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Black Friday 2021: potenziali strategie vincenti e difficoltà in vista

Questo non è sicuramente un Black Friday come tutti gli altri perché anticipa un Natale tra i più costosi di sempre per i consumatori. Ciò è confermato da Codacons che afferma la probabilità di un aumento di circa 1,4 miliardi di euro. Secondo una ricerca effettuata da Oracle Retail, il 39% dei connazionali ha già iniziato la corsa ai regali da mettere sotto l’albero. Un dato sicuramente importante riguarda il 13% degli stessi, che si dice disposto a pagare qualcosa in più per assicurarsi una consegna garantita.
Le piattaforme di vendita online di ogni settore, dalla più gettonata tecnologia al make up e homedecor, hanno attivato strategie di web marketing volte a rispondere a questa domanda natalizia in anticipo.
Il Black Friday diventa la prima opportunità utile per dare inizio all’acquisto dei regali natalizi risparmiando notevolmente.

Giocare d’anticipo

In questo periodo molto frenetico è essenziale per gli ecommerce costruire una strategia efficace e ben organizzata. La mossa vincente, e quasi scontata ormai, è un inizio anticipato del Black Friday, ormai conosciuto come Black Week. È frequente sentir parlare anche di Early Black Friday. A battere tutti gli ecommerce sul tempo è stato Amazon, che già dall’8 novembre ha avviato una politica di sconti anticipati.
Oltre alle offerte su tutte le categorie presenti sulla piattaforma, anche la sezione Warehouse è inclusa in questo Black Friday: Amazon ha scelto un 20% di ribasso per questa particolare tipologia di prodotti, usati, di seconda mano o con confezione aperta, che prevedono già prezzi più bassi rispetto alla media. Un mercato ancora poco conosciuto e sfruttato in Italia, ma con del grande potenziale, soprattutto per il fattore sostenibilità.
Ogni ecommerce che mira a raggiungere picchi di conversioni si organizza: la veste grafica del sito si adatta ai colori della settimana nera, con elementi aggiuntivi che mirano a spingere gli utenti verso la conclusione dei loro acquisti. Un esempio sono i banner di persuasione, che visualizzano messaggi come “il prodotto è in esaurimento” o “solo -numero articoli- disponibili, affrettati!”, o countdown per lo scadere della scontistica applicata al prodotto. Anche l’utilizzo di codici sconto a scadenza può aiutare l’ecommerce a convincere l’utente, soprattutto se la percentuale stabilita è molto alta.
Le strategie per il Black Friday, però, non si basano solo sulla costruzione del sito web per l’evento, ma anche su altre attività satelliti, con la stessa importanza. Tra le varie citabili spiccano le newsletter e le promozioni sui social network, i contatti più immediati con gli utenti.

Newsletter a tema

La newsletter spesso si adatta all’assetto grafico del sito web. Si opta per colori scuri, a richiamo del titolo Black Friday, scegliendo i prodotti su cui puntare per quella settimana. Le iniziative proposte sull’ecommerce si riflettono nei messaggi creati per gli utenti: vengono illustrate promozioni e scontistiche speciali in modo semplice, dedicate a categorie o singoli prodotti, rimandando a landing page più esplicative. L’obiettivo è il click sull’immagine o il messaggio di testo, che porterà il potenziale cliente sul sito, dove sono disposte una serie di azioni mirate a incentivare una sua conversione.

Il lavoro sui social

Facebook, Instagram, Tiktok e Pinterest, giocano un ruolo decisivo nella strategia commerciale attuata per il Black Friday. Sono piattaforme che, grazie all’attività di advertising mirata e di remarketing, riescono a raggiungere un bacino di utenti ampio garantendo molto spesso un numero notevole di conversioni e quindi un ritorno della spesa investita (ROI).
Escluderli dalla comunicazione è impensabile, sceglierli per il settore e soprattutto in base al target è un dovere che spetta ai social media manager, sempre pronti a guidare il cliente in un mercato saturo e inflazionato. Per tutti i settori, dalla tecnologia al food, arrivando al magico mondo della moda o dell’arredamento e design, le regole da seguire sono semplici:

  • immagini accattivanti;
  • poche parole (copy e grafiche intuitive);
  • scontistica chiara e definita;
  • codici sconto promozionali esclusivi per l’occasione;
  • scelta accurata delle CTA (call to action) dal “ricevi l’offerta” al “guarda di più”.

A fare da tres d’union un’unica parola Black Friday o Black Week. La stessa dicitura grafica deve condurre per mano l’utente che, cliccando sull’inserzione social viene dirottato nella landing del prodotto o pacchetto in promozione. Qui dovrà ritrovare banner o indicazioni stilisticamente in linea con quelle visualizzate sui social, e continuare così il suo processo d’acquisto.

