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Black Friday 2021: potenziali strategie vincenti e difficoltà in vista

Questo non è sicuramente un Black Friday come tutti gli altri perché anticipa un Natale tra i più costosi di sempre per i consumatori. Ciò è confermato da Codacons che afferma la probabilità di un aumento di circa 1,4 miliardi di euro. Secondo una ricerca effettuata da Oracle Retail, il 39% dei connazionali ha già iniziato la corsa ai regali da mettere sotto l’albero. Un dato sicuramente importante riguarda il 13% degli stessi, che si dice disposto a pagare qualcosa in più per assicurarsi una consegna garantita.
Le piattaforme di vendita online di ogni settore, dalla più gettonata tecnologia al make up e homedecor, hanno attivato strategie di web marketing volte a rispondere a questa domanda natalizia in anticipo.
Il Black Friday diventa la prima opportunità utile per dare inizio all’acquisto dei regali natalizi risparmiando notevolmente.

Giocare d’anticipo

In questo periodo molto frenetico è essenziale per gli ecommerce costruire una strategia efficace e ben organizzata. La mossa vincente, e quasi scontata ormai, è un inizio anticipato del Black Friday, ormai conosciuto come Black Week. È frequente sentir parlare anche di Early Black Friday. A battere tutti gli ecommerce sul tempo è stato Amazon, che già dall’8 novembre ha avviato una politica di sconti anticipati.
Oltre alle offerte su tutte le categorie presenti sulla piattaforma, anche la sezione Warehouse è inclusa in questo Black Friday: Amazon ha scelto un 20% di ribasso per questa particolare tipologia di prodotti, usati, di seconda mano o con confezione aperta, che prevedono già prezzi più bassi rispetto alla media. Un mercato ancora poco conosciuto e sfruttato in Italia, ma con del grande potenziale, soprattutto per il fattore sostenibilità.
Ogni ecommerce che mira a raggiungere picchi di conversioni si organizza: la veste grafica del sito si adatta ai colori della settimana nera, con elementi aggiuntivi che mirano a spingere gli utenti verso la conclusione dei loro acquisti. Un esempio sono i banner di persuasione, che visualizzano messaggi come “il prodotto è in esaurimento” o “solo -numero articoli- disponibili, affrettati!”, o countdown per lo scadere della scontistica applicata al prodotto. Anche l’utilizzo di codici sconto a scadenza può aiutare l’ecommerce a convincere l’utente, soprattutto se la percentuale stabilita è molto alta.
Le strategie per il Black Friday, però, non si basano solo sulla costruzione del sito web per l’evento, ma anche su altre attività satelliti, con la stessa importanza. Tra le varie citabili spiccano le newsletter e le promozioni sui social network, i contatti più immediati con gli utenti.

Newsletter a tema

La newsletter spesso si adatta all’assetto grafico del sito web. Si opta per colori scuri, a richiamo del titolo Black Friday, scegliendo i prodotti su cui puntare per quella settimana. Le iniziative proposte sull’ecommerce si riflettono nei messaggi creati per gli utenti: vengono illustrate promozioni e scontistiche speciali in modo semplice, dedicate a categorie o singoli prodotti, rimandando a landing page più esplicative. L’obiettivo è il click sull’immagine o il messaggio di testo, che porterà il potenziale cliente sul sito, dove sono disposte una serie di azioni mirate a incentivare una sua conversione.

Il lavoro sui social

Facebook, Instagram, Tiktok e Pinterest, giocano un ruolo decisivo nella strategia commerciale attuata per il Black Friday. Sono piattaforme che, grazie all’attività di advertising mirata e di remarketing, riescono a raggiungere un bacino di utenti ampio garantendo molto spesso un numero notevole di conversioni e quindi un ritorno della spesa investita (ROI).
Escluderli dalla comunicazione è impensabile, sceglierli per il settore e soprattutto in base al target è un dovere che spetta ai social media manager, sempre pronti a guidare il cliente in un mercato saturo e inflazionato. Per tutti i settori, dalla tecnologia al food, arrivando al magico mondo della moda o dell’arredamento e design, le regole da seguire sono semplici:

  • immagini accattivanti;
  • poche parole (copy e grafiche intuitive);
  • scontistica chiara e definita;
  • codici sconto promozionali esclusivi per l’occasione;
  • scelta accurata delle CTA (call to action) dal “ricevi l’offerta” al “guarda di più”.

A fare da tres d’union un’unica parola Black Friday o Black Week. La stessa dicitura grafica deve condurre per mano l’utente che, cliccando sull’inserzione social viene dirottato nella landing del prodotto o pacchetto in promozione. Qui dovrà ritrovare banner o indicazioni stilisticamente in linea con quelle visualizzate sui social, e continuare così il suo processo d’acquisto.

La difficoltà nelle consegne

Una parte di coloro che sceglie di fare acquisti in questo periodo anticipa i regali di Natale, in modo tale da arrivare preparati. Si predilige l’acquisto di più regali in un’unica soluzione, o di carte regalo per ovviare ogni tipo di problema. Tutto ciò nasce dall’esigenza da parte dei consumatori di non doversi preoccupare per le tempistiche di consegna ed eventuali ritardi.
Dal Black Friday in poi diventa sempre più difficile riuscire a ricevere i propri acquisti per tempo. Ciò è dato da un sovraccarico di ordini da consegnare in primis, ma sicuramente anche dai vari scioperi nel settore logistico. Per i dipendenti delle aziende associate ai vari ecommerce, piccoli o grandi che siano, è un periodo che comporta una mole di lavoro enorme.
Proprio per questo le manifestazioni in momenti strategici, come quella del 26 novembre (giorno ufficiale del Black Friday) organizzata dai dipendenti delle aziende associate ad Assoespressi, colpiscono in modo significativo tutto il processo di consegna degli ordini effettuati negli ultimi giorni.
Anche la scarsità dei prodotti influisce molto sui vari ritardi, soprattutto per il settore tech che sta risentendo molto della mancanza di chip per i dispositivi e per il settore dell’editoria con la crisi della carta che peggiora di giorno in giorno.
Tutti gli utenti quindi puntano al Black Friday come opportunità per iniziare, se non concludere, la corsa ai regali natalizi, sfruttando le scontistiche eccezionali proposte. In questo modo, si spera di riuscire a giocare d’anticipo sui possibili ritardi. Diventa di vitale importanza la consegna puntuale, pagando anche più del prezzo standard, cercando di ovviare ogni tipo di problema.

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Ultime novità dal mondo dei social network

I social non si fermano mai, e nemmeno le notizie che li riguardano. Negli ultimi giorni sono stati annunciati nuovi lanci e cambiamenti da diverse piattaforme. 
Tra acquisizioni e aggiornamenti vari, ottobre si è rivelato un mese ricco di novità. 
Qui vi raggruppiamo le più significative e chiacchierate per restare connessi e aggiornati sui cambiamenti che inevitabilmente possono condizionare chi opera e lavora nel digital marketing inteso in senso ampio. 
 

LinkedIn bandito dalla Cina

L’unico social occidentale ancora attivo nello stato dalle politiche più serrate del continente asiatico non ce l’ha fatta: LinkedIn sceglie di sua sponte di abbandonare la Cina. La motivazione ufficiale? Impossibile conciliare un ambiente ostile e una politica particolarmente invasiva e censoria. 
Quando ad acquistare il social del lavoro è stata la Microsoft, in molti avevano dedotto e considerato che, visti gli ottimi rapporti tra la Cina e l’azienda informatica, Linkedin sarebbe sopravvissuto tranquillamente al panorama cinese. Così non è stato. Dopo molteplici ultimatum infatti, si è giunti all’espulsione del social che resta nel panorama occidentale sicuramente una delle migliori piattaforme social pronta a connettere aziende e professionisti. 
 

