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Smart working ai tempi del Coronavirus

Una guida Socialware su come sfruttare al meglio il lavoro da casa durante il Coronavirus

COVID-19 sta facendo del lavoro a distanza una nuova norma

Con la diffusione del Coronavirus, eventi annullati e un crollo del mercato azionario non sono le uniche cose che incidono sulle aziende. Un numero imprecisato di lavoratori, in tutto il mondo, si sta adattando per rimanere a casa. Gli uffici stanno correndo ai ripari per trovare modi per adattarsi rapidamente alle operazioni da remoto.
Twitter ha detto a tutti i suoi 5.000 dipendenti di lavorare da casa. Il CEO di Apple, Tim Cook, ha inviato un promemoria per incoraggiare gli impiegati a non entrare, e l’azienda si è impegnata a limitare la “densità umana” nei negozi. La città di Seattle ha annullato le riunioni e ha detto ai suoi oltre 12.000 dipendenti di seguire le nuove Linee guida COVID-19 sulle modalità di lavoro alternative della città. I brand nazionali di abbigliamento hanno chiuso i loro punti vendita in tutta Italia già prima dell’emanazione del decreto del 12 marzo. Questo tipo di misure di sicurezza si sta diffondendo in innumerevoli agenzie, poiché i professionisti della pubblicità hanno, fortunatamente, la possibilità di poter lavorare dovunque. Se non sei abituato a lavorare da casa, all’inizio può sembrare una vacanza. L’opportunità di saltare il pendolarismo stressante e stendersi sul divano con un laptop sul petto è davvero gloriosa. Ma anche il lavoro a distanza può essere isolante e pieno di distrazioni. Per rendere il lavoro da casa più efficace e divertente, abbiamo pensato di scriverti alcuni consigli.

Attenersi al programma

Un grave ostacolo, quando si lavora a casa, è la procrastinazione. Nel comfort di casa tua, all’improvviso hai l’impulso e l’energia di fare cose che ti distraggono dal lavoro: pulizie di primavera degli armadi, pulizia del frigorifero, lavaggio delle finestre, organizzazione delle tue foto, e tutto ciò che non puoi fare mai e che faresti per il solo fatto che sei a casa. Può essere allettante mescolare il tempo in ufficio con le faccende domestiche quando il bucato è proprio lì, soprattutto se la giornata non è ostacolata da riunioni e scadenze. Se lavori relativamente da solo, senza che nessuno controlli le tue ore, il trucco per evitare la procrastinazione è quello di essere il tuo capo. Imposta il tuo orario di lavoro, le scadenze e le pause e attieniti ad esse come la colla. Se hai problemi di messa a fuoco ed inizi a sentirti andare alla deriva, ti suggeriamo ti fare una pausa. Prendi un caffè, alla finestra di casa (se il tempo permette), in modo da poter tornare al lavoro più energico. Imposta un timer per intervalli di 10-15 minuti, ti aiuterà. Angolo studio in casa

Crea un ufficio in casa

L’unico modo per separare l’attività lavoratica da quella familiare, è ricreare un piccolo ufficio in un angolo della casa. Una scrivania con sedia comoda, dove internet arriva senza problemi così come l’elettricità. Un modo per impedire che il lavoro si impadronisca di tutta la casa è proprio quello di non spargere per tutta casa materiali lavorativi. Non dimenticare le comodità. Rendi la tua sedia confortevole con dei cuscini. Ascolta musica di sottofondo se sei abituato a farlo e ti aiuta ad isolarti dal resto della casa. Sfrutta il televisore come secondo schermo. Crca di tenere il tuo pc all’altezza del tuo sguardo per non affaticare il collo. Applica in casa gli stessi accorgimenti che usi in ufficio. E in questo caso specifico, ricorda di disinfettare tutto una volta terminato il lavoro con una soluzione alcoolica.

Usa la tecnologia a tuo vantaggio 

Il telelavoro semplicemente non sarebbe possibile senza Internet, ma è reso più funzionale e divertente grazie a tecnologie come Slack (per chattare con il tuo team), Google Hangouts e Skype (per conversazioni faccia a faccia rapide) e conferenze remote strumenti come Zoom, Whereby e Obs (per riunioni con più partecipanti). Noi di Socialware ci affidiamo prevalentemente alla Suite di Google, già in ufficio. Una combinazione di strumenti davvero semplici che ci hanno consentito di lavorare da casa molto più facilmente. Ogni mattina inizia la tua giornata con una teleconferenza in cui ognuno riporta le attività da svolgere nella giornata. Puoi riportare il tutto in un foglio di Google Sheets oppure attivare un altro strumento come Harvest. Qui potrai inserire i vari progetti a cui il team si sta dedicando e impostare un monte ore. Inoltre, puoi aggiungere le varie attività da svolgere per ciascun progetto. In questo modo, ogni giorno, il tuo team può cronometrare le proprie attività e tu puo controllare il lavoro svolto.

mascherina e disinfettante per casa socialwareNon ti isolare completamente 

Il giornalista venezuelano José González Vargas ha lavorato da casa fino a poco tempo fa e ha dichiarato via Twitter che mentre amava la comodità di lavorare sul suo divano, odiava la “mancanza di contatto umano” e “un ambiente pieno di distrazioni diverso da quello che ti costringe a concentrati sul tuo lavoro. ” Purtroppo siamo costretti a lavorare da casa pertanto cerchiamo di trarre ispirazione dagli spazi che ci circondano. Cambia la tua posizione in base ai tuoi obiettivi. Usa diversi spazi come spunti per ciò che devi realizzare. Siediti al tavolo della cucina se devi scrivere. Spostati vicino alla macchinetta del caffè per inviare un’e-mail e poi sorseggiarlo subito dopo. Il vantaggio è che puoi modificare il tuo ambiente a tuo piacimento. Ti possiamo suggerire di programmare il tempo di lavoro per tutta la settimana, in modo da saper a monte cosa fare e poter star tranquillo in caso di imprevisti.

Risorse gratuite sul web

Lo smartworking non è solo lavoro. Non recandoti fisicamente in un luogo, risparmierai tempo che puoi dedicare alla cura del tuo corpo o della mente.
Sicuramente avrai comprato libri che non hai avuto modo di leggere. Qualche libro formativo. Tanti i temi: Seo, Ecommerce, Social marketing, Copywriting, etc. Ora è arrivato il momento di farlo.
Non solo, online sono fruibile tantissimi contenuti che solitamente trovi a pagamento. Il governo ha istituito un sito per la solidarietà digitale in cui ha raccolto tutti i servizi offerti da grandi e piccole imprese. Dalla connettività, all’e-learning, passando per l’editoria e i servizi d’intrattenimento.
E se non fosse sufficiente, anche il mondo dei social si è mobilitato. Gli influencer, capitanati da Chiara Ferragni e suo marito Fedez, hanno fatto partire delle raccolte fondi per sostenere gli ospedali italiani. Tanti specialisti del settore, più o meno conosciuti, hanno offerto i loro servizi gratuitamente alle imprese che hanno dovuto fermare la loro attività. Consigli di comunicazione piuttosto che strategie, per affrontare questo periodo e tenersi pronti per la ripresa.
Sono nate anche pagine Facebook in cui tutti possono postare video formativi sull’utilizzo di strumenti e piattaforme digitali piuttosto che strategie di comunicazione, gestione della crisi e social marketing.

Conclusioni sullo smartworking

Cogli questa occasione come un’opportunità per mostrare a bambini, partner o coinquilini cosa in realtà fai tutto il giorno quando sei normalmente in ufficio. Blocca un’ora a metà giornata per pranzi sani o far movimento in casa. Lavorare da casa consente un livello di auto-cura che è spesso impossibile in un ufficio. Questo è un’occasione per recuperare il tempo che ti è sempre mancato. Usa questo tempo non solo per affrontare i tuoi compiti attuali ma anche per andare avanti con incarichi futuri. È anche un buon momento per prestare attenzione a quanto tempo impieghi per completare i progetti a casa. Se è notevolmente più veloce, porta questa conoscenza al tuo capo e fai una richiesta per lavorare da casa più spesso.
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Coronavirus e vendite: come un trending topic influenza il mercato

Il dilagare del COVID19 su social, web, e giornali

Cosa provocherà questa ondata di epidemia a livello di digital marketing?

Da giorni siamo bombardati da notizie e informazioni sul Coronavirus, in un crescendo informativo, alimentato dall’incertezza e da un certo clima isterico a livello nazionale e non solo. Un virus i cui effetti, purtroppo, non sono solo visibili a livello di numero di vittime e contagi, ma anche da un punto di vista di danni economici, sia online che offline.
INDICE

  1. Alcuni effetti immediati
  2. Che cosa sono i trending topics
  3. Coronavirus i numeri del contagio web
  4. Coronavirus, non tutto il male viene per nuocere
  5. Coronavirus e acquisti, quali effetti
  6. Qualche regola di fact-checking per vivere meglio

Alcuni effetti immediati del Coronavirus

coronavirus-effetti-vendite-1In un solo giorno, lunedì 3 febbraio 2020, le banche cinesi hanno bruciato 420 miliardi di dollari, ad esempio, per recuperare solo il 2% grazie ai provvedimenti che sta prendendo il Governo Cinese per redimere gli effetti economici del virus. Il virus ha contagiato anche Piazza Affari, che ha bruciato 30 miliardi, mentre l’indice FTBE scendeva del 5,43%, e le cose non si sono ancora stabilizzate nel complicato scenario bancario.
Ma i danni del COVID19 non si limitano alla finanza e ai malati – che in totale nel mondo sono attualmente circa 82.500 – e si estendono anche al mondo digital e web, con un vero e proprio contagio epidemico. Questo trending topic, che nelle ultime quattro settimane ha prodotto già oltre 15 milioni di tweet, è diventato ormai un vero e proprio elemento da considerare nella propria comunicazione e strategia di marketing.

Prima di addentrarci in una stima di proiezioni di quello che potrà succedere e un’analisi di quello che sta già succedendo per via di questa epidemia, facciamo un piccolo passo indietro.

Che cosa sono i trending topics?

I social network ci permettono di essere interconnessi: con i nostri conoscenti e famigliari vicini e lontani, con le Istituzioni, con le aziende, i brand che seguiamo (o che ci in-seguono). La facilità con cui avviene lo scambio di informazioni ai tempi dei social è impressionante, così come la semplicità con cui un argomento va on flame e un caso si monta in un secondo.
La parola trending topic nasce nell’ambito di Twitter per espandersi a molte altre situazioni. I trending topics sono quei temi (notizie, argomenti, personaggi, ecc.) che diventano popolari nelle conversazioni online – originariamente, appunto su Twitter. Normalmente sono connotati da un hashtag, che viene ritwittato e ripetuto nei post social, aggregando tutte le conversazioni attorno ad un argomento specifico.
coronavirus-effetti-vendite-2I trending topics non hanno regole definite, nel senso che a volte possono bastare anche pochi tweet per scatenare il popolo del web, né basta che ci sia un influencer di mezzo per decretare il successo di un topic, anzi spesso sono le fonti più underground a scalare la classifica ed entrare nella top ten degli hashtag più seguiti e con più contenuti.
Ci sono momenti, chiaramente, in cui alcuni topic si impongono all’attenzione del pubblico, come è il caso del Coronavirus o della Brexit poco tempo fa, anche perché le fonti di informazione tradizionale, come le testate giornalistiche, tendono a seguire ed alimentare i trending topics.
Si genera così un meccanismo in cui da un piccolo numero di persone che parla – sul web – di un certo topic, la notizia si espande a tutti, andando a finire su giornali, radio e tv, intaccando anche quella parte di popolazione che non ne aveva ancora sentito parlare, fino ad arrivare ad essere costantemente “oppressi” da quel topic, che si propaga ovunque, trasversalmente, sempre più amplificato.

Coronavirus: i numeri del contagio web

Il Coronavirus rappresenta una delle prime epidemie completamente seguite sul web a livello mondiale. Aggiornamenti quasi minuto per minuto, mappe interattive del contagio, centinaia di articoli scritti sul web, questa epidemia sta prendendo i tratti di una vera e propria “info-demia“, come l’ha già soprannominata qualche giornalista.
I numeri confermano la prepotenza del contagio web:

  • 550 K di ricerche mensili per la keyword coronavirus
  • 1600 il numero delle ricerche mensili per la keyword contagio coronavirus

Per darvi un’idea, le ricerche mensili su Google generate dalla keyword Sars erano 27.100.

Per quanto riguarda invece i social abbiamo su Twitter

  • 61,3 K tweets per #COVID2019
  • 349 K tweets per #COVID-19
  • 65 K per #CoronaVirusUpdates

mentre su Instagram al momento ci sono 751 K post taggati con #coronavirus e centinaia di profili aperti (con nomi come Coronaviruss, corona virus, ecc. ecc.) che fanno buzz sull’argomento.

Coronavirus: non tutto il male viene per nuocere

I social ci stanno consentendo di avere un pensiero e processi decisionali collettivi”, dice Crystal Watson, ricercatore senior e professore sempre del Johns Hopkins Center for Health Security, in un’intervista al Time. “Nelle epidemie degli anni scorsi, prima dell’avvento dei social media, dovevamo aspettare una pubblicazione su un giornale accademico per conoscere lo stato di avanzamento delle ricerche individuali e capire cosa stava accadendo. Adesso la condivisione delle informazioni tra esperti è molto più veloce e facilitata”.
coronavirus-effetti-vendite-4La sinergia tra comunicazione e informazioni si sta avvalendo della tecnologia web per migliorare la conoscenza della malattia e la sua evoluzione. Tramite Twitter, Skype, Whatsapp e bioRxiv, un sito in cui gli scienziati caricano i propri articoli in attesa della revisione pubblica, la comunicazione tra scienziati, biologi, ricercatori e medici di tutto il mondo procede molto velocemente, sostituendosi quasi a riviste e pubblicazioni scientifiche, permettendo loro di fare un brainstorming da remoto sull’ancora semi-sconosciuto Coronavirus.
Il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (EDCD) quotidianamente twitta un’infografica che riepiloga i dati accertati sulla situazione (ecco i dati elaborati), e così anche l’OMS che fornisce sia un rapporto sui numeri effettivi del contagio ma anche un quadro dei rumors sull’epidemia del Coronavirus.

E per quanto riguarda gli acquisti?
Coronavirus e conseguenze economiche

Se il Coronavirus ha già impattato pesantemente su Banche e Finanza, anche altri settori sono stati colpiti negativamente dalla malattia.
Uno dei primi settori  a essere sfavorito dal Coronavirus è quello dell’automotive: diversi gruppi hanno fermato la produzione nelle fabbriche cinesi, e case come Hyundai e Toyota non stanno ricevendo le componentistiche necessarie a per la produzione di alcuni modelli.
Idem dicasi per il comparto degli Smartphone: ricordiamo che gran parte della produzione è situata in Oriente, in Cina, tra cui proprio gli iPhone.

I danni per il turismo in Italia

Per l’Italia, il danno si sente già in alcuni settori. L’economia di lusso ha subito una bella battuta d’arresto, poiché oltre il 28% egli acquisti in questo settore vengono fatti proprio da cittadini cinesi, i quali spendono anche in media 1500 euro a testa.
Ma ancora più grave la situazione per il turismo in Italia.
Il 2020 doveva essere l’anno del turismo cinese in Italia, con l’attesa di ben 4 milioni di turisti cinesi nel paese. A questo, si aggiunge l’isteria generalizzata che ha portato passeggeri e compagnie a cancellare viaggi e voli. Circa 50 mila viaggiatori hanno cancellato una prenotazione di viaggio e migliaia annullano i preventivi, dichiara Assoviaggi Confesercenti.
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Le agenzie segnalano il 20,3% di cancellazioni per la Cina e il 32% verso il resto dell’Asia. A questi numeri si aggiunge una quota di persone che ha richiesto l’annullamento del viaggio in Europa e fuori (America, Africa… ).
Alcune compagnie di volo, come British Airways, ha sospeso i voli da/per Milano fino a Marzo, e disguidi di vario tipo ci sono stati anche lato collegamento ferroviario, con la Svizzera che ha bloccato per alcune ore i treni per l’Italia e la giornata di lunedì 24 Febbraio 2020 che ha registrato un generale ritardo su tutte le linee ferroviarie italiane.
Italo e Trenitalia, infatti, hanno predisposto rimborsi e indennizzi per i viaggiatori.

Cosa succede negli acquisti online per via del COVID19

La flessione si registra ovviamente anche a livello web, dove il dilagare delle notizie, vere o presunte tali, corre decisamente veloce come e più del virus stesso.
Il numero di articoli, di domande e conversations su “è pericoloso comprare pacchi dalla Cina?” è impressionante. Molti si sono domandati se usare i celebri Ecommerce cinesi, come Wish o AliExpress, significasse aumentare i rischi del contagio.

Una questione talmente pressante che il Centers for Disease Control and Prevention è intervenuto per fugare ogni dubbio, in un nota di approfondimento ufficiale relativo alla malattia:
La famiglia dei Coronavirus, da cui deriva il 2019-nCoV, è ancora oggetto di indagine scientifica e molto c’è ancora da sapere su come si diffonda. I casi precedenti di Coronavirus, responsabili di infezioni molto gravi che hanno colpito persone come la MERS e la SARS, vedevano entrambe la loro origine nei pipistrelli (sebbene il nuovo Coronavirus sia più vicino alla SARS che alla MERS).
Al momento è difficile capire se questo virus si comporterà come fecero in passato la SARS e la MERS, ma è possibile fare riferimento a questi per orientarci su eventuali dubbi. I Coronavirus difficilmente riescono a sopravvivere sulle superfici e di conseguenza il rischio di diffusione tramite prodotti e imballaggi che solitamente vengono spediti per giorni e settimane a temperatura ambiente è molto basso.

Una risposta precisa e chiara, che però non ha impedito ai più prudenti di evitare gli acquisti online con origine cinese. Né di creare qualche disagio al gigante Amazon: per alcuni giorni sono stati sospesi i servizi di Amazon Prime Now a Milano e Torino: troppe richieste in troppo poco tempo, a quanto pare. La corsa ai rifornimenti, che si è verificata in moltissimi ipermercati del Nord Italia, si è riversata anche sul web, con risultati altrettanto negativi.

Qualche regola di fact checking per vivere meglio

Mentre la situazione sembra leggermente migliorare (oggi è il primo giorno in cui le vittime a livello mondiale non sono cresciute rispetto al giorno precedente), possiamo trarre una breve conclusione da questa vicenda.
La più immediata riguarda la verifica delle informazioni di cui si viene a conoscenza. Alcune regole di fact checking possono aiutare nel discernere vero da verificabile:

  1. Controllare la fonte della notizia: chi l’ha diffusa? che tipo di giornale è? l’autorevolezza di un giornale è un indice della veridicità della notizia.
  2. Fare almeno double check: ossia vedere se più di un giornale/testata diffonde la stessa notizia.
  3. Aspettare nel diffondere le notizie di cui non si è certi: regola di buon senso che è sempre meglio esplicitare.

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