La difficoltà nelle consegne

Una parte di coloro che sceglie di fare acquisti in questo periodo anticipa i regali di Natale, in modo tale da arrivare preparati. Si predilige l’acquisto di più regali in un’unica soluzione, o di carte regalo per ovviare ogni tipo di problema. Tutto ciò nasce dall’esigenza da parte dei consumatori di non doversi preoccupare per le tempistiche di consegna ed eventuali ritardi.
Dal Black Friday in poi diventa sempre più difficile riuscire a ricevere i propri acquisti per tempo. Ciò è dato da un sovraccarico di ordini da consegnare in primis, ma sicuramente anche dai vari scioperi nel settore logistico. Per i dipendenti delle aziende associate ai vari ecommerce, piccoli o grandi che siano, è un periodo che comporta una mole di lavoro enorme.
Proprio per questo le manifestazioni in momenti strategici, come quella del 26 novembre (giorno ufficiale del Black Friday) organizzata dai dipendenti delle aziende associate ad Assoespressi, colpiscono in modo significativo tutto il processo di consegna degli ordini effettuati negli ultimi giorni.
Anche la scarsità dei prodotti influisce molto sui vari ritardi, soprattutto per il settore tech che sta risentendo molto della mancanza di chip per i dispositivi e per il settore dell’editoria con la crisi della carta che peggiora di giorno in giorno.
Tutti gli utenti quindi puntano al Black Friday come opportunità per iniziare, se non concludere, la corsa ai regali natalizi, sfruttando le scontistiche eccezionali proposte. In questo modo, si spera di riuscire a giocare d’anticipo sui possibili ritardi. Diventa di vitale importanza la consegna puntuale, pagando anche più del prezzo standard, cercando di ovviare ogni tipo di problema.

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Ultime novità dal mondo dei social network

I social non si fermano mai, e nemmeno le notizie che li riguardano. Negli ultimi giorni sono stati annunciati nuovi lanci e cambiamenti da diverse piattaforme. 
Tra acquisizioni e aggiornamenti vari, ottobre si è rivelato un mese ricco di novità. 
Qui vi raggruppiamo le più significative e chiacchierate per restare connessi e aggiornati sui cambiamenti che inevitabilmente possono condizionare chi opera e lavora nel digital marketing inteso in senso ampio. 
 

LinkedIn bandito dalla Cina

L’unico social occidentale ancora attivo nello stato dalle politiche più serrate del continente asiatico non ce l’ha fatta: LinkedIn sceglie di sua sponte di abbandonare la Cina. La motivazione ufficiale? Impossibile conciliare un ambiente ostile e una politica particolarmente invasiva e censoria. 
Quando ad acquistare il social del lavoro è stata la Microsoft, in molti avevano dedotto e considerato che, visti gli ottimi rapporti tra la Cina e l’azienda informatica, Linkedin sarebbe sopravvissuto tranquillamente al panorama cinese. Così non è stato. Dopo molteplici ultimatum infatti, si è giunti all’espulsione del social che resta nel panorama occidentale sicuramente una delle migliori piattaforme social pronta a connettere aziende e professionisti. 
 

Facebook presenta il suo progetto Metaverse e diventa “Connect”

Da uno dei social network più importanti giungono novità interessanti. Zuckerberg fa due grandi annunci: il Metaverse e Connect
Nel primo caso siamo in attesa di assistere all’ingresso in Facebook di una nuova piattaforma informatica: Metaverse è definita come la rivoluzione del mondo digitale, la più importante dopo l’avvento dell’Internet Mobile. L’obiettivo sarà quello di connettere persone online attraverso la realtà aumentata e quella virtuale. Uno step decisivo verso il futuro che conquisterà gli appassionati di tecnologia e non solo, una modalità di connessione pronta a entrare nella quotidianità di tutti gli iscritti a Facebook. 
Connect invece, è il nome scelto per sostituire quello attuale dell’azienda che raggruppa Facebook, Instagram, Whatsapp e altre. Nulla di certo ancora, ma voci di corridoio riferiscono che l’annuncio avverrà il 28 Ottobre: attendiamo quindi notizie a breve.
Analizzando però il contesto possiamo notare come tale scelta non sia del tutto casuale: una strategia di rebranding in questo momento appare opportuna agli occhi dei vertici di Facebook. Si stanno espandendo verso nuove frontiere e il nome del social network più famoso minimizza tutti gli obiettivi futuri a cui stanno mirando perché legato alla sua identità passata nota a tutti. 
 

Previsioni per un 2022 pieno di Tik Tok

Le previsioni annuali del “Social Media Trends 2022” di Talkwalker parlano chiaro: Tik Tok ha un futuro più che radioso davanti a sé. Si presuppone che surclasserà tutti i social del momento, anche grazie alla spinta data dalle attività continue durante l’inizio della pandemia.
Le novità che si aspettano sono improntate più sul business, con aggiornamenti per l’acquisto direttamente da app. Grazie al sostegno degli influencer, attraverso Tik Tok diventa più semplice monitorare il comportamento d’acquisto degli utenti. L’influencer marketing, come non mai, è la leva su cui investire per qualsiasi tipologia di brand, anche quelli più improbabili da promuovere direttamente sulla piattaforma.
 

PayPal diventa social: acquisizione di Pinterest

L’acquisizione più costosa di sempre per i social network. PayPal è disposta a pagare 39 miliardi di dollari per aggiudicarsi Pinterest, piattaforma basata sulla pubblicazione di fotografie e tutorial. Nessuna è mai stata acquisita a queste cifre, nonostante altre come Instagram e Linkedin siano molto più promettenti e con tassi di crescita maggiori. Pare che l’obiettivo sia trasformare Pinterest in un ecommerce.
 