Facebook presenta il suo progetto Metaverse e diventa “Connect”

Da uno dei social network più importanti giungono novità interessanti. Zuckerberg fa due grandi annunci: il Metaverse e Connect
Nel primo caso siamo in attesa di assistere all’ingresso in Facebook di una nuova piattaforma informatica: Metaverse è definita come la rivoluzione del mondo digitale, la più importante dopo l’avvento dell’Internet Mobile. L’obiettivo sarà quello di connettere persone online attraverso la realtà aumentata e quella virtuale. Uno step decisivo verso il futuro che conquisterà gli appassionati di tecnologia e non solo, una modalità di connessione pronta a entrare nella quotidianità di tutti gli iscritti a Facebook. 
Connect invece, è il nome scelto per sostituire quello attuale dell’azienda che raggruppa Facebook, Instagram, Whatsapp e altre. Nulla di certo ancora, ma voci di corridoio riferiscono che l’annuncio avverrà il 28 Ottobre: attendiamo quindi notizie a breve.
Analizzando però il contesto possiamo notare come tale scelta non sia del tutto casuale: una strategia di rebranding in questo momento appare opportuna agli occhi dei vertici di Facebook. Si stanno espandendo verso nuove frontiere e il nome del social network più famoso minimizza tutti gli obiettivi futuri a cui stanno mirando perché legato alla sua identità passata nota a tutti. 
 

Previsioni per un 2022 pieno di Tik Tok

Le previsioni annuali del “Social Media Trends 2022” di Talkwalker parlano chiaro: Tik Tok ha un futuro più che radioso davanti a sé. Si presuppone che surclasserà tutti i social del momento, anche grazie alla spinta data dalle attività continue durante l’inizio della pandemia.
Le novità che si aspettano sono improntate più sul business, con aggiornamenti per l’acquisto direttamente da app. Grazie al sostegno degli influencer, attraverso Tik Tok diventa più semplice monitorare il comportamento d’acquisto degli utenti. L’influencer marketing, come non mai, è la leva su cui investire per qualsiasi tipologia di brand, anche quelli più improbabili da promuovere direttamente sulla piattaforma.
 

PayPal diventa social: acquisizione di Pinterest

L’acquisizione più costosa di sempre per i social network. PayPal è disposta a pagare 39 miliardi di dollari per aggiudicarsi Pinterest, piattaforma basata sulla pubblicazione di fotografie e tutorial. Nessuna è mai stata acquisita a queste cifre, nonostante altre come Instagram e Linkedin siano molto più promettenti e con tassi di crescita maggiori. Pare che l’obiettivo sia trasformare Pinterest in un ecommerce.
 

Instagram lancia aggiornamenti e novità

Aspettavamo questo aggiornamento da tantissimo tempo e finalmente lo avremo: Instagram permette la pubblicazione di foto e video come post anche da pc e mac. Una notizia importante per tutti gli utenti che usufruiscono della piattaforma non solo da smartphone. Nel processo di pubblicazione sono state integrate anche le varie funzioni di tag e geolocalizzazione, ma anche la modifica diretta delle immagini con filtri e altre impostazioni.
Vengono introdotte sotto forma di test anche le Collabs, vere e proprie collaborazioni tra utenti per la creazione di un contenuto sul social. Nasce un senso di condivisione diverso dal solito. I creator che sceglieranno di pubblicare un contenuto in Collabs, condivideranno i likes, i commenti e le varie statistiche correlate. I gruppi di follower di entrambi potranno interagire con il contenuto, creando una comunità allargata.
Implementate anche le campagne per le raccolte fondi e una serie di nuovi filtri sincronizzati alla musica scelta dall’utente.
 

Trump si ribella al sistema: annuncia Truth

Dopo essere stato bannato dai principali social network per le sue accuse inerenti l’elezione presidenziale, Donald Trump sceglie di essere, ancora una volta, lui a detenere il potere. Questa volta lo fa nel mondo del digital, annunciando il lancio di Truth, un nuovo social network da lui ideato.  
Un vero e proprio guanto di sfida verso tutta la platea del Big Tech che lo ha allontanato. Si ipotizza che il vero e proprio lancio avverrà il prossimo mese; tutto ciò vede anche una probabile candidatura dell’ex presidente degli Stati Uniti per le Elezioni 2024.

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iPhone 11 è morto, evviva iPhone 12: la strategia multicanale di Socialware

I numeri sono il faro della nostra strategia. I numeri dicono che negli ultimi 12 mesi non c’è stato smartphone più venduto di iPhone 11. Arrivato sul mercato a settembre 2019, non ha avuto rivali in grado di impensierirlo. Apple ne ha consegnati 37,7 milioni solo nella prima parte del 2020 e oggi il prezzo medio si è anche nettamente abbassato. Lo scenario peggiore per il lancio di iPhone 12.
Gli smartphone Apple si vendono praticamente da soli. L’azienda di Cupertino ha creato una sorta di credo religioso spinto da campagne di comunicazione al limite della perfezione. Ci sono state delle eccezioni però. Celebre il caso dei modelli presentati nel 2018: iPhone XS e XS Max hanno messo a segno numeri molto bassi.
Questo è storicamente accaduto quando la generazione precedente ha realizzato un exploit. I modelli del 2018 sono stati preceduti da iPhone X, lo smartphone del decennale Apple. Il primo caratterizzato dal design senza cornici diventato oggi un’icona. Ecco perché il successo di iPhone 12 è tutt’altro che scontato, perché è stato preceduto da un prodotto che ha messo d’accordo tutti, dagli utenti meno esperti agli addetti ai lavori.

L’abbraccio alla piazza digitale

Ci piace pensare al mercato on-line come a una piazza digitale. L’obiettivo è quello di stringere in un abbraccio questa piazza. Nel caso di iPhone 12 il gol lo si raggiunge con un approccio multicanale, cucito addosso ai nostri clienti. Nei prossimi mesi vivranno la sfida di dover vendere uno smartphone tra i più costosi in un contesto di evidente crisi economica. Poca liquidità nelle mani di privati e imprese, che dovranno essere spinti all’acquisto con modalità differenti.

Le campagne Facebook

Uno dei canali da sfruttare è certamente Facebook. Le campagne attraverso il social network di Zuckerberg mettono a disposizione diversi strumenti. Considerando il contesto in cui iPhone 12 si trova a dover esprimere il proprio potenziale commerciale, abbiamo individuato quattro strade differenti:

  • le campagne conversione, realizzate per ottenere una vendita diretta del prodotto. Creiamo grafiche personalizzate, le accompagniamo a copy studiati per l’occasione e scegliamo platee diverse. Intercettiamo il pubblico generalista, essendo gli smartphone Apple popolari in praticamente qualsiasi segmento. Ma è interessante colpire anche gli appassionati del settore, che conoscono ogni minimo dettaglio di iPhone 12, che potrebbero essere i primi a non acquistarlo, ma tra i quali è possibile pescare soggetti disposti ad accaparrarsi le versioni più costose;
  • le campagne interazione, mirate a ottenere la più classica delle dinamiche win-win. Sfruttiamo articoli che trattano appositamente i temi caldi legati ad iPhone 12 e li pubblichiamo sui blog aziendali dei nostri clienti. In questa maniera intercettiamo il volume di traffico lato SEO, animiamo le pagine Facebook con sane discussioni tra utenti e spingiamo questi ultimi a transitare sugli e-commerce in questione;
  • le campagne brand like, pensate per aumentare la community. In questo caso sfruttiamo soprattutto le prime settimane di vendita di iPhone 12, durante le quali sono pochi gli e-commerce che lo hanno già a catalogo. La disponibilità immediata di un prodotto del genere aumenta notevolmente la brand reputation di un e-commerce ed è importante comunicarlo.

