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Ecommerce a Natale: come cambiano le abitudini di acquisto?

C’era una volta il Natale in cui le persone riempivano i negozi del centro alla ricerca del regalo giusto da fare a parenti, amici, mogli, fidanzate e bambini. Oggi esistono siti di Ecommerce di ogni tipo che facilitano (apparentemente) la vita delle persone, evitando lunghe file e regali inutili.

Ecco allora che scatta la guerra delle offerte natalizie, coupon sconto, newsletter e email marketing, campagne Adwords e sui social media, e quant’altro possa far preferire il nostro sito di ecommerce a quello dei competitors.

La domanda è: ne vale davvero la pena? I consumatori sono pronti a questo cambio di abitudini?

Abbiamo svolto in collaborazione con Stefano Trani di codicedisconto.com, un’analisi del comportamento degli utenti sul web durante il periodo natalizio, e possiamo affermare che internet è diventato un indispensabile strumento, non solo di ricerca e ispirazione di idee regalo, ma anche di acquisto.

Chi sceglie di acquistare online a Natale?

La popolazione degli utenti Ecommerce è cresciuta tantissimo in Italia negli ultimi anni, soprattutto tra il 2011 ed il 2012. La fascia d’età principale va da 25 a 34 anni e, durante il periodo natalizio è il popolo femminile ad occuparsi principalmente dei regali di natale. Il 56% delle donne fa shopping in solitudine, il 22% preferisce lo shopping in coppia, il 2% di esse affida lo shopping al marito o compagno.

 Perché comprare sul Web? 

La convenienza è il motivo principale che induce gli italiani a rivolgersi a siti di Ecommerce: l’81% dei web utenti compra online principalmente perché riscontra prezzi inferiori. Ma attenzione, il fatto di avere il prezzo più basso del web non è sinonimo di successo, anzi… La base del successo sul web per un sito di Ecommerce è la visibilità online. Ecco perché siti Web come Amazon ottengono la fetta più grossa del mercato natalizio. Un mix di visibilità organica sui motori di ricerca, campagne Adwords e Pay per click, Remarketing, Newsletter e comparatori di prezzo, sono la chiave del successo.

Cosa spinge maggiormente gli utenti ad acquistare su un sito Ecommerce?

Gli utenti preferiscono un negozio online che non faccia pagare le odiatissime spese di spedizione. Anche la possibilità di reso gratuito è un importante incentivo all’acquisto. La consegna gratis ed i resi gratuiti sono infatti il principale segreto del successo di Zalando. Ecco perché sono sempre più i siti di Ecommerce che inglobano le spese di spedizione nel prezzo finale: la leva delle spedizioni gratis è un elemento di sicuro valore.

Quando iniziano gli acquisti natalizi?

Da quando l’Ecommerce ha conquistato gli italiani le campagne natalizie sono lanciate sin da ottobre ed un buon volume di acquisti avviene a novembre.  Ciò che ancora penalizza il mercato online sono però le spedizioni: sono moltissimi gli italiani del “regalo dell’ultimo momento”, e per  loro purtroppo il web non può essere d’aiuto in quanto a partire dal 15-17 Dicembre la maggior parte dei siti di Ecommerce non garantisce l’arrivo del pacco per il 24. Quindi per avere il regalo sotto l’albero, questa fetta di utenti deve necessariamente rivolgersi al mercato offline.

Pc, Tablet, Smartphone? Qual è il device migliore?

Nonostante il canale preferito per la scelta del regalo di natale sia sempre il “classico” Pc desktop o portatile, sono sempre più le persone che utilizzano smartphone e tablet. Da qui l’importanza per chi si occupa della gestione di un sito Ecommerce, di non sottovalutare i dati di traffico su questi canali e di avere sempre un sito ottimizzato per mobile e tablet.

Cosa succede negli altri paesi?

Il mercato dell’Ecommerce in Spagna è una dimostrazione della costante crescita del fenomeno Ecommerce e del forte cambiamento delle abitudini in atto. In Spagna il prosciutto Jamón Serrano è considerato uno dei regali più ambiti di Natale, a dimostrazione del fatto che online non si acquista solo tecnologia o abbigliamento, e che modernità e tradizione possono coesistere senza problemi.

Nel Regno Unito le transazioni via tablet e smartphone raggiungeranno i 129 miliardi di £ per le festività di Natale 2013, con le vendite su smartphone in crescita del 337% e su tablet del 538%. Spesso questi dispositivi vengono utilizzati dagli utenti anche per verificare i prezzi e soprattutto lo stock disponibile.