Instagram lancia aggiornamenti e novità

Aspettavamo questo aggiornamento da tantissimo tempo e finalmente lo avremo: Instagram permette la pubblicazione di foto e video come post anche da pc e mac. Una notizia importante per tutti gli utenti che usufruiscono della piattaforma non solo da smartphone. Nel processo di pubblicazione sono state integrate anche le varie funzioni di tag e geolocalizzazione, ma anche la modifica diretta delle immagini con filtri e altre impostazioni.
Vengono introdotte sotto forma di test anche le Collabs, vere e proprie collaborazioni tra utenti per la creazione di un contenuto sul social. Nasce un senso di condivisione diverso dal solito. I creator che sceglieranno di pubblicare un contenuto in Collabs, condivideranno i likes, i commenti e le varie statistiche correlate. I gruppi di follower di entrambi potranno interagire con il contenuto, creando una comunità allargata.
Implementate anche le campagne per le raccolte fondi e una serie di nuovi filtri sincronizzati alla musica scelta dall’utente.
 

Trump si ribella al sistema: annuncia Truth

Dopo essere stato bannato dai principali social network per le sue accuse inerenti l’elezione presidenziale, Donald Trump sceglie di essere, ancora una volta, lui a detenere il potere. Questa volta lo fa nel mondo del digital, annunciando il lancio di Truth, un nuovo social network da lui ideato.  
Un vero e proprio guanto di sfida verso tutta la platea del Big Tech che lo ha allontanato. Si ipotizza che il vero e proprio lancio avverrà il prossimo mese; tutto ciò vede anche una probabile candidatura dell’ex presidente degli Stati Uniti per le Elezioni 2024.

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Facebook Rights Manager for Images: cos'è e come funziona

Facebook introduce il Rights Manager for Images e lo fa per garantire protezione e assicurare il rispetto del copyright ai content creator. Si tratta infatti di un tool interno alla piattaforma pronto per analizzare e verificare l’autenticità delle immagini postate. Dopo la pubblicazione inoltre, può monitorare la condivisione dei contenuti rintracciando anche possibili embedded su siti o piattaforme esterne a Facebook o Instagram.

Come funziona Right Manager for Images

Con Right Manager for Images, tutte le grafiche presenti verranno così controllate e verificate. Come attivarlo per i propri profili? In primis occorre iscriversi al tool utilizzando la pagina Facebook dedicata. Dopo pochissimi click, basterà inoltrare una copia di tutte le immagini che si desiderano proteggere e un file in formato CSV con i metadati relativi alle stesse. I contenuti indicati vengono inseriti in una Reference Library, una sorta di banca dati.

Con l’introduzione di questo tool, content o editor di post social avranno la possibilità di controllare lo status e l’autenticità dei propri contenuti e la loro circolazione. Una funzione molto importante soprattutto per chi decide di utilizzare Facebook per promuovere la propria realtà con inserzioni e pubblicità.

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Come agire in caso di furto di contenuti

In caso di furto di immagini non autorizzato, di condivisione furtiva o di errato utilizzo dei contenuti, il proprietario delle immagini può subito rivendicare con il Right Manager for Images la proprietà e chiedere a Facebook o Instagram di bloccarne la diffusione con una semplice richiesta di rimozione. Una valida alternativa resta quella di chiedere al “ladro” di immagini di inserire il tag o di citare l’autore prima di procedere alla cancellazione diretta.

Tutti i content o editor possono inoltre stabilire in fase iniziale, ovvero durante il caricamento delle immagini coperte da copyright, in quale nazione o paese specifico intendono esercitare il controllo della pubblicazione.

Le ultime news da Facebook

Restando collegati al tema tanto delicato della proprietà intellettuale delle immagini su Facebook, è importante menzionare che solo recentemente il gigante dei social network ha stabilito e comunicato che: non c’è più un limite testuale del 20% da rispettare nei contenuti grafici da postare. Un messaggio rivolto a tutti i social media manager o inserzionisti in azione che potranno ora studiare contenuti con una presenza di testo maggiore. Facebook proverà a garantire loro la stessa valenza rispetto a quelli creati solo con l’inserimento di immagini o foto.

Arriva sempre dal social di Zuckerberg la novità del momento legata alle videochiamate con Messenger. Sono state introdotte nuove features ed è stata attivata la modalità di condivisione dello schermo anche da mobile. Non è tutto, a disposizione degli utenti l’opzione Watch Together: ogni partecipante alla videocall potrà selezionare una serie di contenuti da mostrare direttamente a tutti gli ospiti in visione. Basti pensare che con questa modalità in una Messenger Room (che può ospitare e connettere contemporaneamente 50 persone), si potranno visualizzare insieme film, serie tv, documentari o live stream attivi in quel momento.

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Smart working ai tempi del Coronavirus

Una guida Socialware su come sfruttare al meglio il lavoro da casa durante il Coronavirus

COVID-19 sta facendo del lavoro a distanza una nuova norma

Con la diffusione del Coronavirus, eventi annullati e un crollo del mercato azionario non sono le uniche cose che incidono sulle aziende. Un numero imprecisato di lavoratori, in tutto il mondo, si sta adattando per rimanere a casa. Gli uffici stanno correndo ai ripari per trovare modi per adattarsi rapidamente alle operazioni da remoto.
Twitter ha detto a tutti i suoi 5.000 dipendenti di lavorare da casa. Il CEO di Apple, Tim Cook, ha inviato un promemoria per incoraggiare gli impiegati a non entrare, e l’azienda si è impegnata a limitare la “densità umana” nei negozi. La città di Seattle ha annullato le riunioni e ha detto ai suoi oltre 12.000 dipendenti di seguire le nuove Linee guida COVID-19 sulle modalità di lavoro alternative della città. I brand nazionali di abbigliamento hanno chiuso i loro punti vendita in tutta Italia già prima dell’emanazione del decreto del 12 marzo. Questo tipo di misure di sicurezza si sta diffondendo in innumerevoli agenzie, poiché i professionisti della pubblicità hanno, fortunatamente, la possibilità di poter lavorare dovunque. Se non sei abituato a lavorare da casa, all’inizio può sembrare una vacanza. L’opportunità di saltare il pendolarismo stressante e stendersi sul divano con un laptop sul petto è davvero gloriosa. Ma anche il lavoro a distanza può essere isolante e pieno di distrazioni. Per rendere il lavoro da casa più efficace e divertente, abbiamo pensato di scriverti alcuni consigli.

