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Algoritmo Facebook: nuove penalità

Algoritmo Facebook: nuove penalità per i post “acchiappa-interazioni”

Sanzioni per le pagine che fanno uso di contenuti ingannevoli e abbassamento della loro visibilità

Gli ultimi aggiornamenti dell’algoritmo di Facebook confermano un dato importante: anche per il social network più utilizzato del pianeta non conta solo la quantità. Quella che per Google è una priorità ormai da anni confermata da costanti novità relative ai fattori di ranking, sembra essere importante anche per il gigante di Zuckerberg. Sarà capitato a tutti di notare nella Home post con un copy simile a “Condividi se anche tu…”, “Metti mi piace se…”, “Tagga un amico se…”, e altri di questo genere. Si tratta di post con un unico obiettivo: portare visite al sito con un’azione ingannevole like-fb-sw Questa antipatica abitudine è molto diffusa ed è una pratica utilizzata anche da amministratori di pagine aziendali che dimenticano la rilevanza del contenuto cercando di incrementare ad ogni costo il numero delle interazioni. Da qualche giorno non solo sarà più difficile continuare a portare visite al sito abusando della buonafede degli utenti con contenuti di bassa qualità, ma verranno penalizzate le pagine sulle quali saranno pubblicati post di questo tipo con un drastico abbassamento della loro visibilità nel News Feed. fb-loghi-swDopo la penalizzazione del “link baiting”, ovvero dei post ingannevoli con link utilizzati per portare visite al sito, ora diventa fattore negativo anche il cosiddetto “engagement baiting”. Stando alle ultime notizie sulle novità da Facebook seguiranno nuovi aggiornamenti relativi a ulteriori penalizzazioni rivolte alle pagine che utilizzano regolarmente contenuti-esca. Verrà ridotta la diffusione di contenuti spam e fuorvianti con la finalità di migliorare la qualità delle interazioni e rispettando quella che dovrebbe essere il principio base dei feed: l’autenticità.

Quali contenuti verranno penalizzati nel News Feed di Facebook?

L’ultimo aggiornamento dell’algoritmo di Facebook ha la finalità di migliorare l’organizzazione e la selezione dei contenuti evitando interazioni di bassa qualità. Nello specifico le pagine destinate ad essere penalizzate sono quelle che abitualmente praticano:
  • Vote baiting: post nei quali l’utente interagisce esprimendo un voto/reazione su un’immagine;
  • React baiting: post nei quali si invita l’utente ad esprimere attraverso il like l’appartenenza ad una determinata categoria (es. segno zodiacale, genere, ecc…);
  • Share baiting: post attraverso il quale si invita l’utente a condividere con un numero prestabilito di amici il contenuto, in cambio della partecipazione ad un ipotetico concorso a premi;
  • Tag baiting: post con cui si invita l’utente a taggare contatti che potrebbero far parte della categoria segnalata dal contenuto (es. look);
  • Comment baiting: post attraverso il quale invitare l’utente a lasciare un commento per indicare la propria appartenenza alla categoria indicata dal contenuto (es. genere musicale).
Queste sono le 5 tipologie di contenuto che nei prossimi giorni subiranno le penalizzazioni previste dalle ultime novità sull’algoritmo di Facebook. Restiamo dunque in attesa di nuovi aggiornamenti relativi all’organizzazione dei contenuti sul News Feed. Se hai dubbi sulle ultime novità relative al funzionamento dell’algoritmo di Facebook, scrivi qui le tue domande. local-marketing-libro-francesco-antonacci-cristiano-carriero
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Trend e best-practice digitali per il 2018

Azioni e best-practice che avranno impatto sulla nostra strategia digitale durante il 2018

Siamo giunti a fine anno. Quali strategie intraprendere per l’anno nuovo? Sono le considerazioni che ogni anno i marketers si pongono cercando di migliorare quanto di buono si è fatto, o al contrario, di invertire la tendenza di qualcosa che non è andato secondo le aspettative durante l’anno che sta per terminare. Molto spesso per raggiungere il “Sacro Graal” delle strategie all’interno del nostro mercato di riferimento, non esiste un piano standard, ma bisogna passare attraverso una selva di test da implementare nel tempo. Testare campagne pubblicitarie, testare claim, testare landing page, testare formati grafici, testare contenuti testuali. Tanti test, per altrettanti dati da analizzare che ci permetteranno nel tempo di valutare e delineare la miglior strategia, il miglior canale, il budget ideale e il momento opportuno per vendere il nostro prodotto. Per questo motivo, auguriamo a tutti i marketers un 2018 ricco di test.

Quali azioni avranno un impatto importante sul Digital Marketing nel 2018?

