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Automotive e la Lead Generation sui Social Network

Attività di Lead generation, “motore” trainante nel mercato dell’automobile

Negli ultimi anni il digital marketing nel settore dell’Automotive è diventata professione molto ricercata nel nostro paese, anche perché ormai da decenni il mercato dell’auto è uno ei settori trainanti dell’intera economia Italiana. All’interno di una Digital Strategy completa e complessa, una delle attività di marketing più praticate nel settore è sicuramente quella della Lead Generation (o Generazione di contatti), pratica multicanale che nel mercato dell’auto ha sempre garantito risultati confortanti. Lo sappiamo. In passato gli utenti in cerca di una nuova auto si recavano dal rivenditore più vicino, per farsi consigliare il modello migliore secondo le proprie esigenze. L’utente attuale invece, grazie al web, consulta diverse proposte disponibili online e sui social network prima di far visita in show room. Quindi, oggi più che mai, “l’appuntamento” col potenziale acquirente avviene online o sui social media. Qualsiasi rivenditore di auto ha capito che i conti sull’investimento in pubblicità tornano meglio se l’utente viene subito messo nelle condizioni di fissare un incontro online o farsi contattare.

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Implementare una strategia di Lead Generation consente di acquisire in maniera diretta quei pochi (e mirati) dati di coloro che hanno già mostrato un certo interesse nei confronti di un nostro modello di auto in vendita o a noleggio. Il punto di forza consiste nel fatto che, come le altre strategie di Inbound Marketing, è il cliente interessato a lasciare quasi spontaneamente i propri dati per essere ricontattato, senza essere bersagliato da messaggi di advertising continui ed ossessivi. I vantaggi di una buana strategia di Lead Generation per un dealer di auto, dà spazio anche a una serie di altri benefici che ricadono positivamente su altre strategie di marketing (mail, advertising ecc.). Se i Lead raccolti vengono ben profilati, anche nel caso non dovessero trasformarsi immediatamente in un cliente, avremo la possibilità di lanciare campagne di remarketing per coinvolgere nuovamente l’utente attraverso altri canali. Tali azioni di remarketing però, andranno pianificate nei tempi e modalità ben precise, poiché l’utente ci avrà lasciato il suo contatto nel momento in cui è veramente propenso a tale spesa – anche economicamente – e manifesta l’intenzione di acquistare o noleggiare un’auto nel breve periodo.

“Bene Francé … ma come mi consigli di iniziare?”

Questa è una delle domande che viene posta molto di frequente. Vi sono diverse modalità per fare Lead generation, sia attraverso contenuti organici – penso alle attività di blogging – che attraverso campagne a pagamento. In ogni caso, si presuppone che la concessionaria disponga di un sito web ben strutturato, con una serie di elementi di inbound marketing ( landing page e moduli di registrazione su tutti) che agevolino il più possibile la generazione di contatti. Dunque una serie di impostazioni tecniche onsite ben studiate e implementate. Ecco perché, in questo articolo ci soffermeremo una delle modalità più semplici ed interessanti per iniziare: le campagne sponsorizzate di Lead Generation su Facebook ed Instagram. Metodo “Interessante”, perché consente al dealer di fissare appuntamenti telefonici o in showroom direttamente sui social tramite interazione con inserzioni sponsorizzate, senza portare l’utente fuori dal social network. Si cerca di giocare anche sull’appeal che il social network riscuote tra gli utenti rispetto al sito di un’azienda sconosciuta – al netto degli ultimi scandali Facebook legati al caso “Cambridge Analytica”. Metodo “più semplice”, perché sulla base di quanto scritto sopra, non abbiamo necessariamente bisogno di un sito web performante, in quanto il cliente interagirà direttamente sui social.

Creazione di campagne di Lead Generation su Facebook ed Instagram

  In passato abbiamo già trattato argomenti inerenti a Facebook Business Manager e come creare inserzioni sponsorizzate. Le campagne di Lead Generation (o Generazione Contatti) si inseriscono tra gli Obiettivi di Campagna Facebook, raggruppati nel livello “Consideration”, e generano inserzioni a pagamento native (quindi non verranno pubblicate in Fan Page) che sono visualizzabili solo su mobile.

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Trattandosi di inserzioni a pagamento, la scelta del target di riferimento risulterà fondamentale, poiché la scelta di gruppi target dalle caratteristiche troppo generiche potrebbe farci intercettare utenti non pienamente idonei al nostro obiettivo. Se si è agli inizi ritengo opportuno testare più gruppi target a rotazione, dando priorità però agli utenti che conoscono già brand del cliente o che in qualche modo hanno già interagito col brand. Esempi semplici: un gruppo di Connessione alla Pagina aziendale come i Fan della Pagina; oppure un Pubblico Personalizzato rappresentato da coloro che hanno interagito con la Pagina aziendale negli ultimi X giorni. Perché un utente dovrebbe inviarci i suoi dati personali? Senza girarci attorno, l’elemento che renderà efficace la nostra campagna di Lead Generation nel settore auto sarà sicuramente l’elemento Magnet che renderà la nostra offerta auto accattivante ed imperdibile. I potenziali acquirenti devono trovarsi di fronte ad un’offerta per cui valga la pena rilasciare realmente i loro dati sensibili. Tanta roba, al giorno d’oggi, no? La nostra “SUPER OFFERTONA GALATTICA”, dunque, sarà il benefit offerto che ci permetterà di ottenere non solo l’attenzione degli utenti, ma anche quei dati utili a fissare un appuntamento telefonico o una visita presso il nostro autosalone.

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Quali dati chiedere all’utente? Dopo aver guadagnato l’attenzione dell’utente grazie alla nostra offerta, dopo che lo stesso entra in contatto con l’inserzione cliccando sulla nostra call-to-action, l’esperienza interattiva passa alla fase 2: l’invio dei dati tramite un modulo di registrazione. Il modulo di registrazione va costruito con logica e molta cura. Vanno richiesti solo ed esclusivamente quei pochi dati utili a fissare un incontro, call telefonica o ritiro coupon. Richiedere troppi dati in questa fase è superfluo rispetto al nostro obiettivo. Risultare invasivi in questa fase inoltre, ostacolerà la compilazione e l’invio dei dati. Come gestire al meglio i nostri Lead? Un Lead ricevuto va subito curato. Prima verrà contattato, più alte saranno le possibilità di avere un riscontro positivo con l’interlocutore. Questo perché, come per qualsiasi tipo di conversione, è importante cogliere l’attimo, cioè quando la propensione all’acquisto nei confronti della nostra offerta è al massimo livello. Qualsiasi sia l’esito del contatto avuto con i Lead, sarà importantissima la gestione postuma del contatto ricevuto, consapevoli di essere in possesso di una risorsa preziosissima in prospettiva. Il 96% degli utenti che entrano per la prima volta in contatto con un brand, in quella fase, non sono ancora totalmente pronti all’acquisto. Però, magari dopo qualche giorno lo sono. In questo, l’automazione delle operazioni di marketing attraverso un sistema integrato di tool per la generazione, il nurturing (coltivazione) e il coinvolgimento dei Lead ci danno una grandissima mano. Proviamo a considerare chatbot, inserzioni Facebook, e-mail, Messenger marketing e strumenti di Inbound marketing integrati in un sistema utile a gestire tutte le attività di remarketing in maniera automatizzata. Ma questo è un altro argomento che affronteremo in un altro articolo.
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Digital pr: individua gli influencer giusti per la moda

Digital pr: individua gli influencer giusti per la moda

Come costruire una strategia di digital pr e quali influencer coinvolgere

L’influenza e il passaparola in qualsiasi epoca storica hanno rappresentato delle vere e proprie valute nell’economia. Sembra quasi banale quindi che oggi l’influenza detti le regole dell’economia digitale, soprattutto se la sfera di appartenenza è la moda.
Il mercato e qui interpelliamo anche l’offline, si aspetta che i brand parlino tramite blogger e influencer, creando così un canale diretto tra consumatori e venditori.
I dati dimostrano che ricorrere alle Digital PR incrementa di circa 5,2 volte l’efficacia della propria campagna marketing e, quindi, influenza concretamente anche le scelte d’acquisto dei consumatori.
Il numero di follower sommato alla capacità di creare engagement e all’autorevolezza, rappresenta una leva di immenso valore all’interno di una strategia di digital marketing. Grazie a contenuti di qualità creati dal brand insieme a blogger e influencer, si amplifica non solo la reputazione ma anche l’audience e soprattutto il fatturato dei negozi di abbigliamento e accessori.
I brand possono e devono servirsi degli influencer per coinvolgere le community, creare conversazioni, orientare le scelte e migliorare la reputazione digitale di un business.
Gli influencer si concentrano ormai in tutte le piazze del web: Instagram, Facebook, Youtube, 21button, Twitter, Blog. Ma esattamente qual è il loro ruolo in una campagna di digital marketing?
A metà strada tra brand ambassador e consumatori, gli influencer sono delle web celebrities che grazie alla loro capacità di raccontare la normalità, diventano depositari di consigli, saperi e ispirazione.
Ma vediamo passo passo come strutturare una strategia di Influencer Marketing customizzata.

La strategia vincente per una campagna di Digital PR

Quando si pianifica una campagna di Influencer marketing si parte da una scrematura iniziale fondata sul numero di follower che deve corrispondere a un valore commerciale.
Tuttavia la fama, se così vogliamo definirla, è solo una delle tante armi vincenti degli influencer. La verità che sotterra ogni altra analisi e dato numerico è che la forza trainante degli influencer deriva dal fatto che sono percepiti come persone normali. Pertanto viene facile, se non addirittura naturale per i consumatori immedesimarsi in loro e seguire i loro consigli di tendenza.
Oggi infatti possiamo distinguere tre tipi di influencer, in base al loro seguito: ci sono i megainfluencer, che hanno più di 500 mila followers; i normali influencer che hanno tra i 100mila e i 500mila; i microinfluencer, che ne hanno tra i 10mila e i 100mila. Negli ultimi anni, però, si sta sviluppando una nuova categoria, molto diversa da quelle sopra citate, ovvero i nanoinfluencer, con meno di 10mila followers ma in grado nella loro piccola community di trasformare il modo in cui le aziende fanno marketing sui social network.
Non a caso, infatti i più addentrati nel settore selezionano all’interno di una studiata campagna di digital PR anche un buon numero di nanoinfluencer, praticamente a costo zero.
Oggi per pianificare una campagna di Digital PR bisogna prevedere un budget come quello che si decide di spendere per le campagne advertising su Google o su FB e IG.
Una volta stimato il budget da destinare a questa attività devi procedere per gradi.
Poniamo che il budget stanziato dal cliente sia di 2000 euro e capiamo passo dopo passo cosa fare. L’ideale con un budget del genere, sarebbe ingaggiare 5 influencer da pagare e 7/10 con i quali intraprendere una collaborazione basata sullo “scambio merce”.
Analizziamo ora le diverse fasi:
L’ideale sarebbe ingaggiare influencer che abbiano un seguito sia sui loro canali social ma anche sui loro blog. La potenza della link building seppur passa in secondo piano, in certi settori merceologici, come quello dell’abbigliamento, ha sempre un valore fondamentale per Google.

  1. Prima di tutto devi analizzare esattamente il target che vuoi colpire e dal quale con assoluta probabilità otterrai delle conversioni in termini di vendite. Dove si concentra principalmente? A che ora si connette sui social? che interessi ha? è principalmente maschile, femminile o eterogeneo? da dove proviene? segue i tuoi competitor?
  2. Una volta definito il target il consiglio che ti do è quello di farti guidare dai tool e procedere alla ricerca. Io ti suggerisco una serie di tool gratuiti dai quali iniziare, ma se vorrai fare un lavoro con i fiocchi dovrai anche pensare di fare degli abbonamenti annuali. Tra i tool gratuiti con i quali incominciare a prendere confidenza ti consiglio Influgramer, Influence.co ma anche i tuoi stessi canali social, Instagram e facebook e il massimo conoscitore di tutte le domande e le risposte, il signor Google. Sui primi tool potrai fare una ricerca mirata a seconda della categoria di appartenenza, in questo caso la moda, il numero di follower e likes, l’età, la geografia del territorio. Attraverso i tuoi canali invece potrai fare delle ricerche mirate tramite hashtag o digitando direttamente i nomi degli influencer e verificare il loro seguito, la qualità dei loro contenuti e il livello di engagement. Su Google potrai digitare delle parole chiave di riferimento e otterrai una serie di risultati interessanti dai quali partire e iniziare a fare delle valutazioni. Per un lavoro perfetto l’ideale sarebbe che tu potessi utilizzare strumenti come Klear per analizzare la qualità e la potenza degli influencer nei loro canali e Semrush per verificare quello che fanno i tuoi competitor, guardare i loro backlink e analizzare chi parla di loro.
  3. Una volta che hai raccolto le idee e i nomi bisogna mettersi all’opera. Il mio suggerimento è quello di creare un file excel e segnare le voci fondamentali: Nome e cognome, canale IG con numero di follower, FB con numero di mi piace, Youtube con numero di iscritti, Twitter con numero di follower, Blog, contatto email e numero di telefono. Questo file vedrai che col tempo diventerà il tuo pane quotidiano e la risorsa principale del tuo lavoro e col tempo capirai come migliorarlo e addomesticarlo a seconda delle tue esigenze.
  4. Adesso è arrivato il momento del contatto. Preparati un contenuto per email evergreen da modificare a seconda delle esigenze. Dedica qualche riga a presentarti e a presentare l’azienda per la quale lavori, senza mai essere remissivo, piuttosto decanta e dai valore al brand per il quale andrai a fare la proposta di collaborazione. A seconda poi che si tratti di un normale influencer o un nanoinfluencer, cambia i toni e la formula della proposta di collaborazione. Nel primo caso chiederai di conoscere le sue quotazioni, nel secondo caso proporrai lo scambio merce.
  5. Finalmente stai ricevendo le prime risposte! Ecco che capiterà sicuramente di incorrere in risposte negative oppure da parte di agenzie che gestiscono le comunicazioni con le web celebrities di riferimento. I prezzi potrebbero essere piuttosto alti, ma non è sempre così, non solo perché molti influencer si autogestiscono e quindi potrai interloquire direttamente con loro ma anche perché l’arma della contrattazione deve sempre essere tua complice. Bisogna solo capire in che momento preciso interpellarla. L’ideale sarebbe che tu colga l’occasione per intraprendere una relazione di fiducia e stima lavorativa, in modo tale da riconoscere in loro non solo il ruolo che hanno, ma fare anche in maniera tale che lo riconoscano in te. Per loro rappresenti lavoro e ben volentieri accetterebbero delle controproposte economiche se tu fossi in grado di prometterli altro lavoro futuro.
  6. E’ fatta! Sei riuscito ad ingaggiarne tanti/e quanti/e te ne eri prefissato. Adesso è il momento di dare loro il brief esatto del messaggio da comunicare. Non sottovalutare mai questo momento, devono essere guidati passo passo e dire e mostrare precisamente quello che tu vuoi che dicano e mostrino. Dovrai concordare il numero esatto di post/tweet/stories/articolo di blog/video e/o mentions su youtube e le date e ore di pubblicazione, in modo così da verificare che tutto venga effettuato entro le scadenze previste.
  7. Ora non ti resta che monitorare la campagna e tracciare attraverso Analytics da dove arrivano le principali vendite, nel caso in cui abbiate affidato agli influencer dei codici sconto, quanti ordini arrivano tramite loro, se aumentano il numero di iscritti e follower ai canali del brand per cui state lavorando, se migliora il livello di engagement.
  8. Alla fine della campagna i dati e i numeri ti serviranno a capire quanto è stato buono il lavoro che hai fatto. Se i risultati ottenuti saranno positivi, il cliente nella maggior parte dei casi sarà disposto per la successiva campagna ad affidarti altro budget!

Aggiornati sempre e non sottovalutare mai nulla, ogni forma di conoscenza è potere!
Lavora a stretto contatto con il Social media manager ammenoché non sei già tu e impara ad utilizzare strumenti come Search Console e Analytics per il monitoraggio dei dati. Un buon lavoro deve essere sempre testimoniato dai numeri.

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Social Media Marketing per il settore turistico

Come i social media possono migliorare le strategie di marketing del tuo Hotel

Analizzando i social network da un punto di vista strettamente merceologico ci sono settori per i quali questi potenti mezzi di comunicazione possono rappresentare un’ opportunità di marketing significativa. Fra questi il settore turistico, dove i canali social trovano una profonda e interessante corrispondenza. Scopriamo il perchè. Partiamo dal punto di forza del settore, il cosiddetto “Travel Mood”. Il viaggio è uno degli argomenti più condivisi sui social network ed in particolare su Facebook, Instagram, Snapchat. Tutti noi amiamo condividere nuove esperienze e il viaggio è uno di quei momenti della vita che induce alla spontanea condivisione di foto, immagini, contenuti. Ci piace comunicare e condividere i nostri prossimi piani di viaggio e ricordarci di loro dopo che siamo tornati a casa. Ma la domanda è: come possono le aziende impegnate nel settore ricettivo sfruttare al massimo questi mezzi? Come intercettare il pubblico di viaggiatori, diventare interessanti ai loro occhi, distinguersi dalle mille aziende ed infine sfruttare al massimo le proprie potenzialità? Sicuramente con la massima cura dei propri canali, ottimizzando al massimo la propria strategia di social media. Essere presenti sulle piattaforme social ( quelle giuste ) è fondamentale per intercettare il proprio target; inoltre va considerato un altro aspetto: oggi l’utente oggi è più consapevole, tende cioè ad avere una sfiducia generale nei confronti degli annunci “promozionali”. I social media, invece, rappresentano il canale che permette di bypassare quella sensazione e, al contrario permettono alle aziende di presentarsi e raccontarsi, diventando un luogo riconoscibile e familiare, o addirittura una risorsa affidabile per un viaggio di avventura, relax, magia. In altre parole i social media non devono sembrare marketing, al contrario devono consentire alle persone di entrare nell’universo di quel “luogo” attraverso un racconto e, nel migliore dei casi, devono permettere ai clienti di diventare i propri brand ambassador. Come? Condividendo testimonianze, immagini, video delle loro esperienze di soggiorno. Soprattutto devono quindi catturare il cuore e l’immaginazione della community, raccontandosi attraverso esperienze, racconti quotidiani, a differenza di qualsiasi annuncio pubblicitario. Naturalmente è utile presentare la struttura e i servizi offerti: tipologie di camere, servizi di ristorazione, pacchetti promozionali ecc. ma non bisogna mai rendersi spudoratamente freddi e commerciali.

Gli strumenti per rendere più efficace il marketing dei social media

Per qualunque azienda del settore turistico è importante prima di tutto scegliere le piattaforme social più adatte e curare ogni aspetto delle proprie pagine o profili. Ad esempio sarò molto utile iniziare a creare un piano editoriale con obiettivi e rubriche tematiche, seguito dalla costruzione di un calendario editoriale. Allo stesso modo sarà necessario prestare attenzione ad alcuni dettagli: per la pagina Facebook, ad esempio, sarà importante curare periodicamente l’immagine di copertina ( o cover), scegliere tab personalizzate, aggiungere una breve storia o presentazione dell’azienda. Questi solo alcuni degli aspetti tecnici per ottimizzare l’esperienza dell’utente sulla piattaforma.

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Social media e turismo con Facebook: condividere per emozionare e raccontare

Passiamo alla pubblicazione dei contenuti. Cosa condividere? Come abbiamo detto per questo settore, i post possono e anzi devono fare appello anche al racconto e alle emozioni. La Masseria Il Frantoio, per esempio, è un Hotel di Charme e azienda agricola in Valle d’Itria che, tramite i canali social, condivide contenuti legati ai valori aziendali, oltre ai servizi ricettivi offerti: condivide la raccolta dei prodotti, racconta la cultura e la tradizione attraverso piatti e ricette culinarie, descrive la nascita e la storia delle sue camere. Per una struttura ricettiva è importante che i contenuti siano emozionali e rappresentativi della propria filosofia. Come farlo? Sicuramente sfruttando il potere delle immagini e dei video: le immagini sono il miglior strumento per veicolare racconto, emozioni, informazioni e contenuti in maniera rapida e veloce. La componente visual è fondamentale per canali come Facebook ed Istagram, per questo paesaggi, animali, cucina, diventano quegli elementi distintivi abbinati per comunicare un’emozione.

Creare una community intorno al brand

Abbiamo già detto che il modo in cui i viaggiatori conducono le ricerche per selezionare la meta o il posto in cui dormire è cambiata. La pianificazione nasce online, ma spesso fanno anche riferimento ai social media trovare risposte alle loro domande, curiosità del posto. TripAdvisor, per esempio, è la piattaforma di social media ottimale, e i suoi 390 milioni di utenti / visitatori unici ne sono testimonianza. Dal un lato sempre più persone utilizzano i social network per chiedere supporto durante la pianificazione della loro prossima avventura, dall’altro le foto e i video di viaggi sono tra i tipi di contenuti più popolari condivisi online e naturalmente i più modo più semplice per condividerli è il social network. Semplicemente queste ultime diventano un’ottima risorsa per raccogliere informazioni su destinazioni, alloggi, attività, ristoranti ed altro ancora. In quest’ottica è importante lavorare sui feedback degli utenti, giudicati molto più attendibili, semplicemente perchè rappresentano raccomandazioni tra pari, quindi utilizzano fonti secondarie per colmare le lacune informative. La maggior parte degli hotel dipende dal passaparola e dalle buone recensioni degli ospiti, ma anche dai commenti degli ospiti fedeli: tutto questo rende le nostre piattaforme social, uno strumento di marketing e di branding naturale. Facilitare questa relazione con la community ed incentivare la condivisione di immagini e luoghi può essere molto semplice: ad esempio puà essere utile creare un hashtag personalizzato da utilizzare per la propria community e metterlo in mostra negli spazi personali o comuni: camere, ristoranti, cartoline di benvenuto, oltre che nelle newsletter. In altre parole, in un settore come quello turistico è importante creare una relazione con la community di utenti che condividono il valore dell’azienda, diventandone anche i brand ambassador. Queste azioni avvengono molto spontaneamente, grazie ai commenti, ai feedback positivi, che incrementano al contempo l’autorità del brand.

Una perfetta piattaforma del servizio clienti

I social media hanno cambiato il marketing turistico anche perché permettono di fornire un servizio clienti di qualità superiore ed immediato. Consentono ai brand di mettere in campo domande, richieste, commenti in un unico luogo, mostrando pubblicamente la propria professionalità. Tramite i social le aziende turistiche hanno l’opportunità di fornire un supporto immediato rispondendo a messaggi pubblici o privati, un aspetto vantaggioso perché permette di sviluppare in poco tempo una reputazione, un servizio di qualità e professionalità con clienti attuali e potenziali.

Come gestire i feedback negativi?

Soddisfare ogni singolo cliente è praticamente impossibile. Ci saranno sempre imprevisti, clienti che incontrano problemi. Invece di ignorarli, il nostro consiglio è quello di essere preparati a rispondere nel miglior modo possibile, ossia con professionalità.

Condividere i contenuti del blog

Un’ottima soluzione per coinvolgere ed attrarre la community nella pagina Facebook del proprio hotel, è condividere i contenuti del blog: attraverso gli articoli è possibile promuovere una relazione con i potenziali clienti, costruire una fiducia e preparare l’utente alla sua esperienza in hotel, masseria o qualsivoglia struttura ricettiva. Ad esempio, un hotel che si rivolge a coppie potrebbe mettere insieme un itinerario per il perfetto weekend romantico che include i migliori posti per godersi una serata in coppia, o i luoghi perfetti per guardare un tramonto.

Instagram: una marcia in più per il settore turistico

Un hotel o qualsiasi struttura ricettiva dovrebbe intercettare il proprio target mediante Instagram. Adatto ai viaggiatori più giovani ma non solo, Instagram è il social network in più rapida crescita al momento, quello che vale la pena integrare nella propria strategia di social marketing; pensiamo all’utilizzo delle Stories, attraverso le quali è possibile condividere contenuti istantanei e comunicare una visione più autentica di ciò che accade dietro le quinte, o in occasione di un evento. Questi sono alcuni degli step per impostare una comunicazione efficace attraverso i social. Abbiamo visto alcuni vantaggi, sappiamo che essi rappresentano un’opportunità per aumentare la propria brand positioning. Se vuoi ottimizzare al meglio i social per la tua struttura, contattaci. Troveremo la migliore strategia di comunicazione per il tuo Hotel!
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Content marketing: cos’è e come funziona

Marketing online: il punto di partenza sono i contenuti

Cosa significa per le aziende fare marketing con i contenuti

Dare una risposta esaustiva alla domanda “cos’è il content marketing” non è sempre facile neppure per i marketing manager più veterani.
Certo è che il content marketing ha decisamente messo ko il settore dell’advertising tradizionale per dare vita ad una forma di marketing basata sulla creazione e la condivisione di contenuti finalizzati all’acquisizione e alla fidelizzazione dei clienti.
The content is king” è lo slogan ufficiale, ormai quasi ridondante che domina qualsiasi strategia di web marketing.
Ogni attività di content marketing va misurata sul medio e lungo periodo ed inserita in un preciso di piano d’azione che mira ad ottenere:

  • brand awareness
  • lead generation
  • acquisition
  • customer retention

Ma come devono essere i contenuti offerti ai vostri potenziali clienti all’interno di una strategia di web marketing?

  • pertinenti
  • utili
  • contestuali
  • collegati

Una strategia di content marketing ben studiata, integrata in un piano di web marketing con un sito user friendly, campagne di Google advertising di successo, campagne di Facebook e Instagram ben gestite e anche il suggerimento di far diventare il vostro business multicanale e omnicanale, può cambiare le sorti di un’azienda.

Perché fare content marketing e come essere efficaci

I motivi principali per cui alla base di ogni strategia di web marketing c’è il content sono:

  • Il cambiamento del processo di acquisto fondato oggi essenzialmente sulla nuvola di parole che si crea attorno ad un prodotto e inizia così a renderlo noto, le recensioni lunghe e motivate di acquirenti e influencer del settore, le descrizioni dettagliate capaci di soddisfare tutta la sete di informazioni dei potenziali clienti, oggi ormai sempre più esperti
  • L’acquisto è diventato una vera e propria esperienza: siamo passati dalle tecniche pubblicitarie martellanti e invasive a tecniche che cercano il permesso, il commento, la condivisione, al punto tale che saranno loro, i tuoi potenziali clienti, a cercarti e desiderare di acquistare quello che vendi
  • E’ prassi consolidata ormai prima di fare un acquisto confrontare i prezzi, gli shop, i feedback…ma tutto questo non basta: se il contenuto non viene curato al punto tale che il tuo sito si posizioni in alto nelle ricerche nulla potrai affinché i tuoi potenziali clienti ti trovino
  • I consumatori diventano i tuoi produttori di contenuti, se tu produrrai e darai loro quello che desiderano, diveranno loro stessi insieme a te produttori di contenuto, ambasciatori e voci in grado di far crescere o affossare il tuo business

Detto questo, puoi avere il miglior contenuto di sempre, ma se rimane nascosto nella vetrina di un negozio di periferia, nessuno lo conoscerà mai, quindi tutte le volte che dovrai scrivere un contenuto ti toccherà seguire le regole della Seo Copywritng, e dovrai distribuirlo laddove il tuo pubblico si raduna: nei motori di ricerca (Google, Bing), nei social (Facebook, Instagram, Twitter, Pinterest), nei forum e in tutte le community dove gli utenti si incontrano.

Come creare una content plan coi fiocchi

La creazione di un piano di content marketing si basa sulla definizione degli obiettivi da raggiungere, l’analisi del target di riferimento, la scelta dei canali e una programmazione precisa delle attività da svolgere.
In maniera altamente operativa dovrai stilare un vero e proprio calendario in cui definisci giorno per giorno o settimana per settimana o anche mensilmente quali argomenti trattare, un panel keyword di riferimento ottenuto dopo un’attenta analisi dei competitor, dei volumi di ricerca sullo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Adwords ed eventuali link di approfondimento.

Come evitare la saturazione dei contenuti

Content is king è vero, ma siamo anche nel 2018 e il digitale ha fatto passi da gigante per cui oggi è difficile ammetterlo ma sono state create così tante quantità di contenuti che manca il tempo a disposizione per leggerli tutti.
Uno studio condotto da Buzzsumo ha rivelato che il 2017 è stato letteralmente l’anno del dimezzamento delle condivisioni dei contenuti sui social media. La notizia lascia sgomenti se si pensa che lo stesso studio condotto nel 2015 ha fatto emergere che la media di condivisione dei contenuti sui social è passata da 8 del 2015 a 4 del 2107.
Le spiegazioni principali di questa rivoluzione sono:

  • aumento della competizione
  • cambi dell’algoritmo di Facebook
  • intensificazione del private sharing, ovvero l’avvento del dark social caratterizzato dall’uso smodato di messanger, whatsapp, wechat..

E’ risaputo ormai infatti che gli utenti ricercano contenuti tramite una varietà di canali non più solo costituita da Facebook e Google ed è necessario notare che una ricerca condotta da Hubspot abbia rivelato che lavorare sulla propria pagina web, sulla newsletter e sulla SEO stanno diventando elementi sempre più fondamentali e importanti.
LinkedIn ha visto aumentare la condivisione di contenuti sul proprio canale del 60% anno dopo anno in virtù proprio dell’autorevolezza dei contenuti stessi. Pare infatti che quella che stiamo vivendo sia l’epoca d’oro di Linkedin, soprattutto laddove si gestisce il profilo di un professionista o di un consulente e non di un’azienda, è stato provato che pubblicato uno stesso contenuto sia su Facebook sia su Linkedin, senza necessità di sponsorizzazioni, riceva un numero decisamente superiore di visualizzazioni, condivisioni ed engagement.
Detto questo, possiamo ufficialmente decretare che stiamo assistendo ad una fase di maturazione del content marketing, in cui i post in modalità clickbait o simili risultano essere drasticamente penalizzati non solo dall’algoritmo, ma dagli stessi utenti. La grande notizia invece è che la ricerca dei contenuti di qualità continua invece ad aumentare.

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Le aziende amano Instagram

Create un profilo aziendale e offrite ai clienti un nuovo modo di fare shopping online

Scopri tutte le novità del Tag shopping di Istagram, il feed e tutti gli strumenti per creare stories di qualità e interessanti

Siamo decisamente entrati nell’era in cui la comunicazione che ci colpisce è quella visiva, che non ha bisogno di grandi spiegazioni ma arriva diretta, incisiva e veloce non solo al cuore delle persone ma induce anche quei bisogni indiretti che ogni individuo nasconde o non sa di avere e che da sempre il marketing e oggi l’instagram marketing indaga, scopre e crea. Il trend è segnato: è l’era delle immagini o sarebbe meglio dire delle stories? Visual e social rappresentano il connubio perfetto per creare una storia e renderla virale, piacevole, interessante al punto da emozionare. Oggi oltre 200 milioni di account controllano un profilo aziendale ogni giorno, 2 su 3 sono le visite ai profili aziendali da parte delle persone che non sono follower, un terzo delle storie più visualizzate su Instagram proviene dalle aziende. Lo shopping su Instagram è il presente: una community di 800 milioni utenti può esplorare i vostri prodotti migliori con un solo tocco.

Come attivare il Tag Shopping su Instagram

E’ di poco tempo fa la notizia del Tag Shopping su Instagram. Dopo mesi di sperimentazione e attività negli Stati Uniti, è arrivato anche in Italia il tag che consente ai vostri profili aziendali di connettere i prodotti dei vari post direttamente al vostro e-commerce. Si tratta di un vero e proprio collegamento diretto al sito, che abbatte qualunque barriera di ricerca su Google e permette di agevolare e velocizzare il processo di acquisto. Analizziamo ora tutti i passi da compiere per imparare ad utilizzarlo correttamente: – Se non hai ancora creato il tuo profilo aziendale è arrivato il momento di farlo, ci impiegherete qualche minuto. Unico requisito fondamentale: avere una pagina facebook aziendale al quale collegarlo; (Raccomandazione! Curate la vostra bio: avrete solo 150 caratteri per raccontare la vostra azienda. Dovrà essere accattivante e coinvolgente, contenere il “mood” che vi appartiene, i contatti e gli hashtag ufficiali) – Per taggare i prodotti su Instagram è necessario che siano presenti all’interno della vetrina della vostra pagina facebook, vi toccherà poi aprire il post in oggetto su Instagram e osservare in basso a destra il segno “+” per aggiungere i prodotti. Quindi armatevi di pazienza e iniziate ad aggiungere tutti i prodotti che volete taggare all’interno del profilo Instagram; – Una volta caricati potrete taggarli, a quel punto la richiesta di tag entrerà in fase di analisi da parte del team di Instagram e in qualche ora otterrete l’approvazione. Qual è la vera rivoluzione? Con un semplice touch sul prodotto, l’utente avrà accesso alla scheda descrittiva dello stesso e potrà cliccare al link che lo condurrà direttamente al vostro ecommerce. Taggando almeno 8 prodotti sarà possibile avere una sezione shopping all’interno del vostro profilo business su Instagram, sotto la bio, vicino alla tab riservata ai contatti, che raccoglierà tutti i vostri prodotti taggati, contestualmente a quello che accade sulla vostra vetrina di facebook! Instagram MA…NON ESAGERARE! Come anticipato all’inizio, Instagram è un social network basato sull’esperienza e sulla condivisione di emozioni. Bisogna entrare in punta di piedi nell’anima dei nostri potenziali clienti…il taglio meramente commerciale delle nostre attività di instagram marketing deve essere ben dosato! Il centro di Instagram ruota tutto intorno alla storia: dimenticatevi codici sconto ridondanti, piuttosto create un’esperienza immersiva e seducente attorno al vostro prodotto, attraverso un visual storytelling o un tutorial. Come creare Instagram Stories di successo Non esistono delle regole fisse, il social più in voga del momento è in continuo aggiornamento, però di certo ci sono dei suggerimenti comprovati che vi consigliamo di seguire: – Testate sempre articoli nuovi o fateli passare per tali: portate i clienti dietro le quinte e fateli sentire partecipi del processo di produzione. I consumatori di oggi sono meglio definiti “prosumer” ovvero produttori e consumatori allo stesso tempo. Se li farete sentire coinvolti in prima persona nel processo di produzione non potranno fare a meno di innamorarsi di voi e del prodotto. Usate l’opzione sondaggio per avere un feedback veloce e diretto. – Liberate la vostra creatività: utilizzate tutte le funzioni di Instagram più divertenti come Boomerang o Rewind e siate voi stessi. Non dimenticate che Instagram è un social network e in quanto tale punta alla vostra natura “sociale”. – Come tutti sapete le storie durano 24 ore: approfittate di questo tempo per fare offerte lampo o concentrare l’appeal e la suspance per i nuovi arrivi o condividere anteprime mai condivise in passato al fine di far sentire special guest i vostri follower in quel momento. – Non dimenticatevi dell’audio: assicuratevi di produrre storie non solo belle da vedere ma anche piacevoli da ascoltare! – Le Stories hanno vita breve ma potrete e dovrete decidere in alcuni casi di fissarle, mettendole in evidenza se il messaggio che volete divulgare necessita di un periodo più lungo. In sostanza è possibile fare pubblicità con le Stories! – Digital Pr su Instagram: contattate gli influencer che, lo dice la parola stessa, influenzano le tendenze e di conseguenza le vendite. Ad un certo punto della vostra attività dovrete contattarli o addirittura sarete contattati voi stessi da loro con richieste di collaborazione e vi accorgerete che se scelti bene sono capaci di incrementare notevolmente il vostro bacino di utenza, dando risalto al vostro brand.

Come funziona il feed di Instagram

Instagram utilizza un sistema algoritmico di classificazione dei feed per determinare con quale ordine vengono visualizzati video e foto da parte degli utenti. L’algoritmo, opportunamente studiato, si basa su una serie di segnali che individuano i contenuti ritenuti interessanti dalle persone. Da quando sono stati implementati i feed personalizzati si è capito che le persone rispondono ai contenuti interessanti a prescindere che questi siano creati dai loro amici o dai brand che seguono. Con il vostro profilo Instagram aziendale vi suggeriamo di sperimentare video o post che mostrano più foto o video per raccontare la storia della vostra azienda o del vostro ecommerce, proponendo più informazioni all’interno di un’esperienza coinvolgente. Potrete poi analizzare nel dettaglio: – Ogni singolo post del feed quindi visualizzare nel dettaglio like, numero di commenti, salvati, copertura e visite sul profilo. – I video, con il numero totale delle visualizzazioni. – Le Stories, con impressions, copertura, risposte private e le uscite. Casa viene mostrato su Instagram in “Esplora”? Su Instagram in “Esplora” i post vengono mostrati secondo un algoritmo che capta le persone seguite, i brand seguiti, i post a cui avete messo like e quindi deduce e vi sottopone contenuti che potenzialmente saranno di vostro interesse. Con il vostro account Instagram professionale potrete raggiungere più persone usando hashtag o tag del luogo in cui avrete pubblicato il vostro post. Le pagine di Instagram degli hashtag e dei luoghi mostrano storie e post pubblici che sono stati condivisi con gli hashtag o i luoghi corrispondenti. Usare hashtag su Instagram è uno dei migliori modi per aumentare followers e riunire la vostra community. Usarli nel modo giusto significa sceglierli in maniera coerente in modo da esporre il vostro brand o personal brand ad un vasto e segmentato pubblico. Vi toccherà poi scegliere l’hashtag ufficiale del vostro profilo aziendale, con il quale gli utenti potranno immediatamente riconoscervi.
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10 consigli per una strategia di web marketing di successo

Il web marketing (quello giusto) non è una cosa che ci si può inventare. La visibilità online e una buona web reputation non si ottengono dall’oggi al domani, e soprattutto la credenza che il web marketing sia gratis o necessiti bassi investimenti è uno stereotipo troppo spesso abusato da CEO e capi d’azienda di vario genere. I risultati, il più delle volte, sono commisurati agli investimenti che si fanno sul web e un buon web marketer ha il compito di ottimizzare tali investimenti.

Ecco allora alcuni elementi imprescindibili per tutte quelle aziende che stanno tentando di approcciarsi al fantastico mondo del web marketing.

1- Scegliete un referente (project manager o web marketing manager)

Non si diventa esperti di seo, web e social media marketing per caso. Se non avete una persona competente nel vostro team, non pensate di improvvisarvi o improvvisare qualcuno nelle vesti di guru del web, significherebbe distruggere il progetto ancor prima di avere iniziato. Affidatevi a professionisti che possano guidarvi in questo lungo cammino e “fidatevi” di loro. Ah, non considerate come primo elemento decisionale il prezzo… focalizzatevi più sulla competenza. Ricordate, è un investimento non un costo!

2- Stabilite un budget

Una volta trovata la persona che vi accompagnerà durante (almeno) il prossimo anno e mezzo, fatevi aiutare a capire l’entità dell’investimento capace di garantirvi visibilità online e costruirvi un’immagine solida sul web. Ricordate, l’investimento non significa solo denaro, ma anche tempo (e il tempo è denaro)… Il vostro web marketing manager avrà bisogno di aiuto e collaborazione da parte di un team. Fate in modo che il progetto sia nelle sue mani e sotto la sua responsabilità.

3- Elaborate una strategia di web marketing di medio periodo

Una volta  scelto il vostro referente e stabilito il budget, passiamo alla fase più delicata. La pianificazione strategica. Cercate di essere lungimiranti e datevi degli obiettivi, ragionate su base annuale o biennale. E soprattutto stabilite obiettivi misurabili. Una strategia con obiettivi misurabili vi permetterà di valutare l’andamento e ottimizzare alcuni elementi in corsa. Vi sembra poco?

4- Ottimizzate costantemente il vostro sito web

I tempi cambiano, le tecnologie si evolvono, Google cambia le regole del proprio algoritmo con frequenza e a volte lo fa anche in modo drastico. Avere una strategia SEO dettagliata e seguire un calendario editoriale potrà esservi di grande aiuto nell’ottimizzazione onsite e nell’aggiornamento dei contenuti. Ricordate che la freshness, ovvero la frequenza con la quale vengono inseriti nuovi contenuti (o aggiornati quelli esistenti) è un fattore diretamente collegato al posizionamento su Google.

5- Attività SEO e Local SEO

Avere un sito web è condizione necessaria ma non sufficiente. Potete avere il negozio più bello del mondo ma se siete in periferia, in una strada senza uscita, dubito che possa mai riempirsi di gente… Un sito non ottimizzato per la SEO e Local SEO è esattamente così, invisibile. Ma tranquilli, il vostro web marketing manager è già un esperto SEO, vero? Lui saprà come fare.

6- Search Engine Marketing

Avere un sito web, ottimizzato con una buona attività SEO, è (ancora una volta) condizione necessaria ma non sufficiente… Organizzare campagne di marketing e Pay per click può dare una grossa spinta alla vostra strategia SEO e di visibilità online. Soprattutto in periodi cruciali, realizzare campagne per vendere prodotti o servizi rappresenterà il valore aggiunto. Inoltre vi aiuterà a capire su quali elementi puntare con più convinzione nel proseguo della vostra attività sul web, e quali invece tralasciare.

7- Misurate le azioni di web marketing

Come dice il guru della web analytics Avinash Kaushik: è possibile conoscere ogni singolo click di ogni singola persona che visita il vostro sito. Come può tutto questo non essere fondamentale? Beh, dotatevi di strumenti di web analitycs. Google analytics è la miglior scelta che possiate fare, e non perché è gratis. Sicuramente il vostro web marketing manager sarà un esperto anche nella lettura e interpretazione degli innumerevoli dati di analisi del traffico sul vostro sito, vero? A mio avviso quello della web analytics è l’elemento più importante di tutta la strategia di web marketing. E’ la voce degli utenti e l’elemento che vi permetterà di rendere il vostro sito un posto (almeno) gradevole da visitare.

8- SEO off-site: cercate sinergie con il vostro business offline

E’ una cosa detta e ridetta ma guai a tralasciarla: e il rapporto umano? per quanto il web faciliti le relazioni sociali e amplifichi i messaggi, una chiacchierata, la condivisione di un momento, o il rapporto face to face sono elementi che non devono mai mancare. Cerchiamo allora di promuoverli con attività trasversali. Create eventi nel vostro negozio o visite della vostra azienda, fate fotografare i vostri clienti con i vostri prodotti, invitateli a  venire a trovarvi…

9- E i Social media

L’elemento Social media è stato volutamente lasciato alla fine, e non per importanza. Spesso le aziende che si affacciano al mondo del web iniziano parlando di Facebook marketing e Instagram. Beh, l’abilità di un buon web marketer è quella di farli desistere, almeno all’inizio. Se non avete completato tutti gli step precedenti ascoltate il mio consiglio, lasciate da parte i Social media. Una buona strategia di Social media marketing infatti non è altro che la conseguenza naturale, l’evoluzione di una corretta strategia di web marketing e serve per amplificarla, dare all’azienda un’immagine umana e migliorare la propria web reputation. E non dimenticate che prendersi cura della parte social e gestire l’attività di Social media marketing richiede un investimento di tempo (€) e risorse ($)… Quindi deve essere il frutto di una scelta ragionata. Ma questo il vostro web marketing manager lo saprà sicuramente.

10- Siate voi stessi

Questo è l’ultimo, ma più importante consiglio di oggi: non cercate di dare un’immagine diversa da quella reale. Se siete un’azienda di 2 persone non parlate del “Nostro Team multidisciplinare”; se vi criticano non oscurate i messaggi, fate mea culpa e chiedete scusa; se non siete “leader del settore” non abbiate paura a dirlo. Cercate di rendere più umano il vostro brand, date un nome alle persone che ci lavorano, metteteci la faccia. Insomma, siate voi stessi e la vostra web reputation vi ringrazierà!

Come avrete sicuramente capito, alla base di una strategia online di visibilità e di web marketing di successo c’è sicuramente la competenza e la capacità del vostro referente (azienda o freelance che sia) nel gestire la vostra azienda in rete. Ma tutto questo il vostro web marketing manager lo sa!

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Facebook Advertising: come scegliere il pubblico giusto

Facebook Advertising: come scegliere il pubblico giusto

Come scegliere il pubblico giusto per le campagne a pagamento su Facebook? Ecco tutto quello che c’è da sapere per far funzionare le sponsorizzate

Investire nell’Advertising su Facebook è un’attività sempre più importante per le attività e le pagine aziendali che utilizzano i Social Network non solo per far conoscere a quante più persone il proprio brand ma anche e soprattutto che desiderano utilizzare questo strumento come mezzo complementare alla propria strategia di marketing.

Come faccio a impostare una campagna Facebook efficace?

Impostare una campagna a pagamento su Facebook efficace non è cosa scontata e non può essere improvvisata senza conoscere le nozioni basilari al fine di raggiungere il target giusto con gli strumenti giusti. Vi abbiamo già parlato dei 6 step fondamentali per la creazione di inserzioni Facebook efficaci e perciò in questo articolo ci soffermeremo in particolare sull’importanza della scelta del pubblico giusto sulla base degli interessi, della geolocalizzazione e degli aspetti demografici per implementare al massimo una campagna Facebook, ed evitare di investire soldi in campagne che corrono il rischio di risultare dispersive, e soprattutto senza che il messaggio o il prodotto che si va a pubblicizzare arrivi al pubblico giusto.

Targettizzazione dettagliata Facebook: il target giusto per il prodotto giusto

Dopo aver impostato l’obiettivo della campagna, è necessario scegliere il giusto pubblico. Spesso alcune campagne si rivelano fallimentari proprio a causa di una scelta del pubblico errata.facebook-adv-campagna I fattori fondamentali da tenere in considerazione per una scelta ottimale del pubblico sono:
  1. Geolocalizzazione
  2. Età e sesso
  3. Interessi
  4. Ampiezza del pubblico

1. Geolocalizzazione

Nel momento in cui stiamo scegliendo gli interessi del pubblico al quale vogliamo rivolgerci dobbiamo sempre partire dal messaggio che stiamo dando. Stiamo pubblicizzando, ad esempio, dei giocattoli per bambini. Come scegliamo il nostro pubblico? Partiamo dalla geolocalizzazione. Voglio che la mia campagna sia rivolta a tutta italia o solo in particolari zone? Scegliendo particolari città abbiamo anche la possibilità di scegliere il chilometraggio di azione.

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2. Età e sesso

Abbiamo la necessità di chiederci a quale fascia d’età ci stiamo rivolgendo. L’errore più comune è quello di scegliere un tratto d’età ampio 18-65, illudendoci che si abbia in questo modo più possibilità di ricevere interazioni e feedback: niente di più sbagliato. Facciamo un esempio Fingiamo di voler impostare una campagna pubblicitaria per uno store di giocattoli presente nella sola città di Bari. Avrà senso rivolgere la nostra campagna ad una fascia che va dai 18 ai 65? Probabilmente sì, esclusivamente, ad esempio se ci troviamo sotto il periodo Natalizio (e quindi le nostre promozioni sui giocattoli possono essere prese in considerazione come idee regalo da tutte le fasce d’età). Ma nel restante arco temporale annuale, quante probabilità ci sono che un 18enne sia interessato all’acquisto di una barbie? Effettivamente poche. Quante possibilità ci sono che un over 65 sia interessato alla pubblicità di giocattoli per il proprio nipotino, su Facebook? Probabilmente poche. Restringere la fascia d’età sarà quindi il primo passo da effettuare.

Ricorda: un pubblico più ampio non è sinonimo di un pubblico efficace!

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Per quanto riguarda invece la scelta del sesso, è un’azione molto rischiosa quella di decidere di rivolgere un nostro messaggio ad un solo sesso, soprattutto se si tratta di un prodotto (che può interessare sia a uomini che a donne): attenti a non farvi guidare dai pregiudizi!

3.Selezionare gli interessi

Nel selezionare gli interessi, la prima mossa è sicuramente partire dall’interesse più generale.

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Come noteremo, su un territorio così ampio e inserendo un interesse altrettanto ampio probabilmente anche il nostro pubblico risulterà troppo ampio. Come possiamo comportarci? Potremmo decidere di proseguire in due modi: a) Eliminare l’interesse troppo ampio e selezionare direttamente alcuni interessi alcuni più di nicchia (notare come diminuisce vorticosamente l’ampiezza del pubblico)

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b) Decidere di lasciare l’interesse generale nella fascia interessi primari e restringerlo attraverso l’opzione restringi pubblico. Quali parametri inserire nella sezione restringi pubblico? (“E che soddisfano ANCHE almeno UNO dei seguenti requisiti) La sezione restringi pubblico ci consente di selezionare in maniera meticolosa il nostro target. E quindi abbiamo, in questo caso, la possibilità di chiedere a Facebook che la nostra campagna venga indirizzata non a tutti coloro che sono interessati in generale ai bambini, ma che tra tutta quella fetta vengano selezionati profili ancora più dettagliati. Un esempio? Potremmo decidere di inserire tra gli interessi aggiuntivi che ci consentono di restringere il nostro pubblico ulteriori aspetti demografici. Non ci avevate mai pensato? Procediamo nell’esempio. Fingiamo che il nostro prodotto per lo store di giocattoli per il quale stiamo preparando la nostra campagna di advertising sia un giocattolo per bambini da 0 agli 8 anni anni. Bene, tra gli interessi aggiuntivi potremmo proprio inserire la voce “Neogenitori (0-12 mesi)”, “1-2 anni”-”3 -5 anni” e così via. Come possiamo verificare anche nella foto esempio il nostro pubblico si sarà ristretto clamorosamente. Se dovessimo accorgere che, in proporzione al nostro budget il pubblico finale sia troppo ristretto, sempre tra gli interessi aggiuntivi potremmo continuare ad aggiungerne altri, in maniera logica. I genitori di bambini tra i 0 e gli 8 anni che altre caratteristiche demografiche potrebbero avere? Ad esempio essere novelli sposi o anche genitori separati.

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  1. Ampiezza del pubblico

In questo caso il pubblico raggiunto (con un budget totale di euro 10) è di 150.000 persone, che potrebbe essere un’ ampiezza ottimale. Sconsigliato, per budget così piccoli, superare le 300.000 unità ma anche scendere al di sotto delle 100.000 Un’altra attenzione da porre in essere è la durata della campagna. Sicuramente la durata delle vostre campagne dipenderà molto dalla risposta della vostra community e del vostro brand, ma è molto difficile che Facebook riesca a distribuire il vostro budget in una campagna che duri meno di 48 ore. Parimenti è sconsigliata una durata eccessiva (superiore ai 7-8 giorni per budget molto piccoli come ad esempio 8 euro), poichè le interazioni quotidiane calerebbero vorticosamente andando probabilmente ad incidere sul risultato finale.

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Ricordate sempre: un’azione di marketing non è mai un’azione asettica. Dobbiamo ricordare che il nostro target, o il nostro acquirente, potrebbe essere nostra madre, nostro fratello, nostro padre o noi stessi. Per questo è sempre necessario partire costruendo nella propria testa prima, e magari nero su bianco poi, la “personas”ideale alla quale vogliamo rivolgerci.

Un buon marketer vede i consumatori come esseri umani completi, con tutte le sfacettature proprie delle persone reali.” (Jonah Sachs)

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Algoritmo Facebook: nuove penalità

Algoritmo Facebook: nuove penalità per i post “acchiappa-interazioni”

Sanzioni per le pagine che fanno uso di contenuti ingannevoli e abbassamento della loro visibilità

Gli ultimi aggiornamenti dell’algoritmo di Facebook confermano un dato importante: anche per il social network più utilizzato del pianeta non conta solo la quantità. Quella che per Google è una priorità ormai da anni confermata da costanti novità relative ai fattori di ranking, sembra essere importante anche per il gigante di Zuckerberg. Sarà capitato a tutti di notare nella Home post con un copy simile a “Condividi se anche tu…”, “Metti mi piace se…”, “Tagga un amico se…”, e altri di questo genere. Si tratta di post con un unico obiettivo: portare visite al sito con un’azione ingannevole like-fb-sw Questa antipatica abitudine è molto diffusa ed è una pratica utilizzata anche da amministratori di pagine aziendali che dimenticano la rilevanza del contenuto cercando di incrementare ad ogni costo il numero delle interazioni. Da qualche giorno non solo sarà più difficile continuare a portare visite al sito abusando della buonafede degli utenti con contenuti di bassa qualità, ma verranno penalizzate le pagine sulle quali saranno pubblicati post di questo tipo con un drastico abbassamento della loro visibilità nel News Feed. fb-loghi-swDopo la penalizzazione del “link baiting”, ovvero dei post ingannevoli con link utilizzati per portare visite al sito, ora diventa fattore negativo anche il cosiddetto “engagement baiting”. Stando alle ultime notizie sulle novità da Facebook seguiranno nuovi aggiornamenti relativi a ulteriori penalizzazioni rivolte alle pagine che utilizzano regolarmente contenuti-esca. Verrà ridotta la diffusione di contenuti spam e fuorvianti con la finalità di migliorare la qualità delle interazioni e rispettando quella che dovrebbe essere il principio base dei feed: l’autenticità.

Quali contenuti verranno penalizzati nel News Feed di Facebook?

L’ultimo aggiornamento dell’algoritmo di Facebook ha la finalità di migliorare l’organizzazione e la selezione dei contenuti evitando interazioni di bassa qualità. Nello specifico le pagine destinate ad essere penalizzate sono quelle che abitualmente praticano:
  • Vote baiting: post nei quali l’utente interagisce esprimendo un voto/reazione su un’immagine;
  • React baiting: post nei quali si invita l’utente ad esprimere attraverso il like l’appartenenza ad una determinata categoria (es. segno zodiacale, genere, ecc…);
  • Share baiting: post attraverso il quale si invita l’utente a condividere con un numero prestabilito di amici il contenuto, in cambio della partecipazione ad un ipotetico concorso a premi;
  • Tag baiting: post con cui si invita l’utente a taggare contatti che potrebbero far parte della categoria segnalata dal contenuto (es. look);
  • Comment baiting: post attraverso il quale invitare l’utente a lasciare un commento per indicare la propria appartenenza alla categoria indicata dal contenuto (es. genere musicale).
Queste sono le 5 tipologie di contenuto che nei prossimi giorni subiranno le penalizzazioni previste dalle ultime novità sull’algoritmo di Facebook. Restiamo dunque in attesa di nuovi aggiornamenti relativi all’organizzazione dei contenuti sul News Feed. Se hai dubbi sulle ultime novità relative al funzionamento dell’algoritmo di Facebook, scrivi qui le tue domande. local-marketing-libro-francesco-antonacci-cristiano-carriero
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Social media marketing: 5 trend per una strategy efficace nel 2018

Contenuti personalizzati, chatbot, community, realtà virtuale, live video: le tendenze social in arrivo

Con l’evoluzione delle piattaforme e algoritmi sempre più complessi, il social media marketing è diventato un post(o) sempre più complesso, dove è necessario restare al passo con le esigenze degli utenti. Giunti alla fine del 2017 è opportuno fare il punto su alcune tendenze emergenti tra i social, dove si prevede un’ondata di grandi cambiamenti almeno su tre fronti:
  • Strategie di fidelizzazione e conversione
  • Tipologie di contenuti
  • Interazione e fruibilità
Cosa aspettarsi dunque per il 2018? Proviamo a fare delle previsioni, partendo anche da ciò che il 2017 ci ha lasciato. Come molti avranno già notato, il raggiungimento di un pubblico altamente pertinente è stato il trend degli ultimi mesi ed è destinato ad evolversi in maniera sempre più massiva nel prossimo anno. Sulle nostre piattaforme social l’obiettivo sarà sempre di più il raggiungimento di un pubblico altamente targettizzato, al momento giusto, con i mezzi giusti. Avanzando alcune previsioni, il comune denominatore dei social trend 2018 sarà l’esperienza personalizzata dell’utente o consumatore  in movimento, dove “in movimento” assume una doppia valenza di significato: da una parte la continua evoluzione dell’utente, dall’altra la fruibilità adattata ai dispositivi mobili, quali smartphone e tablet. Vediamo dunque quali cambiamenti sono previsti sulle nostre piattaforme nel 2018 e quali strategie di social media marketing pianificare.

Parla con lui. La nuova frontiera della customere experience

Come emerge da una ricerca di chatbotsmagazine.com, vi è un evidente aumento del numero di persone che utilizzano app di messaggistica: oltre 2,5 miliardi di utenti su WhatsApp, Telegram, Snapchat, Messenger. Le aziende invece sono ancora focalizzate solo sui social. Quello che si prevede per il 2018 è proprio un investimento da parte di queste ultime nelle piattaforme di messaggistica e nell’ intelligenza artificiale, come assistenti virtuali e i ChatBot. chatbot I chatbots (per intenderci le caselle di chat che forniscono assistenza) sono già presenti su diversi siti web aziendali. È sempre più comune vederli apparire in qualità di customere assistance, simulando una conversazione umana, per supportare il visitatore del sito ed aiutarlo trovare l’informazione che sta cercando, senza dover effettuare una telefonata o inviare un’email. Il trend dei chatbot è dunque già in corso ma nel 2018 vedrà un’importante crescita e diffusione, rendendo la customere experiece più veloce e personalizzata, soprattutto da dispositivi mobili. Già lo scorso anno Facebook, durante la F8 Developer Conference di Facebook, aveva “svelato” l’importanza del supporto dei bot sulla piattaforma di Messenger, e David Marcus, CEO della piattaforma , affermava che il numero di messaggi inviati tra aziende e clienti aveva raggiunto i 2 miliardi al mese. Inoltre, una recente indagine di ManyChat condotta su oltre 8.000 ChatBot ci restituisce dei dati davvero molto interessanti riguardo l’efficacia di Open Rates e CTRs rispetto a una Email: un ChatBot ha un tasso di apertura dell’80% contro il 20% di una Email e una percentuale di click 10 volte più alta. Per tirare alcune somme i chatbot sono, e saranno sempre di più, una grande opportunità per le aziende di entrare in contatto con i propri clienti, già affiliati o potenziali, coinvolgendoli attivamente con una conversazione che si basa su tre parole chiave: istantaneità, privacy, personalizzazione e che si pone di raggiungere un unico obbiettivo: migliorare la customere experience, utilizzando i dati dei consumatori per formulare soluzioni personalizzate. chatbot_magazine

(Personal) content is the king

I chatbot non saranno l’unico mezzo utilizzato per migliorare l’esperienza dell’utente. Il social marketing sta migliorando sempre di più la possibilità di personalizzare i contenuti in base gli interessi specifici dei consumatori e si prospetta che il 2018 sarà l’anno dell’esplosione degli annunci dinamici su cui i social media marketer stanno già facendo un grande investimento. Man mano che le piattaforme social si evolvono ( dati Insights, algoritmi e strumenti di analisi sempre più precisi) la condivisione di contenuti pertinenti, interessanti e soprattutto unici per il pubblico di riferimento è sempre più possibile. In altri termini la precisione di questi dati diventa terreno fertile per le aziende che possono focalizzarsi su un pubblico ben preciso, indirizzando il messaggio e lasciandosi alle spalle i contenuti troppo generici. A questo proposito vale la pena aprire una parentesi sulle community di Facebook, un luogo su cui investire, trovare informazioni, condividere e instaurare una relazione con un target specifico. Facebook ha annunciato di voler implementare le sue funzionalità per supportare i Gruppi. Per il social business 2018 sono previsti un flusso di contenuti sempre più performanti, dove alla qualità ( audio e video), allo storytelling e all’emozionalità, si affianca la personalizzazione dei contenuti. I social, che sono sempre stati il canale di ascolto dei fan, permetteranno ai brand di creare e distribuire contenuti diretti e coinvolgere il pubblico a livello personale, passando così dal content marketing al personal content marketing. Ma come raggiungere questa personalizzazione dei contenuti? Partendo da una buona strategia social, dove diventa importante:
  1. Scegliere il canale di comunicazione giusto per il proprio target ( Instagram non è Snapchat )
  2. Investire parte del budget in pubblicità e campagne Adv ad hoc
  3. Studiare e analizzare i dati delle insights (ascoltando gli utenti ma anche i concorrenti)
  4. Realizzare contenuti Interessanti, rilevanti, personalizzati.

Non solo video ma live video

I video rappresentano lo strumento che genera maggiore engagement online. Se oggi il Video Marketing è uno dei trend preponderanti fra i social, la sua “evoluzione”, il live streaming, sarà uno dei trend da tenere a mente nel 2018. Da alcuni mesi lo streaming delle dirette di Facebook, Twitter, instagram e altre piattaforme social ha subito una forte evoluzione. Principalmente utilizzate dai privati, si stima che per il 2018 saranno alla portata di tutti. La tendenza delle aziende è proprio quella di sfruttare live e dirette sui propri canali social come strumento di fidelizzazione dei propri clienti. Facciamo riferimento ad alcuni dati: l’80 % degli utenti dichiara di guardare i live video con maggiore interesse rispetto alla lettura di un post; inoltre la diretta viene vista quasi 3 volte di più rispetto ad un video standard. Grazie alla loro natura meno raffinata e forse per questo più personale, il live video è un buon mezzo per condividere eventi aziendali, clip di prodotti in costruzione, mini-video di un dietro le quinte o aggiornamenti rapidi (dirette) delle notizie, lanciare un prodotto prima dell’uscita. Consente ai brand di abbattere quella tipica formalità dello spot pubblicitario, rompendo le barriere fra azienda e consumatore e creando un ponte di interazione più autentica. Il video non è solo prezioso per generare engagement: come ulteriore vantaggio l’algoritmo di Facebook predilige i video live ponendoli fra i preferiti della NewsFeed, e aumentando la probabilità di essere visualizzato organicamente. In sostanza il video continuerà a ricoprire un ruolo importante nella social strategy ma a fare la differenza nel 2018 saranno i live streaming. Non solo Facebook ma anche Instagram, Twitter, Snapchat e diversi canali oggi permettono la trasmissione in diretta. Agora, ad esempio, offre uno stream senza scaricare altre app, che si integra con quelle già esistenti consentendo di raggiungere i consumatori facilmente e in tempo reale. live-video

Lunga vita ai contenuti brevi

A fare da apri fila al fenomeno dei contenuti effimeti, lo sappiamo, è stato Snapchat, con i suoi 10 miliardi di video visualizzati lo scorso aprile. Instagram Stories registra 100 milioni di utenti ogni giorno, seguito da Facebook che ha da poco introdotto le Stories anche per le Business Page, e WhatsApp che ha inserito lo Status di 24 ore. Anche nel 2018 lunga vita ai contenuti effimeri sui social, così performanti perché immediati, perchè in grado di fotografare la realtà e stare al passo con i propri utenti, di cui sono lo specchio, e ritorniamo al concetto del pubblico sempre in movimento. Infatti un altro aspetto da non sottovalutare è proprio la fruibilità di questi contenuti, visualizzabili da mobile, da una cerchia ristretta dell’audience, la quale percepisce questi contenuti come immediati, autentici e validi. Si prospetta che questo tipo di formati non solo rappresenteranno una parte della content strategy sui social, ma saranno integrati in termini di design e fruibilità, anche grazie alla virtual reality.

Realtà virtuale: l’evoluzione tecnologica al servizio della creatività

L’elemento di distinzione dei social è sempre stato il diretto coinvolgimento dell’utente. Come abbiamo visto questo aspetto è sempre in crescita e le aziende avranno sempre più strumenti per poter coinvolgere, divertire, emozionare il proprio pubblico. Uno degli strumenti e di conseguenza trend in previsione per il 2018 percorre questo obiettivo grazie alla realtà virtuale, o realtà aumentata. Ma cos’è questo fenomeno? Elementi virtuali in luoghi reali. Cioè? Un po’ quello che vediamo accadere nelle Instagram Stories o in Snapchat: un’esplosione di creatività (e di tecnologia) che permette di visualizzare e sovrapporre elementi multimediali al nostro spazio fisico. La rivoluzione, o, se vogliamo, la grande potenzialità, sta nel fatto che alcune aziende potranno applicare questa tecnologia ai loro prodotti. Sicuramente rappresenta uno strumento che permette di aggiungere creatività ai contenuti, coinvolgendo l’utente grazie ad una personalizzazione dei contenuti visualizzati. Tutto questo implica ovviamente una migliore customere experience, un terreno su cui investire per brand e aziende. virtual-reality Facebook e Apple stanno già investendo nella Realtà virtuale. La prima lanciando Ar Studio, un ambiente per creare oggetti virtuali sovrapponibili alla nostra fotocamera; la seconda con il progetto ARKit, un framework che molti hanno iniziato a testare sfruttando gli ultimi Iphone; inoltre Apple lancerà una piattaforma per portare questo strumento alla portata di tutti. Anche con la realtà virtuale ci dirigiamo verso una personalizzazione sempre più preponderante dei contenuti. I social network continueranno ad essere canali in continua evoluzione. La vera sfida resta quella di adattarsi alle esigenze dell’utente e a questo cambiamento continuo. Non ci resta che sperimentare e soprattutto tenerci aggiornati. Cosa stai facendo per pianificare la tua Social Strategy 2018? Faccelo sapere nei commenti e se hai bisogno di una consulenza contatta il team di Socialware!

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Come implementare la tua campagna Advertising su Facebook in 6 step

Come implementare la tua campagna Advertising su Facebook in 6 step

Impostare una campagna di Facebook Advertising seguendo pochi passaggi, semplici ma efficaci

Facebook ha convinto ormai anche i più scettici. Sempre più utenti che vedono Facebook come un mercato sociale (1,8 Miliardi di interazioni l’ora) a cui dedicare (gran)parte del budget aziendale con l’obiettivo di promuovere il proprio Brand e per produrre vendite. La crescita delle attività legate a Facebook Advertising, e dunque a pagamento, parallela al calo registrato dalla ricerca organica si spiega in pochi dati:
  • Le Ads di Facebook portano alle Fan Page circa il 77% di fans in più rispetto alle Fan Page che non le utilizzano;
  • Le Ads di Facebook generano circa il 96% di click in più alla voce Engagement;
  • Le Ads di Facebook generano circa il 126% di impressions in più alle fan Page e ben il 225% in più ai singoli Post.
Questo spiega perché sempre più aziende e professionisti scelgono di diversificare il budget utilizzando anche le inserzioni di Facebook.

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6  Step da considerare per la creazione di inserzioni Facebook efficaci

1. Non utilizziamo Facebook Pixel? Forse ci stiamo perdendo gran parte del divertimento

Dopo aver preso un minimo di dimestichezza con Facebook Business Manager, lo step più importante da compiere è quello di installare e utilizzare Facebook Pixel. Grazie a Google Tag Manager implementare Facebook Pixel sul nostro sito web e tracciare le conversioni provenienti dal social network è oggi più semplice. Tracciare ed analizzare le conversioni operate dal traffico proveniente da Facebook rende il ‘gioco’ più divertente. Ciò non solo ci consente di avere il polso reale del nostro operato su Facebook, ma ci fornisce anche dati utili ad ottimizzare le inserzioni future rifinite sul comportamento degli utenti.

2. Come creare i nostri Pubblici Target per le campagne di Advertising

Crearci dei pubblici Target prima di avviare campagne di advertising ci consente di fare Remarketing con coloro che già ci conoscono, hanno già contatti con noi o hanno già acquistato un nostro prodotto. Le Custom Audience ci permettono infatti di mostrare i nostri annunci a 3 gruppi di persone:
    • Coloro che hanno visitato il sito web
    • La nostra lista clienti
    • Coloro che utilizzano o hanno scaricato la nostra app
Ottenere risultati da un pubblico che già ci conosce o, meglio, che è già fidelizzato, sarà di sicuro un’operazione che porterà più risultati. E in questo Facebook Pixel ci aiuta moltissimo.

3. Creare campagne con macro-obiettivo “Conversione”

Le campagne impostate sulla “Conversione” hanno come obiettivo quello comunicare con gli utenti di Facebook più propensi a rispondere positivamente alle azioni richieste all’interno del nostro sito web. Le conversioni da impostare, e dunque gli obiettivi, possono essere di varie tipologie. Possiamo porci come obiettivo quello di richiamare l’utente ad effettuare un acquisto, a compilare un modulo, a rilasciarci dei dati utili, ad iscriversi ad un determinato servizio o a scaricare un determinato contenuto. Inoltre, gli obiettivi raggiunti possono anche svelarci degli elementi comportamentali determinanti per la creazione di futuri pubblici di remarketing: sapendo il termine più ricercato sul nostro sito potremmo ad esempio creare pubblici di interesse ad hoc, a cui poi poter inviare determinate informazioni.

4. Creare campagne con macro-obiettivo “Considerazione”

Le campagne impostate sull’obiettivo “Considerazione” sono in genere le campagne più utilizzate per 2 semplici motivi. Il può banale dei motivi, ma non certo da trascurare, consiste nel fatto che gli utenti sui social network sono più propensi all’interazione. Di sicuro è interessante sapere anche che i micro-obiettivi associati a questa tipologia di campagna risultano essere i più trasversali:
    • Possiamo porci come obiettivo quello di avere maggior Traffico sui nostri canali;
    • Possiamo ambire a creare più viralità attraverso l’Interazione e coinvolgendo un pubblico più propenso a farlo;
    • Ambire ad un pubblico più propenso a Scaricare una nostra App o a visualizzare un nostro video;
    • Entrare in contatto con utenti più propensi a contattarci e chiederci informazioni via Facebook Messenger;
    • Possiamo porci come obiettivo quello di fare Lead Generation, e dunque acquisire contatti e nuovi Lead.
Quest’ultima, la campagne di acquisizione contatti, è tra quelle che sicuramente desta maggior interesse per la sua efficacia. Di facile impostazione, grazie alla Lead generation campaign possiamo proporre un vero contact form agli utenti di Facebook in cambio di un e-book, un coupon sconto o ingresso omaggio da scaricare.

5.Pubblici Target per comportamento, interessi, dati demografici

Impostato l’obiettivo a livello di campagna, l’impostazione del gruppo di inserzioni ci permette di definire con precisione il nostro Pubblico Target, il budget da dedicare all’intera campagna di inserzioni e il posizionamento delle nostre inserzioni all’interno di Facebook, Instagram e altri network associati al ‘Mondo Zuckerberg’. Settare al meglio i gruppi di inserzioni sulle caratteristiche dei pubblici target è la fase più importante tra tutte le operazioni di impostazione. Facebook lo sa bene e ci mette a disposizione una serie di tools e parametri per restringere al meglio l’audience di nostro interesse. Possiamo restringere il campo d’azione delle nostre inserzioni in base al Comportamento degli Utenti. Infatti grazie al Behavior Targeting di Facebook le nostre campagne raggiungeranno le persone in base agli acquisti fatti in passato, le intenzioni d’acquisto, l’utilizzo dei devices, i loro gusti e le loro caratteristiche comportamentali. “Ci rivolgiamo a coloro che guidano un auto o una moto?“ “Viaggiano spesso o una volta all’anno?” “Sono propensi agli acquisti online o preferiscono la cara vecchia bottega di quartiere?” La selezione della nostra audience può avvenire anche in base agli Interessi degli Utenti presenti su Facebook. L’Interest Targeting infatti, ci consente di raggiungere un pubblico sulla base dei loro interessi che Facebook è in grado di carpire, come ad esempio le attività svolte, gli hobby, le pagine di interesse e gli argomenti di interesse degli utenti. “Amano il mondo del business o l’arte?” “A questa ragazza piace fare shopping per sé stessa o per suo figlio?” “Amano il fitness o l’arte culinaria?” Selezionare il nostro pubblico anche in base ai Dati demografici è basilare per qualsiasi tipo di campagna digitale. Non possiamo proporre ricambi per auto di alta gamma ad un 17enne che si trova a Berlino per motivi studenteschi. In questo ambito, Facebook ci fornisce una serie di opzioni veramente interessanti. Possiamo restringere il nostro raggio d’azione individuando audience in base all’età, location di residenza o di permanenza, lingua parlata, relazioni personali, tipologia di lavoro, origine etnica ecc. “Possiamo proporre un pacco di orecchiette pugliesi da acquistare online ad un adulto single che vive a Milano per lavoro ma che è nato e ha sempre vissuto in Puglia?” Incrociando dati demografici, interessi e caratteristiche comportamentali abbiamo la possibilità di definire al meglio il nostro pubblico.

 imbuto

6. Creatività e caroselli

L’ultimo step prima di lanciare la nostra campagna consiste nella creazione dell’inserzione, definendo il formato, il Copy, le immagini e guarnendo tutto con una buona dose di creatività. Soffermandoci sulla scelta del formato, il Carosello di Facebook è uno dei formati che racchiude in se quasi tutto ciò che un inserzionista può chiedere. I contenuti visuali impreziositi da un buon storytelling sono i due ingredienti che ogni annuncio dovrebbe avere, ebbene le Carousel Ads riescono a combinare questi due elementi in maniera davvero efficace Attraverso un’inserzione in formato Carosello possiamo
  • Dettagliare le caratteristiche principali del nostro prodotto (o un’intera linea di prodotti)
  • Dare visibilità al nostro Brand
  • Mettere in risalto la promozione in atto
  • Possiamo comporre un’inserzione completa di copy, immagini ‘scrollabili’ e molto mobile-friendly (fino a 10), Titolo e didascalie per ogni immagine o video, link per ogni immagine o video (c’è da sbizzarrirsi!), Call to action in evidenza.
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