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Attività Seo e il rischio di penalizzazioni di Google

La chiave per il successo di esperti e consulenti Seo è l’aggiornamento continuo. La Seo intesa nel modo “tradizionale” rischia di arrecare seri danni al vostro sito, con penalizzazioni che spesso richiedono anni per essere ripristinate. Google non transige più e, l’unica soluzione che hanno esperti Seo di tutto il mondo è adeguarsi.

Mai come adesso possiamo affermare che la politica di Google punta (quasi) esclusivamente alla qualità dei contenuti. Sta diventando sempre più frequente imbattersi in casi di penalizzazione di siti a seguito di attività Seo poco trasparenti quali l’acquisto o lo scambio di link, o la creazione di network di siti e blog con il solo fine di acquistare link in entrata ed aumentare la popolarità di un sito.

C’è chi dice che questa politica di Google sia motivata esclusivamente a spingere le aziende ad investire sempre più in campagne Sem e di Pay per click. Se così fosse, alla lunga sarebbe un disastro: si registrerebbero costanti aumenti dei costi delle aste per accaparrarsi le prime posizioni a pagamento per le singole keyword e il sistema rischierebbe di implodere. E’ un’ipotesi plausibile, ma io sono dell’idea che il lavoro ben fatto paga sempre, e un’attività Seo trasparente e ben pianificata, nel lungo periodo non può che dare i suoi frutti. Certo avere un budget da investire in Sem e campagne Adwords aiuterebbe e non poco… ma questo è un altro discorso. Ecco allora che tanti guru della Seo spariranno dalla scena accusando Google di attuare pratiche scorrette ed assisteremo ad una sorta di selezione naturale dove solo chi è davvero esperto in Seo sopravviverà.

L’obiettivo di questo post è offrire alcuni spunti su come organizzare i propri progetti Seo e di visibilità online:

Innanzitutto è importantissimo parlare del concetto di sovraottimizzazione Seo di un sito: è inutile e mai come oggi dannoso fare un’esasperata attività Seo, riempiendo di keyword ogni pagina del sito, acquistando centinaia di link in entrata da siti non pertinenti o attuando in maniera scorretta la pratica del link building. Non dimentichiamo che un sito nasce per offrire qualcosa agli utenti, e quindi, deve essere pensato per raggiungere questo scopo. Immaginate di entrare in un negozio di abbigliamento e trovare già dall’ingresso cumuli di vestiti sparsi per terra in modo da rendere poco agibile il passaggio e poco piacevole la visita. Ci tornereste? Lo consigliereste ad un amico? Non credo. Ricordate, prima ancora che esperti di Seo e di web marketing siamo tutti utenti… ragioniamo come tali!

Quanto detto su viene amplificato nel caso di siti di recente realizzazione. Ogni sito web, per aumentare le visite e far crescere la popolarità ha bisogno di seguire il proprio corso. All’inizio è normale avere pochi link che puntano verso di esso ed è altrettanto normale ricevere poche visite. Spingere sull’ottimizzazione in maniera forzata nei primi mesi di vita, è un elemento di forte rischio che potrebbe portare a delle penalizzazioni. Lavorate piuttosto su elementi come la velocità di caricamento delle pagine del sito, la creazione di contenuti di qualità o il design delle pagine.

Tipologia di sito: non tutti i siti web possono essere trattati allo stesso modo. La strategia Seo e web marketing e l’aspettativa dei risultati cambierà a seconda si tratti di un sito vetrina, un portale, un blog o un ecommerce. Più contenuti racchiuderà il sito, maggiore sarà la possibilità di azione in ambito Seo e più credibile sarà lo stesso agli occhi dei motori di ricerca. 