1. Contenuti digitali personalizzati: ripensare a esperienze uniche per i nostri utenti Partiamo da dati molto chiari sui Contenuti Digitali Personalizzati:
  • Secondo Monetate il 94% dei professionisti digitali concordano sul fatto che la personalizzazione dei contenuti sia un elemento determinate a fini del coinvolgimento dell’utente
  • Secondo HubSpot, un contenuto tailor-made performa il 42% meglio di un contenuto non personalizzato in termini di vendite
  • Secondo Forbes’ Publish, proporre esperienze web personalizzate è premiante, in quanto raddoppia i rendimenti in termini di performance ed engagement
Naturalmente, il Content rappresenta il cuore pulsante del Digital marketing, ma così come quest’ultimo matura nel tempo, allo stesso modo si evolve la natura del Content stesso. Per questo, la giusta profilazione dei nostri utenti e potenziali clienti, unita alla creazione di contenuti personalizzati sulle necessità degli stessi Customers t e Prospec , può consentirci di proporre prodotti digitali più appetibili per la nostra utenza e dunque più efficaci. 2. SEO e Content si integrano sempre più Diciamocelo. Ormai sono pochi i professionisti che si occupano di Content marketing senza includere la SEO. Content e SEO sono praticamente come il burro con la marmellata e anche il loro sodalizio è ufficialmente confermato da due dati significativi sull’influenza di un aspetto sull’altro:
  • Secondo una ricerca di BrightEdge, ben il 52% dei marketers ammette che la SEO risulta essere determinante nel lungo periodo nelle strategie di content marketing di sucesso
  • Il traffico organico porta al 51% in più in termini di fruizione di contenuti web
Il miglior modo per potenziare il rapporto tra Seo e Content marketing è quello di condurre analisi sul comportamento degli utenti in maniera continua (poiché gli interessi dei Prospect mutano rapidamente e di frequente) approfondendo sui dati di traffico connessi al comportamento degli utenti. Questo tipo di analisi ci aiuterà ad implementare strategie integrate coerenti coi nostri obiettivi, orientate inoltre a produrre buoni risultati in termini di awareness e conversioni nel medio-lungo periodo. 3. Integrare strategie Social efficaci Per gli anni a venire si prospettano grandi investimenti nel Social Marketing da parte di sempre più aziende commerciali, tutto ciò si tradurrà in una sola cosa: i budget destinati al Social Media Management e Advertising lieviteranno. Per quanto possa far storcere il naso a molti, il loro punto di vista è più che comprensibile: l’obiettivo è quello di fare brand in maniera più presente attraverso interazioni spontanee ed intuitive, spingendo all’acquisto tutti coloro che entrano in contatto col proprio brand L’operazione è già palesemente in atto se consideriamo che su Facebook (al momento il Social che domina la scena sia in termine di utenti che di interazioni) il Social Marketing si sta spingendo verso contenuti più emozionali, perché le emozioni generano più coinvolgimento e viralità. Utilizziamo canali Social appropriati per il nostro mercato di riferimento? Che emozioni veicoliamo agli utenti che entrano in contatto col brand che rappresentiamo? social-articolo-trend-2018 4. Mobile marketing: il mercato è definitivamente mobile-friendly I dati parlano chiaro anche in materia di Mobile Marketing:
  • il 69% del tempo trascorso online avviene su mobile
  • solo nel 2017 sono stati spesi 143 Miliardi di dollari in Mobile Ads in tutto il mondo, il doppio di quanto speso nel 2015 (71 Miliardi di dollari)
  • secondo BIA/Kesley la spesa in Mobile Ads geolocalizzate crescerà dai 12.4 Miliardi di dollari del 2016 ai 32.4 Miliardi di dollari nel 2021
  • Siamo tutti in attesa delle novità che il primo algoritmo-mobile di Google introdurrà (lancio atteso per gli inizi del 2018). Si sa già con certezza che con esso Google indicizzerà prima di tutto i contenuti mobile, valutandoli come elemento principale per decidere come classificare i risultati ottenuti, a prescindere se la navigazione avviene su desktop o mobile.
A quanto pare, sembra dunque che Il primo algoritmo mobile di Google vada a cambiare il concetto di piattaforma “mobile-friendly”, rendendo obsoleto ogni sorta di “aggiustamento” fatto ad hoc per gli utenti mobile su siti che di base non lo sono. Tuttavia, esso non dovrebbe rappresentare una “preoccupazione” per i possessori di un sito responsive e dinamico di cui contenuto principale e markup risultino gli stessi sia su mobile che desktop. 5. Advertising e Marketplace: dominare nel futuro Se non avete ancora iniziato a lanciare campagne advertising Adwords, Google e nei maggiori Marketplace, questo è il momento giusto per iniziare a farlo. Google Adwords è sicuramente lo strumento più utilizzato per implementare campagne basate su inserzioni online orientate verso un target di utenti che sono alla ricerca di qualcosa in rete. Con una nuova veste grafica e rinnovati strumenti di supporto per la pianificazione delle proprie campagne online, la piattaforma Google Adwords è molto intuitiva e ci permette di utilizzare diversi formati per le nostre campagne pubblicitarie (inserzioni testuali, banner grafici, video). Inoltre, attraverso Google Express, Adwords ti permette di avviare campagne web geolocalizzate per dare visibilità ai punti vendita fisici e rendere più efficaci il marketing territoriale (Local Marketing). Negli ultimi anni si è registrata una crescita esponenziale di Facebook Advertising sia in termini di budget investito che in termini di numero di utenti utilizzatori: nel secondo quadrimestre del 2017 infatti il ritorno di Facebook dalle Ads ha raggiunto i 9.6 Miliardi di dollari, con un crescita media del 47% di anno in anno. Le campagne Facebook Advertising sono molto efficaci per coloro che intendono orientare le loro campagne verso pubblici target con specifici interessi e comportamenti e che si presume possano essere più inclini ad effettuare azioni specifiche anche direttamente su sito. Nonostante ci siano (ancora) molti pregiudizi sull’utilizzo dei marketplace, è innegabile che dietro la crescita esponenziale del commercio online degli ultimi anni c’è anche la grande spinta degli Amazon, Booking.com ed Ebay. Commissioni alte, concorrenza spietata e sistema di recensioni molto “competitivo”. Tutto vero. Ma lavorando esclusivamente sul nostro e-commerce le regole sarebbe diverse? La direzione ideale sarebbe quella di guardare con attenzione ai marketplace di riferimento e considerare di inserirli nel nostro “Digital Marketing Mix”, iniziando capire come poter posizionare il nostro prodotto, come poter accrescere il nostro brand, come implementare campagne e vendere al loro interno. Del resto sono delle enormi piazze digitali per la compravendita dove una grossa mole di traffico già esiste, e dunque vanno considerati come tali. marketplace-articolo-trend-2018 Hai qualche domanda? Scrivici! Desideri approfondire qualche argomento tra quelli in discussione? Scrivici o commenta pure.
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Not Provided: 5 consigli per una Web strategy efficace

