capire il nostro prodotto testuale. Questo crocevia, nel settore dell’ecommerce, funziona ogniqualvolta riusciamo a convincere il nostro utente a non scappar via dalla pagina senza aver preso in considerazione l’idea di acquistare il nostro prodotto.

Calarsi nei panni del lettore: uno step fondamentale.

In un’ottica SEO può essere funzionale porsi il problema di quanto ne possa sapere il nostro cliente prima di accedere alla pagina, e pensare a dei contenuti accessori da ancorare all’esterno, facilmente raggiungibili ma al contempo non disturbanti per la lettura: contenuti che aiutino a far chiarezza e a radicare le certezze di chi ci raggiunge, aumentando la nostra credibilità.

Pensate ad esempio ai siti che vendono computer o stufe a pellet. Da esperti ci può sembrare assurdo che qualcuno non sappia cosa voglia dire “centrino” o “sata III”, ma siamo sicuri che un qualsiasi utente alla ricerca di un pc abbia le nostre stesse competenze?

“Basta cercare su Google”, è la prima obiezione che ci verrebbe in mente. Sacrosanto!

…e se trovassimo il modo di dargliela noi, quell’informazione?

Invece di mandare il nostro povero utente smarrito in giro per il web alla ricerca dell’informazione perduta, potremmo fornirgliela noi: non credete forse che sarebbe pronto a ringraziarci e che sarebbe meglio disposto a smettere di cercare un sito dove acquistare il prodotto desiderato?

Questo vale per la maggioranza degli articoli il cui funzionamento presenti degli ostacoli alla comprensione immediata. Ostacoli che dobbiamo essere noi, content editor e content writer, a rimuovere e a sfruttare come delle occasioni di ottimizzazione.

Calarsi nei panni del lettore vuol dire pensare non solo alla semantica e all’ermeneutica, ma anche alle pratiche di fruizione. La redazione e l’ancoraggio di contenuti accessori si configura come sempre più necessario adesso che i siti web vengono regolarmente consultati da supporti differenti dal computer. Ora che la battaglia tra i negozi fisici e quella online imperversa senza tregua, la comprensione immediata e la raggiungibilità – insieme alla convenienza di prezzo – costituiscono le carte vincenti.

Quanto si diverte secondo voi il professore genovese delle scuole medie, o l’avvocato marchigiano, a gironzolare per la rete mentre è in piedi al centro commerciale che tenta di valutare la convenienza dell’acquisto immediato di un elettrodomestico che ha di fronte? Poco, ci scommetto. Quanta voglia ha di scoprire cosa vuol dire “stufa canalizzata” o “raccordo a T” mentre magari la moglie lo aspetta con aria scocciata e il figlio piange a squarciagola? Nessuna.

In quei momenti si può catturare l’attenzione di un potenziale cliente guidandolo quasi inconsapevolmente all’acquisto, ed evitandogli l’imbarazzo di dover inventare una scusa col commesso perché il prodotto che ha visto è decisamente troppo caro rispetto al nostro portale ecommerce!

Seo-per-siti-Ecommerce-770x510-1

7 Consigli per migliorare la Seo del vostro sito Ecommerce

La Seo per i siti di Ecommerce è fondamentale, perché, se ben fatta, permette di attrarre tantissimi potenziali clienti in modo continuativo.

Senza alcun dubbio, nella gestione di un sito Ecommerce, il traffico organico rappresenta il canale principale su cui puntare, in quanto porta risultati di lungo termine che faranno decollare le vostre vendite online.

Con gli aggiornamenti costanti agli algoritmi tuttavia, fare Seo è diventato un lavoro davvero complesso, che richiede competenze e tecniche specifiche. Un’attività Seo, oggi, non può improvvisarsi, e non può essere affidata a chi non conosce alla perfezione le dinamiche del Web marketing.

Ecco qualche piccolo consiglio che vi aiuterà nella gestione Seo del il vostro sito Ecommerce:

#1 Studiate e mantenetevi aggiornati

Il mondo del Web marketing è in costante cambiamento, Google e Facebook aggiornano continuamente i loro algoritmi. Studiare sui libri di Seo, oggi non serve più perché nel momento stesso in cui comprate un libro, le cose che troverete scritte saranno già diventate obsolete. Scegliete piuttosto dei siti web di riferimento, e consultateli con frequenza. Per iniziare, il blog di Moz può essere più che sufficiente. Lì troverete di tutto, news sulla Seo, Social media marketing, Ecommerce, Adwords e tanto altro.