I blog aziendali

Parole d’ordine “piano editoriale”. Non è importante quanto si pubblica ma ciò che si pubblica. La nostra strategia di marketing per spingere iPhone 12 attraverso gli e-commerce dei nostri clienti è iniziata settimane prima della stessa presentazione. Successivamente siamo stati tempestivi nel realizzare un contenuto che ne spiegasse le novità, la sera stessa della conferenza d’annuncio di Apple. In questa maniera abbiamo intercettato il volume di traffico delle prime ore.
L’obiettivo per le prossime settimane è quello di accompagnare l’utente nella scelta attraverso dei focus. Ci concentreremo su specifiche funzionalità dello smartphone, sulle nuove colorazioni disponibili, sul netto cambio di design rispetto ai modelli precedenti. Argomenti che saranno oggetti di articoli sui blog aziendali e che vengono accuratamente selezionati attraverso un attento lavoro su keyword, query di ricerca e analisi dei risultati su Google Analytics.
Tutti questi articoli alimentano poi le campagne Facebook. Se da una parte il social network penalizza la reach organica del link esterni, dall’altra questa dinamica viene in buona parte bypassata dall’investimento economico. In questa maniera proponiamo al pubblico contenuti originali, informativi, che contribuiscono a migliorare la brand identity degli e-commerce.

Le grafiche personalizzate

È importante che tutto ciò che produciamo per ogni singolo cliente sia caratterizzato da una propria identità. I nostri grafici, social media manager e copywriter lavorano spalla a spalla al fine di perseguire una precisa coerenza visiva. Ogni singolo contenuto è accompagnato da immagini studiate per garantire all’e-commerce di turno la coerenza grafica necessaria a guadagnare autorevolezza agli occhi dei clienti e dei motori di ricerca.
È il prodotto però a fare la differenza. Nel caso di iPhone 12 il nostro obiettivo è quello di uniformare la parte grafica a quella pensata appositamente da Apple. Ombre, tonalità, accostamenti cromatici, elementi dell’azienda di Cupertino ormai entrati nell’immaginario collettivo. Intervenire in questa combinazione significherebbe snaturare l’immagine di un prodotto talmente mainstream da essere ormai identificato con il concetto stesso di smartphone.

Le campagne Google

Il percorso si chiude con i numeri, esattamente com’è iniziato. L’obiettivo finale è macinare vendite e dunque non si può prescindere dalle campagne Google. Il vantaggio, con questi strumenti, è di poter intercettare interessi oggettivi degli utenti sulla base delle loro ricerche. Le campagne ads vengono dunque costruite attorno ai singoli prodotti e, attraverso un’analisi SEO, ne abbiamo realizzate diverse nelle quali spingere iPhone 12:

  • le campagne shopping, in cui è cruciale essere sul pezzo in relazione alle nuove uscite sul mercato. Nelle settimane precedenti al lancio di iPhone 12, ci siamo concentrati soprattutto su iPhone 11, nella logica di spingere il più possibile le vendite delle unità a magazzino. Nel giorno stesso di disponibilità del nuovo modello, abbiamo orientato la strategia su di lui di concerto con il cliente, modulando i prezzi rispetto all’andamento generale del mercato e dei concorrenti;
  • le campagne remarketing, note anche come annunci di retargeting. L’obiettivo è raggiungere gli utenti che hanno già visitato gli e-commerce dei nostri clienti senza tuttavia aver completato una conversione, ovvero un’azione che può essere la compilazione di un modulo di contatto, il download di un file o, come nel caso di iPhone 12, l’acquisto di un prodotto. La logica è invitare all’acquisto i clienti che sono già fermi davanti alla nostra vetrina, incerti sul comprare o meno nel nostro negozio. Una comunicazione assolutamente sartoriale.

Lavoriamo infine a stretto contatto con i comparatori, strumenti che possono essere plasmati sulle specifiche esigenze dei clienti. Rimane fermo un punto: iPhone 12 è “veloce che è una meraviglia”, come recita l’Apple Store, ma occorre essere più veloci per intercettare le esigenze dei potenziali acquirenti.

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Facebook Rights Manager for Images: cos'è e come funziona

Facebook introduce il Rights Manager for Images e lo fa per garantire protezione e assicurare il rispetto del copyright ai content creator. Si tratta infatti di un tool interno alla piattaforma pronto per analizzare e verificare l’autenticità delle immagini postate. Dopo la pubblicazione inoltre, può monitorare la condivisione dei contenuti rintracciando anche possibili embedded su siti o piattaforme esterne a Facebook o Instagram.

Come funziona Right Manager for Images

Con Right Manager for Images, tutte le grafiche presenti verranno così controllate e verificate. Come attivarlo per i propri profili? In primis occorre iscriversi al tool utilizzando la pagina Facebook dedicata. Dopo pochissimi click, basterà inoltrare una copia di tutte le immagini che si desiderano proteggere e un file in formato CSV con i metadati relativi alle stesse. I contenuti indicati vengono inseriti in una Reference Library, una sorta di banca dati.

Con l’introduzione di questo tool, content o editor di post social avranno la possibilità di controllare lo status e l’autenticità dei propri contenuti e la loro circolazione. Una funzione molto importante soprattutto per chi decide di utilizzare Facebook per promuovere la propria realtà con inserzioni e pubblicità.

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Come agire in caso di furto di contenuti

In caso di furto di immagini non autorizzato, di condivisione furtiva o di errato utilizzo dei contenuti, il proprietario delle immagini può subito rivendicare con il Right Manager for Images la proprietà e chiedere a Facebook o Instagram di bloccarne la diffusione con una semplice richiesta di rimozione. Una valida alternativa resta quella di chiedere al “ladro” di immagini di inserire il tag o di citare l’autore prima di procedere alla cancellazione diretta.

Tutti i content o editor possono inoltre stabilire in fase iniziale, ovvero durante il caricamento delle immagini coperte da copyright, in quale nazione o paese specifico intendono esercitare il controllo della pubblicazione.

Le ultime news da Facebook

Restando collegati al tema tanto delicato della proprietà intellettuale delle immagini su Facebook, è importante menzionare che solo recentemente il gigante dei social network ha stabilito e comunicato che: non c’è più un limite testuale del 20% da rispettare nei contenuti grafici da postare. Un messaggio rivolto a tutti i social media manager o inserzionisti in azione che potranno ora studiare contenuti con una presenza di testo maggiore. Facebook proverà a garantire loro la stessa valenza rispetto a quelli creati solo con l’inserimento di immagini o foto.

Arriva sempre dal social di Zuckerberg la novità del momento legata alle videochiamate con Messenger. Sono state introdotte nuove features ed è stata attivata la modalità di condivisione dello schermo anche da mobile. Non è tutto, a disposizione degli utenti l’opzione Watch Together: ogni partecipante alla videocall potrà selezionare una serie di contenuti da mostrare direttamente a tutti gli ospiti in visione. Basti pensare che con questa modalità in una Messenger Room (che può ospitare e connettere contemporaneamente 50 persone), si potranno visualizzare insieme film, serie tv, documentari o live stream attivi in quel momento.

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Covid 19 e advertising su Google: uno sguardo

Quanto il Coronavirus sta impattando sulle campagne PPC oltre che sulla nostra routine quotidiana?

Uno sguardo dettagliato sull’impatto che il virus sta avendo sull’ADV online. Come cambiano le ricerche keyword in Italia

Eh sì, siamo ancora alle prese con il Coronavirus e i suoi effetti sulla società e sul mercato. Dopo avervi parlato di smartworking e di effetti del trending topic sulle vendite online (per ora, ancora non definitivi), abbiamo deciso di parlarvi dei primi risultati sulle ricerche degli utenti e sulle campagna di advertising online.