Attenersi al programma

Un grave ostacolo, quando si lavora a casa, è la procrastinazione. Nel comfort di casa tua, all’improvviso hai l’impulso e l’energia di fare cose che ti distraggono dal lavoro: pulizie di primavera degli armadi, pulizia del frigorifero, lavaggio delle finestre, organizzazione delle tue foto, e tutto ciò che non puoi fare mai e che faresti per il solo fatto che sei a casa. Può essere allettante mescolare il tempo in ufficio con le faccende domestiche quando il bucato è proprio lì, soprattutto se la giornata non è ostacolata da riunioni e scadenze. Se lavori relativamente da solo, senza che nessuno controlli le tue ore, il trucco per evitare la procrastinazione è quello di essere il tuo capo. Imposta il tuo orario di lavoro, le scadenze e le pause e attieniti ad esse come la colla. Se hai problemi di messa a fuoco ed inizi a sentirti andare alla deriva, ti suggeriamo ti fare una pausa. Prendi un caffè, alla finestra di casa (se il tempo permette), in modo da poter tornare al lavoro più energico. Imposta un timer per intervalli di 10-15 minuti, ti aiuterà. Angolo studio in casa

Crea un ufficio in casa

L’unico modo per separare l’attività lavoratica da quella familiare, è ricreare un piccolo ufficio in un angolo della casa. Una scrivania con sedia comoda, dove internet arriva senza problemi così come l’elettricità. Un modo per impedire che il lavoro si impadronisca di tutta la casa è proprio quello di non spargere per tutta casa materiali lavorativi. Non dimenticare le comodità. Rendi la tua sedia confortevole con dei cuscini. Ascolta musica di sottofondo se sei abituato a farlo e ti aiuta ad isolarti dal resto della casa. Sfrutta il televisore come secondo schermo. Crca di tenere il tuo pc all’altezza del tuo sguardo per non affaticare il collo. Applica in casa gli stessi accorgimenti che usi in ufficio. E in questo caso specifico, ricorda di disinfettare tutto una volta terminato il lavoro con una soluzione alcoolica.

Usa la tecnologia a tuo vantaggio 

Il telelavoro semplicemente non sarebbe possibile senza Internet, ma è reso più funzionale e divertente grazie a tecnologie come Slack (per chattare con il tuo team), Google Hangouts e Skype (per conversazioni faccia a faccia rapide) e conferenze remote strumenti come Zoom, Whereby e Obs (per riunioni con più partecipanti). Noi di Socialware ci affidiamo prevalentemente alla Suite di Google, già in ufficio. Una combinazione di strumenti davvero semplici che ci hanno consentito di lavorare da casa molto più facilmente. Ogni mattina inizia la tua giornata con una teleconferenza in cui ognuno riporta le attività da svolgere nella giornata. Puoi riportare il tutto in un foglio di Google Sheets oppure attivare un altro strumento come Harvest. Qui potrai inserire i vari progetti a cui il team si sta dedicando e impostare un monte ore. Inoltre, puoi aggiungere le varie attività da svolgere per ciascun progetto. In questo modo, ogni giorno, il tuo team può cronometrare le proprie attività e tu puo controllare il lavoro svolto.

mascherina e disinfettante per casa socialwareNon ti isolare completamente 

Il giornalista venezuelano José González Vargas ha lavorato da casa fino a poco tempo fa e ha dichiarato via Twitter che mentre amava la comodità di lavorare sul suo divano, odiava la “mancanza di contatto umano” e “un ambiente pieno di distrazioni diverso da quello che ti costringe a concentrati sul tuo lavoro. ” Purtroppo siamo costretti a lavorare da casa pertanto cerchiamo di trarre ispirazione dagli spazi che ci circondano. Cambia la tua posizione in base ai tuoi obiettivi. Usa diversi spazi come spunti per ciò che devi realizzare. Siediti al tavolo della cucina se devi scrivere. Spostati vicino alla macchinetta del caffè per inviare un’e-mail e poi sorseggiarlo subito dopo. Il vantaggio è che puoi modificare il tuo ambiente a tuo piacimento. Ti possiamo suggerire di programmare il tempo di lavoro per tutta la settimana, in modo da saper a monte cosa fare e poter star tranquillo in caso di imprevisti.

Risorse gratuite sul web

Lo smartworking non è solo lavoro. Non recandoti fisicamente in un luogo, risparmierai tempo che puoi dedicare alla cura del tuo corpo o della mente.
Sicuramente avrai comprato libri che non hai avuto modo di leggere. Qualche libro formativo. Tanti i temi: Seo, Ecommerce, Social marketing, Copywriting, etc. Ora è arrivato il momento di farlo.
Non solo, online sono fruibile tantissimi contenuti che solitamente trovi a pagamento. Il governo ha istituito un sito per la solidarietà digitale in cui ha raccolto tutti i servizi offerti da grandi e piccole imprese. Dalla connettività, all’e-learning, passando per l’editoria e i servizi d’intrattenimento.
E se non fosse sufficiente, anche il mondo dei social si è mobilitato. Gli influencer, capitanati da Chiara Ferragni e suo marito Fedez, hanno fatto partire delle raccolte fondi per sostenere gli ospedali italiani. Tanti specialisti del settore, più o meno conosciuti, hanno offerto i loro servizi gratuitamente alle imprese che hanno dovuto fermare la loro attività. Consigli di comunicazione piuttosto che strategie, per affrontare questo periodo e tenersi pronti per la ripresa.
Sono nate anche pagine Facebook in cui tutti possono postare video formativi sull’utilizzo di strumenti e piattaforme digitali piuttosto che strategie di comunicazione, gestione della crisi e social marketing.

Conclusioni sullo smartworking

Cogli questa occasione come un’opportunità per mostrare a bambini, partner o coinquilini cosa in realtà fai tutto il giorno quando sei normalmente in ufficio. Blocca un’ora a metà giornata per pranzi sani o far movimento in casa. Lavorare da casa consente un livello di auto-cura che è spesso impossibile in un ufficio. Questo è un’occasione per recuperare il tempo che ti è sempre mancato. Usa questo tempo non solo per affrontare i tuoi compiti attuali ma anche per andare avanti con incarichi futuri. È anche un buon momento per prestare attenzione a quanto tempo impieghi per completare i progetti a casa. Se è notevolmente più veloce, porta questa conoscenza al tuo capo e fai una richiesta per lavorare da casa più spesso.
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Qual è il momento migliore per pubblicare su Instagram?

Quando pubblicare su Instagram per ottenere maggiore visibilità?

Esiste il momento giusto per pubblicare su Instagram?

Se non ti sei mai chiesto “Qual è il momento migliore per pubblicare su Instagram?” allora non hai mai vissuto la vita di un vero Instagrammer. Tutti i Social Media Manager si sono chiesti almeno una volta nella vita quando pubblicare un post su Instagram per ottenere la massima visibilità. Con questo articolo di Socialware ti voglio dare la risposta che probabilmente non ti ha mai dato nessuno. Scopriamola insieme. Innanzitutto, mentre ci sono alcune regole generali che si applicano per cercare il momento migliore per pubblicare, gli intervalli esatti differiranno sempre da marchio a marchio. Scopriremo che l’orario di pubblicazione riguarda il settore, il pubblico e anche il singolo profilo di cui ci stiamo occupando.

Linee guida generali riguardanti il ​​momento migliore per pubblicare su Instagram

5 regole per ottenere visibilità su Instagram

Tieni presente che le linee guida generali relative ai periodi migliori per pubblicare su Instagram non ti daranno la massima precisione ma offriranno un buon punto di partenza. Senza stressarti troppo, sarai in grado di aumentare la tua portata e quindi ricevere più like, commenti e salvataggi. Sì, è il modo più rapido e semplice per ottenere il massimo dai tuoi sforzi. Secondo un’infografica creata dal noto esperto di social media Neil Pate, i contenuti condivisi su Instagram durante le ore di lavoro sono molto meno propensi ad ottenere tassi di coinvolgimento più elevati. Pertanto, pubblicare un post all’ora di pranzo o esattamente dopo che il tuo pubblico abbia smesso di lavorare sono momenti perfetti per condividere i tuoi post su Instagram. Bisogna precisare che non esistono le 5, 4 o 3 regole per ottenere maggiore visibilità. Quello che ti posso consigliare è di analizzare i dati del tuo pubblico anche ogni settimana. Questi possono cambiare in base alla variazione del pubblico (aumento o diminuizione), ai periodi dell’anno, alle festività e stagionalità.

Pubblicare tutti i giorni per ottenere maggiore visibilità

Quando si tratta dei giorni migliori per pubblicare su Instagram, a quanto pare lunedì e giovedì sono i giorni che attirano maggiormente il coinvolgimento secondo una serie di articoli pubblicati sul web. tanti altri consigliano di pubblicare tutti i giorni anche un paio di volte al dì. E il contenuto di valore che fine fa in questo caso? Lascio libera considerazione a te. Come avrai già capito, le fasce orarie specifiche differiranno in base al tuo pubblico di destinazione. Questo spiega perché il più delle volte la ricerca mostra prove e consigli contrastanti. E ci porta alla prossima idea: invece di cercare quali sono i momenti migliori per pubblicare su Instagram, perché non ricercare il metodo per scoprire come fissarli? Sono certa che me lo avresti chiesto, per cui ho ti anticipo nelle prossime righe con la soluzione alle tue perplessità.

Come scoprire il momento migliore per pubblicare il tuo post?

Il metodo che ti presenterò in seguito è stato completamente testato da me negli ultimi anni. sicuramente penserai che col passare degli anni anche Instagram è cambiato molto e il metodo risulterà obsoleto già mentre lo starai leggendo. Il mio metodo è ancora valido come non mai e ti dimostrerò che funziona davvero ancora oggi.

Come capire quando pubblicare?

Per arrivare alla risposta migliore a questa domanda ho analizzato i post di 10 settori totalmente diversi tra loro per circa un anno. I dati principali riguardavano in primis il coinvolgimento seguiti da palette di colori, copy, call to action e hashtag. A queste variabili sono da aggiungere tempo di pubblicazione e pubblico di primario interesse. Non bisogna dimenticare il numero dei followers e dei profili seguiti, dati fondamentali per il calcolo dell’engagement. Il dato assoluto è che i post pubblicati tra le 7 e le 9 del mattino hanno ricevuto il più alto tasso di coinvolgimento. Questo però andrebbe contro quanto detto prima. Non esiste l’orario perfetto di pubblicazione è tra le risposte che do più volte al giorno a chiunque. Quindi? Cosa non va? Come trovare il metodo per individuare l’orario perfetto?

Il metodo infallibile per pubblicare nell’orario giusto

Bisogna dividere due casi: un profilo appena nato e un profilo con uno storico di pubblicazione. Quando abbiamo un profilo appena creato i tempi di analisi si allungano un po’. I primi 21 post circa devi programmarli in orari totalmente diversi gli uni dagli altri. Fondamentale è che gli orari non si ripetano, a maggior ragione nelle stesse giornate, per poter vedere come reagisce il tuo pubblico. Se il tuo profilo aziendale invece presenta uno storico di pubblicazione, puoi effettuare un’analisi mobile dall’app Instagram in “Dati statistici” nella sezione “Attività”. In alternativa, come faccio io, puoi aprire il tuo “Creator Studio” dal Business Manager. Troverai “Dati statistici” e poi “Pubblico” come nella versione mobile. Scorrendo verso il basso, vedrai la sezione “Dove sono i tuoi follower su Instagram“. Qui sono indicati i giorni e gli orari in cui i tuoi followers sono più attivi. Se analizzerai questo grafico costantemente e pubblicherai i tuoi post negli orari e nei giorni indicati, sarà impossibile sbagliare. orari-pubblicazione-instagram

Pubblicare post su Instagram nel weekend

Come abbiamo visto, i tempi ottimali per la pubblicazione dipendono anche dal giorno della settimana. Questo non è difficile da capire. analizza te stesso. Durante il fine settimana il tuo comportamento di visualizzazione di Instagram potrebbe essere diverso dai giorni feriali. Attenzione però. Il momento migliore per pubblicare di sabato potrebbe anche essere diverso dal momento migliore per la domenica. Tutto dipende dal comportamento e dalle routine del pubblico di destinazione.

Quando non pubblicare su Instagram: ora e giorno

Bello pensare al momento migliore per pubblicare su Instagram, ma possiamo anche identificare il momento peggiore per pubblicare su Instagram? Il metodo di investigazione è sempre lo stesso ovviamente. Solo, invece di concentrarti sulle ore con il massimo coinvolgimento, guarderai le ore di pubblicazione che offrono il minor coinvolgimento ai tuoi post. Sarebbe possibile trovare il tuo giorno migliore per pubblicare su Instagram? Certo, perché no? Prendi semplicemente i dati di pubblicazione per tutti i tuoi post storici e crea un grafico che ti aiuti a capire il tuo “giorno migliore”. Non sarà difficile vedere quale giorno della settimana risalterà dal grafico e dovrebbe coincidere col giorno della settimana migliore per pubblicare ogni settimana su Instagram. Ancora una volta, tutto dipende dalla tua specifica base di followers.

Conclusione

Ora è il momento di programmare tutti i tuoi post col Creator Studio negli orari e nei giorni che hai identificato come i migliori per il tuo profilo Instagram Business. Sperimenta non solo su ora e giorno. Prova colori differenti. Concentrati sui contenuti e dai respiro ai tuoi post. Parla con la tua community. Non mettere un muro cristallino tra voi. E poco dopo analizza i dati. Tutti i tuoi sforzi insieme ti porteranno i risultati sperati.
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Google lancia un nuovo formato di ricerca per abbigliamento

Google cerca di facilitare le query dell’e-commerce

Google continua a farsi strada nel facilitare le query di e-commerce, questa volta tramite un nuovo formato di risultati di ricerca appositamente progettato per visualizzare query relative all’abbigliamento. google_ecommerce_search_socialware_1 Come spiegato da Google: “Da oggi inizierai a vedere vestiti, scarpe e accessori da tutto il Web in un unico posto ovvero su “Cerca sul tuo dispositivo mobile” in modo da poter navigare facilmente in molti negozi e marchi diversi contemporaneamente”. Come puoi vedere nell’esempio sopra, il nuovo processo mirerà a facilitare meglio le query e-commerce raccogliendo prodotti popolari da vari fornitori e mostrandoli fianco a fianco in una raccolta. Ciò renderà più semplice il confronto tra gli utenti. “Gli utenti possono filtrare per stile, reparto e tipo di dimensione o guardare più immagini di un prodotto. E se vuoi saperne di più o sei pronto per l’acquisto, puoi facilmente visitare il sito Web del negozio.” Il formato di visualizzazione è in qualche modo simile al processo “Shop the look” di Pinterest, che fornisce elenchi di articoli simili che gli utenti possono sfogliare sotto ogni dato Pin. shop_the_look_socialware_2 L’opzione di Google si basa su query di testo, non su elementi visivi, ma il processo è essenzialmente lo stesso: fornisce un modo semplice per confrontare gli elenchi online e trovare gli articoli che ti piacciono.
Pinterest è probabilmente uno dei principali sfidanti che Google sta cercando di respingere con questa opzione. Benchè la ricerca su Pinterest risulta di granlunga inferiore rispetto a quella su Google, se ogni piccolo sfidante come questo portasse via il traffico di ricerca, anche con Facebook/Instagram, ci sarebbe da correre ai ripari. A maggior ragione se stanno cercando di espandersi nell’eCommerce e Amazon continua ad espandersi, ha senso che Google cerchi di consolidare le sue funzionalità principali.
Ad ogni modo, non è solo un gioco difensivo ma soprattutto una progressione logica per l’azienda dato che ha già tutte queste informazioni che fluiscono nei suoi sistemi.

Google e Pinterest: chi copia chi?

Ci risulta che non sia la prima volta che Google “copii” i layout di Pinterest. Nel 2018, ad esempio, Google ha lanciato un layout di ricerca di immagini aggiornato, che utilizza un formato simile a Pinterest, che include schede di ricerca contestuali aggiuntive nella parte superiore dello schermo (come la “Ricerca guidata” di Pinterest) per aiutare a perfezionare ulteriormente la query. pinterest-google-shopping-layout-socialware Nell’ottobre dello scorso anno, Google ha anche lanciato un nuovo strumento  che sostanzialmente replica la capacità di ricerca visiva di Pinterest, offrendo corrispondenze di prodotto pertinenti basate su un’immagine acquisita tramite Google Lens come lo strumento Lens di Pinterest. Google_Style_Ideas_socialware4 Nel febbraio dello scorso anno, in vista dell’IPO di Pinterest, abbiamo notato che una delle principali sfide della piattaforma verrebbe probabilmente da Google. Infatti, quaest’ultimo non ha accettato l’attenzione crescente dell’eccommerce di Pinterest, in particolare i tentativi di ribaltare Google in termini di ricerca visiva. Ancora una volta, i numeri degli utenti di Pinterest non sono in alcun modo vicini a turbare l’utilizzo complessivo di Google ma risulta sufficiente per innescare nel gigante della ricerca una preoccupazione più intensa.

Google Shopping si conferma l’esperienza più completa del web

Google ha la capacità di creare esperienze di ricerca più complete. L’esempio è in questo nuovo processo di acquisto che collegherà gli utenti ad una scelta più ampia, a più prodotti da acquistare e probabilmente renderà Google un hub più utilizzato per l’evoluzione dei processi dei consumatori. In sostanza, mentre Pinterest sta cercando di migliorare la ricerca nell’ecommerce, Google sta sintonizzando e perfezionando i suoi prodotti in modo che corrispondano a ciò che Pinterest può offrire e anche di più. Dal punto di vista del prodotto di base, gli sviluppi di eCommerce di Google hanno un senso ma dal punto di vista della difesa del suo territorio, è difficile immaginare che Google stia perdendo a lungo termine.
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Storie di Instagram: come creare storie professionali per la tua azienda

Instagram Story per le aziende: ecco come attirare il tuo pubblico

Instagram con 500 milioni di utenti in tutto il mondo è in forte espansione e lo stesso si può dire di una delle loro ultime novità: le storie di Instagram. Una storia è un post immagine o video, disponibile solo per 24 ore.
Ma perché tutto questo dovrebbe interessarti?
Perché un terzo delle storie di Instagram più viste sono proprio quelle delle aziende. Vien da sé che qualsiasi azienda può trarre vantaggio dalle storie, in quanto rappresentano un’opportunità per visualizzare e spiegare in dettaglio prodotti e servizi senza rendere il profilo troppo pubblicitario.
Al giorno d’oggi, è importante apparire professionale per qualsiasi attività commerciale in ogni circostanza, anche sui social (In questo articolo abbiamo parlato di Instagram Marketing B2B). E per creare storie professionali e in linea con il proprio brand, devi trovare una soluzione adeguata… uno dei migliori strumenti a tale scopo è sicuramente Canva, grazie al quale sarai in grado di creare storie dall’aspetto professionale e in più, potrai ispirarti ai loro modelli già pronti per farti venire delle idee.

Canva: lo strumento per creare storie di Instagram

Con Canva puoi creare storie bellissime usando un template già pronto partendo da zero. Puoi aggiungere immagini, testo, adesivi e tutto ciò che ti piace e puoi persino personalizzare i tuoi video. Interessante, vero?
I vantaggi derivati dall’utilizzo di Canva, dal tuo computer o tramite l’app, sono molto molteplici per la tua azienda, tra cui:

  • l’immagine del tuo brand rimane coerente, utilizzando i colori, il logo e lo stile distintivo della tua azienda in modo sistematico.
  • È probabile che l’engagement dei tuoi follower migliorerà e che ne acquisirai di nuovi.
  • È gratuito e facile da usare.
  • Ti faranno i complimenti per la tua dimestichezza con il design.
  • Non hai bisogno di un grafico e puoi davvero fare tutto il lavoro da solo.

Abbiamo testato le funzionalità di Canva per creare storie di Instagram e siamo rimasti positivamente sorpresi!
È così semplice: devi solo accedere al tuo account Canva gratuito (o registrarti se non ne hai uno) e selezionare il modello di storia più adatto alle tue esigenze.
E poi inizia il divertimento! Con l’intuitiva funzione di trascinamento, puoi rimuovere facilmente elementi, aggiungerne di nuovi e persino utilizzare le foto della gallery.
Poi se decidi di utilizzare Canva dal tuo desktop, puoi semplicemente caricare il post sul tuo account Instagram tramite Creator Studio (come abbiamo spiegato in questo post).

E se vuoi creare storie dal tuo smartphone?