#2 Le Keyword sono obsolete, ragionate in ottica Key Concept

Lavorare sulle singole keyword, o sulle liste di Keyword, è diventato rischioso e limitante, soprattutto per un sito di Ecommerce. Le query di ricerca digitate dagli utenti su Google oggi sono infinite e la maggior parte di esse sono Query mai digitate prima! Limitarsi a lavorare su delle keyword “fisse” ha quindi poco senso. Individuate piuttosto una vostra nicchia di mercato e cercate di far capire a Google che tutte le keyword correlate a quel mercato sono lo specchio esatto di quello che il vostro sito di Ecommerce vende. Per fare ciò è essenziale avvalersi di professionisti della scrittura, veri e propri “Content addicted”!

#3 Prestate attenzione alle Landing pages

La questione dei “not provided” ha scosso gli umori di tutti coloro che con il web ci lavorano. Ha imposto dei cambiamenti che possiamo tranquillamente definire epocali. Come detto nel precedente punto, ci spinge a ragionare sempre più in ottica di Key concept, ma non solo. Questa situazione ha spostato il focus sulle Landing pages: in particolar modo per i siti Ecommerce con molti prodotti, analizzare la metrica sulle pagine di destinazione di Google Analytics è fondamentale perché ci fa capire in che modo gli utenti interagiscono con il sito, e ci può dare una macro idea su quelli che sono i concetti e le parole che hanno portato gli utenti sul nostro sito. Lavorate quindi in maniera molto intensa sulle pagine di destinazione più visitate dagli utenti (e quelle che attraggono traffico di maggior qualità), ottimizzatele, inserendo link interni, prodotti correlati e quanto altro possa aiutarci e aiutare l’utente a migliorare la propria esperienza di navigazione.

#4 Gestite in modo ordinato il Back-end del vostro sito di Ecommerce

Così come accade in una casa, o in un negozio fisico, la pulizia e l’ordine sono importanti. Stessa cosa dicasi per un sito Web. Il lavoro fatto nel backend è fondamentale per la buona salute del vostro Ecommerce. Attenzione ai contenuti duplicati, alla velocità di caricamento delle pagine, agli errori 404. Quando si parla di Gestione Seo Onsite, si fa riferimento proprio a questo! Google Webmaster tool deve essere il vostro punto di riferimento, non fate passare troppi giorni senza monitorarlo.

#5 Gestite in modo ordinato il Front-end del vostro sito di Ecommerce

L’attività Seo di base non cambierà mai, ed è quindi fondamentale che il vostro sito di Ecommerce sia impeccabile sotto questo aspetto, perché rappresenterà la base della vostra strategia. Ottimizzate alla perfezione i metatag (Title e Description), i contenuti, le immagini, le seo url, la navigabilità e l’usabilità del sito, il corretto posizionamento dei prodotti nelle categorie. Ogni piccolo elemento pubblicato sul vostro sito di Ecommerce potrebbe essere decisivo per concludere o meno una vendita. Siate maniacali in questo. Controllate quasi quotidianamente che tutto sia in ordine.

#6 Coordinate le attività di Social media marketing e Seo

I Social media hanno radicalmente cambiato il modo in cui le persone interagiscono con un’azienda. Essere raggiungibili sui Social per un’azienda che fa Ecommerce è fondamentale da un punto di vista di Awareness, in quanto contribuisce ad aumentare la fiducia di un potenziale cliente verso il vostro brand, ma lo è altrettanto per la visibilità online della vostra azienda. Oggi infatti i motori di ricerca sono in grado di associare i contenuti di un sito a quelli scritti su Facebook, Twitter, Pinterest o Google+. Lavorate quindi ad una strategia di Social Media Marketing che sia integrata con la strategia Seo del vostro sito web. Utilizzate gli hashtag e i link in maniera strategica, siate abili comunicatori, senza tralasciare però l’aspetto commerciale.

#7 Internazionalizzate il vostro Ecommerce

Il web ha permesso di eliminare quasi completamente i limiti geografici, aprire mercati e renderci visibili, anche dall’altra parte del mondo. Ecco quindi un aspetto che nel lungo termine sarà per voi assolutamente strategico: pensate fin da subito ad una strategia che possa permettere al vostro sito Ecommerce di vendere in tutto il mondo. Elaborate una strategia che possa permettervi di raggiungere il maggior numero possibile di mercati. Attenzione però, affidatevi a professionisti esperti, e che siano Madrelingua dei Paesi che scegliete.

Not-Provided-Web-Strategy-e1382628958252

Not Provided: 5 consigli per una Web strategy efficace

E’ passato poco più di un mese dall’ufficiale conferma da parte di Google di criptare totalmente le parole chiave che portano traffico dalle ricerche organiche. La percentuale delle keyword (not provided) sta salendo inesorabilmente già da mesi. Il dibattito tra esperti e consulenti di Web analytics è iniziato. Le analisi per elaborare le proprie web strategy, così come pensate ed attuate sino ad oggi, diventano sempre meno efficaci.