Gli effetti della malattia, ormai evoluta a forma di Pandemia secondo l’OMS, stanno impattando diversi aspetti della nostra quotidianità. I più immediati e visibili riguardano, ovviamente, il rispetto del decreto legge del 9 Marzo 2020, che impedisce alle persone di effettuare spostamenti non necessari e promuove tutte le forme di telelavoro, tra le varie cose, e il nuovo decreto Cura Italia, che servirà a sanare le economie in crisi del nostro paese.

Ma la nostra quotidianità è composta anche da azioni e attività online: momenti di svago, come la visione di film e serie tv, ma anche di approfondimento e lavoro o studio, e anche necessità quali ricerche e acquisti. Tutto ciò si riflette sulla pubblicità e sulla promozione che brand e aziende svolgono (più o meno parzialemte) online.

Il che ci porta alla domanda centrale dell’articolo: come sta cambiando l’ADV ai tempi del Coronavirus?

INDICE

Le ricerche ed inserzionisti secondo Wordstream

Le persone restano più tempo a casa e per la prima volta abbiamo la possibilità di seguire l’evoluzione di una pandemia tramite strumenti tecnologici prima non disponibili, che consentono di ricevere informazioni e update quotidiani e costanti da ogni parte del mondo.

Nuovi bisogni, nuove esigenze si stanno già verificando in questi primi periodi di malattia e quarantena forzata, e le aziende più smart stanno reagendo offrendo nuove soluzioni in risposta. Per alcuni inserzionisti, ciò significa nuove opportunità e capacità di attrarre nuovi clienti; per altri, significa perdita di posizioni di potere e crisi strategica.

Wordstream ha analizzato il comportamento degli utenti online e cosa COVID-19 sta causando nei confronti della pubblicità Pay Per Click.

Negli USA, come ovunque ormai, le ricerche di Google sono cambiate e la settimana tra il 9 e il 15 marzo 2020 le impressions degli annunci della rete di ricerca di Google è iniziata a diminuire modestamente, del 7% in meno rispetto alla media.
Una situazione certamente non rara, ma comunque inaspettata per gran parte degli inserzionisti.

Quello che sicuramente è molto diverso è il comportamento degli utenti che fanno ricerche. Mentre si riversano sulla SERP, gli utenti fanno ricerche molto differenti dal solito, il che significa che i clic non valgono la spesa pubblicitaria PPC. In pratica, con maggiore difficoltà si effettuano delle conversions.

E da quando COVID-19 è diventata un’epidemia anche negli Stati Uniti, circa tre settimane fa, infatti, il calo delle conversions è stato evidente: parliamo mediamente del 21% in meno. Ovviamente, molto dipende dal settore, poiché alcuni ne hanno anche beneficiato.

Settori economici che stanno beneficiando del Coronavirus

Non tutto il male viene per nuocere, potremmo dire. Come rivela l’analisi Wordstream, ci sono aziende le cui performance di campagne PPC stanno crescendo anche durante la pandemia.

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La crescita positiva per No profit e la Salute

Onlus, associazioni di volontariato e charities stanno effettivamente avvantaggiandosi di questo tetro momento di crisi. È facile dedurre come in questo momento in molti siano più propensi a fare donazioni per nobili cause: lo dimostrano proprio le SERP di Google. Wordstream segnala infatti:

            1. un aumento del 10% delle impressions degli annunci della rete di ricerca.
            2. un aumento del 23% delle conversioni degli annunci della rete di ricerca.
            3. un aumento del 20% nel tasso di conversione degli annunci della rete di ricerca.

Lo stesso vale anche per il settore sanitario e in generale farmaceutico e parafarmaceutico. Le ricerche in SERP dimostrano come gli utenti si siano riversati in rete per cercare farmaci, antidolorifici, e tutto ciò che potrebbe aiutarli in un periodo di difficoltà sanitaria.

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Analisi Wordstream USA

Chiaramente ciò significa facilità di successo per determinate campagne PPC, con conversioni decisamente più alte della media.

A seguire, questo trend coinvolge anche il settore cosmetico e dei prodotti di bellezza e per il benessere del corpo, che stanno ottenendo ottimi risultati, visto l’impossibilità di procurarsi in store.

Cinema, serie tv e media on demand

Siamo tutti (o quasi) costretti a casa. E cosa c’è di meglio di stare a guardare a fare binge wacthing? Quella che per alcuni era una “triste” abitudine serale è diventate per molti ora la norma – quando non una vera e propria valvola di salvezza e sfogo.

L’offerta e la promozione di serie tv, documentari e cinema on demand è decisamente schizzata alla stelle in questo periodo, e così anche la risposta degli utenti in tal senso.

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In Italia, moltissime sono state anche le aziende che hanno deciso di regalare parte dei propri abbonamenti o database agli utenti in questo periodo di crisi, sfruttando così l’occasione di farsi conoscere (e benvolere) da un pubblico ben più ampio della normale audience.

Molte iniziative gratuite a sostegno dei periodi a casa sono rintracciabili sul sito di Solidarietà Digitale.

Anche qui, l’effetto positivo si riflette sia sul settore Entertainment che su quello internet/telefonia: cosa fare a casa, come lavorare o semplicemente svagarsi senza internet?

Società di telecomunicazioni e gestori di servizi di telefonia mobile e adsl o in fibra hanno visto fiorire il numero di contratti sottoscritti.

Chi e quanto ci sta perdendo in questo periodo: i settori

L’altra faccia della medaglia, quella ovviamente più visibile e preoccupante, è relativa ai settori che sono stati colpiti in pieno dallo scoppiare dell’emergenza sanitaria.

Il primo, banalmente, è quello dei viaggi e del turismo, oggi più che mai fermo e bloccato. I viaggi aerei sono stati praticamente banditi e moltissime compagnie aeree hanno annullato centinaia di voli.

Fare ADV di viaggi e turismo è effettivamente poco redditizio in questo momento, come segnano anche i dati.

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Lo stesso vale per le attività commerciali collegate al turismo e, in generale, con il vivere e lo stare all’aperto: bar, ristoranti, pub, locali, pasticcerie, hanno dovuto chiudere i battenti così come rinunciare alle conversioni online.

Wordstream segnala una perdita del -18% delle impressions per i ristoranti e del -26% per i bar e locali. Effetto che si può solo parzialmente mitigare e sopperire con la creazione di servizi a domicilio.

Brevi consigli di sopravvivenza per chi lavora nei settori maggiormente esposti

In tempi di crisi ed emergenza o in tempi immobili, come sembrano essere questi, la cosa migliore non è battersi in ritirata ma studiare strategie di sopravvivenza e formularne di nuove per i tempi che verranno.

Quindi, il primo consiglio è, sorprendentemente, non stoppare le campagne. Staccare completamente le campagne PPC o social che avete in atto in questo momento è un grave errore e inficerà completamente la ripresa del business quando ci sarà bisogno di essere pronti e reattivi.

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Ovviamente, non ha senso puntare sul traffico nel breve periodo, che volente o nolente, sarà impossibile a effettuarsi, ma puntare sul lungo termine può essere una strategia intelligente. La situazione evolverà e probabilmente allora sarà molto alta la reazione degli utenti alla ricerca di nuovi luoghi da visitare, esperienze da vivere o posti in cui assaggiare e gustare prelibatezze. In quel momento, sarà il vostro nome e i vostri servizi a tornare utili.

Altra strategia con effetti a medio-lungo termine da attuare subito è quella di puntare sul branding. Sottolineate i punti di forza, i valori e la filosofia generale delle vostre strutture, servizi e prodotti, rafforzate e diffondete l’idea positiva della vostra azienda anche in questo difficile momento.

È il tempo giusto per fissare argomentazioni più solide nella testa di consumatori possibili e reali.

La situazione in Italia: come le ricerche Google riflettono le nostre paure

Come sta andando la pandemia in Italia? Come si comportano gli utenti online?

Come ben sanno gli analisti SEO, il numero di ricerche legate all’immaginario del virus è incrementato sempre di più ed è un chiaro segnale dell’attenzione società/mass media nei confronti di alcuni termini, nonché delle intenzioni di acquisto di alcuni utenti.

Ecco l’andamento di keyword come Amuchina, Wuhan, mascherine, come rivela il Keyword Planner di Google:

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Interessante vedere come la parola Wuhan dopo il boom di Gennaio e Febbraio stia retrocedendo, mentre invece tra le parole chiave ad alta concorrenza siano entrate in gioco “mascherine ffp3” o “amuchina gel Amazon”:

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Non ci resta che attendere nuove notizie, sperando che siano rassicuranti, e continuare a lavorare per i nostri obiettivi – naturalmente, da casa.

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Smart working ai tempi del Coronavirus

Una guida Socialware su come sfruttare al meglio il lavoro da casa durante il Coronavirus

COVID-19 sta facendo del lavoro a distanza una nuova norma

Con la diffusione del Coronavirus, eventi annullati e un crollo del mercato azionario non sono le uniche cose che incidono sulle aziende. Un numero imprecisato di lavoratori, in tutto il mondo, si sta adattando per rimanere a casa. Gli uffici stanno correndo ai ripari per trovare modi per adattarsi rapidamente alle operazioni da remoto.
Twitter ha detto a tutti i suoi 5.000 dipendenti di lavorare da casa. Il CEO di Apple, Tim Cook, ha inviato un promemoria per incoraggiare gli impiegati a non entrare, e l’azienda si è impegnata a limitare la “densità umana” nei negozi. La città di Seattle ha annullato le riunioni e ha detto ai suoi oltre 12.000 dipendenti di seguire le nuove Linee guida COVID-19 sulle modalità di lavoro alternative della città. I brand nazionali di abbigliamento hanno chiuso i loro punti vendita in tutta Italia già prima dell’emanazione del decreto del 12 marzo. Questo tipo di misure di sicurezza si sta diffondendo in innumerevoli agenzie, poiché i professionisti della pubblicità hanno, fortunatamente, la possibilità di poter lavorare dovunque. Se non sei abituato a lavorare da casa, all’inizio può sembrare una vacanza. L’opportunità di saltare il pendolarismo stressante e stendersi sul divano con un laptop sul petto è davvero gloriosa. Ma anche il lavoro a distanza può essere isolante e pieno di distrazioni. Per rendere il lavoro da casa più efficace e divertente, abbiamo pensato di scriverti alcuni consigli.

Attenersi al programma

Un grave ostacolo, quando si lavora a casa, è la procrastinazione. Nel comfort di casa tua, all’improvviso hai l’impulso e l’energia di fare cose che ti distraggono dal lavoro: pulizie di primavera degli armadi, pulizia del frigorifero, lavaggio delle finestre, organizzazione delle tue foto, e tutto ciò che non puoi fare mai e che faresti per il solo fatto che sei a casa. Può essere allettante mescolare il tempo in ufficio con le faccende domestiche quando il bucato è proprio lì, soprattutto se la giornata non è ostacolata da riunioni e scadenze. Se lavori relativamente da solo, senza che nessuno controlli le tue ore, il trucco per evitare la procrastinazione è quello di essere il tuo capo. Imposta il tuo orario di lavoro, le scadenze e le pause e attieniti ad esse come la colla. Se hai problemi di messa a fuoco ed inizi a sentirti andare alla deriva, ti suggeriamo ti fare una pausa. Prendi un caffè, alla finestra di casa (se il tempo permette), in modo da poter tornare al lavoro più energico. Imposta un timer per intervalli di 10-15 minuti, ti aiuterà. Angolo studio in casa

Crea un ufficio in casa

L’unico modo per separare l’attività lavoratica da quella familiare, è ricreare un piccolo ufficio in un angolo della casa. Una scrivania con sedia comoda, dove internet arriva senza problemi così come l’elettricità. Un modo per impedire che il lavoro si impadronisca di tutta la casa è proprio quello di non spargere per tutta casa materiali lavorativi. Non dimenticare le comodità. Rendi la tua sedia confortevole con dei cuscini. Ascolta musica di sottofondo se sei abituato a farlo e ti aiuta ad isolarti dal resto della casa. Sfrutta il televisore come secondo schermo. Crca di tenere il tuo pc all’altezza del tuo sguardo per non affaticare il collo. Applica in casa gli stessi accorgimenti che usi in ufficio. E in questo caso specifico, ricorda di disinfettare tutto una volta terminato il lavoro con una soluzione alcoolica.

Usa la tecnologia a tuo vantaggio 

Il telelavoro semplicemente non sarebbe possibile senza Internet, ma è reso più funzionale e divertente grazie a tecnologie come Slack (per chattare con il tuo team), Google Hangouts e Skype (per conversazioni faccia a faccia rapide) e conferenze remote strumenti come Zoom, Whereby e Obs (per riunioni con più partecipanti). Noi di Socialware ci affidiamo prevalentemente alla Suite di Google, già in ufficio. Una combinazione di strumenti davvero semplici che ci hanno consentito di lavorare da casa molto più facilmente. Ogni mattina inizia la tua giornata con una teleconferenza in cui ognuno riporta le attività da svolgere nella giornata. Puoi riportare il tutto in un foglio di Google Sheets oppure attivare un altro strumento come Harvest. Qui potrai inserire i vari progetti a cui il team si sta dedicando e impostare un monte ore. Inoltre, puoi aggiungere le varie attività da svolgere per ciascun progetto. In questo modo, ogni giorno, il tuo team può cronometrare le proprie attività e tu puo controllare il lavoro svolto.

mascherina e disinfettante per casa socialwareNon ti isolare completamente 

Il giornalista venezuelano José González Vargas ha lavorato da casa fino a poco tempo fa e ha dichiarato via Twitter che mentre amava la comodità di lavorare sul suo divano, odiava la “mancanza di contatto umano” e “un ambiente pieno di distrazioni diverso da quello che ti costringe a concentrati sul tuo lavoro. ” Purtroppo siamo costretti a lavorare da casa pertanto cerchiamo di trarre ispirazione dagli spazi che ci circondano. Cambia la tua posizione in base ai tuoi obiettivi. Usa diversi spazi come spunti per ciò che devi realizzare. Siediti al tavolo della cucina se devi scrivere. Spostati vicino alla macchinetta del caffè per inviare un’e-mail e poi sorseggiarlo subito dopo. Il vantaggio è che puoi modificare il tuo ambiente a tuo piacimento. Ti possiamo suggerire di programmare il tempo di lavoro per tutta la settimana, in modo da saper a monte cosa fare e poter star tranquillo in caso di imprevisti.

Risorse gratuite sul web

Lo smartworking non è solo lavoro. Non recandoti fisicamente in un luogo, risparmierai tempo che puoi dedicare alla cura del tuo corpo o della mente.
Sicuramente avrai comprato libri che non hai avuto modo di leggere. Qualche libro formativo. Tanti i temi: Seo, Ecommerce, Social marketing, Copywriting, etc. Ora è arrivato il momento di farlo.
Non solo, online sono fruibile tantissimi contenuti che solitamente trovi a pagamento. Il governo ha istituito un sito per la solidarietà digitale in cui ha raccolto tutti i servizi offerti da grandi e piccole imprese. Dalla connettività, all’e-learning, passando per l’editoria e i servizi d’intrattenimento.
E se non fosse sufficiente, anche il mondo dei social si è mobilitato. Gli influencer, capitanati da Chiara Ferragni e suo marito Fedez, hanno fatto partire delle raccolte fondi per sostenere gli ospedali italiani. Tanti specialisti del settore, più o meno conosciuti, hanno offerto i loro servizi gratuitamente alle imprese che hanno dovuto fermare la loro attività. Consigli di comunicazione piuttosto che strategie, per affrontare questo periodo e tenersi pronti per la ripresa.
Sono nate anche pagine Facebook in cui tutti possono postare video formativi sull’utilizzo di strumenti e piattaforme digitali piuttosto che strategie di comunicazione, gestione della crisi e social marketing.

Conclusioni sullo smartworking

Cogli questa occasione come un’opportunità per mostrare a bambini, partner o coinquilini cosa in realtà fai tutto il giorno quando sei normalmente in ufficio. Blocca un’ora a metà giornata per pranzi sani o far movimento in casa. Lavorare da casa consente un livello di auto-cura che è spesso impossibile in un ufficio. Questo è un’occasione per recuperare il tempo che ti è sempre mancato. Usa questo tempo non solo per affrontare i tuoi compiti attuali ma anche per andare avanti con incarichi futuri. È anche un buon momento per prestare attenzione a quanto tempo impieghi per completare i progetti a casa. Se è notevolmente più veloce, porta questa conoscenza al tuo capo e fai una richiesta per lavorare da casa più spesso.
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Qual è il momento migliore per pubblicare su Instagram?

Quando pubblicare su Instagram per ottenere maggiore visibilità?

Esiste il momento giusto per pubblicare su Instagram?

Se non ti sei mai chiesto “Qual è il momento migliore per pubblicare su Instagram?” allora non hai mai vissuto la vita di un vero Instagrammer. Tutti i Social Media Manager si sono chiesti almeno una volta nella vita quando pubblicare un post su Instagram per ottenere la massima visibilità. Con questo articolo di Socialware ti voglio dare la risposta che probabilmente non ti ha mai dato nessuno. Scopriamola insieme. Innanzitutto, mentre ci sono alcune regole generali che si applicano per cercare il momento migliore per pubblicare, gli intervalli esatti differiranno sempre da marchio a marchio. Scopriremo che l’orario di pubblicazione riguarda il settore, il pubblico e anche il singolo profilo di cui ci stiamo occupando.

Linee guida generali riguardanti il ​​momento migliore per pubblicare su Instagram

5 regole per ottenere visibilità su Instagram

Tieni presente che le linee guida generali relative ai periodi migliori per pubblicare su Instagram non ti daranno la massima precisione ma offriranno un buon punto di partenza. Senza stressarti troppo, sarai in grado di aumentare la tua portata e quindi ricevere più like, commenti e salvataggi. Sì, è il modo più rapido e semplice per ottenere il massimo dai tuoi sforzi. Secondo un’infografica creata dal noto esperto di social media Neil Pate, i contenuti condivisi su Instagram durante le ore di lavoro sono molto meno propensi ad ottenere tassi di coinvolgimento più elevati. Pertanto, pubblicare un post all’ora di pranzo o esattamente dopo che il tuo pubblico abbia smesso di lavorare sono momenti perfetti per condividere i tuoi post su Instagram. Bisogna precisare che non esistono le 5, 4 o 3 regole per ottenere maggiore visibilità. Quello che ti posso consigliare è di analizzare i dati del tuo pubblico anche ogni settimana. Questi possono cambiare in base alla variazione del pubblico (aumento o diminuizione), ai periodi dell’anno, alle festività e stagionalità.

Pubblicare tutti i giorni per ottenere maggiore visibilità

Quando si tratta dei giorni migliori per pubblicare su Instagram, a quanto pare lunedì e giovedì sono i giorni che attirano maggiormente il coinvolgimento secondo una serie di articoli pubblicati sul web. tanti altri consigliano di pubblicare tutti i giorni anche un paio di volte al dì. E il contenuto di valore che fine fa in questo caso? Lascio libera considerazione a te. Come avrai già capito, le fasce orarie specifiche differiranno in base al tuo pubblico di destinazione. Questo spiega perché il più delle volte la ricerca mostra prove e consigli contrastanti. E ci porta alla prossima idea: invece di cercare quali sono i momenti migliori per pubblicare su Instagram, perché non ricercare il metodo per scoprire come fissarli? Sono certa che me lo avresti chiesto, per cui ho ti anticipo nelle prossime righe con la soluzione alle tue perplessità.

Come scoprire il momento migliore per pubblicare il tuo post?

Il metodo che ti presenterò in seguito è stato completamente testato da me negli ultimi anni. sicuramente penserai che col passare degli anni anche Instagram è cambiato molto e il metodo risulterà obsoleto già mentre lo starai leggendo. Il mio metodo è ancora valido come non mai e ti dimostrerò che funziona davvero ancora oggi.

Come capire quando pubblicare?

Per arrivare alla risposta migliore a questa domanda ho analizzato i post di 10 settori totalmente diversi tra loro per circa un anno. I dati principali riguardavano in primis il coinvolgimento seguiti da palette di colori, copy, call to action e hashtag. A queste variabili sono da aggiungere tempo di pubblicazione e pubblico di primario interesse. Non bisogna dimenticare il numero dei followers e dei profili seguiti, dati fondamentali per il calcolo dell’engagement. Il dato assoluto è che i post pubblicati tra le 7 e le 9 del mattino hanno ricevuto il più alto tasso di coinvolgimento. Questo però andrebbe contro quanto detto prima. Non esiste l’orario perfetto di pubblicazione è tra le risposte che do più volte al giorno a chiunque. Quindi? Cosa non va? Come trovare il metodo per individuare l’orario perfetto?

Il metodo infallibile per pubblicare nell’orario giusto

Bisogna dividere due casi: un profilo appena nato e un profilo con uno storico di pubblicazione. Quando abbiamo un profilo appena creato i tempi di analisi si allungano un po’. I primi 21 post circa devi programmarli in orari totalmente diversi gli uni dagli altri. Fondamentale è che gli orari non si ripetano, a maggior ragione nelle stesse giornate, per poter vedere come reagisce il tuo pubblico. Se il tuo profilo aziendale invece presenta uno storico di pubblicazione, puoi effettuare un’analisi mobile dall’app Instagram in “Dati statistici” nella sezione “Attività”. In alternativa, come faccio io, puoi aprire il tuo “Creator Studio” dal Business Manager. Troverai “Dati statistici” e poi “Pubblico” come nella versione mobile. Scorrendo verso il basso, vedrai la sezione “Dove sono i tuoi follower su Instagram“. Qui sono indicati i giorni e gli orari in cui i tuoi followers sono più attivi. Se analizzerai questo grafico costantemente e pubblicherai i tuoi post negli orari e nei giorni indicati, sarà impossibile sbagliare. orari-pubblicazione-instagram

Pubblicare post su Instagram nel weekend

Come abbiamo visto, i tempi ottimali per la pubblicazione dipendono anche dal giorno della settimana. Questo non è difficile da capire. analizza te stesso. Durante il fine settimana il tuo comportamento di visualizzazione di Instagram potrebbe essere diverso dai giorni feriali. Attenzione però. Il momento migliore per pubblicare di sabato potrebbe anche essere diverso dal momento migliore per la domenica. Tutto dipende dal comportamento e dalle routine del pubblico di destinazione.

Quando non pubblicare su Instagram: ora e giorno

Bello pensare al momento migliore per pubblicare su Instagram, ma possiamo anche identificare il momento peggiore per pubblicare su Instagram? Il metodo di investigazione è sempre lo stesso ovviamente. Solo, invece di concentrarti sulle ore con il massimo coinvolgimento, guarderai le ore di pubblicazione che offrono il minor coinvolgimento ai tuoi post. Sarebbe possibile trovare il tuo giorno migliore per pubblicare su Instagram? Certo, perché no? Prendi semplicemente i dati di pubblicazione per tutti i tuoi post storici e crea un grafico che ti aiuti a capire il tuo “giorno migliore”. Non sarà difficile vedere quale giorno della settimana risalterà dal grafico e dovrebbe coincidere col giorno della settimana migliore per pubblicare ogni settimana su Instagram. Ancora una volta, tutto dipende dalla tua specifica base di followers.