Anche in Russia lo shopping online è in forte crescita. Nonostante i russi festeggino il Natale in un periodo differente, proprio nel mese di dicembre c’è una forte crescita nelle vendite. Mosca e San Pietroburgo sono metropoli cosmopolite, i loro abitanti adorano la comodità degli acquisti online in inverno, anche in conseguenza delle bassissime temperature della Russia. Ovviamente bisogna prendere in considerazione che i Russi festeggiano il Natale il 7 gennaio, ma Ded Moroz (Nonno Gelo, o più comunemente Babbo Natale) arriva decisamente prima, già a dicembre.

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Come visualizzare le password salvate su Google Chrome?




In un mondo invaso da password di ogni tipo, orientarsi è davvero complicato. Frasi di sicurezza come “Qual è la città natale di tuo padre” o “Come si chiamava il tuo primo animale domestico” sembrano confondere solo le idee. C’è chi utilizza dei file in word o in text-edit, chi memorizza tutte le password sullo smartphone o chi fa ricorso alla vecchia e sempre affidabile agendina telefonica cartacea. E se tutto ciò non dovesse bastare, l’ormai familiare scritta “Hai dimenticato la password” può risolvere tutti i problemi.

Visualizzare password salvate su Chrome: il metodo più rapido

Se sei alla ricerca di un metodo rapido per visualizzare le password salvate su Chrome ecco la risposta che stavi cercando. Oggi infatti è possibile risalire a tutte le password salvate su Google Chrome in maniera rapida e semplice:

  1. Apri il browser Chrome
  2. Clicca nella barra di digitazione di Google Chrome
  3. Digita semplicemente “chrome://settings/passwords” e premi invio
  4. Seleziona la password che vuoi visualizzare e clicca sul pulsante blu “Mostra




Se da un lato questa azione può esserci davvero utile, d’altra parte, riapre l’annosa questione della privacy sul web. Infatti, qualsiasi persona abbia accesso al vostro computer potrà vedere in questo modo, le password senza necessità di ricorrere ad alcun trucchetto. Questa possibilità ad oggi è prevista solo sul browser di Google, mentre Safari, Firefox o Explorer mascherano sempre le password memorizzate.

La replica di Justin Schuh, capo del team che si occupa della sicurezza di Chrome non si è fatta attendere. Egli ritiene che, se qualcuno è in grado di accedere ad un Pc, qualsiasi tentativo di proteggere i dati in esso contenuti diventa quasi del tutto inutile, quindi Google preferisce non fornire agli utenti una “falsa sensazione di sicurezza”.

Ecco quindi il nostro consiglio: se ritenete prioritario rendere più veloce e semplice la vostra navigazione in rete e l’accesso a tutti i siti che quotidianamente visitate, e una integrazione quasi a 360° tra le applicazioni Google (con il login ai servizi google), allora Chrome è il browser che fa per voi! Se invece preferite mantenere il pieno controllo degli accessi sui singoli siti web, allora orientatevi su Safari, Firefox o Chrome.




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WordPress o Joomla, Quale scegliere?

Fino a qualche anno fa per realizzare un sito web era necessario rivolgersi a Web Agency che (spesso) utilizzavano CMS poco performanti e soprattutto, difficilmente gestibili. Purtroppo ancora oggi, sono in molti a credere che questa sia l’unica soluzione. Al contrario invece, esistono molte alternative sicuramente più economiche e che permettono a chiunque di poter gestire con facilità il proprio sito. Il problema della gestione è fondamentale soprattutto per la gestione di siti Ecommerce, dove è necessario lavorare su ogni minimo dettaglio, pianificare strategie di web marketing e di usabilità del sito efficaci, al fine di renderli attraenti, affascinanti e che invoglino l’utente ad acquistare.

Oggi quindi, si possono realizzare siti web con poche risorse, ma nonostante ciò, bisogna avere le conoscenze necessarie per dare vita al proprio progetto e saper gestire le piattaforme. Le soluzioni migliori, e le più utilizzate sono sicuramente WordPress e Joomla, ognuno dei due CMS con le sue caratteristiche e peculiarità.

Differenze e vantaggi tra Word Press e Joomla

In principio si diceva che WordPress era più adatto per i blog mentre Joomla per costruire siti o portali più grandi. Oggi questa distinzione non esiste più, tanto che WordPress per molti è diventato il sistema più usato, seguito in questa classifica proprio da Joomla. Inoltre, grazie alle nuove funzionalità per la vendita online, oggi molti consulenti esperti di Ecommerce si sono del tutto convertiti a questa piattaforma. La differenza principale tra i due CMS risiede nel fatto che WordPress ha una struttura più flessibile e più snella nell’interfaccia, il che consente una maggiore personalizzazione, mentre Joomla da questo punto di vista ha una struttura più bloccata e rigida che lega ogni forma di contenuto in categorie e sezioni. Da queste prime considerazioni si potrebbe dire quindi che Word Press risulta più intuitivo e semplice da usare anche se un consiglio da dare è di provare entrambi i sistemi per vedere quale è quello più facile da usare secondo le proprie abilità.

WordPress vs Joomla, cosa ne pensano gli utenti?

La possibilità di scegliere WordPress o Joomla ha scatenato un vivace dibattito nel web tanto che si trovano parecchi post in Rete sulle differenze tra i due CMS e sulle varie opinioni di chi preferisce uno piuttosto che l’altro. In generale viene ribadito il concetto che WordPress è il sistema più utilizzato, usato anche dagli stilisti per le diverse accortezze grafiche mentre Joomla da alcuni è ritenuto obsoleto e passato di moda tanto che solo in Italia ha ancora tanto seguito. Sul web si parla anche dei problemi della poca comprensione di Joomla da parte dei clienti anche se prima di scegliere tra i due sistemi bisogna avere bene chiaro in testa quale utilizzo si debba fare del sito internet da costruire (un sito domestico avrà ovviamente meno attenzioni e doveri da parte del webmaster). Tuttavia il dibattito non ha portato ad una verità “assoluta” per cui come per tutti i dualismi che hanno percorso la storia d’Italia, anche per WordPress e Joomla una fine di questa diatriba non sembra ancora essere arrivata.

Il nostro punto di vista a questo riguardo è che una piattaforma come WordPress garantisce una gestione del sito più semplice e più intuitiva. Gli innumerevoli Plugin permettono di personalizzare ogni minimo dettaglio del sito, ottimizzarlo per la Seo e per la visibilità online, migliorarne la grafica e l’usabilità, e renderlo realmente unico.

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The question What's Your Online Marketing Strategy with words on a website screen stressing the importance of an effective plan to run your business online and achieve growth and success

10 novità Seo che cambieranno il modo di fare web Marketing

Le novità a cui Google ci sta abituando in questi ultimi tempi rendono imprescindibile per chiunque lavori nel mondo del Web marketing o della Seo, informarsi e interpretare ogni singolo aggiornamento, perché solo in questo modo si potranno ottenere risultati validi e duraturi nella propria strategia Seo. Per questa ragione consiglio sempre di “investire” un po’ di tempo ogni giorno nella lettura di siti web e fonti attendibili. Ad esempio oggi mi sono imbattuto in un articolo di Search Engine Land che parla di alcune novità importanti annunciate da Matt Cutts che coinvolgeranno praticamente tutti i consulenti seo e di Web marketing.

1- Google Penguin

Si prevede che la nuova generazione Penguin 2.0 verrà lanciata fra qualche settimana, e avrà un impatto maggiore e più profondo rispetto alla prima. Molte attività Seo che oggi sono “border line” subiranno penalizzazioni da questo nuovo aggiornamento.

2- Advertorial

Google ha già iniziato a perseguire chi fa un utilizzo intenso di siti Advertorial cioè quei siti creati ad hoc per gonfiare artificialmente i link in ingresso. Se questa pratica poteva essere redditizia qualche anno fa, beh oggi ha perso ogni tipo di utilità. Matt Cutts ha detto che Google prenderà presto una posizione forte nei loro confronti, penalizzandoli e facendoli perdere visibilità sui motori di ricerca.

3- Query spam

Query che, per loro natura, tendono ad essere spam che non erano ancora nel mirino dello “spam team” di Google, lo saranno nel prossimo futuro. Finalmente Matt Cutts ha annunciato che anche chi fa ricorso alle spam query avrà vita molto dura.

4- Link spammer

Sarà intensificato ancor di più il controllo verso i link spammer e saranno colpiti duramente i network di link.

5- Link analysis

Google sta sviluppando un sofisticato software per l’analisi dei link. L’obiettivo è far si che vengano “premiati” quei siti che fanno un lavoro pulito e trasparente (che è la base di una corretta strategia Seo) e che ottengono vantaggi in termini di visibilità esclusivamente per la qualità dei contenuti e dei servizi che offrono.

6- Hacked sites

L’azienda di Mountain view è sempre stata molto attenta nel controllare i siti attaccati dall’esterno, avvisando sia gli utenti che vogliono accedere con  l’avviso di “Sito malevolo” sia i webmaster all’interno del Webmaster tool. Cutts ha affermato che Google sta lavorando per migliorare ulteriormente l’individuazione di questi siti, e la comunicazione con i webmaster.

7- La chiave è l’authority

Come naturale conseguenza di quanto detto nei precedenti punti Google ha affermato che darà ancor più rilevanza ai siti autorevoli in determinati settori. Quando all’inizio dell’articolo parlavo dell’importanza di informarsi e mantenersi aggiornati, mi riferivo a questo! Google premia quei siti che sono in grado di offrire agli utenti contenuti o servizi unici.

8- Google Panda

Google è alla ricerca di modi per “ammorbidire” le penalizzazioni derivanti da Google Panda che in passato hanno avuto un forte impatto sui siti colpiti. Si sta infatti lavorando per inserire nuove metriche qualitative che permettano di rimuovere la penalizzazione ai siti che fanno un’attività Seo impeccabile.

9- In prima pagina su Google

Matt Cutts ha annunciato che Google vuole rendere i risultati della prima pagina del motore di ricerca più vari, cercando di ridurre al minimo la presenza di risultati provenienti da un singolo dominio. La situazione dovrebbe invece rimanere invariata cliccando sulla seconda pagina.

10- Google webmaster tool

Sarà migliorata anche l’esperienza degli utenti su Google Webmaster tool. L’obiettivo di Google è comunicare in maniera più efficiente con i singoli webmaster attraverso lo strumento dedicato.
La lettura finale che possiamo dare leggendo tutte queste novità che ci sono nell’aria è che, ancora una volta, Google vuol rendere il motore di ricerca sempre più preciso, quasi umano. L’attività Seo intesa nel senso “tradizionale” non esiste più, e la figura delle agenzie o del consulente Seo deve necessariamente evolversi e seguire le direzioni che il buon Matt Cutts ci indica.
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6 consigli per ottimizzare la vostra attività di Web Marketing

I consulenti SEO o chi lavora nel mondo del web marketing, saranno senz’altro d’accordo con me quando dico che uno dei più grandi problemi di oggi è la mancanza di tempo per ottimizzare al meglio la strategia SEO per il proprio sito o i siti web dei clienti.
Basta inoltre guardarsi intorno per capire che ormai la Seo è cambiata e che tutta una serie di tecniche di posizionamento e visibilità online utilizzate fino a qualche tempo fa sono ormai completamente inutili e rischiano di far perdere molto tempo a chi continua ad utilizzarle.
Ecco allora qualche consiglio che vi farà risparmiare tempo nella gestione di un progetto di web marketing:

1- Utilizzate (bene) la web analytics

Personalmente sono un maniaco della web analytics e del monitoraggio del traffico sul sito, Avinash Kaushik mi ha aperto tante porte (e anzi consiglio la lettura del suo blog e dei suoi libri). Ma Google analytics nasconde delle insidie davvero importanti, soprattutto per chi non conosce bene il funzionamento delle sue metriche. Innanzitutto non è necessario controllare ogni giorno il flusso di traffico sul sito in maniera spasmodica, in particolare modo se il numero dei visitatori non è molto elevato. Ok, una visita di 5-10 minuti ogni giorno ve la potete concedere (lo ammetto, lo faccio anche io), ma concentratevi su analisi approfondite dei trend ad esempio mese per mese e confrontateli con il periodo precedente (meglio se lo stesso mese del precedente anno). Inoltre non dimenticate che un vero esperto di web marketing sa che non è sufficiente fare delle analisi approfondite dei dati se poi non c’è una strategia di engagement dietro che vi permetta di far ritornare i visitatori sul vostro sito e far arrivare ogni giorno nuovi utenti che saprete già come conquistare.

2- No all’acquisto di pacchetti di link!

Gli ultimi aggiornamenti all’algoritmo di Google l’hanno detto chiaramente. I siti che acquistano backlinks per migliorare il proprio posizionamento sul motore di ricerca, saranno penalizzati. E pensare che ci sono ancora agenzie che vendono pacchetti di 10.000 backlins! Per favore statene lontani! In molti credono ancora che questa sia la soluzione più semplice e meno costosa per guadagnare visibilità, ma è bene che sappiate che una volta che google penalizzerà il vostro sito, allora l’investimento da fare (tempo e denaro) per recuperare la situazione sarà difficilmente affrontabile per molti.

3- Keyword density e Meta-tag non sono la base dell’attività SEO

Una delle cose più ricorrenti che sento dire quando si parla di SEO e di ottimizzazione dei contenuti di un sito riguarda la keyword density e il corretto utilizzo dei meta-tag. C’è chi considera perfetta l’attività SEO quando un testo ha una keyword density intorno al 10%-15% e e i metatag zeppi di parole chiave. Io dico sempre, attenzione! Quando scrivete un testo, pensate prima di tutto ad essere attrattivi per gli utenti (alla fine dei conti sono loro che “utilizzano” i vostri contenuti o comprano i vostri prodotti). Solo in seguito pensate ad ottimizzare il testo (inserendo meta-tag, controllando la keyword density e ottimizzando le immagini) in modo da facilitare il lavoro dei motori di ricerca.

Per ottimizzare qualitativamente il vostro sito potete utilizzare lo strumento Sitechecker . Questo strumento vi aiuterà a fare un audit SEO di qualità e a monitorare costantemente il vostro sito. Sarete in grado di capire quanto è ottimizzato il vostro sito e di vedere tutti i problemi che devono essere risolti.