La situazione è davvero così allarmante come viene descritta?

Ora che Google Analytics non fornisce più su un bel piatto d’argento tutte le keyword dal traffico organico, quali dati possiamo usare per ottimizzare posizionamento e la visibilità online? Sarà ancora possibile rapportare la crescita del traffico di ricerca agli sforzi del team SEO per giustificarli e monetizzarli? Come e dove possiamo scovare nuove parole chiave sulle quali investire?

La vita del web marketer è diventata meno facile, ma certo non impossibile. Il modo di misurare e valutare il successo delle proprie web strategy certo cambierà, ma la SEO Community si è subito mobilitata individuando possibili metodi di analisi e sorgenti di dati alternativi al (not provided). 

#Tip1: Monitorare Landing Page e Contenuti

Abbiamo una certezza al momento: non possiamo più associare alle keyword i dati di acquisizione, comportamento e conversioni. Abbiamo una seconda certezza però: possiamo ancora associare questi dati alle landing page.  E’ questa la prima rivoluzione: passare da un’analisi keyword-based ad un’analisi landing page-based.

Ok, questo lo sappiamo fare, e poi? Come possiamo realmente sapere cosa ha portato gli utenti ad atterrare su un determinata pagina? Non potremo mai saperlo con certezza, almeno per ora, ma basandoci sui contenuti di ciascuna pagina potremo stimare i contenuti delle query di ricerca che hanno portato a quelle pagine. Questa è dunque la seconda rivoluzione: passare da un pensiero keyword-oriented ad un pensiero content-oriented.

#Tip2: Utilizzare Webmaster Tool per incrociare i dati di Web Analytics

Step successivo per affinare l’analisi è l’incrocio dei dati di Google Analytics con i dati di ricerca di Google Webmaster Tool. Ad oggi infatti lo strumento per i Webmaster di Google ci offre:

– Una lista di keyword che inviano il traffico proveniente dalle ricerche organiche con relative impressions e click.
– Una lista di landing page con relative keyword, impressions, click e average ranking.

Certo, Google Webmaster Tools non ha la stessa precisione di Google Analytics ma, non risentendo dell’oscuramento dei (not provided) può tornarci molto utile per migliorare la nostra stima.

#Tip3: Realizzate Campagne di Pay per Click con Google Adwords

I più diffidenti pensano che portare al 100% i (not provided) sia una mossa di Google per spingere sempre più aziende ad affidarsi alle campagne PPC di Adwords, le quali, non risentono minimamente di questo cambiamento epocale. Da sempre i web marketer hanno utilizzato i dati di traffico e conversione delle campagne PPC per affinare le decisioni nel campo organico.

Ora questa sinergia propende maggiormente verso la parte paid. Tra le varie opzioni è sicuramente quella meno economica ma, se abbiamo già delle campagne attive, è arrivato il momento di incrociare i dati di Google Adwords con Google Analytics.

#Tip4: La carta vincente è l’Approccio integrato

Personalmente abbiamo trovato molto utile un post di Daniel Peskin sulla costruzione di un report excel sull’analisi avanzata delle keyword basato sull’incrocio di più fonti di dati e sulla categorizzazione delle query. Nonostante l’anzianità del post, reputiamo l’approccio per categorie notevolmente efficace se opportunamente adattato al focus su landing page e contenuti. Peskin inoltre inserisce nel master data anche conversion rate e relative revenue, ancor più fondamentale nella gestione di un sito di Ecommerce.

 #Tip5: Guardare ai not provided come un’opportunità per differenziarsi

Una totale chiusura della visibilità delle keyword dal traffico organico necessariamente sposterà gli investimenti verso la pianificazione dei contenuti e la qualità delle pagine. Tutto questo si tradurrà in una maggiore sensibilità verso l’esperienza dell’utente. Certo Google sta rendendo la sfida più complessa, ma come dice Rand Fishkin “ogni volta che vediamo aumentare la complessità della pratica dobbiamo riconoscere un’opportunità almeno per coloro tra di noi che sono realmente esperti di Web Analytics e abili nell’elaborare ed interpretare i dati”.

Le analisi analitiche rimarranno si fondamentali ma non pienamente efficaci se non supportate da robuste analisi qualitative. Per i consulenti e gli esperti SEO che hanno sempre lavorato sulle pagine, sui contenuti e sull’esperienza dell’utente per elaborare le proprie web strategy, dunque, cambierà ben poco. Almeno sino alla completa scomparsa dei web cookie, di cui l’avvento dei (not provided) potrebbe essere solo il primo passo.

Diteci la vostra su: