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5 consigli per gestire la pagina Facebook delle PMI

Le possibilità offerte da Facebook sono ormai note se pensiamo che 20 milioni di italiani vi accedono almeno una volta al giorno. Quello che invece è emerso nel corso di questi anni anni è che non tutte le aziende possono sfruttare in egual maniera questa opportunità anche a fronte di una continua evoluzione degli strumenti.
Aumenta sempre di più il divario tra grandi aziende che possono contare su risorse organizzate e piccole e medie imprese che fanno il possibile per rimanere in contatto con i propri clienti, o per trovarne nuovi. Un divario che si apre sui costi di gestione necessari per gestire una pagina fan e spesso sottovalutati, dimenticando che quando il birrificio artigianale apre il suo canale Facebook, automaticamente entra in competizione con Ceres, Nastro Azzurro, e tutti i big. Quando siamo utenti non facciamo caso se un’azienda è grande o piccola, scegliamo di seguirla per i suoi contenuti.
Mentre studiamo le strategie e leggiamo i casi dei grandi brand la maggioranza dei social media manager si trova ad affrontare le esigenze specifiche delle piccole attività commerciali o delle industrie di media grandezza che pur costituiscono la spina dorsale dell’economia italiana. Abbiamo voluto quindi condividere la nostra esperienza sull’argomento, sperando di contribuire a una riflessione sempre più articolata.

1 Stabilisci il flusso di informazioni

Una delle difficoltà più grandi, come abbiamo detto è la produzione dei contenuti e le difficoltà sembrano aumentare quando nel progetto non sono incluse figure specifiche che si occupino di grafica, fotografia o video. Partiamo dall’assunto che il contenuto eccessivamente professionale non è necessariamente il più apprezzato: ad esempio la pagina Facebook della Masseria il Frantoio registra picchi di visibilità con foto e video fatti con il cellulare, segno che gli utenti hanno voglia di contenuti autentici e senza post produzione. L’attività di comunicazione in questo caso dà l’idea di una condivisione quasi in diretta della vita in Masseria.
Per riuscirci, la prima cosa da fare è individuare all’interno dell’impresa la persona più adatta per ottenere contenuti, quella che è più abituata ad usare lo smartphone e che vive fisicamente l’azienda tutti i giorni. In secondo luogo è importante stabilire il canale più veloce e facile per condividere questo materiale: può essere un canale formale come la mail, ma anche più veloci come whatsapp e messanger. Una volta stabiliti questi punti, puoi capire come catalogare i contenuti e convogliarli nel tuo calendario editoriale.

2 Scegli il formato dei contenuti in base all’obiettivo


 
Uno dei fattori di successo di una pagina Facebook è pubblicare diverse tipologie di contenuto. Foto, video, slideshow, note, caroselli, album, video, eventi: più saranno diversificati e più il social premierà la reach organica della pagina. Dunque se il nostro obiettivo è la visibilità potremmo puntare ai video, slideshow e gif, mentre se vogliamo portare il traffico sul sito possiamo usare i caroselli in maniera creativa.

3 Punta sulla community

Il vantaggio di una piccola e media impresa è la profonda conoscenza della rete di relazioni creata intorno all’azienda. Per un’ attività che offre servizi questa comunità può essere compost dai clienti, per un produttore può essere la rete vendita. L’obiettivo è cercare di riportare online i rapporti costruiti nel corso del tempo, e per riuscirci dovremmo segnalare in ogni attività di comunicazione l’esistenza di una pagina Facebook aziendale proponendola come canale di informazioni sulle novità o come vetrina di visibilità per tutti coloro che collaborano alla filiera.

4 Rispondi sempre, a tutti


Se avremo lavorato bene e le interazioni iniziano a comparire sulla tua pagina Facebook l’errore più grande sarebbe non coltivarle. Le persone hanno impiegato una piccola parte del loro tempo per scriverci e il minimo che possiamo fare è rispondergli, sempre e comunque, non solo nei messaggi privati. Metti da parte il tono formale e prendi spunto dal linguaggio utilizzato dai fan per instaurare un legame empatico che ti aiuterà a fidelizzarli.
 

5 Metti in risalto le persone

Dare un volto a un marchio è una delle attività più importanti per comunicare in maniera efficace sui social, e questo è ancora più facile se l’azienda è piccola. Non avere paura di condividere foto dello staff o dell’amministratore delegato, l’importante è mantenere un’ ottica di valorizzazione di tutto il gruppo aziendale. Raccontare momenti di condivisione del team permette ai clienti di conoscere le persone che stanno dietro a un qualsiasi prodotto o servizio, che non verranno più visti solo in quanto tali ma come frutto del lavoro di una grande famiglia con l’obiettivo di soddisfare le esigenze di altre persone.

A smartphone user shows the Facebook application on his phone.

Facebook avrà una seconda News Feed con i post che vuoi tu

Facebook ha annunciato l’arrivo del Feed Quality Panel una nuova funzionalità che ci permetterà di valutare i contenuti più interessanti e quindi di arricchire l’algoritmo delle nostre news feed con un criterio di rilevanza. Il social network padrone del mercato ha già condotto uno studio su un campione di utenti chiedendo loro di votare da una a cinque stelle ogni storia comparsa sulla loro home di Facebook.
“Da questa ricerca siamo in grado di capire meglio quali storie le persone vorrebbero vedere in alto nella loro News Feed anche se decidono di non cliccare o commentare”
spiegano gli ingegneri di Facebook nella nota comparsa il 1 Febbraio. Nella stessa nota viene prospettato la possibilità in futuro di avere due news feed: una che premia i contenuti con cui la nostra rete sociale interagisce, e uno con una selezione in base alle preferenze espresse. Sull’effetto che avrà il Feed Quality Panel sulle pagine, Facebook non conferma né smentisce se ci saranno aumenti o diminuzioni della visibilità organica, ma una cosa è certa: se il numero di click sui post non corrisponde al numero di persone che hanno espresso preferenza per quelle stesse storie, in quel caso le pagine saranno penalizzate. Un ulteriore tentativo di annientare il clickbaiting dunque, ovvero contenuti – perlopiù link – con un titolo fatto per acchiappare click ma che poi al suo interno riportano ad esempio una notizia non vera o volutamente ingannevole. Facebook-avra-un-altra-News-Feed-con-i post-che-vuoi-tu L’introduzione della doppia News Feed è sicuramente un aspetto positivo per tutti gli editori e per gli utenti che vogliono utilizzare la piattaforma soprattutto per informarsi, mentre con la sola visualizzazione basata sull’engagement alcune notizie venivano riproposte anche dopo giorni solo perché le persone continuavano a commentarla. Allo stesso tempo è una mannaia per la pluralità delle opinioni e di conseguenza per la formazione dello spirito critico: già su Facebook vediamo agire elementari meccanismi di ascolto selettivo da parte degli utenti- come cancellare gli amici che hanno pubblicato post da noi giudicati inappropriati – e ora il Feed Quality Panel restringerà ulteriormente i messaggi a cui saremo esposti a quei solo che si trovano già in linea con le nostre idee. Il grande punto interrogativo restano sempre le pagine che sempre nella suddetta nota a parer di Facebook non dovrebbero incoraggiare gli utenti all’azione perché “questo potrebbe causare solo un temporaneo picco di visibilità che potrebbe essere ribilanciato nel tempo”. Insomma meno call to action e più sponsorizzazioni? Ovviamente Zuckerberg fa gli interessi dell’azienda ma non dimentichiamo che il dialogo con le persone è la base di una rete sociale, e siamo sicuri che il Feed Quality Control non potrà che darci una grande mano per conoscere sempre meglio la nostra audience. Tu che ne pensi? Scrivici la tua nei commenti!
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Tre digital trends per il 2016

Anno nuovo, scenario in cambiamento: se è vero che il web non rispetta la velocità di evoluzione a cui siamo stati abituati nell’ultimo mezzo secolo, guardando alle novità del 2015 non è difficile capire la direzione che sta prendendo il mercato digitale. Noi abbiamo individuato tre tendenze che sicuramente esploderanno quest’anno, vediamole insieme.

Instant shopping: l’ecommerce con un click

Sempre più prodotti e servizi diventeranno acquistabili attraverso i social, Facebook in testa. Il colosso di Zuckerberg infatti sta testando una sezione shopping disponibile sia per i profili, nell’elenco di tab presenti nella versione mobile, sia nella parte superiore delle pagine con l’opzione Servizi, dove sarà presente l’elenco dell’offerta proposta. I consumatori vogliono cliccare sull’immagine del prodotto dal loro social preferito e entrare immediatamente nel processo di acquisto, che allo stesso tempo sarà sempre più integrato con l’offline. La geolocalizzazione infatti sarà sempre più utilizzata come strumento chiave per guidare l’esperienza del consumatore all’interno del negozio fisico, ma anche per raggiungerlo con campagne di pubblicità che andranno a intercettare la domanda al momento giusto e nel posto giusto. Tre_digital_trends_per_il_2016

Conquista Google con la content SEO

Allo stesso tempo anche la SEO si concentrerà maggiormente su attività di social media, dopo la constatazione che le nostre news feed non solo sono spesso l’unico punto di contatto tra la produzione e la fruizione dei contenuti, ma sono i primi canali ad essere consultati quando si tratta di breaking news. Dunque, per consolidare il posizionamento su Google del tuo sito è necessario dare la priorità ai contenuti, soprattutto se visivi: fra gli ultimi aggiornamenti Google ha assegnato un premio in più ai contenuti di qualità rispetto all’ottimizzazione dei testi per keyword. Questo perché foto, grafiche e video portano gli utenti a permanere su una pagina per più tempo – e dunque inviando positivi segnali di rilevanza rispetto alle ricerche –  e in generale perché l’efficacia comunicativa di un contenuto visivo è estremamente più forte di un testo. Ci piace pensare che “un’ immagine vale più di mille parole” ma anche, come scrisse il prof James McQuivey nel 2008, che un video può valere più di un milione di parole.

Largo alle esperienze native sui social media

Nel 2015 abbiamo visto nascere su Twitter e Instagram i canali tematici con i contenuti prodotti dagli utenti, e la stessa feature è parte integrante dell’esperienza di utilizzo offerta da Snapchat. Dopo questi esperimenti di cura e selezione degli user generated content, il passo successivo potrebbe essere la produzione di contenuti originali da parte dei social media. L’obbiettivo è ovviamente aumentare la durata delle sessioni degli utenti: Facebook ad esempio ha lanciato per le testate giornalistiche l’opzione Instant article che permette di leggere gli articoli pubblicati senza lasciare la piattaforma. Cosa cambierà per i marketer? Questo passaggio costringerebbe i brand a investire in esperienze native per ogni canale, invece di utilizzare queste reti unicamente per guidare il traffico sulle proprie piattaforme, con uno sforzo di produzione maggiore ma con una visibilità più ampia, e si spera più duratura.
Tre_digital_trends_per_il_2016
In Italia gli Instant Article sono disponibili per La Stampa, La Repubblica, Fanpage, Today e il Fatto Quotidiano
Pensi che queste previsioni siano realistiche? Tu consiglieresti altri trend da seguire? Dicci la tua nei commenti!
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Hashtag: come funzionano e come utilizzarli al meglio sui social media

Nel mondo del social media marketing c’è spesso molta confusione sull’utilizzo degli hashtag. Essi possono essere un’opportunità preziosa non solo per chi vuol raggiungere potenziali clienti, ma anche per chi utilizza i social media per comunicare con gli amici, esprimere le proprie opinioni o condividere una passione.

L’hashtag è diventato uno strumento importante nella creazione di una strategia di Social Media Marketing vincente, ma ogni piattaforma è diversa dall’altra: spesso una risorsa alle prime armi (o un semplice utente) non sa che utilizzare gli stessi hashtag e nello stesso numero su piattaforme differenti, potrebbe compromettere la riuscita persino dell’offerta più imperdibile, della riflessione più interessante o dello scatto fotografico più affascinante.

Quindi come funzionano gli hashtag e come non abusarne? Ecco un’infografica esplicativa su come utilizzarli al meglio sui tre principali canali social (Facebook, Twitter e Instagram), con tanti consigli e dati interessanti anche per chi utilizza questi canali per svago.

 

 

 

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Social Media Strategy per Ecommerce

Come utilizzare i social network per il tuo Ecommerce

Nonostante diversi ostacoli, soprattutto di origine culturale, il giro di affari legato al commercio elettronico in Italia è arrivato a 14 miliardi di euro. Una cifra davvero importante, che ci deve spronare a fare sempre meglio e ad affinare la nostra strategia di marketing e comunicazione sul web per un ecommerce.

Strategia che, visti i dati, non può non integrare anche (se non, soprattutto) i social network, una fetta importante nella vita (e nel tempo) delle persone, tutte potenziali utenti del nostro shop online. E chi esclude questo tassello non può che rimanere indietro e deludere le aspettative di chi, invece, si aspetta quasi naturalmente questa integrazione. Vediamo, perciò, come poter sfruttare alcuni dei diversi social attualmente sul mercato per potenziare la nostra strategia e portare sempre più traffico (e vendite) sul sito, guardando anche a quelle che sono le strade percorse in tal senso dai grandi brand.

FACEBOOK

Di certo non si può dire che il social network di Mark Zuckerberg non abbia mosso passi in questa direzione. Ve lo ricordate il Gift Shop, strumento con il quale era possibile fare acquisti e regali agli amici direttamente sulla piattaforma? Beh, anche se il servizio non è mai decollato, si è trattato comunque di un primo approccio social verso gli e-commerce. Approccio che si è concretizzato il 17 Luglio 2014 con l’introduzione del tasto BUY per i post sponsorizzati. Sono dei veri e propri annunci di prodotto, muniti di inequivocabile call-to-action, “Acquista” per l’appunto, che consentono all’utente di poter completare l’acquisto senza mai abbandonare Facebook.  Tutto, ovviamente, in maniera sicura e nel rispetto della privacy e senza alcuna commissione o fee sulle vendite, ma soltanto il costo dell’ads.

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TWITTER

E anche il social network dei cinguettii si è adeguato alla crescente importanza degli e-commerce, aggiungendo anch’esso la funzione BUY nei propri tweet sponsorizzati e consentendo di completare l’intera transazione, sempre in assoluta sicurezza, sulla stessa piattaforma. Ma non è questa l’unica funzione attivata da Twitter per stimolare e integrare il commercio elettronico. Ha pensato bene di sfruttare anche uno dei sui strumenti simbolo, l’hashtag, per compiere delle conversioni. Di recente, infatti, ha siglato un accordo davvero all’avanguardia con Amazon: qualsiasi utente potrà scegliere di inserire nel carrello degli acquisti o nella lista dei desideri un qualsiasi prodotto twittato da Amazon, rispondendo al tweet rispettivamente con #AmazonCar per la prima operazione o #AmazonWishList per la seconda. Questo però a patto che abbiate collegato l’account Twitter al vostro profilo su Amazon.

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PINTEREST

E poi c’è Pinterest, il social network cucito su misura per l’e-commerce: basta avere delle belle immagini, in hd, mettere il link al sito e il gioco è fatto. E anche le transazioni, ovviamente, migrano sul sito stesso e tutto resta uguale a come ormai lo conosciamo.

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INSTAGRAM

Se pensiamo a Instagram, immaginiamo a buon diritto un social totalmente votato al visual su cui condividere le nostre immagini e i nostri video personali. Ma c’è chi ha provato a utilizzare la piattaforma in maniera creativa e originale, facendo di Instagram una sorta di sito web. È il caso di Ikea Russia che ha creato un vero e proprio catalogo interattivo con le immagini dei prodotti e le descrizioni. Come? Sfruttando la funzione tag delle foto, che si sono trasformati in collegamenti ipertestuali, e creando tantissimi account per ciascuna categoria di prodotto. Un lavoro impegnativo, ma dagli ottimi risultati.

Ikea Russia Instagram

 

 

WHATSAPP

Per quanto per alcuni sia difficile vedere l’applicazione di messaggistica istantanea per eccellenza come un social network, a conti fatti lo è. O, per lo meno, lo sta diventando. E non considerarlo come un ulteriore canale di comunicazione di un e-commerce potrebbe essere una mossa non proprio furba. Molti grandi marchi, come Absolut Vodka, questo l’hanno capito e hanno provato a definire una strategia che sfrutti questo potentissimo strumento. Certo, quando si parla di numeri di telefono la remore aumentano e bisogna assicurarsi di muoversi nel consenso e nel rispetto della privacy degli utenti. Ma una volta superato questo piccolo (ma importante) gap burocratico, il gioco è fatto.

E proprio sul gioco si è basata la strategia di Absolute che, per promuovere una nuova linea di bottiglie di vodka, ha organizzato un party esclusivo alla cui lista di invitati era possibile accedere solo con il permesso di Sven. Chi è Sven? Un buttafuori virtuale con cui comunicare solo tramite WhatsApp e convincerlo a ogni costo, e in ogni modo, a partecipare alla festa. Un’idea davvero originale e divertente, che ha smosso la fantasia e la creatività dei partecipanti, che le hanno provate di tutte per smuovere il burbero Sven (il community manager di Absolut) dalle sue posizioni.

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Considerazioni

Alla fine della fiera, i modi e i mezzi che un e-commerce ha a disposizione per comunicare sono tanti, tantissimi e, soprattutto, sempre più social. Qui si può dare libero sfogo a fantasia e creatività per creare il giusto feeling con i propri utenti e far vivere loro un’intera esperienza, che non si ferma solo all’acquisto. Commenti? Obiezioni? Chiarimenti? Discutiamone insieme!

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Pulse: è arrivato il blog di LinkedIn

Opportunità e vantaggi del social blogging

Neanche troppo tempo fa, per i soli utilizzatori di Linkedin in lingua inglese, ha fatto la sua comparsa Pulse. E ancora oggi, chissà per quanto ancora, per poter utilizzare e sfruttare questa nuova funzione del social network dei professionisti è necessario, per noi italiani, impostare sempre la lingua inglese.

Cos’è Linkedin Pulse?

Ma che cos’è Pulse di Linkedin? In pochissime parole, Linkedin Pulse è il personal blog che LinkedIn mette a disposizione della sua rete di utenti; un blog per condividere contenuti di ogni tipo, postando direttamente sulla piattaforma e non più solo su siti esterni. Pulse è gratuito e con un editor semplice e intuitivo.

Potete cominciare a utilizzarlo andando su Interest > Pulse, oppore su Profile > Your Updates o più semplicemente cliccando sull’icona della matita nello stream della Home. Un’evoluzione quasi naturale e necessaria, vista l’importanza crescente del content marketing e del social branding. Ma vediamo insieme, nel dettaglio quali opportunità e quali vantaggi ci riserva questo nuovo cuore “pulsante” di LinkedIn.

I Vantaggi di Linkedin Pulse

1- È completamente gratuito.

2- Un editor semplice e intuitivo, proprio come quello di WordPress, con headline, tag h1, h2 e tutto il resto. Non è necessario installare template, plug-in e compagnia bella: l’ideale per chi ha poca dimestichezza con questi strumenti.

3- Largo spazio alla personalizzazione, proprio come un canale Youtube o un profilo Facebook. Avrai, infatti, la possibilità di inserire la tua immagine profilo, una copertina (698×400 px), di inserire link esterni, video e anche di condividere un articolo sugli altri social network (Twitter, Facebook e G+).

4- Ogni volta che pubblichi un post, ogni tuo collegamento sulla rete riceverà una notifica.

5- Niente più freni o ostacoli per lavorare strutturalmente sul personal branding: Pulse è il metodo più veloce per creare un blog, per rafforzare l’autorevolezza e dar vita alla migliore vetrina di te stesso.

6- Dal punto di vista SEO, ogni singolo articolo postato su Pulse viene indicizzato. Che significa? Un ulteriore fonte di traffico per il tuo blog.

Le Opportunità di Linkedin Pulse

Che decidiate di fare di Pulse il vostro blog ufficiale o che vogliate utilizzarlo come ulteriore canale di traffico per un sito esterno, le opportunità e le strategie individuate sono essenzialmente due:

1- Scrivere delle semplici anteprime di un articolo e rimandare con un link al proprio sito/blog per ulteriori approfondimenti. Ogni collegamento riceverà una notifica di quanto pubblicato e rappresenta una potenziale fonte di ulteriore traffico. Lo svantaggio, però, è che i più esperti o sensibili a questo genere di pratiche, costretti ad abbandonare LinkedIn per continuare la lettura di quanto scritto, lo avvertano come una promessa mancata. Con conseguente calo della vostra reputazione online.

2- Scrivere post lunghi e completi, facendo di Pulse la vostra seconda casa sul web. Un vero e proprio secondo blog, con approfondimenti, link esterni e video senza abbandonare la pagina. Una strada strategicamente migliore, ma sicuramente più dispendiosa se avete già un altro blog (o più) da dover seguire. E voi? Avete già cominciato a sperimentare questa novità di LinkedIn?

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Facebook: 3 consigli per la prossima immagine di copertina

Il profilo facebook aziendale è senz’altro il cuore pulsante della strategia di Social Media Marketing. Spesso ci interroghiamo chiedendoci quanto e come postare, se pagare o meno per una campagna ads, a cosa possono essere utili le app che ci consentono di interagire con i nostri fan… e non ci soffermiamo abbastanza su un elemento cruciale, anche se all’apparenza meno dinamico ed interattivo: l’immagine di copertina. Le regole di facebook dal 2013 hanno eliminato il limite di testo al 20 % e hanno lasciato molta più libertà rispetto a prima: infatti adesso il regolamento Facebook dice che:
“Tutte le copertine sono pubbliche. Ciò significa che chiunque visiti la Pagina può vedere la copertina. Le copertine non possono essere false, ingannevoli o violare i diritti di copyright di terzi. Non è consentito invitare le persone a caricare la copertina sul proprio diario personale”.
Di fatto, a parte il divieto di incoraggiare l’uso della propria immagine di copertina su altre pagine e quello di utilizzo di immagini protette dal copyright, i limiti coincidono con quelli delle inserzioni: niente incitamento all’odio o al razzismo, niente pornografia ecc. Molta libertà d’azione, d’altro canto, può voler dire più errori. Ecco allora alcuni suggerimenti per avere un’immagine di copertina che assolva al suo ruolo: fare colpo sull’utente al primo sguardo.

1. Non eccedere con il testo, a meno che…

Sì, è vero, Facebook ha tolto il limite (lasciandolo solo alle inserzioni). Ma l’immagine di copertina, che – lo ricordiamo – non può essere nascosta, ha una funzione simbolica ed evocativa. Troppo testo può rendere l’utente addirittura ostile, facendolo sentire “investito” di discorsi strabordanti: un po’ come succede quando si conosce qualcuno che dopo cinque minuti inizia a raccontare tutta la sua vita. Meglio affascinare e lasciare all’utente la curiosità di scoprirci. La “pubblicità” facciamola sui canali predisposti. Ci sono però aziende che la pensano diversamente. Inserire un testo più lungo, se fatto in modo accorto, può essere comunicativo ed evocativo al pari di un’immagine. Ecco due esempi diametralmente opposti di immagini di copertina.

 


La verità è che immagini come quella delle Vans raramente funzionano al pari di quella Purakai, e sono molto più rischiose: quindi, a meno di non aver le capacità di rendere “bello” un testo lunghissimo, meglio evitare.

2. Non dimenticarsi mai di aggiornarla

Non c’è niente di peggio che atterrare su un profilo facebook e trovare un’immagine natalizia il 7 gennaio. Oltre a ricordare che le feste sono finite, dà un senso di sciatteria inequivocabile. Se proprio non riusciamo ad avere sottomano sempre un’immagine nuova e pertinente, esiste una soluzione elegante: inserire l’header del sito. Rende un senso di coerenza, oltre a rafforzare il ricordo del brand. Ecco un altro esempio di ottimo livello.

3. Coinvolgere gli utenti

Gli esempi classici di immagini vengono in mente a tutti: proporre con una grafica accattivante un’iniziativa particolare, i saldi di fine stagione, una call to action ecc. Se volessimo essere più originali potremmo, ad esempio, invogliare i nostri utenti a progettarla, offrendo un’interessante vetrina e/o organizzando un piccolo contest. Qui un esempio molto ben riuscito preso da un sito che si occupa di riunire designers.

L’idea alla base di un’immagine di copertina fb è dunque quella della freshness, declinabile in molti in sensi.

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Facebook marketing: è efficace la pubblicità su Facebook?

Il social media marketing è ormai una parte fondamentale nelle strategie di visibilità online delle aziende. Facebook oggi oltre ad essere una piattaforma di contatto e di svago, è entrato a tutti gli effetti nel business del web marketing. Chi gestisce un sito di Ecommerce ad esempio sa bene quanto sia fondamentale avvicinarsi agli utenti attraverso i social media e instaurare con loro un rapporto di “amicizia”. Ed è inevitabile, per fare attività di branding e promuoversi sul Social media, che ci si avvicini alle famose Ads di Facebook, ovvero l’equivalente delle campagne di Google Adwords. La domanda è quindi scontata:

le campagne Facebook Ads funzionano?

Conviene investirci soldi o è meglio concentrarsi sulle già rodate campagne di Pay per click su Google? Nonostante le critiche che ultimamente stanno accompagnando il social network (dalla sua entrata in borsa che sembra non avere mostrato grande stabilità alle varie defezioni che negli ultimi mesi sembrano abbiano preferito abbandonarlo), la pubblicità su questa piattaforma ha sempre richiamato grande attenzione da parte dei grandi investitori, che la ritengono un must per la visibilità online, soprattutto grazie al bacino di utenza del social network

Ma è altrettanto importante, saper targettizzare al meglio queste campagne e inquadrare alla perfezione il pubblico di riferimento, per evitare di fare investimenti a vuoto. Ecco allora che diventa importante avvalersi di una consulenza di web marketing per Facebook. Infatti, ormai è ben noto a tutti, che i dati forniti o le preferenze generali che vengono indicati sul proprio profilo, fungono da mirino per le aziende che focalizzano, in tal modo, i propri messaggi verso le persone che preferiscono.

Quanto costa una campagna Facebook Ads?

Vi sono due modi di potere comprare la pubblicità su questo social network: Pay per Click (pagamento per ogni Click ricevuto) e Pay per Impression (pagamento per visualizzazioni dell’annuncio). Il costo si basa, quindi, sulle visualizzazioni o sui click, effettuato durante la giornata, potendo inserire però un budget massimo (da non superare) per mantenere sotto controllo i costi.

Solo visibilità online o c’è altro?

Si potrebbe definire un marketing a consumo, ma le visualizzazione o i click non sono vendite. Infatti nonostante rappresenti una vetrina incredibile, la pubblicità e il marketing su facebook, comincia a raccogliere qualche sospetto. Molti affermano che la visualizzazione non porta ad un effettivo guadagno e altri cominciano a vedere che l’unico vantaggio della pubblicità su Facebook è la visibilità, mentre alcuni giurano di aver riscontrano un aumento nelle loro vendite.

Meglio Google Adwords o Facebook Ads?

A differenza delle campagne Sem di pay per click su Google Adwords, i cui risultati sono ampiamente dimostrati e dimostrabili, le campagne su Facebook hanno maggiori riscontri da un punto di vista di branding online, quindi legate ad un ritorno “indiretto” sulle vendite. Il consiglio personale quindi è che conviene fare pubblicità su Facebook, ma in modo cauto. All’interno di una strategia di Web marketing, soprattutto per i siti di ecommerce, è consigliabile dedicare solo una piccola parte del budget destinato al pay per click alla pubblicità su Facebook e concentrarsi meglio su Google Adwords. Infine, la pubblicità su questo social network deve essere finalizzata al engagement con gli utenti e al rafforzamento del brand, senza avere come fine ultimo quello della vendita online

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Facebook marketing e PMI: 8 consigli per gestire una fanpage

Oggi, in fatto di social media marketing e facebook marketing, esistono diversi casi di eccellenza come quello di Red Bull o Coca Cola, che grazie ad ingenti investimenti e ad un impegno costante riescono a diventare punti di riferimento nell’ambito delle moderne dinamiche social e digital.

Ma in comparazione con le (poche) grandi aziende e multinazionali, esistono una miriade di PMI, caratterizzate da una struttura organizzativa piccola, pochi investimenti e, soprattutto, una quota di tempo minima da dedicare all’aggiornamento sulle evoluzioni dei social network.
Questo è vero in particolare sui continui aggiornamenti cui Facebook ci sta abituando negli ultimi tempi per la gestione delle fanpage.

Ecco allora 8 consigli per le PMI per migliorare la gestione delle pagine Facebook.

1. Pianificate il vostro messaggio

Come già sottolineato, quello che spesso manca alle PMI impegnate a creare gestire una fanpage su Facebook è il tempo. Spesso, infatti, tutte le risorse sono impegnate sul core business aziendale, e può accadere che in determinati periodi la fanpage venga lasciata a sè tradendo una delle regole d’oro dei social media: “mai trascurare i vostri fan“. Questo succede, in alcuni casi, perché le PMI non considerano il social media marketing come un’attività fondamentale per la gestione aziendale.

Proprio per evitare questo errore fatale ci viene incontro Facebook con una feature abbastanza recente che ci consente di pianificare la pubblicazione del nostro aggiornamento. E’ una possibilità molto importante, perché a differenza del classico Hootsuite, è estendibile anche a deal, eventi e altri contenuti non programmabili dal fidato “gufo”.

Mai dimenticare, però, di controllare ogni tanto la fanpage per rispondere ai fan. L’interazione resta fondamentale ed imprescindibile.

2. Evitate i concorsi

Per questo consiglio va fatta una premessa fondamentale: per regolamento, siglato all’atto della registrazione, Facebook vieta di utilizzare i suoi strumenti nativi (commenti, like e condivisioni) per realizzare concorsi a premi di qualsiasi natura.

Per poter realizzare un concorso rispettando le regole bisogna allora realizzare un’app (o ottenerne una già realizzata da terze parti).

Inoltre i concorsi Facebook sono assoggettati alla legislazione sui concorsi a premi, regolamentata dal Dpr 430/2001 – Concorsi a premi. L’iter burocratico per creare un concorso facebook regolare è lungo, complesso e costoso, e nella maggior parte dei casi non vale la pena cimentarsi in questa trafila.

Il concorso in sé è uno strumento che può risultare utile ai grandi brand, con molte preferenze e premi sostanziosi da offrire. Una piccola azienda che mira a crescere nel numero di like e nella qualità delle interazioni dovrebbe pensare a soluzioni differenti, che stimolino interazione, curiosità ma soprattutto condivisione e spirito di community.

3. Invitate i vostri amici

Questa è probabilmente l’azione più antica del mondo, ma rappresenta sempre un ottimo inizio. Gli amici sono, infatti, persone di cui ci fidiamo, di cui conosciamo gusti ed inclinazioni e che quindi potenzialmente rappresentano i fan perfetti.  Però attenzione: un amico va invitato a diventare fan solo se si ritiene che il contenuto sia incline ai suoi gusti, altrimenti un’azione indiscriminata può essere percepita come fastidiosa e creare una cattiva brand reputation per la pagina verso alcune persone.

4. Promuovete gli aggiornamenti

In premessa abbiamo detto che spesso le PMI non hanno risorse da investire nelle attività social. Ma è importante, soprattutto in una fase di crescita, effettuare investimenti anche se minimi ma fortemente efficaci in termini di risultati.

Non dobbiamo pensare, infatti, che essere riusciti ad ottenere un buon numero di fan sia condizione sufficiente per avere un buon audience. Facebook, infatti, utilizza un algoritmo chiamato “Edgerank” che determina chi visualizzerà i contenuti di una fan page sulla base delle interazioni passate.
Quindi, chi regolarmente commenterà o interagirà con la pagina visualizzerà sempre nel suo feed i nuovi aggiornamenti, mentre chi non ha un’interazione regolare molto probabilmente no. Si stima che circa il 10-15 % dei fan visualizzi effettivamente i nuovi aggiornamenti nei propri feed.

Per ovviare a questo problema c’è un utile strumento di promozione creato da Facebook, che con un budget anche minimo aumenta il target a cui quel messaggio sarà rivolto.

5. Individuate un target specifico per i vostri messaggi

Non tutti gli aggiornamenti possono interessare tutti i fan. Anche in questo senso Facebook ci aiuta, consentendoci di targhettizzare il nostro post rivolgendolo solo a chi ne è potenzialmente interessato, evitando così la dispersione del messaggio e l’”effetto spam” per coloro che a quel messaggio sicuramente non saranno interessati.

6. Sfruttate la Timeline

Grazie alla Timeline di Facebook estesa anche alle fanpage è possibile condividere con i vostri fan i momenti principali della ‘vita’ della vostra azienda. In questo modo non solo si genera curiosità nell’utente, ma si da un tocco umano all’attività svolta negli anni. Aggiornate sui vostri successi i vostri fan e rendeteli partecipi degli stessi: vi resteranno fedeli!

7. Scegliete un’immagine di copertina adatta

La Copertina è la presentazione immediata della tua pagina. Un elemento fondamentale per il vostro facebook marketing. E’ un messaggio fotografico immediato, con il quale l’utente (soprattutto i potenziali fan) si fa un’idea immediata del tipo di contenuti che troverà. Mai sottovalutare la potenza evocativa di una foto o di un’immagine ben studiata. Le dimensioni ideali per un’immagine di copertina di qualità sono di 851 x 315 pixel, con un minimo di 399 pixel di larghezza.

Scegliete un’immagine simpatica, curata, in alta definizione che trasmetta chi siete e come comunicate. E’ il miglior modo di presentarsi!

8. Siate precursori e innovatori

Facebook offre sempre nuove funzioni e possibilità. Anche se non si ha tempo, è importante avere un’idea delle immediate novità disponibili e provarle subito, sfruttando il vantaggio di conoscenza come leva per attirare nuovi utenti e generare like. In questo senso un esempio lampante è Facebook Offers, il nuovo servizio di social shopping realizzato da Facebook ed ancora in fase sperimentale, con il quale si possono offrire ai propri fan sconti esclusivi.

Ci vuole davvero poco per fare un importante salto di qualità: un pizzico di informazione, un po’ di costanza e tanta, tanta fantasia. Sfruttate le armi a vostra disposizione e non avrete nulla da invidiare neanche ai grandi colossi social!

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Niente più bugie: Linkedin lancia Endorsements

LinkedIn ha annunciaito il lancio di Endorsements. Si tratta di una nuova funzione che consentirà, a tutti gli utenti, di contribuire alle competenze di altri membri e viceversa.

Gli iscritti al social network dedicato al lavoro, quindi, potranno confermare le competenze di un profilo e allungarne l’elenco aggiungendo quelle ritenute più opportune per uno specifico iscritto.

Per ogni segnalazione ricevuta, LinkedIn inoltrerà una notifica all’utente interessato.

Per LinkedIn, Endorsements è il sistema ideale per mantenere aggiornati e veritieri i profili dei professionisti registrati sul social network. Per utenti è aziende può rappresentare un cambiamento nelle proprie strategie di social media marketing e personal branding.

Attualmente Endorsements è disponibile solo in ligua inglese e per gli abitanti degli Stati Uniti, India, Nuoza Zelanda ed Australia.

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