4- I siti di Article marketing e Directories non possono più aiutarvi

La vecchia scuola della SEO considerava di primaria importanza inserire i contenuti di un sito in directories e siti di article marketing, al fine di ottenere link in entrata sul proprio sito e nuovi visitatori. Beh come in ogni cosa, centinaia di migliaia di agenzie SEO o esperti di web marketing ne hanno approfittato, “drogando” così il sistema. Oggi questi canali sono quasi del tutto irrilevanti per la SEO e la visibilità di un sito, per 2 ragioni:
1 – i proprietari di queste directories per evitare la speculazione da parte di chi inseriva i contenuti hanno inserito il Rel=Nofollow per i link in uscita
2 – il famoso Panda, l’aggiornamento all’algoritmo di Google, ha praticamente reso ininfluente da un punto di vista SEO i risultati derivanti dall’utilizzo di questa tecnica
Allora, perché perdere tempo?

5- Non fatevi ossessionare dal posizionamento delle vostre keyword

È vero, uno dei principali obiettivi dei consulenti Seo o esperti in web marketing è posizionare le proprie keyword nella prima pagina di google. Tuttavia, è importante comprendere che il posizionamento su google è solo uno dei fattori che porterà risultati al vostro sito. Per convertire un utente in cliente è necessario considerare tanti altri elementi come ad esempio la navigabilità e l’usabilità del sito, la politica prezzi e la rapidità nelle spedizioni (nel caso di un ecommerce), la web reputation e i feedback lasciati da altri utenti, la capacità di infondere fiducia, ecc. Considerando tutto ciò diventerà più semplice capire che basare la propria strategia Seo e di marketing online solo sul posizionamento delle keyword, nella maggior parte dei casi porterà risultati deludenti

6- Non eccedete con l’attività Seo on-site

Un ultimo elemento da evitare nello svolgimento della vostra attività SEO riguarda l’eccessiva ottimizzazione delle pagine del vostro sito attraverso l’inserimento forzato di link interni da contenuti ininfluenti o posizionati in pagine poco visibili del vostro sito (es. un vecchio articolo del blog) che puntano a pagine importanti o contenuti nuovi. Ciò non significa che dovete smettere di compiere queste azioni o tutelarvi inserendo il “nofollow” dei link, semplicemente vi consiglio di utilizzare il buon senso, consapevoli del fatto che nella stragrande maggioranza dei casi google non ne terrà conto. Se invece pensate che un’azione del genere possa essere di utilità per i vostri utenti, allora fatelo senza problemi!
L’attività Seo evolve in modo rapido, e un buon consulente di web marketing dovrebbe sempre essere al passo con i tempi. Il mio consiglio quindi è di evitare di perdere tempo prezioso in attività Seo ormai obsolete che non solo non vi porteranno risultati ma rischieranno di farvi incorrere in pericolose penalizzazioni da parte dei motori di ricerca.
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Visibilità sui motori di ricerca. Google lancia EMD update

La scorsa settimana abbiamo parlato di un aggiornamento degli algoritmi di google che renderà difficile la vita di tutti i siti che fino ad ora hanno ottenuto visibilità sui motori di ricerca grazie alle keyword inserite nel nome del dominio.

Lo scorso 28 Settembre infatti, Matt Cutts ha annunciato con questo tweet un “aggiornamento minore”, un update che – ha aggiunto subito dopo –

dovrebbe impattare in modo rilevante sullo 0,6% delle query, che non ha a che vedere con il Panda o il Penguin, e che è stato subito battezzato EMD Update (dove EMD sta per exact-match domain).

In poche parole, questo nuovo ritocco algoritmico dovrebbe penalizzare i nomi a dominio con dentro parole chiave identiche a quelle che l’utente utilizza nelle Serp, e che sono stati acquistati col solo scopo di posizionarsi bene proprio per quelle specifiche keyword.

Cutts aveva già affrontato il tema a Marzo del 2011, ma, in questo anno e mezzo non è che sia successo granché, anzi: moltissimi SEO e webmaster hanno notato che in piena “fase Panda/Penguin” i domini con dentro le keyword si posizionavano ancora benissimo. Da qualche giorno, però, sembra che le cose stiano per cambiare.

Quindi, cosa mi consigli di fare?

Se possiedi già da tempo un exact-match domain ben posizionato, ma sei consapevole che il sito ha contenuti (e/o link in ingresso) di bassa qualità, è il momento di rimboccarsi le maniche: temo che più il dominio sia “a corrispondenza esatta”, con molte parole chiave e trattini (tipo miglior-motore-di-ricerca-italiano.com), con pochi contenuti (magari scopiazzati qua e là) e pochi backlink, più il rischio di essere spazzato via sia alto.

Pertanto il consiglio è scontato: lavora sempre pensando all’utente, rendi le pagine del sito utili e di valore per chi ci atterra sopra, scrivi contenuti di qualità, fai in modo di attrarre link, like, retweet, +1 spontanei, e se devi ancora scegliere un nuovo dominio mischia in modo intelligente parole chiave con brand (es.: SEOmoz.com è un notissimo brand nel panorama SEO internazionale, e include nel dominio la keyword SEO + 3 lettere che non costituiscono alcuna chiave rilevante).

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@thesocialware su twitter Facebook marketing e PMI: 8 consigli su come gestire una fanpage @Franceant su twitter Facebook marketing e PMI: 8 consigli su come gestire una fanpage

Fonte all’articolo

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Web reputation: Socialware Italy e Cogia presentano Web 2.0 Observer

Socialware Italy, grazie alla partnership con Cogia GmbH, presenta il suo nuovo tool di monitoraggio della Web reputation. Si tratta di Web 2.0 Observer, uno dei migliori tool sul mercato. Cerchiamo di spiegarvi come funziona in sintesi.

Cogia Intelligence offre soluzioni innovative per il web e il monitoraggio dei social media e ricerche di mercato. Applicando la tecnologia semantica, Cogia Intelligence supporta l’analisi dei dati strategici in ogni fase del processo di intelligence e lo fa attraverso il Web 2.0 Observer, un potente strumento per monitorare la web reputation, in particolare ai fini della comunicazione online delle aziende o per qualsiasi tipo di ricerca su nuovi trend

Attraverso il monitoraggio semantico, Cogia Intelligence combina funzionalità di estrazione dei dati con la capacità di esplorare e trattare grandi quantità di informazioni non strutturate come documenti, pagine web e social media. I risultati della ricerca e delle indagini sono resi disponibili attraverso una vasta gamma di visualizzazioni interattive.


Web 2.0 Observer inizia la sua analisi a partire dalle fonti, definendo una lista di URL. Questa lista contiene tutte le fonti che il software deve monitorare e analizzare. Nello step successivo, dopo aver messo a punto la lista di URL, il crawler del Web 2.0 visiterà gli URL indicati, scaricando i siti web e i loro file in una struttura di memoria temporanea. Durante il processo, i siti web vengono esaminati per vedere se contengono ulteriori riferimenti. Se i riferimenti trovati in questo passaggio si collegano ad altri siti web situati in uno dei domini della lista degli URL, questi siti web vengono anche raccolti.

Per ampliare il numero delle fonti, Web 2.0 Observer si avvale anche di “meta” ricerche come le API dei social media, e può incorporare RSS o Atom feed. Durante tale fase, i motori di ricerca globali vengono interrogati con articoli di ricerca specifici o argomenti mappati. Tutti i risultati ottenuti vengono integrati in un sistema di ricerca ciclico.

I post più recenti riguardanti i termini di ricerca specifici, vengono esaminati attraverso gli API delle piattaforme dei social media (Twitter, Facebook, YouTube) in tempo reale e allo stesso modo integrati nel motore ciclico di ricerca.

In seguito al collegamento dei documenti, incomincia la fase di analisi. A tal fine, il contenuto dei singoli documenti viene esaminato e una vasta varietà di informazioni vengono estratti. Nel caso di documenti provenienti dai forum, per esempio, vengono determinati i singoli post e i loro autori.

Le informazioni strutturali così ottenute vengono infine depositate nell’indice del Web 2.0 Observer.

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Web Reputation: intervista a Francesco Antonacci e Monica Del Vecchio di Socialware Italy

Socialware Italy è un’azienda specializzata in servizi di web marketing strategico e visibilità online per le imprese che puntano a sviluppare il proprio business sul web. Tra i principali clienti, siti di e-commerce con grandi volumi di fatturato, pubbliche amministrazioni, e negozi del calibro di Euronics Italia, ma anche piccole Start-up e grandi aziende “Tradizionali” che, come risposta alla crisi decidono di investire risorse sul web.

Francesco Antonacci esperto nella gestione di siti ecommerce, gestisce il team che si occupa di Seo, campagne Adwords e pay per click ed offre consulenza sulla pianificazione strategica della presenza online di Brand e aziende. Monica Del Vecchio si occupa invece di social media marketing e tematiche legate alla web reputation grazie alla sua esperienza pluriennale nel settore. Intervistiamo oggi Francesco Antonacci.

Come intendi la web reputation nel 2012? Come pensi siano attrezzate le aziende italiane?

La reputazione online è fondamentale per qualsiasi persona, ente o società. Il web oggi, sottopone a una visibilità costante da parte di molteplici soggetti. Se prima dell’avvento della rete il passaparola era fondamentale per determinare la reputazione di un marchio o di una persona, il web ha accelerato questo scambio di informazioni e i social media non hanno fatto altro che rendere sempre più incontrollabili le conversazioni. Le persone sul web parlano di tutto, commentano in modo positivo e in modo negativo, le persone hanno acquisito potere grazie alla rete. Da un messaggio nel web può partire una campagna internazionale per boicottare un prodotto o un’azienda. Dal passaparola in rete si possono vincere i referendum. Insomma è importante sapere che le persone oggi hanno potere, le persone possono determinare la reputazione di un prodotto, di un personaggio pubblico o di un’azienda.

Quando noi abbiamo iniziato questa avventura le società (e le persone) che si occupavano di analisi e monitoraggio della web reputation e quindi di software legati al monitoraggio del sentiment online, erano poche e alcune molto specialializzate, oggi ci sono moltissimi servizi e tanta concorrenza. I software di monitoraggio della web reputation realmente efficaci sono pochi e la qualità del monitoraggio dipende dallo sviluppo del software.

Lo spostamento della massa critica sul web ha in un certo senso spaventato le aziende, per questo, molte società italiane che vendono prodotti e servizi di massa, utilizzano software per il monitoraggio del web. In Socialware Italy però crediamo che l’approccio sia spesso sbagliato.

Per questo cerchiamo di far capire ai nostri clienti che monitorare cosa si dice di loro nel web è importante e fondamentale, conoscendo cosa pensano di loro gli utenti possono instaurare un rapporto più diretto, possono pensare a strategie di comunicazione e marketing più efficaci perchè rispondenti alle necessità dei loro clienti e dei clienti potenziali (che sono anche clienti della concorrenza).

Il mondo sta cambiando, è in continua evoluzione e le aziende devono evolversi affinchè questo cambiamento favorisca loro ma favorisca anche i consumatori. Non si può pensare che monitorare il sentiment sia uno degli ennesimi strumenti di controllo, ma deve essere uno spunto per migliorare.

Quale tecnica usate per impostare il lavoro? Per i vostri clienti fate uso di software specifici?

Il nostro sistema è molto sofisticato, utilizza una serie di crawler, indici e filtri che permettono un ritorno di dati molto preciso e dettagliato. Riusciamo a scoprire chi sono gli influencer, quali sono i forum o i media in cui si parla di determinati argomenti. Grazie al nostro software è possibile scoprire argomenti di discussione a volte sconosciuti per gli i nostri clienti. Riusciamo a determinare che tipo di persone parlano, di cosa parlano e dove si svolgono queste conversazioni. Abbiamo una partnership molto forte con un’azienda tedesca che ha una tecnologia molto avanzata. Il software di chiama Web Observer e la società si chiama Cogia.

Data la Nostra esperienza abbiamo deciso di collaborare con un gruppo che conta uno tra i 10 software più potenti al mondo. Web Observer è sotto costante sviluppo e gli ingegneri informatici che lavorano per Cogia.de sono tra i migliori in Germania.

Pensi sia utile fondere reputazione online e offline? Qualche consiglio?

Reputazione online e offline sono due cose molte diverse, ma ciò non vuol dire che i diversi risultati non possano essere integrati. Quando si parla di reputazione offline spesso ci si riferisce alle classiche indagini di mercato (o di prodotto). Queste non sono spontanee perchè l’utente è spinto ad esprimersi.

Online si monitorano convesazioni che nascono spontaneamente tra le persone. È questa la grande forza del web. Chi scrive lo fa perchè ha voglia di farlo, sia il commento positivo o negativo. Oggi, con l’importanza che ha una buona web reputation, molti commenti hanno perso di spontaneità perchè alcuni utenti sono pagati per lasciare una recensione su un prodotto o servizio ma queste conversazioni pilotate sono facilmente riconoscibili agli occhi di un Reputation Manager esperto. Quando però le conversazioni sono reali e spontanee è chiaro che siamo in grado di estrare moltissime informazioni utili che saranno utilizzate nelle strategie di comunicazione e marketing online aziendale.

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Il Seo Copywriter, un professionista del web

Prima ancora di rivolgersi ad un’agenzia che si occupi di creare il tuo sito web, bisogna ragionare a lungo sui contenuti che intendi promuovere. E’ un dato di fatto che la massa di informazioni attualmente rintracciabile sul web è talmente copiosa che, a prescindere dalla qualità di quanto viene pubblicato, spesso per ottenere visibilità online è necessario ricorrere all’opera di professionisti del settore, i SEO Copywriter.  Dietro questa sigla si cela l’attività degli specialisti in ottimizzazione dei motori di ricerca (Search Engine Optimizer), il cui lavoro fa in modo di garantire un buon posizionamento delle pagine web nei motori di ricerca che facilitano gli utenti nella ricerca delle informazioni desiderate.

Che cosa fa, e come

Il SEO Copywriter è padrone delle tecniche di scrittura più idonee per inserire in  una pagina web testi chiari e originali che, contemporaneamente, attraggano gli utenti e contengano parole chiave utilizzabili dai motori di ricerca per facilitare l’indicizzazione della pagina web nei motori di ricerca e ottenere un elevato rank (posizionamento).