E’ passato poco più di un mese dall’ufficiale conferma da parte di Google di criptare totalmente le parole chiave che portano traffico dalle ricerche organiche. La percentuale delle keyword (not provided) sta salendo inesorabilmente già da mesi. Il dibattito tra esperti e consulenti di Web analytics è iniziato. Le analisi per elaborare le proprie web strategy, così come pensate ed attuate sino ad oggi, diventano sempre meno efficaci.

La situazione è davvero così allarmante come viene descritta?

Ora che Google Analytics non fornisce più su un bel piatto d’argento tutte le keyword dal traffico organico, quali dati possiamo usare per ottimizzare posizionamento e la visibilità online? Sarà ancora possibile rapportare la crescita del traffico di ricerca agli sforzi del team SEO per giustificarli e monetizzarli? Come e dove possiamo scovare nuove parole chiave sulle quali investire?

La vita del web marketer è diventata meno facile, ma certo non impossibile. Il modo di misurare e valutare il successo delle proprie web strategy certo cambierà, ma la SEO Community si è subito mobilitata individuando possibili metodi di analisi e sorgenti di dati alternativi al (not provided). 

#Tip1: Monitorare Landing Page e Contenuti

Abbiamo una certezza al momento: non possiamo più associare alle keyword i dati di acquisizione, comportamento e conversioni. Abbiamo una seconda certezza però: possiamo ancora associare questi dati alle landing page.  E’ questa la prima rivoluzione: passare da un’analisi keyword-based ad un’analisi landing page-based.

Ok, questo lo sappiamo fare, e poi? Come possiamo realmente sapere cosa ha portato gli utenti ad atterrare su un determinata pagina? Non potremo mai saperlo con certezza, almeno per ora, ma basandoci sui contenuti di ciascuna pagina potremo stimare i contenuti delle query di ricerca che hanno portato a quelle pagine. Questa è dunque la seconda rivoluzione: passare da un pensiero keyword-oriented ad un pensiero content-oriented.

#Tip2: Utilizzare Webmaster Tool per incrociare i dati di Web Analytics

Step successivo per affinare l’analisi è l’incrocio dei dati di Google Analytics con i dati di ricerca di Google Webmaster Tool. Ad oggi infatti lo strumento per i Webmaster di Google ci offre:

– Una lista di keyword che inviano il traffico proveniente dalle ricerche organiche con relative impressions e click.
– Una lista di landing page con relative keyword, impressions, click e average ranking.

Certo, Google Webmaster Tools non ha la stessa precisione di Google Analytics ma, non risentendo dell’oscuramento dei (not provided) può tornarci molto utile per migliorare la nostra stima.

#Tip3: Realizzate Campagne di Pay per Click con Google Adwords

I più diffidenti pensano che portare al 100% i (not provided) sia una mossa di Google per spingere sempre più aziende ad affidarsi alle campagne PPC di Adwords, le quali, non risentono minimamente di questo cambiamento epocale. Da sempre i web marketer hanno utilizzato i dati di traffico e conversione delle campagne PPC per affinare le decisioni nel campo organico.

Ora questa sinergia propende maggiormente verso la parte paid. Tra le varie opzioni è sicuramente quella meno economica ma, se abbiamo già delle campagne attive, è arrivato il momento di incrociare i dati di Google Adwords con Google Analytics.

#Tip4: La carta vincente è l’Approccio integrato

Personalmente abbiamo trovato molto utile un post di Daniel Peskin sulla costruzione di un report excel sull’analisi avanzata delle keyword basato sull’incrocio di più fonti di dati e sulla categorizzazione delle query. Nonostante l’anzianità del post, reputiamo l’approccio per categorie notevolmente efficace se opportunamente adattato al focus su landing page e contenuti. Peskin inoltre inserisce nel master data anche conversion rate e relative revenue, ancor più fondamentale nella gestione di un sito di Ecommerce.

 #Tip5: Guardare ai not provided come un’opportunità per differenziarsi

Una totale chiusura della visibilità delle keyword dal traffico organico necessariamente sposterà gli investimenti verso la pianificazione dei contenuti e la qualità delle pagine. Tutto questo si tradurrà in una maggiore sensibilità verso l’esperienza dell’utente. Certo Google sta rendendo la sfida più complessa, ma come dice Rand Fishkin “ogni volta che vediamo aumentare la complessità della pratica dobbiamo riconoscere un’opportunità almeno per coloro tra di noi che sono realmente esperti di Web Analytics e abili nell’elaborare ed interpretare i dati”.

Le analisi analitiche rimarranno si fondamentali ma non pienamente efficaci se non supportate da robuste analisi qualitative. Per i consulenti e gli esperti SEO che hanno sempre lavorato sulle pagine, sui contenuti e sull’esperienza dell’utente per elaborare le proprie web strategy, dunque, cambierà ben poco. Almeno sino alla completa scomparsa dei web cookie, di cui l’avvento dei (not provided) potrebbe essere solo il primo passo.

Diteci la vostra su:
 

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Seo e visibilità online: il nome dei domini non sarà più rilevante

La Seo continua a cambiare, era già nell’aria da diverso tempo. Sembrano essere finiti i tempi in cui “esperti” di web marketing acquistavano domini con keyword specifiche al loro interno, con il solo obiettivo di ottenere maggior visibilità online sui motori di ricerca, scalando posizioni in maniera “anomala”.

Matt Cutts ha comunicato una nuova variazione negli algoritmi di Google. Sebbene sia presentata come “minore”, trattasi di una variazione destinata in realtà a farsi notare tanto a livello di SERP, quanto nei termini di iniziative di rastrellamento del traffico e scambio di link.

La comunicazione di Matt Cutts è avvenuta a mezzo tweet:
“Minor weather report: small upcoming Google algo change will reduce low-quality ‘exact-match’ domains in search results”.
Insomma: il nuovo algoritmo tenderà a non offrire alcun valore aggiunto ai siti il cui dominio risponde esattamente ad una specifica query. Il cambiamento andrà pertanto a penalizzare tutti quei siti il cui dominio è stato registrato ed utilizzato anzitutto con funzione strumentale, tentando di scalare le SERP su specifiche query così da lucrare in seguito sulla posizione conseguita. Ed i modi per lucrare sono ovviamente molti, alcuni dei quali basati su link spazzatura e pagine create al solo scopo di posizionare spazi su query appetibili. Coinvolte lo 0,6% delle query, un quantitativo insomma minore in termini assoluti, ma rilevante se riferito agli ambiti specifici nei quali il merito del posizionamento era inquinato da logiche parassite poco funzionati al reperimento delle informazioni cercate sul motore.

Chi produce contenuti di qualità, ricorda Matt Cutts, non dovrà ovviamente temere alcunché. Chi invece ha costruito sul proprio dominio la propria fortuna, probabilmente potrà attendersi repentine cadute nel traffico raccolto sul motore di ricerca. Così facendo Google scoraggia un fenomeno che sul motore crea parecchio rumore di fondo, portando su talune query risultati al di fuori del reale interesse dell’utente.

Continuiamo la discussione su:
@thesocialware su twitter Niente più bugie: Linkedin lancia Endorsements @Franceant su twitter Niente più bugie: Linkedin lancia Endorsements
Fonte all’articolo originale.

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Attività Seo e il rischio di penalizzazioni di Google

La chiave per il successo di esperti e consulenti Seo è l’aggiornamento continuo. La Seo intesa nel modo “tradizionale” rischia di arrecare seri danni al vostro sito, con penalizzazioni che spesso richiedono anni per essere ripristinate. Google non transige più e, l’unica soluzione che hanno esperti Seo di tutto il mondo è adeguarsi.

Mai come adesso possiamo affermare che la politica di Google punta (quasi) esclusivamente alla qualità dei contenuti. Sta diventando sempre più frequente imbattersi in casi di penalizzazione di siti a seguito di attività Seo poco trasparenti quali l’acquisto o lo scambio di link, o la creazione di network di siti e blog con il solo fine di acquistare link in entrata ed aumentare la popolarità di un sito.

C’è chi dice che questa politica di Google sia motivata esclusivamente a spingere le aziende ad investire sempre più in campagne Sem e di Pay per click. Se così fosse, alla lunga sarebbe un disastro: si registrerebbero costanti aumenti dei costi delle aste per accaparrarsi le prime posizioni a pagamento per le singole keyword e il sistema rischierebbe di implodere. E’ un’ipotesi plausibile, ma io sono dell’idea che il lavoro ben fatto paga sempre, e un’attività Seo trasparente e ben pianificata, nel lungo periodo non può che dare i suoi frutti. Certo avere un budget da investire in Sem e campagne Adwords aiuterebbe e non poco… ma questo è un altro discorso. Ecco allora che tanti guru della Seo spariranno dalla scena accusando Google di attuare pratiche scorrette ed assisteremo ad una sorta di selezione naturale dove solo chi è davvero esperto in Seo sopravviverà.

L’obiettivo di questo post è offrire alcuni spunti su come organizzare i propri progetti Seo e di visibilità online:

Innanzitutto è importantissimo parlare del concetto di sovraottimizzazione Seo di un sito: è inutile e mai come oggi dannoso fare un’esasperata attività Seo, riempiendo di keyword ogni pagina del sito, acquistando centinaia di link in entrata da siti non pertinenti o attuando in maniera scorretta la pratica del link building. Non dimentichiamo che un sito nasce per offrire qualcosa agli utenti, e quindi, deve essere pensato per raggiungere questo scopo. Immaginate di entrare in un negozio di abbigliamento e trovare già dall’ingresso cumuli di vestiti sparsi per terra in modo da rendere poco agibile il passaggio e poco piacevole la visita. Ci tornereste? Lo consigliereste ad un amico? Non credo. Ricordate, prima ancora che esperti di Seo e di web marketing siamo tutti utenti… ragioniamo come tali!

Quanto detto su viene amplificato nel caso di siti di recente realizzazione. Ogni sito web, per aumentare le visite e far crescere la popolarità ha bisogno di seguire il proprio corso. All’inizio è normale avere pochi link che puntano verso di esso ed è altrettanto normale ricevere poche visite. Spingere sull’ottimizzazione in maniera forzata nei primi mesi di vita, è un elemento di forte rischio che potrebbe portare a delle penalizzazioni. Lavorate piuttosto su elementi come la velocità di caricamento delle pagine del sito, la creazione di contenuti di qualità o il design delle pagine.

Tipologia di sito: non tutti i siti web possono essere trattati allo stesso modo. La strategia Seo e web marketing e l’aspettativa dei risultati cambierà a seconda si tratti di un sito vetrina, un portale, un blog o un ecommerce. Più contenuti racchiuderà il sito, maggiore sarà la possibilità di azione in ambito Seo e più credibile sarà lo stesso agli occhi dei motori di ricerca. 

In sostanza non esiste una ricetta magica per scongiurare il rischio delle penalizzazioni, l’importante è usare il buon senso e assicurarsi di seguire queste semplici regole:

  1. 1- Puntate alla qualità dei contenuti, avendo sempre come obiettivo quello di aiutare gli utenti
  2. 2- Una struttura chiara e ben definita che possa facilitare l’esperienza di  navigazione degli utenti e il lavoro di ricerca degli spider
  3. 3- Una strategia di link building “pulita”. Sconsiglio vivamente la pratica ormai desueta e rischiosa di acquisto forsennato di link. Puntate piuttosto sull’attività di article marketing ricordandovi di scrivere sempre contenuti unici e originali. I link in entrata saranno sicuramente meno, ma la popolarità del sito e il traffico generato aumenteranno in modo ottimale.
  4. 4- Stabilite un dialogo con le persone, solo così trasformerete i vostri fan in clienti affezionati. Una strategia di Social media marketing efficace vi aiuterà a portare traffico di utenti realmente interessati al vostro brand e con un livello di fiducia già alto. Le possibilità di conversione aumenteranno e, cosa da non sottovalutare, la vostra web reputation migliorerà costantemente.
  5. 5- Ogni volta che avrete qualsiasi dubbio, rifatevi alle linee guida di Google e state pur certi che non sbaglierete. Utilizzate il webmaster tool per capire come gli spider di Google vedono il vostro sito e per sapere come procede l’attività di indicizzazione e visibilità online

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@thesocialware su twitter Come aumentare le visite e la popolarità di un sito @Franceant su twitter Come aumentare le visite e la popolarità di un sito

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La tua strategia di web marketing non funziona? Don't give up!

A quale proprietario di siti web o esperto SEO o di web marketing non è mai capitato di sentirsi un po’ frustrato  nel notare i pochi progressi del proprio progetto di visibilità online (con attività SEO e campagne Sem annesse)? Credo a nessuno!

La frustrazione aumenta di intensità constatando che i nostri concorrenti sono sempre lì davanti a noi… Anche in questo caso credo che in molti potranno darmi ragione. Non preoccupatevi, capita a tutti, se lo ritenete opportuno disperatevi pure, ma prima di gettare la spugna ascoltate questi consigli

Google non regala nulla!

I vostri principali concorrenti hanno lavorato e duro per arrivare dove sono, cioè nell’ambitissima prima pagina dei risultati di ricerca di Google. Guardatevi intorno e  interrogatevi piuttosto su alcuni aspetti cruciali:

  1. Probabilmente fanno attività SEO da 2 o 3 anni prima di voi
  2. Hanno un blog curato e con contenuti sempre aggiornati
  3. Utilizzano al meglio i Social network con delle strategie ben definite di social media marketing
  4. Hanno “indovinato” le giuste keyword dopo mesi e mesi di analisi del traffico dei dati sul sito con strumenti di web analytics
  5. Forse utilizzano qualche tecnica al limite della regolarità

Ma state pur certi che il posto in cui sono se lo sono guadagnati. Pensate strategico e passate allo step successivo: analizzate le cause che stanno condizionando la vostra strategia e fate test, molti test!

L’attività Seo è incredibilmente competitiva

Riflettete, esiste solo un 1° posto sulla prima pagina di Google, e centinaia di migliaia di siti sono in lizza per ottenere il re dei posizionamenti, o almeno, lottano per salire sul podio dei primi tre posti. Ma, soprattutto per parole molto competitive, la lotta è quasi sempre impari: le aziende medio-grandi hanno a disposizione budget e risorse umane, e solo questi 2 elementi bastano per sbaragliare il 99% dellla concorrenza. A tutte le aziende “normali” non resta che puntare sulle nicchie per ottenere visibilità online, lavorare di creatività e intelligenza, e (ancora una volta) pensare strategico e puntare sulle parole chiave di long tail (o coda lunga).

Innovazione, creatività e test

Non dimenticate mai che l’attività SEO (precisatelo sempre quando fate consulenza seo ai vostri clienti) è di lungo termine e ha bisogno di una strategia. Non perdete le speranze dopo qualche mese e non sorprendetevi se passerà anche 1 anno o 2 per vedere i primi risultati rilevanti… Ma in 1 anno o 2 il web evolve, nuovi strumenti si affacciano e nuovi canali diventano di uso comune. Non smettete mai di studiare, di aggiornarvi e di realizzare i vostri test. Siate creativi e r icordate che potrete beneficiare dei risultati di un lavoro SEO ben fatto per molto tempo.

Campagne SEM e pay per click

E’ molto importante per la vostra strategia destinare un budget alle campagne SEM (e non mi riferisco al solo pay per click o google adwords). Non demordete se i risultati tardano ad arrivare anche con l’aiuto dei click a pagamento. Nonostante spesso si dica il contrario, anche l’attività di Search Engine Marketing è un’attività di lungo periodo e i cui risultati possono tardare a presentarsi. Nessuno ha i super poteri e i comportamenti degli utenti sono spesso imprevedibili. Un utente che clicca oggi sul vostro annuncio potrebbe acquistare magari tra 4 mesi il prodotto che pubblicizzate adesso, o potrebbe acquistare un prodotto diverso da quello dell’annuncio, o ancora potrebbe consigliarlo ad un amico… Prima di dichiarare la vostra campagna SEM un fallimento riflettete e non smettete mai di monitorarne i risultati, fare test e osservare come si muovono i vostri concorrenti. Anche in questo caso, siate creativi e cercate di distinguervi dalle solite campagne Sem.

