Social-media-marketing-key

4 suggerimenti per la vostra strategia di social media marketing

Fare marketing online è un’attività molto articolata. I social network non aprono infinite porte, semplicemente ci danno infinite chiavi per aprirle, ma per il resto sta a noi trovare quella giusta.

Mai come oggi è necessario avere competenze tecniche e una strategia di comunicazione online ben definita alle spalle. Il social media marketing è solo una branca (ormai imprescindibile) del web marketing che richiede di per sé sforzi e studi costanti per adeguarsi  alle continue evoluzioni, ma da solo non basta per fare del marketing e della comunicazione online, una vera arma per il successo di un’azienda. Fermarsi vuol dire rimanere indietro e perdere in competitività.

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Pinterest-Instagram

6 consigli per integrare le immagini in una strategia di web marketing

Il mondo del web evolve continuamente, ed è cruciale per chi lavora nel campo del web marketing e del social media marketing, studiare questi cambiamenti e adeguare la propria strategia di comunicazione online alle nuove dinamiche relazionali.

Su Facebook vengono condivise circa 250 milioni di foto al giorno e si stima che circa il 70% dell’attività sui social network giri intorno alle immagini… dalle condivisioni ai “mi piace”, per non parlare di tweet e i retweet con contenuti visivi. Instagram o Pinterest, i nuovi fenomeni in ambito social media, stanno crescendo ad un ritmo maggiore rispetto a Facebook e Twitter ai tempi dei rispettivi periodi di lancio. Instagram ha raggiunto 2 milioni di utenti nei primi 2 mesi di vita ed è arrivato a 15 milioni alla fine del 2011. Pinterest è esploso quasi dal nulla raggiungendo circa 10 milioni di “pins” in 6 mesi.

Stiamo assistendo a delle dinamiche che vedono gli utenti sempre più orientati ad una “cultura visiva”. Dispositivi intelligenti quali smartphone e tablet rendono molto facile la creazione e l’utilizzo di contenuti visivi, mentre i social media permettono una condivisione immediata dei contenuti su più piattaforme. E il gioco è fatto. Pensate, circa il dieci per cento di tutte le foto scattate da quando esiste la macchina fotografica umano risalgono agli ultimi 12 mesi.

Numeri del genere dovrebbero far riflettere tutti gli addetti ai lavori. È necessario aprire gli occhi e aprirsi al mondo delle immagini, rendendole parte attiva della propria stratega di web marketing e social media marketing. Ecco alcuni consigli:

1- Utilizzate immagini di alta qualità e prevedete sempre all’interno del vostro sito o dei vostri canali web alcune sezioni con gallerie di immagini.
2-Rendete le vostre immagini interattive (con l’opzione per poterle commentare direttamente sul vostro canale) immediate (l’utente non deve faticare per trovarle) e pronte per essere condivise sempre e ovunque. Utilizzate applicazioni e plugin sociali per facilitarvi il compito.
3- Fate attività Seo sulle immagini e su ogni tipo di contenuto visivo. Ricordate che per ottenere visibilità sui motori di ricerca e aumentare le visite sul vostro sito, le immagini sono molto importanti… l’opzione di ricerca Google “immagini” passa proprio da lì. Personalizzate ogni titolo e descrizione delle foto e la relativa url. 
4- Rendete virali i contenuti. Lanciate iniziative di viral marketing su facebook invitando tutti i vostri fan a pubblicare e condividere foto, magari lanciando un concorso
5- Offrite contenuti scaricabili gratuitamente, un glossario, una galleria di immagini o anche delle piccole icone. È un ottimo modo per generare traffico sul vostro sito e aumentare le visite offrendo qualcosa di valore per gli utenti.
6- Siate trasversali. Non limitatevi a lanciare iniziative puntuali di tipo “random”. Create una reale strategia che coinvolga tutti i canali che utilizzate… sito web, blog, Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram… niente va tralasciato.

In conclusione credo sia fondamentale e strategico per ogni organizzazione che faccia della comunicazione online un proprio strumento di business, garantire la fruibilità di contenuti visivi e stimolare l’interazione con il pubblico. In un mondo, quello del web e dei social media, super competitivo non ci si può permettere il lusso di tralasciare un canale di questo genere.

Continuiamo la discussione su:

 

 

Google-privacy

Pro e contro della nuova politica Google sulla privacy

Uno degli argomenti più discussi di questo periodo sul web è la nuova politica sulla privacy di Google.

C’è chi dice che questi cambiamenti rendereanno più facile la vita degli utenti permettendo loro di raccogliere e personalizzare tutte le informazioni di proprio interesse sul web. In un mondo, quello di internet, super competitivo, quasi in “overdose” di informazioni, vi assicuro che trovare con più facilità ciò che si cerca non è poco.

Tuttavia, per poter personalizzare al meglio i risultati di ricerca Google avrà la possibilità di conoscere ancor più in profondità il profilo di ogni utente: i più critici sostengono che questa sia una mossa strategica il cui fine sia quello di vendere sempre più pubblicità calpestando la privacy di ognuno di noi. Tutte le informazioni che Google avrà a disposizione infatti, permetteranno alle aziende che investono in campagne SEM e di Pay per click di raggiungere con estrema facilità il proprio target, aumentando di conseguenza il ROI sui propri investimenti.

Analizzando più nel dettaglio questa nuova politica abbiamo scoperto che:

Google sta combinando più di 60 diverse politiche sulla privacy, raccogliendo gli elementi favorevoli di ognuna di esse con il fine di rendere sempre più facile immagazzinare dati personali degli utenti. L’azienda di Mountan view si giustifica dicendo che in questo modo potrà rendere sempre più agevole l’esperienza di navigazione degli utenti. Certo, l’altro lato della medaglia è che in questo modo renderà estremamente più appetibile per le aziende l’utilizzo del servizio di pubblicità sul motore di ricerca, che è la principale fonte di guadagno di Google. Se infatti per gli inserzionisiti sarà più semplice raggiungere il proprio target obiettivo, le possibilità di conversione saranno maggiori e, di conseguenza, gli inserzionisiti saranno ancor più spinti ad investire. Certo, è fuori discussione che la privacy venga “calpestata” però in questo modo ognuno riesce a trarne vantaggio:

  • L’utente trova con più facilità ciò che cerca. Quando il tempo diventa una risorsa preziosa, questo aspetto non è cosa da poco
  • Le aziende riescono a farsi trovare in base agli interessi precisi del loro target di riferimento e, di conseguenza, hanno maggiori possibilità di guadagnare
  • Google mette in connessione sempre più stretta domanda e offerta, e guadagna (in misura esponenziale) sulla vendita di pubblicità

Ma c’è un modo per impedire a Google di “abusare” della nostra privacy? La risposta, purtroppo è No almeno nel 90% dei casi. L’unico modo per evitare che google raccolga i nostri dati è quello di non utilizzare i servizi che Google stessa offre, e cioè: gmail, google+, Youtube, Adwords, Adsense, Google analytics, Picasa. Sulla Dashboard di Google, è disponibile la lista completa del panorama dei servizi offerti “gratuitamente”.

Tuttavia, è doverso fare una precisazione per i maniaci della privacy. Google non traccia per nome e cognome gli utenti registrati, ma lo fa associando ad ogni utente un indirizzo ip numerico. Inoltre bisogna dire che non tutti i servizi sono coperti da questa nuova politica sulla privacy: alcuni prodotti, come il browser Google Chrome e Wallet continueranno ad essere disciplinati dalle norme sulla privacy attuali.

Avvocati e attivisti della privacy di tutto il mondo hanno avviato una crociata contro il colosso di Mountain view sostenendo l’illegalità di queste nuove norme. In particolar modo, ciò che si contesta è il fatto di non dare la possibilità agli utenti di acconsentire o rifiutare le modifiche.

Il dibattito è aperto! Diteci la vostra su:

 

consulenza-seo-e-copywriting

Seo + copywriting: il giusto mix per la comunicazione online

Scrivere contenuti di qualità è fondamentale per aumentare la popolarità e la visibilità del proprio sito o blog, il tutto a vantaggio della comunicazione online. Spesso si confonde l’attività del copy e quella del SEO, o ancora peggio si tralascia una delle due parti. Il risultato è un articolo scadente per i motori di ricerca o per gli utenti.
Il copywriting oggi deve essere quindi anche un buon SEO o addirittura un esperto SEO.

Un contenuto di tipo “SEO-copywriting” va oltre il mero copywriting, perché contiene elementi (keyword, link in uscita e link interni, immagini…) utili ad ottenere visibilità online e sui motori di ricerca.

Contenuti di questo genere soddisfano le due esigenze principali:

Comunicazione online

un contenuto pensato solo per i motori di ricerca difficilmente stimolerà la curiosità e l’interesse del lettore. Ricordate che la risorsa più preziosa per gran parte degli utenti è il tempo. Nessuno spenderà più di 1 minuto nella lettura di un contenuto poco interessante. Di conseguenza non si genererà passaparola e il vostro articolo cadrà presto nell’oblio della rete. Pensate quindi a scrivere contenuti unici o per lo meno originali!

Visibilità sui motori di ricerca

oggi internet è un mare, anzi un oceano di contenuti. La concorrenza è tanta e scalare le posizioni sui motori di ricerca è sempre più complesso. Un contenuto unico e originale che non rispetti le regole SEO per aumentare la visibilità, difficilmente potrà raggiungere il target desiderato. Di conseguenza (anche in questo caso) cadrà nell’oblio della rete molto presto.

Il risultato? Al giorno d’oggi è imprescindibile l’unione di competenze di SEO e copywriting. Come dire, un bravo copy deve essere necessariamente un esperto SEO! D’altronde Google va in questa direzione e i continui aggiornamenti agli algoritmi, diretti a premiare i contenuti di qualità, ne sono la dimostrazione.

Il nostro consiglio di oggi è questo: provate a ottimizzare le pagine del vostro sito ragionando in ottica “seo-copywriting”.

BlogItalia - La directory italiana dei blog

Logo-Cogia

Trenitalia e web reputation. Perchè il web è più veloce del Frecciarossa

Gli immigrati sono scesi dal treno. Hanno rinunciato alla tariffa Standard e sono andati a cercarsi una sistemazione più decorosa. Di certo non in Business class. Che non vi passi per la testa che nell’immaginario collettivo italiota un colored possa diventare uomo d’affari. Mica siamo in Inghilterra o in Francia dove le opportunità sono pari per davvero, senza bisogno di un ministero (e ho fatto anche la rima).

Una cosa è certa, la carrozza Standard è rimasta vuota. Così i creativi di Trenitalia si sono tolti un bel pensiero: chi cavolo far accomodare in un vagone dove il posto a sedere supera comunque le 50 euro. Eliminata la famiglia di colore vestita per la festa avrebbero potuto pensare ad uno studente. Ma poi gli si sarebbero rivoltati contro. E cosa sarebbe successo se avessero messo un precario? E come si raffigura un precario? Ma sì, non ci mettiamo nessuno, tanto chi vuoi che salga su un vagone così spartano? Continue Reading

ebook-reader

Ho comprato un e-book reader

Ho comprato un e-book reader Kindle Amazon. Non sono qui a scriverne perchè voglio far girare l’economia. Nè perchè Amazon mi paga. Figurarsi. Però credo sia importante condividere con voi alcune esperienze da utilizzatore. Andiamo per ordine. Sono un discreto lettore. Non un topo da biblioteca ma 50 libri all’anno li leggo. Comincerei da qui. Se abitualmente non leggete non è comprando un e-book che diventerete improvvisamente lettori incalliti. Il punto di partenza è questo. Se invece amate i libri, ecco una buona occasione per farvi, o farvi fare, un (bel) regalo. Lo so cosa state pensando. Vi leggo nel pensiero. Il profumo della carta, il piacere di sfogliare un libro, la parte romantica della lettura. Tutto vero.

Ma il piacere di un cd allora? E quello di un giornale? Vuoi mettere una telefonata con un messaggio su Facebook? E parlando per paradossi (e citando il mio amico Luca Conti aka @pandemia) per essere romantici non dovremmo girare ancora in carrozza o in gondola anzichè in macchina? Ho divagato, lo so. Mi capita spesso. Ecco, se vi piace divagare, passare da un argomento all’altro, l’e-book reader è l’oggetto che fa per voi. Il vantaggio è quello di poter diventare lettori non seriali. Se ci pensate bene è così. Siamo abituati a leggere un libro alla volta. Più che altro per motivi logisitici. Se vado in treno o in vacanza non posso riempire una valigia di libri. Questo vuol dire essere lettori seriali. Un e-book sì. E se mi stanco di leggere un romanzo dopo un paio d’ore (è fisiologico) posso passare ad un saggio o ad un libro sul Social media marketing. E se una sera ho voglia di leggere un libro in lingua, beh… posso farlo.

Se voglio consultare i cataloghi in inglese o i best seller spagnoli posso andare qui http://tinyurl.com/84qryw6 e scaricare in 10 secondi un’anteprima del libro che vorrei leggere. Se mi piace lo acquisto e spendo 3 volte meno. Ed ecco che in meno di 4 giorni ho già ammortizzato il costo del Kindle. E se un libro mi piace davvero tanto magari vado in libreria a comprare la versione cartacea per conservarlo nella mia biblioteca.

Intanto, grazie ad un programma che si chiama Calibre http://calibre.softonic.it/ me ne sono fatta una virtuale. Adesso posso catalogare i miei titoli, dargli un voto, dei tag, condividerli con i miei amici. E se ho poco tempo posso usare questo sito http://www.instapaper.com/ per trasformare le pagine web più interessanti e che non ho avuto modo di leggere a lavoro in formato mobi pronte per il mio reader. Insomma, se volete sapere cosa ne penso, credo che valga la pena provare questa esperienza.

Il costo si ammortizza subito e i vantaggi sono tantissimi. Non ultimo quello di poter portare con me un’intera biblioteca in borsa e rendere qualitativamente più interessanti i momenti morti della giornata (sono traumatizzato da sempre dalle scelte dei parrucchieri, si sappia che non amo Quattroruote e Visto) rappresentando una valida alternativa ai tablet, che per quanto meravigliosi stancano la vista. Ecco, il Kindle non stanca la vista. Leggere in generale non stanca. Diffondetela questa notizia.

Parliamone su Twitter! @Thesocialware @Franceant

Contenuti-di-qualita-1

Il Mantra della comunicazione online: Creare contenuti di qualità

I motori di ricerca sono in continua evoluzione e, di conseguenza, l’attività di un buon SEO consiste in primis nell’informarsi e studiare le novità e le strategie migliori per adeguarsi ia cambiamenti. Mai come oggi possiamo affermare che l’obiettivo dei motori di ricerca non è  quello di aiutare i proprietari di un sito, ma di facilitare al massimo la vita degli utenti fornendo informazioni sempre più mirate e dettagliate.

Una volta entrati in questa ottica di idee possiamo facilmente intuire come l’elemento più importante per dare visibilità al nostro sito e al nostro brand sui motori di ricerca è la scrittura di contenuti di qualità.

Tenete quindi bene a mente i seguenti suggerimenti:

Fornite contenuti unici

Copiare contenuti è una pratica inutile, in quanto non offre nessun tipo di valore agli utenti e di conseguenza viene spesso punita dai motori di ricerca.

Create la vostra nicchia

Il vostro primo pensiero non deve essere “come aumentare le visite sul sito“. Meglio un utente interessato che 100 utenti disinteressati. Se utilizzate strumenti di web analytics, date maggior importanza a metriche come “Durata e profondità delle visite” piuttosto che al “Numero dei vistatori” o “Tempo medio sul sito”. Anche in questo caso, solo fornendo contenuti unici riuscirete a fidelizzare gli utenti.

Create un Network e una community

Cercate siti e blog che affrontano i vostri stessi temi e proponete collaborazioni e condivisione dei rispettivi contenuti (ma mai scambio di link in modo incontrollato!). Questo vi aiuterà ad aumentare la popolarità del vostro sito e ad accrescere la nicchia di utenti fedeli.

Utilizzate con parsimonia servizi automatizzati

Un servizio automatizzato, per quanto possa rendere il vostro lavoro più semplice è pur sempre un elemento impersonale e, in quanto tale, va contro il nostro mantra di offrire contenuti di qualità, ed è sempre più spesso penalizzato dai motori di ricerca. Il consiglio è quindi utilizzare tali servizi con grande attenzione, magari limitandone l’operatività in orari strategici, ad esempio di sera, quando è meglio per tutti fare un po’ di vita sociale offline!

Partecipate alle discussioni

Ogni discussione (rilevante) in un blog, un forum, un periodico online, è un’opportunità per mettervi in mostra, dimostrare le vostre competenze e (cosa da non sottovalutare) pubblicizzarvi. Firmatevi alla fine di ogni intervento e inserite un link al vostro sito. Fate Comunicazione online

Utilizzate i Social Network

Al giorno d’oggi, dal titolare del chioschetto di fiori sulla tiburtina fino ad arrivare ad aziende multinazionali come Nestlé o Euronics, chiunque decida di intraprendere un’attività di comunicazione online necessita di una strategia di Social media marketing coerente. Strumenti come facebook, twitter, youtube o linkedin, sono il megafono indispensabile per ognuno di noi. Se utilizzati bene, innescano un passaparola che nessun’altro strumento online è capace di fare. Anche in questo caso si applica il primo comandamento per la visibilità online: create contenuti di qualità!

Costruire una presenza forte e stabile sul web non è cosa semplice, richiede tempo (anche anni) e dedizione, ma al tempo stesso è molto gratificante e soprattutto imprescindibile per chiunque abbia a che fare con il mondo del web.

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Facebook-marketing

Ma il mio sito web funziona?

Durante il 2011 molte aziende, grazie anche al rumore generato dai Social network, hanno iniziato ad avvicinarsi al mondo del web, a preoccuparsi della loro visibilità online e all’importanza di una strategia di web e social media marketing adeguata. Come si dice in questi casi… Meglio tardi che mai! Così, sempre più spesso, ci provengono delle richieste sulla possibilità di creare e gestire Fanpage Facebook, lanciare iniziative di Facebook marketing, o, argomento assolutamente Top Trend in questo periodo (come si dice in gergo, #TT), suggerimenti per approcciarsi al meglio al mondo Twitter.

Il consiglio che diamo a tutti, è di procedere per gradi nella costruzione della propria immagine sul web. I Social media non sono una moda passeggera, non bisogna esserci ad ogni costo, perchè una presenza non mirata può causare danni rilevanti alla Web reputation delle aziende, soprattutto di quelle meno preparate a gestire situazioni di crisi online. La Social media revolution ha sancito un cambio epocale nel modo di comunicare di persone e brand, ma la decisione di approdare sui social deve essere contemplata all’interno di una strategia globale di web marketing, che vede come tassello principale il proprio sito web.

La prima domanda da porsi quindi è: il mio sito web funziona davvero? La questione è spesso sottovalutata, soprattutto in questo periodo in cui la tentazione di “provare” facebook e twitter è forte. Per avere delle risposte efficaci a queste domande è opportuno utilizzare strumenti di web analytics, il più importante dei quali, Google Analytics è gratuito.

Una corretta consultazione di questo strumento richiede competenze particolari, ma ci dà la possibilità di mettere a nudo il nostro sito, capire quali elementi attirano l’attenzione degli utenti e quali invece no. Un report specifico come l’Analisi dati in-Page può aiutarci a capire il comportamento degli utenti durante la navigazione sul sito. A partire da una qualsiasi pagina del sito, questa feature ci offre dati precisi sugli elementi cliccati all’interno della stessa pagina.

In questo modo potremo capire da cosa è colpito l’utente durante la visita o se segue un percorso di navigazione coerente. Incrociando i dati inoltre, potremo capire quanti utenti sono “atterrati” su una determinata pagina, la frequenza di rimbalzo (quanti utenti abbandonano il sito dalla pagina di destinazione), la durata della visita e tanti altri elementi fondamentali per la creazione della strategia di web marketing della nostra azienda.

Come siamo visti dai motori di ricerca? Un altro elemento fondamentale è rappresentato dalla visibilità sui motori di ricerca… Se abbiamo un ecommerce di  elettronica specializzata nella vendita di TV Led, sarà importante verificare che il nostro sito sia visiblie per tutte le parole chiave ad esso correlate (sempre con particolare attenzione alle parole Long tail) e se non lo è sarà opportuno intervenire sul sito con attività correttive. Per fare queste piccole verifiche (importante farle periodicamente) ci sono vari tool gratuiti in rete.

Per entrare ancora più in profondità nell’analisi del sito consigliamo vivamente di utilizzare con costanza lo Strumento per i Webmaster di Google, fondamentale per capire com’è visto il nostro sito agli occhi degli spider di Google (Googlebot), e più in generale per avere un resoconto sul suo funzionamento. Questo tool ci fornisce dati come velocità di caricamento delle pagine, verifica della sitemap, analisi delle ricerche che rimandano al sito, analisi delle metriche di Google+ e moltissimo altro.

Senza spingerci troppo nello specifico, avere il controllo di tutti questi strumenti ci rende pronti per il passaggio allo step successivo… La pianificazione di una strategia di Social Media Marketing
Continuate a seguirci!

Social Network Site Online Concept For Internet

Case History: Avevo un negozio in periferia. Adesso è in centro.

No, il bigliettino da visita non l’ho ancora cambiato. Anche se dovrei aggiungerci “responsabile new media”. Ma poi diventerebbe troppo lungo e allora scelgo di rimanere quello che sono, almeno per ora. Ma i nuovi media mi hanno cambiato, in meglio. Hanno reso “scientifici” gran parte dei miei lavori, quelli di un’Agenzia di Comunicazione. Perchè da quando ho iniziato ad investire tempo e risorse sul web ho capito che molte delle risposte che cercavo sono qui, a portata di mano.

La rete ti da visibilità, la rete pianifica, la rete domanda, la rete risponde, la rete mette in relazione. Io non sono più solo da quando c’è la rete. E non mi riferisco alla mia vita privata, per quella continuo a preferire una pizza e una birra (anche una partita di calcetto non è male). I social media non mi hanno reso a-social anzi. Mi hanno dato l’opportunità di incontrare (non solo virtualmente) persone che mai, solo cinque anni fa, sarei riuscito a conoscere.

E così oggi, quando devo pianificare un lavoro, so di poter contare su esperti di comunicazione online, di comunicazione sostenibile, di sport, di shopping on line. E queste persone hanno un volto, un nome, rispondono a delle domande e ne fanno altre a loro volta. Ma qual è il segreto per entrare in contatto con loro? A volte penso che la rete e i social network siano come un party. Uno di quelli con il tavolo del buffet. Magari non conosci nessuno e ti trovi lì perchè ti ci ha portato un amico. Poi vedi una persona con la quale vorresti parlare e non sai come iniziare… “Ciao, io sono Cristiano e…” No, meglio di no. Magari provo con una battuta. Oppure parlando di lui: “Tu sei Francesco di Socialware Italy vero?”. Sia chiaro, non sono un esperto in approcci. Non lo sono mai stato, dannata timidezza.

Ma credo che su Twitter, come su Facebook, con la gente che non conosciamo, funzioni così. Ci scegliamo le persone con le quali vogliamo parlare, a seconda degli interessi in comune, e cerchiamo di stabilire un rapporto con loro. Ed è molto probabile (è bene essere sinceri) che chi ha poco da comunicare (non chi è timido attenzione) rimanga tutto il tempo in disparte. In quel caso sarebbe comunque buona cosa provare ad ascoltare quello che gli altri hanno da dirsi.

Tutto questo mi ha arricchito. Io so che se voglio sapere tutto di E-Book posso contare su Luca. E se voglio saperne di più di comunicazione politica posso chiedere a Dino. Allo stesso modo se devo pianificare una campagna sul web Francesco saprà consigliarmi per il meglio. Se ci penso era il nostro sogno da bambini. Una rete di persone con competenze diverse che potesse creare, insieme, qualcosa di veramente importante.

Mancava la rete, adesso c’è. Ed è qualcosa di molto più grande di quello che immaginavamo. E da quando c’è ho persino smesso di “soffrire” la distanza. Ci sono cose che non potranno mai essere sostituite: un pezzo di focaccia sul lungomare o una birra stappata il sabato mattina ‘n derr a la lanz sono emozioni che nessun social network può riprodurre. Ma in ambito professionale ho annullato le distanze.

Scrivo una rubrica che è seguita su Facebook da tantissimi miei concittadini, comunico quotidianamente con loro e sono lontano dalla mia città solo fisicamente. Quando torno incontro gente stimolante con la quale condivido progetti e obiettivi concreti: così ho conosciuto i miei attuali collaboratori, il mio prossimo editore (ecco, sto monetizzando nel 2012 esce il mio terzo romanzo sappiatelo), alcuni miei clienti. E tutto questo solo in una città. Immaginate quante altre occasioni/ contesti ci sono.

Quante possibilità offre la rete di scambio, promozione e vendita di servizi web. Credo che sia abbastanza banale dire che per un’Azienda i vantaggi si moltiplicano per 100. Sapere cosa pensano di un brand gli utenti, studiarne la web reputation conoscere i movimenti della concorrenza, sfruttare le occasioni che offre il web non è solo un obbligo, una moda da seguire. Si chiama presenza attiva. E non si può prescindere dalla presenza attiva.

Quando parlo con i miei clienti gli chiedo sempre se sono presenti sul web e gran parte di loro mi risponde di sì. Poi magari scopriamo assieme che si tratta di una presenza passiva. Come avere un bellissimo negozio in periferia e senza segnaletica utile a poterlo raggiungere. E’ questione di Visibilità.

Credo che sia ora di posizionarlo in centro il negozio. Magari non per forza sul corso, ma almeno in una strada di passaggio. Il mio negozio adesso si trova in centro, anche se l’ho aperto in una città diversa dalla mia. E mettetevi fuori ad ascoltare quello che i passanti dicono di voi. Se tre di loro dicono che la vostra insegna non comunica, beh… ascoltateli. Fatevi delle domande. Ditelo ai vostri colleghi.

Tutto ciò che serve è un cambio di mentalità. Non si tratta di imparare ad usare i computer o i programmi, per quello ci sono già gli esperti. Si tratta di apprezzare la critica costruttiva, imparare ad ascoltare, trasformare il problema in opportunità. Cambiare la ricetta di un prodotto, destinarlo ad un altro target. I nuovi media hanno portato a questa rivoluzione e chi saprà adattarsi al nuovo modello di comunicazione online coglierà il meglio per se e per la propria azienda. Non avventatevi però. Pianificate. Il futuro è già iniziato.

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Pianificare una strategia di comunicazione online per Natale

Durante il periodo Natalizio, ogni azienda cerca in qualche modo di intensificare (o intraprendere) la propria attività di web marketing per ottenere la propria parte di visibilità online e magari, incrementare le vendite. Navigando sul web ci imbattiamo in calendari dell’avvento (segnaliamo quello dei Piccolini Barilla), siti web vestiti a tema, offerte imperdibili e molto altro.

Si calcola che soltanto durante il mese di Dicembre 2011 ogni persona spenderà 8 ore e 45 minuti per fare shopping sul web in cerca di regali da mettere sotto l’albero. Il 5 Dicembre sarà il primo grande giorno pre-natalizio per gli acquisti online. Il 19 Dicembre sarà il giorno dedicato alla ricerca di idee last minute per i pranzi natalizi (siti food preparatevi!) e il 23 Dicembre sarà il giorno boom di traffico sui siti di tutti i Web store per i regali dell’ultimo momento.

Tutto ciò si traduce in un notevole aumento della predisposizione all’acquisto da parte degli utenti, e nella necessità per le aziende di farsi trovare, di essere visibili sul web e di stimolare l’attenzione del pubblico.

Ogni attività, per avere successo deve avere un’organizzazione strategica alla base altrimenti il rischio è quello di avere un ROI negativo. Soprattutto se si è investito un budget per attività promozionali o di comunicazione online nel periodo natalizio, un ROI negativo significa aver perso una grande occasione per emergere sul web e aumentare le proprie vendite.

Ecco qui qualche consiglio per farvi trovare preparati in questo mese di fuoco:

  • Investire in Campagne PPC e Adwords. Sopratutto per i retailer è fondamentale dare una forte spinta promozionale attraverso attività SEM. Il consiglio è affidarsi ad esperti poichè in questo periodo ci sarà una fortissima concorrenza e sarà quindi necessario adottare strategie diverse per avere visibilità senza “svenarsi”. Nella scelta delle Keyword cercate di spingere parole che vi aiutino a raggiungere il vostro obiettivo di vendita e parole che utilizzare nella quotidiana attività SEO. Il vantaggio è duplice perchè da un lato potrete dare maggior impulso alle keyword in chiave SEO (è un lavoro che vi ritroverete durante tutto l’anno) e inoltre troverete meno concorrenza sulla vostra strada.
  • Puntare sui Social Network. Partiamo dal presupposto che ogni azienda il cui core business sia il web (e non solo) abbia già una strategia di social media marketing avviata. Si calcola che durante il giorno di Natale mediamente gli utenti trascorreranno 25000 ore su Facebook. Hashtag come #Natale o #BabboNatale sono top trend su Twitter già da qualche settimana. Inutile sottolineare l’importanza, in questo periodo, di avere una community al seguito e di creare rimbalzo di utenti tra i social network e il proprio sito web.
  • Utilizzare il format del Bonus/Credito. E’ molto importante approfittare del periodo natalizio, caratterizzato da una forte predisposizione all’acquisto, per cercare di trasformare l’utente in cliente e il cliente in cliente fedele o di ritorno. Offriamo ad esempio un buono per i successivi acquisti sul sito. Mi raccomando questo buono deve essere un coupon dal valore economico reale (10 euro invece del 2%).
  • Partecipare attivamente alle discussioni e curare la Web reputation. Mai come in questo periodo aumentano su Forum e Blog, le discussioni relative agli acquisti online. Gli utenti chiedono informazioni sui prodotti, sull’affidabilità delle aziende, e sui servizi offerti (postvendita, garanzia, spedizione, servizio clienti). Diventa quindi fondamentale analizzare attentamente la propria web reputation e quando necessario, intervenire nelle discussioni e farsi ricordare per il buon servizio offerto.