Un buon SEO Copywriter è in grado di comunicare con efficacia il proprio messaggio agli utenti; di facilitarli e predisporli ad una successiva azione (approfondimenti, altre ricerche, inviare una mail, fare un ordine); infine, di comunicare ai motori di ricerca il significato del testo, delle immagini e dei video, sottolineando i concetti principali.

Oltre al testo visibile, è necessario ottimizzare anche altri elementi della pagina per i termini target di ricerca, in particolare i tag Title, Description e Keywords, headings e testo alternativo, per adeguarsi agli algoritmi utilizzati dai motori di ricerca.

I limiti dell’attività

Il prodotto del lavoro di un SEO Copywriter è spesso idoneo per le esigenze di un motore di ricerca, ma non necessariamente per tutti. Anche per lo stesso motore, al cambiamento dell’algoritmo – per il costante adeguamento promosso dagli sviluppatori alle mutevoli condizioni del web – il match di ciascuna pagina potrebbe cambiare.  Infatti, se una pagina scende o sale nei risultati di ricerca organica di Google, ciò dipende dai cambiamenti che sono stati apportati al motore.

La tecnica funziona correttamente solo per i termini di ricerca che non sono particolarmente competitivi; ad esempio è poco efficace per i siti relativi ai casinò, al sesso, alle assicurazioni, alla salute e agli alberghi, dove la competizione è altissima.

Alcuni siti, per la loro struttura, sono meno facilmente modificabili in quanto perderebbero il loro naturale appeal. Infine, il costo dell’attività di un buon SEO Copywriter è elevato.

In sostanza, questa tecnica è utile per la propria attività Seo quando non ci sono molti termini di ricerca per indirizzare; questi non sono molto competitivi; non ci sono problemi economici (bisogna scrivere molto…); non si mette il testo nelle pagine senza volerlo modificare nel tempo.

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Organizzare una strategia di Link building. Da dove iniziare?

Una delle fasi più importanti nell’attività Seo e di visibilità di un sito, è l’organizzazione di una strategia di link building adeguata.

Il modo ideale per iniziare una campagna di link building è svolgere un’accurata analisi di partenza sulla situazione iniziale del sito su cui si opererà, e sulla situazione del mercato e dei competitors.

Quando parlo di situazione iniziale, mi riferisco alla tipologia e qualità di link in entrata: che tipo di link sono? Quali Anchor text sono associati? In che posizione della pagina è posto il link? Il sito di provenienza è di qualità ed è pertinente con l’argomento trattato? Quale page rank ha? La pagina specifica dell’articolo è indicizzata?

Per rispondere a queste domande, vi consiglio di far riferimento ad alcuni tool, primo su tutti Open site Explorer uno strumento molto performante, capace di mettere a nudo la struttura Seo del vostro sito. Link detective, che vi permetterà di avere una panoramica dettagliata sulla strategia di link building e sulla tipologia e qualità di link in entrata. Advanced Web ranking, utilissimo per monitorare costantemente l’evoluzione della vostra strategia Seo e di visibilità online, l’evoluzione del posizionamento delle vostre keyword, e tenere d’occhio lo stato dei link in entrata. Infine, gli strumenti Google Webmaster tool e Google analytics imprescindibili per verificare lo stato di tutta la strategia di marketing online e creare la relativa reportistica.

Una volta terminata la fase di analisi “interna” è il momento di guardare all’esterno e cercare di capire come si comportano i vostri competitors e quali spunti prendere dal mercato di riferimento. Per fare ciò, bisogna comportarsi in maniera simile a quanto appena descritto per l’analisi interna del sito. I risultati possono essere sorprendenti. Potreste approfittare dei loro errori oppure prendere spunto da alcuni elementi di vostro interesse e che allo stato attuale non utilizzate.

Tali spunti possono essere diretti, quando ad esempio “scoprite” dei siti che possono essere potenzialmente importanti per ottenere link in entrata, ma possono anche essere indiretti, se ad esempio vi rendete conto che il vostro concorrente punta su alcune nicchie di mercato a voi sconosciute fino ad ora. Potrebbe inoltre accadere che, a seguito dello studio dei vostri concorrenti, non emerga nulla di interessante. Vuol dire che la vostra strategia Seo è ben studiata e che state andando nella giusta direzione! Il punto cruciale in questa fase è l’individuazione dei vostri reali competitors, che non necessariamente devono essere aziende che lavorano nel vostro stesso settore.

Il tempo stimato per questo lavoro è orientativamente di 20-25 giorni. Una volta ottenuto il panorama completo della situazione potete passare alla fase di pianificazione della strategia. Attenzione però a non basare tutto il vostro piano d’azione sull’analisi dei competitors. Non è detto che ciò che sia stato efficace per la loro strategia debba funzionare anche sul vostro sito.

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