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@thesocialware su twitter 4 suggerimenti per la vostra strategia di social media marketing @Franceant su twitter 4 suggerimenti per la vostra strategia di social media marketing

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Il Mantra della comunicazione online: Creare contenuti di qualità

I motori di ricerca sono in continua evoluzione e, di conseguenza, l’attività di un buon SEO consiste in primis nell’informarsi e studiare le novità e le strategie migliori per adeguarsi ia cambiamenti. Mai come oggi possiamo affermare che l’obiettivo dei motori di ricerca non è  quello di aiutare i proprietari di un sito, ma di facilitare al massimo la vita degli utenti fornendo informazioni sempre più mirate e dettagliate.

Una volta entrati in questa ottica di idee possiamo facilmente intuire come l’elemento più importante per dare visibilità al nostro sito e al nostro brand sui motori di ricerca è la scrittura di contenuti di qualità.

Tenete quindi bene a mente i seguenti suggerimenti:

Fornite contenuti unici

Copiare contenuti è una pratica inutile, in quanto non offre nessun tipo di valore agli utenti e di conseguenza viene spesso punita dai motori di ricerca.

Create la vostra nicchia

Il vostro primo pensiero non deve essere “come aumentare le visite sul sito“. Meglio un utente interessato che 100 utenti disinteressati. Se utilizzate strumenti di web analytics, date maggior importanza a metriche come “Durata e profondità delle visite” piuttosto che al “Numero dei vistatori” o “Tempo medio sul sito”. Anche in questo caso, solo fornendo contenuti unici riuscirete a fidelizzare gli utenti.

Create un Network e una community

Cercate siti e blog che affrontano i vostri stessi temi e proponete collaborazioni e condivisione dei rispettivi contenuti (ma mai scambio di link in modo incontrollato!). Questo vi aiuterà ad aumentare la popolarità del vostro sito e ad accrescere la nicchia di utenti fedeli.

Utilizzate con parsimonia servizi automatizzati

Un servizio automatizzato, per quanto possa rendere il vostro lavoro più semplice è pur sempre un elemento impersonale e, in quanto tale, va contro il nostro mantra di offrire contenuti di qualità, ed è sempre più spesso penalizzato dai motori di ricerca. Il consiglio è quindi utilizzare tali servizi con grande attenzione, magari limitandone l’operatività in orari strategici, ad esempio di sera, quando è meglio per tutti fare un po’ di vita sociale offline!

Partecipate alle discussioni

Ogni discussione (rilevante) in un blog, un forum, un periodico online, è un’opportunità per mettervi in mostra, dimostrare le vostre competenze e (cosa da non sottovalutare) pubblicizzarvi. Firmatevi alla fine di ogni intervento e inserite un link al vostro sito. Fate Comunicazione online

Utilizzate i Social Network

Al giorno d’oggi, dal titolare del chioschetto di fiori sulla tiburtina fino ad arrivare ad aziende multinazionali come Nestlé o Euronics, chiunque decida di intraprendere un’attività di comunicazione online necessita di una strategia di Social media marketing coerente. Strumenti come facebook, twitter, youtube o linkedin, sono il megafono indispensabile per ognuno di noi. Se utilizzati bene, innescano un passaparola che nessun’altro strumento online è capace di fare. Anche in questo caso si applica il primo comandamento per la visibilità online: create contenuti di qualità!

Costruire una presenza forte e stabile sul web non è cosa semplice, richiede tempo (anche anni) e dedizione, ma al tempo stesso è molto gratificante e soprattutto imprescindibile per chiunque abbia a che fare con il mondo del web.

Parliamone su Twitter! @Thesocialware @Franceant

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Impostare una Campagna Sem efficace

Con l’avvicinarsi del periodo natalizio diventa ancora più importante per le aziende ottenere visibilità online e cercare di rendere appetibili i propri prodotti o servizi. In quest’ottica affiancare una campagna Sem alla propria attività Seo può sicuramente dare importanti risultati e aumentare le visite al vostro sito. Naturalmente ogni campagna Pay per click è efficace solo se alla base c’è chiarezza di obiettivi e uno studio delle giuste keyword. Trovare il giusto mix di parole chiave può certamente essere impegnativo, ma una volta individuato il target e stabilito un elenco di  parole chiave, i risultati possono essere sorprendenti.
Ecco alcuni consigli su come iniziare a stilare una prima “macro-lista” di keyword.

Fase 1: creare un primo elenco organico

All’interno di questo elenco inserirete tutte quelle keyword che utilizzate per dare visibilità in maniera organica al vostro sito (attraverso l’attività Seo) e che in qualche modo possano essere correlate al prodotto o servizio che volete spingere con la campagna Sem. Questa lista vi permetterà di ottenere un duplice vantaggio: vi darà visibilità per quelle keyword durante il periodo di campagna, e cosa ancor più importante darà una grossa spinta alle stesse parole chiave a livello di posizionamento sui motori di ricerca (ricerca organica). In questa fase lo strumento più adatto è il Keyword tool di Google adwords

Fase 2: Espansione della lista

Una volta completata la vostra lista iniziale, potrebbe essere utile “consultare” tutti i motori di ricerca per catturare elementi fondamentali per affinare la nostra ricerca. L’obiettivo in questa fase è reperire:

  • Sinonimi e errori ortografici
  • Keyword Long tail
  • Le tendenze di determinati periodi che definiscono comportamenti e intenzioni degli utenti (ad esempio, Natale; saldi di fine stagione; periodi di vacanza, ecc).
  • Obiettivo commerciale (utilizzando frasi contenenti parole come “acquista”, “download”, “Visita”).
  • Competitive intelligence (parole chiave ad alte prestazioni dei vostri concorrenti).

In questa fase gli strumenti che utilizzeremo sono i motori di ricerca più importanti (Google; Yahoo; Bing; motori di ricerca interni ai social network)

Organizzazione della campagna Adowrds:

Il fallimento di molte campagne Pay per click è il risultato di una cattiva (o assente) organizzazione. Cercare di capire e gestire un ampio elenco di parole chiave può essere complesso. Diventa quindi fondamentale avere un’organizzazione previa e una strategia con obiettivi ben definiti. Una volta individuata la lista di keyword e avviata la campagna è poi importante seguirla costantemente e ottimizzarla in corso di svolgimento. Modificare le offerte per le singole keyword (senza esagerare) e dare priorità a quelle che convertono meglio. In questa fase è fondamentale affiancare a Google Adwords l’analisi del traffico sul proprio sito attraverso una corretta lettura dei dati attraverso strumenti di Web analytics come Google analytics

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Come scegliere le giuste keyword per il proprio sito web

Tra le cose più importanti da contemplare per dare maggior visibilità al proprio sito web e far risaltare la propria strategia di comunicazione online c’è senza dubbio la scelta delle giuste keyword in ottica SEO. Le parole chiave che sceglierete dovranno essere lo specchio della vostra attività sul web e vi dovranno accompagnare per lungo tempo. Dedicate quindi del tempo nella scelta ed elaborate una strategia che vi permetta di utilizzarle in maniera dinamica, all’interno del testo o semplicemente nei titoli delle pagine.
Ecco alcuni consigli nella scelta delle giuste keyword, che vi aiuteranno a guadagnare visibilità online:

Long tail come filosofia SEO

Keyword Long tail producono sicuramente meno traffico, ma sono utilizzate da utenti con le idee più chiare e che sono più vicini a completare ad esempio un’acquisto. Questo tipo di keyword vi garantirà tassi di conversione più alti perchè provenienti da utenti che sanno bene cosa cercano. Se riuscite a farvi trovare, il gioco è fatto!

Puntare sulla creazione di nuove parole chiave

Un modo per fare marketing di qualità e costruire il tuo brand è quello di creare parole chiave che rispecchiano i vostri prodotti e servizi. Keyword che siano uniche! Sicuramente è un lavoro che richiede tempo e pazienza, ma ne vale la pena perchè nel lungo periodo vi porterà enormi vantaggi. Vi porterà ad agire in un mercato privo di concorrenza e farà fare il salto di qualità alla vostra strategia di comunicazione online.

Utilizzare keyword del proprio settore

Alcune keyword specifiche del proprio settore di attività, nonostante possano portare poco traffico sono necessarie per la credibilità e l’autorità del vostro sito. Consigliamo sempre di includerle all’interno della propria strategia SEO.

Non dimenticate mail l’analisi del traffico sul sito

Grazie alla web analytics è possibile seguire i click di ogni persona che visita il vostro sito ed incrociare i dati per analizzare con estrema precisione le esperienze di navigazione degli utenti. Credete che non sia di importanza fondamentale tutto ciò? Grazie all’analisi del traffico sul sito vi potreste accorgere che alcune keyword non rendono come dovrebbero e potrebbe essere necessaria una modifica in corsa della strategia Seo. In fondo uno dei vantaggi del web è la possibilità di effettuare modifiche a costo 0.

Test di nuove keyword con campagne SEM

A differenza dell’attività SEO, una campagna SEM permette di ottenere risultati in brevissimo tempo e quindi è un ottimo modo per capire se il vostro target risponde nella maniera desiderata agli input lanciati. Se avete bisogno di risposte immediate quindi, una campagna SEM può essere un ottimo test.