In sostanza non esiste una ricetta magica per scongiurare il rischio delle penalizzazioni, l’importante è usare il buon senso e assicurarsi di seguire queste semplici regole:

  1. 1- Puntate alla qualità dei contenuti, avendo sempre come obiettivo quello di aiutare gli utenti
  2. 2- Una struttura chiara e ben definita che possa facilitare l’esperienza di  navigazione degli utenti e il lavoro di ricerca degli spider
  3. 3- Una strategia di link building “pulita”. Sconsiglio vivamente la pratica ormai desueta e rischiosa di acquisto forsennato di link. Puntate piuttosto sull’attività di article marketing ricordandovi di scrivere sempre contenuti unici e originali. I link in entrata saranno sicuramente meno, ma la popolarità del sito e il traffico generato aumenteranno in modo ottimale.
  4. 4- Stabilite un dialogo con le persone, solo così trasformerete i vostri fan in clienti affezionati. Una strategia di Social media marketing efficace vi aiuterà a portare traffico di utenti realmente interessati al vostro brand e con un livello di fiducia già alto. Le possibilità di conversione aumenteranno e, cosa da non sottovalutare, la vostra web reputation migliorerà costantemente.
  5. 5- Ogni volta che avrete qualsiasi dubbio, rifatevi alle linee guida di Google e state pur certi che non sbaglierete. Utilizzate il webmaster tool per capire come gli spider di Google vedono il vostro sito e per sapere come procede l’attività di indicizzazione e visibilità online

Continuiamo la discussione su:
@thesocialware su twitter Come aumentare le visite e la popolarità di un sito @Franceant su twitter Come aumentare le visite e la popolarità di un sito

Google-privacy

Pro e contro della nuova politica Google sulla privacy

Uno degli argomenti più discussi di questo periodo sul web è la nuova politica sulla privacy di Google.

C’è chi dice che questi cambiamenti rendereanno più facile la vita degli utenti permettendo loro di raccogliere e personalizzare tutte le informazioni di proprio interesse sul web. In un mondo, quello di internet, super competitivo, quasi in “overdose” di informazioni, vi assicuro che trovare con più facilità ciò che si cerca non è poco.

Tuttavia, per poter personalizzare al meglio i risultati di ricerca Google avrà la possibilità di conoscere ancor più in profondità il profilo di ogni utente: i più critici sostengono che questa sia una mossa strategica il cui fine sia quello di vendere sempre più pubblicità calpestando la privacy di ognuno di noi. Tutte le informazioni che Google avrà a disposizione infatti, permetteranno alle aziende che investono in campagne SEM e di Pay per click di raggiungere con estrema facilità il proprio target, aumentando di conseguenza il ROI sui propri investimenti.

Analizzando più nel dettaglio questa nuova politica abbiamo scoperto che:

Google sta combinando più di 60 diverse politiche sulla privacy, raccogliendo gli elementi favorevoli di ognuna di esse con il fine di rendere sempre più facile immagazzinare dati personali degli utenti. L’azienda di Mountan view si giustifica dicendo che in questo modo potrà rendere sempre più agevole l’esperienza di navigazione degli utenti. Certo, l’altro lato della medaglia è che in questo modo renderà estremamente più appetibile per le aziende l’utilizzo del servizio di pubblicità sul motore di ricerca, che è la principale fonte di guadagno di Google. Se infatti per gli inserzionisiti sarà più semplice raggiungere il proprio target obiettivo, le possibilità di conversione saranno maggiori e, di conseguenza, gli inserzionisiti saranno ancor più spinti ad investire. Certo, è fuori discussione che la privacy venga “calpestata” però in questo modo ognuno riesce a trarne vantaggio:

  • L’utente trova con più facilità ciò che cerca. Quando il tempo diventa una risorsa preziosa, questo aspetto non è cosa da poco
  • Le aziende riescono a farsi trovare in base agli interessi precisi del loro target di riferimento e, di conseguenza, hanno maggiori possibilità di guadagnare
  • Google mette in connessione sempre più stretta domanda e offerta, e guadagna (in misura esponenziale) sulla vendita di pubblicità

Ma c’è un modo per impedire a Google di “abusare” della nostra privacy? La risposta, purtroppo è No almeno nel 90% dei casi. L’unico modo per evitare che google raccolga i nostri dati è quello di non utilizzare i servizi che Google stessa offre, e cioè: gmail, google+, Youtube, Adwords, Adsense, Google analytics, Picasa. Sulla Dashboard di Google, è disponibile la lista completa del panorama dei servizi offerti “gratuitamente”.

Tuttavia, è doverso fare una precisazione per i maniaci della privacy. Google non traccia per nome e cognome gli utenti registrati, ma lo fa associando ad ogni utente un indirizzo ip numerico. Inoltre bisogna dire che non tutti i servizi sono coperti da questa nuova politica sulla privacy: alcuni prodotti, come il browser Google Chrome e Wallet continueranno ad essere disciplinati dalle norme sulla privacy attuali.

Avvocati e attivisti della privacy di tutto il mondo hanno avviato una crociata contro il colosso di Mountain view sostenendo l’illegalità di queste nuove norme. In particolar modo, ciò che si contesta è il fatto di non dare la possibilità agli utenti di acconsentire o rifiutare le modifiche.

Il dibattito è aperto! Diteci la vostra su:

 

Misurare-il-successo-di-una-strategia-Seo-1

Pagine Google+: servono alle aziende?

La presenza su Google+ è davvero così fondamentale per il Social media marketing delle aziende?
Iniziamo col dire che noi una Google+ page non ce l’abbiamo. Non ancora.

Proprio questa nostra assenza ci ha fatto riflettere e ci ha portato al quesito dal milione di euro! È davvero così importante esserci? Come per tutti i social network, Facebook e Twitter in primis, anche per Google+ vale la stessa regola: se non ci sei non esisti. Ma se ignori Google+ in realtà stai ignorando anche Google perchè sono due parti di uno stesso mondo.

Certo, molte aziende e soprattutto le piccole-medie imprese che non investono sul social media marketing, sicuramente non vedono la necessità della loro presenza su questo social network che per di più non consente neanche aggiornamenti automatici, ma si sbagliano. Se Facebook ha il monopolio dei social users, Google ha i dati di Business e l’inserimento del bottone +1 altro non è che un strumento per aumentare ciò che Google già conosce, l’indice di gradimento di un prodotto, di un marchio o di un’azienda.

Le Pagine Google+, oltre a fornire dei dati fondamentali per determinare la web reputation, hanno un altro strumento fondamentale: il legame con le SERP del motore di ricerca. Questa funzione si chiama Direct Connect perchè crea una connessione diretta tra Google motore di ricerca e Google+ social network. Facciamo un esempio: se digitiamo il tasto “+” prima del nome di un prodotto, di un brand o di un’azienda, se questo è presente su Google+ Pages lo vedremo apparire prima di tutti gli altri risultati nel box dei suggerimenti di ricerca. Se clicchiamo sul risultato ottenuto, saremo rimandati directamente alla Google+ page del brand che cercavamo, potendo quindi aggiungerlo alle nostre cerchie.

In cosa consiste il vantaggio? Il brand acquista allo stesso tempo maggiore visibilità online e rintracciabilità. Traduzione? I clienti ci troveranno più in fretta.

Quindi perchè non esserci? Cosa stiamo aspettando? Te lo diciamo noi qual è l’unico problema. Se con Facebook e Twitter possiamo iniettare feed dall’esterno rendendo gli aggiornamenti di pagina automatici e quindi più pratici e veloci da gestire, la nostra Google+ Page dovrà essere pazientemente aggiornata dall’interno.

Quindi il consiglio che possiamo darvi, ma questo in realtà è valido per tutti gli account sui social network, è di creare una Pagina Google+ solo se si ha il tempo di gestirla o qualcuno a cui affidarla, altrimenti si corre il serio rischio di perdere credibilità agli occhi degli utenti con ripercussioni negative sulla propria web reputation.