Conclusione

Ora è il momento di programmare tutti i tuoi post col Creator Studio negli orari e nei giorni che hai identificato come i migliori per il tuo profilo Instagram Business. Sperimenta non solo su ora e giorno. Prova colori differenti. Concentrati sui contenuti e dai respiro ai tuoi post. Parla con la tua community. Non mettere un muro cristallino tra voi. E poco dopo analizza i dati. Tutti i tuoi sforzi insieme ti porteranno i risultati sperati.
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User Generated Content, come usarli per aumentare la brand awareness

Far crescere la brand awareness, imporsi come qualcosa di più del classico “leader di mercato”, rendere solida la propria web reputation è uno dei pallini di tutti i brand e le aziende. Questo perché avere una brand awereness riconoscibile e affermata significa avere un rapporto esclusivo con il proprio target e assicurarsi una quota di vendite sicure per i propri prodotti.

Uno dei modi per accrescere e rinforzare la brand awareness è quella di avere una fanbase solida e reattiva, che segue il brand e che spontaneamente produce dei contenuti al riguardo, i cosiddetti user generated content.

Che cosa sono gli UGC

Di user generated content si parla almeno già da lontano 2005, quando gli utenti hanno iniziato a postare liberamente contenuti sul web. Molti di questi contenuti erano proprio testi, foto e brevi video relativi a quello che acquistavano, sceglievano e desideravano. Questo significava tirare in ballo direttamente aziende e brand, taggandoli, commentandoli e in generale diffondendo contenuti liberi su di essi. Contenuti che scatenano un tam-tam comunicativo e un passaparola incontrollato sul brand.

Adesso sembra quasi scontato e naturale postare instagram stories che contengono, ad esempio, l’ultimo paio di Nike che abbiamo comprato, o commentare con un video divertente la nostra ossessione per i Nutella Biscuits, ma questo comportamento era decisamente nuovo per l’epoca in cui sono comparsi. Sin dall’inizio, però, gli UGC sono stati oggetto dell’interesse dei brand, che hanno compreso che potevano essere dei potenti strumenti di marketing.

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Caratteristiche degli user generated content

È difficile definire a monte un contenuto pressoché spontaneo e non controllabile, ma possiamo rintracciare alcune importanti caratteristiche che aiutano a utilizzare poi al meglio gli UGC:

  • accessibile: il contenuto viene pubblicato dall’utente in modo completamente pubblico, nel posto (sito, blog, social) in cui preferisce, e poi è compito del brand trovare il modo per recuperare e valorizzare tutti i contenuti;
  • autonomo: la forma dell’ugc è quasi sempre priva di regole preimposte, e quand’anche il brand decidesse di porre delle regole, non è detto che l’utente le segua e rispetti;
  • libero: caratteristica principale degli UGC è la loro completa libertà, il fatto da scaturire dalla libera volontà/desiderio degli utenti di interagire con il brand. Ne deriva che gli UGC non possono essere pagati né sottostare a stringenti logiche di guadagno, altrimenti perderebbero la loro forza.

Perché gli utenti condividono contenuti spontanei sui brand?

Capire per quale motivo gli utenti condividono contenuti aiuta a capire che tipo di UGC possiamo aspettarci.

Le statistiche (dati CoSchedule) parlano di un 49% nati con lo scopo di informare altri utenti, magari ponendo la propria opinione all’attenzione di altri utenti affini, consigliando loro un prodotto o criticandolo apertamente.

Altri dati, invece, dichiarano che, in generale, il 78% degli utenti online condivide le informazioni per rimanere in contatto con la propria cerchia, mentre il 69% lo fa per sentirsi parte del mondo circostante.

Perché usare gli UGC in una strategia di marketing

Tra gli UGC più celebri e autorevoli ci sono le recensioni e le reviews. Gli utenti sono sempre più attenti alle forme di pubblicità online e poco propensi a credere a quello che il brand auto-afferma e auto-veicola su di sé.

I modi per difendersi da una comunicazione imposta dall’alto e nettamente di parte sono svariati, ma ascoltare quello che dicono (scrivono, postano, fotografano…) gli utenti autentico è decisamente il migliore.

Questo spiega il successo di siti come TripAdvisor, nato dalla condivisione di recensioni degli utenti in fatto di viaggi, ristoranti, hotel, ecc. Questo spiega anche perché è importante avere un sistema di recensioni nel proprio ecommerce e cercare il più possibile di raggiungere buoni livelli di reviews nei marketplace. Insomma, quando dobbiamo acquistare qualcosa, ascoltare l’esperienza di altre persone nella nostra situazione o in situazioni simili ci rassicura, aiuta nella scelta e impedisce, talvolta, di commettere degli errori.

Ecco un’immagine riassuntiva che testimonia quanto gli UGC influiscano sul trust score di un brand (dati Olapic condotto negli USA):

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Come impiegare gli user generated content nel web marketing aziendale

E tutto questo riassume perché gli UGC sono importanti e perché possono essere uno strumento davvero efficace in una strategia di digital marketing. Ma come fare a utilizzare dei contenuti che per definizione sono liberi da regole e spontanei? Esistono diversi casi di successo rimarchevoli al riguardo: strategie di marketing che hanno saputo guidare l’entusiasmo del popolo della rete per veicolare dei contenuti a supporto dei propri servizi e prodotti.

Innanzitutto, è possibile iniziare a tracciare e raggruppare gli UGC che gli utenti condividono spontaneamente sul brand, taggandolo o utilizzandolo negli hashtag. Dotarsi degli strumenti per rintracciare questi contenuti (google trends, tool di social marketing) è fondamentale.

Dopodiché, bisogna passare all’analisi degli UGC: leggere, comprendere e organizzare questi contenuti, attuando attività di web monitoring e social listening, comprendendo cosa gli users dicono, come parlano dei prodotti, cosa elogiano e cosa invece criticano, in modo tale da poter creare una strategia di comunicazione e marketing che riprenda questi elementi.

Un modo per ottenere dei UGC senza ottenere un effetto boomerang è quello di stimolare direttamente l’engagement degli user attraverso domande dirette, sondaggi, quiz e Call To Action che attraggano la loro attenzione, curiosità e azioni. Per far in modo che le persone partecipino alle iniziative lanciate dal brand, è importante capire cosa sta davvero a cuore degli utenti, accettando anche che potrebbe essere ben lontano/diverso da quello che il brand ha già autonomamente progettato e vorrebbe mettere in mostra in primis.

Ideare un hashtag per invitare all’azione, ingaggiare un influencer che dia il via ai giochi e agli UGC, creare un contest che popoli un certo tipo di contenuti, possono essere modalità di ingaggio degli users.

Case history made in Italy

In questo senso, i case studies di successo, non mancano e sono individuabili in tutto il mondo.

Uno su tutti, completamente italiano, dal successo incontrastato e citato nei libri di marketing, è rappresentato dal Mulino che Vorrei del Mulino Bianco: una immensa piattaforma in cui vengono postate ricette create dagli utenti con i prodotti del brand, ma anche vengono interpellati direttamente con quiz e sondaggi, e vengono invitati a condividere opinioni e punti di vista su ciò che Mulino Bianco produce e commercializza.

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Questo ha creato una community fortissima intorno al brand che ne sostiene le attività e ne rafforza la potenza online, assicurandone un riscontro in termini commerciali per i nuovi prodotti e iniziative, guidando sapientemente le attività di marketing e le strategie finali.

Se vuoi implementare una strategia di content marketing e utilizzare gli user generated content, contattaci. Saremo lieti di costruire con te le attività più adatte alla crescita della tua azienda!
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Google lancia un nuovo formato di ricerca per abbigliamento

Google cerca di facilitare le query dell’e-commerce

Google continua a farsi strada nel facilitare le query di e-commerce, questa volta tramite un nuovo formato di risultati di ricerca appositamente progettato per visualizzare query relative all’abbigliamento. google_ecommerce_search_socialware_1 Come spiegato da Google: “Da oggi inizierai a vedere vestiti, scarpe e accessori da tutto il Web in un unico posto ovvero su “Cerca sul tuo dispositivo mobile” in modo da poter navigare facilmente in molti negozi e marchi diversi contemporaneamente”. Come puoi vedere nell’esempio sopra, il nuovo processo mirerà a facilitare meglio le query e-commerce raccogliendo prodotti popolari da vari fornitori e mostrandoli fianco a fianco in una raccolta. Ciò renderà più semplice il confronto tra gli utenti. “Gli utenti possono filtrare per stile, reparto e tipo di dimensione o guardare più immagini di un prodotto. E se vuoi saperne di più o sei pronto per l’acquisto, puoi facilmente visitare il sito Web del negozio.” Il formato di visualizzazione è in qualche modo simile al processo “Shop the look” di Pinterest, che fornisce elenchi di articoli simili che gli utenti possono sfogliare sotto ogni dato Pin. shop_the_look_socialware_2 L’opzione di Google si basa su query di testo, non su elementi visivi, ma il processo è essenzialmente lo stesso: fornisce un modo semplice per confrontare gli elenchi online e trovare gli articoli che ti piacciono.
Pinterest è probabilmente uno dei principali sfidanti che Google sta cercando di respingere con questa opzione. Benchè la ricerca su Pinterest risulta di granlunga inferiore rispetto a quella su Google, se ogni piccolo sfidante come questo portasse via il traffico di ricerca, anche con Facebook/Instagram, ci sarebbe da correre ai ripari. A maggior ragione se stanno cercando di espandersi nell’eCommerce e Amazon continua ad espandersi, ha senso che Google cerchi di consolidare le sue funzionalità principali.
Ad ogni modo, non è solo un gioco difensivo ma soprattutto una progressione logica per l’azienda dato che ha già tutte queste informazioni che fluiscono nei suoi sistemi.

Google e Pinterest: chi copia chi?

Ci risulta che non sia la prima volta che Google “copii” i layout di Pinterest. Nel 2018, ad esempio, Google ha lanciato un layout di ricerca di immagini aggiornato, che utilizza un formato simile a Pinterest, che include schede di ricerca contestuali aggiuntive nella parte superiore dello schermo (come la “Ricerca guidata” di Pinterest) per aiutare a perfezionare ulteriormente la query. pinterest-google-shopping-layout-socialware Nell’ottobre dello scorso anno, Google ha anche lanciato un nuovo strumento  che sostanzialmente replica la capacità di ricerca visiva di Pinterest, offrendo corrispondenze di prodotto pertinenti basate su un’immagine acquisita tramite Google Lens come lo strumento Lens di Pinterest. Google_Style_Ideas_socialware4 Nel febbraio dello scorso anno, in vista dell’IPO di Pinterest, abbiamo notato che una delle principali sfide della piattaforma verrebbe probabilmente da Google. Infatti, quaest’ultimo non ha accettato l’attenzione crescente dell’eccommerce di Pinterest, in particolare i tentativi di ribaltare Google in termini di ricerca visiva. Ancora una volta, i numeri degli utenti di Pinterest non sono in alcun modo vicini a turbare l’utilizzo complessivo di Google ma risulta sufficiente per innescare nel gigante della ricerca una preoccupazione più intensa.

Google Shopping si conferma l’esperienza più completa del web

Google ha la capacità di creare esperienze di ricerca più complete. L’esempio è in questo nuovo processo di acquisto che collegherà gli utenti ad una scelta più ampia, a più prodotti da acquistare e probabilmente renderà Google un hub più utilizzato per l’evoluzione dei processi dei consumatori. In sostanza, mentre Pinterest sta cercando di migliorare la ricerca nell’ecommerce, Google sta sintonizzando e perfezionando i suoi prodotti in modo che corrispondano a ciò che Pinterest può offrire e anche di più. Dal punto di vista del prodotto di base, gli sviluppi di eCommerce di Google hanno un senso ma dal punto di vista della difesa del suo territorio, è difficile immaginare che Google stia perdendo a lungo termine.
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Storie di Instagram: come creare storie professionali per la tua azienda

Instagram Story per le aziende: ecco come attirare il tuo pubblico

Instagram con 500 milioni di utenti in tutto il mondo è in forte espansione e lo stesso si può dire di una delle loro ultime novità: le storie di Instagram. Una storia è un post immagine o video, disponibile solo per 24 ore.
Ma perché tutto questo dovrebbe interessarti?
Perché un terzo delle storie di Instagram più viste sono proprio quelle delle aziende. Vien da sé che qualsiasi azienda può trarre vantaggio dalle storie, in quanto rappresentano un’opportunità per visualizzare e spiegare in dettaglio prodotti e servizi senza rendere il profilo troppo pubblicitario.
Al giorno d’oggi, è importante apparire professionale per qualsiasi attività commerciale in ogni circostanza, anche sui social (In questo articolo abbiamo parlato di Instagram Marketing B2B). E per creare storie professionali e in linea con il proprio brand, devi trovare una soluzione adeguata… uno dei migliori strumenti a tale scopo è sicuramente Canva, grazie al quale sarai in grado di creare storie dall’aspetto professionale e in più, potrai ispirarti ai loro modelli già pronti per farti venire delle idee.

Canva: lo strumento per creare storie di Instagram

Con Canva puoi creare storie bellissime usando un template già pronto partendo da zero. Puoi aggiungere immagini, testo, adesivi e tutto ciò che ti piace e puoi persino personalizzare i tuoi video. Interessante, vero?
I vantaggi derivati dall’utilizzo di Canva, dal tuo computer o tramite l’app, sono molto molteplici per la tua azienda, tra cui:

  • l’immagine del tuo brand rimane coerente, utilizzando i colori, il logo e lo stile distintivo della tua azienda in modo sistematico.
  • È probabile che l’engagement dei tuoi follower migliorerà e che ne acquisirai di nuovi.
  • È gratuito e facile da usare.
  • Ti faranno i complimenti per la tua dimestichezza con il design.
  • Non hai bisogno di un grafico e puoi davvero fare tutto il lavoro da solo.

Abbiamo testato le funzionalità di Canva per creare storie di Instagram e siamo rimasti positivamente sorpresi!
È così semplice: devi solo accedere al tuo account Canva gratuito (o registrarti se non ne hai uno) e selezionare il modello di storia più adatto alle tue esigenze.
E poi inizia il divertimento! Con l’intuitiva funzione di trascinamento, puoi rimuovere facilmente elementi, aggiungerne di nuovi e persino utilizzare le foto della gallery.
Poi se decidi di utilizzare Canva dal tuo desktop, puoi semplicemente caricare il post sul tuo account Instagram tramite Creator Studio (come abbiamo spiegato in questo post).

E se vuoi creare storie dal tuo smartphone?

È qui che la più recente applicazione Canva è utile, si chiama Stories & Video Maker di Canva (per adesso è disponibile solo per dispositivi iOS). Con questa app non solo sarai in grado di personalizzare le tue foto o utilizzare uno dei modelli predefiniti per le tue storie, ma sarai anche in grado di modificare i video. La possibilità di modificare i video ti permette di sfruttare appieno la potenza dei contenuti video in termini di interazioni.
Nel caso in cui tu abbia un dispositivo Android, puoi comunque creare bellissime storie di Instagram usando l’app di Canva standard dove troverai tutti i modelli disponibili sul desktop.
Per concludere, Canva è un ottimo strumento che ti apre le porte alle storie di Instagram, la cui importanza non può essere ignorata: vedrai come il tuo account aziendale acquisirà più engagement e follower.