È qui che la più recente applicazione Canva è utile, si chiama Stories & Video Maker di Canva (per adesso è disponibile solo per dispositivi iOS). Con questa app non solo sarai in grado di personalizzare le tue foto o utilizzare uno dei modelli predefiniti per le tue storie, ma sarai anche in grado di modificare i video. La possibilità di modificare i video ti permette di sfruttare appieno la potenza dei contenuti video in termini di interazioni.
Nel caso in cui tu abbia un dispositivo Android, puoi comunque creare bellissime storie di Instagram usando l’app di Canva standard dove troverai tutti i modelli disponibili sul desktop.
Per concludere, Canva è un ottimo strumento che ti apre le porte alle storie di Instagram, la cui importanza non può essere ignorata: vedrai come il tuo account aziendale acquisirà più engagement e follower.

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Esperienza Interattiva Facebook: la guida

Cosa sono le esperienze interattive e quali aziende dovrebbero utilizzarle?

L’esperienza interattiva personalizzata è un formato pubblicitario Full Screen ottimizzato per mobile, che si apre quando gli utenti interagiscono con l’inserzione. Precedentemente erano chiamati Canvas Ads, ma nella sostanza le funzioni rimangono le stesse: si tratta di un formato pubblicitario verticale e a schermo intero che consente agli utenti di vivere un’esperienza più coinvolgente e dinamica.

Dopo aver cliccato sull’anteprima, l’utente visualizza l’esperienza interattiva, che ha come scopo principale quello far evidenziare i prodotti o i servizi del brand. La particolarità di questo formato è che invece di offrire agli utenti un annuncio statico, attira gli utenti con un formato coinvolgente. In altre parole, questa esperienza, per l’appunto interattiva, aiuta a dar vita ai prodotti.

Indice:

Come creare le esperienze interattive su Facebook?

Per la creazione di un’esperienza interattiva personalizzata è necessario accedere al tuo Business Manager e seguire questi passaggi:

  1. Accedi Gestione Inserzioni
  2. Clicca su Inserzioni
  3. Clicca su +Crea
  4. Scegli un obiettivo compatibile con l’inserzione: ad esempio Traffico o Conversioni. Assegna un nome alla tua campagna e clicca su Continua.
  5. Scegli pubblico, budget e programmazione dell’inserzione e clicca su Continua.
  6. Seleziona il formato pubblicitario: carosello, immagine singola, video singolo, slideshow o raccolta.

Selezionando il formato raccolta, selezioni automaticamente l’esperienza interattiva a schermo intero e potresti saltare il passaggio successivo.

Formato Raccolta

  • Seleziona la casella Aggiungi un’esperienza interattiva.
  • Clicca su Crea un’esperienza interattiva personalizzata.
  • Assegna un nome alla tua esperienza istantanea, seleziona i componenti che desideri aggiungere e come adattarli a uno schermo mobile e clicca su Salva.
  • Puoi vedere le tue esperienze interattive in anteprima sui tuoi dispositivi mobili. Ti basterà selezionare Anteprima su Facebook, Anteprima su Instagram o Condividi.
  • Clicca su Fine.

I formati disponibili per le esperienze interattive

A prima vista configurare questo formato può sembrare complicato. Un buon punto di partenza per chi si approccia per le prime volte alle esperienze interattive è l’utilizzo dei modelli: Facebook mette a disposizione dei modelli pre impostati e pronti per l’uso, a cui sarà necessario solo aggiungere i propri contenuti. A seconda dell’obiettivo è possibile scegliere tra diversi layout:

  • Vendi prodotti (senza catalogo). In questo modo, questo formato è ideale per i rivenditori di e-commerce in quanto crea una nuova esperienza di acquisto. L’impostazione di questo formato è infatti molto simile a quella di un catalogo: mostra le immagini in una griglia e consente alle persone di sfogliare più prodotti in un unico posto. È possibile aggiungere un video in anteprima, seguito da una raccolta di prodotti che l’utente può scorrere.
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Esperienza interattiva Facebook – Vendi Prodotti (Senza Catalogo)
  • Storia: offre gli utenti una visione più coinvolgente del brand, del prodotto o del servizio. È incentrato sui video, ma non solo, ed è ideale per una grande varietà di settori, o comunque per tutti i brand che hanno una storia da raccontare. Per dirlo con parole semplici, è il formato più idoneo per lo storytelling aziendale.
Esperienze interattive Facebook Storia
Esperienza interattiva Facebook – Storia
  • Acquisizione clienti: è il formato progettato come una mini landing page, con una call to action chiara e precisa, sia essa un download o un click per ulteriori informazioni che rimanda al sito mobile dell’inserzionista.
Esperienza interattiva Facebook - Acquisizione clienti
Esperienza interattiva Facebook – Acquisizione clienti

L’unico inconveniente che riguarda questi modelli è la mancanza di versatilità. Ogni sezione è pre impostata ( per esempio l’immagine di copertina, il pulsante) il che significa che non p possibile spostarli o eliminarli. Pertanto, se i modelli non soddisfano le tue esigenze dovrai procedere con la creazione di un’esperienza interattiva personalizzata, che ti permetta di aggiungere i componenti che vuoi: pulsante, carosello, foto, blocco di testo, video, strumenti di localizzazione dei punti vendita, insieme di prodotti).

Esperienza interattiva Personalizzata

Gli obiettivi pubblicitari

Un altro aspetto interessante riguarda gli obiettivi di marketing della campagna che stai attuando. Quasi tutti gli obiettivi possono essere associati a questo formato. Nello specifico:

  • Traffico: per invitare l’utente a visualizzare il sito web, quindi molto utile per promuovere articoli o app.
  • Notorietà del brand: utile per i brand che vogliono farsi conoscere
  • Copertura: obiettivo che massimizza il numero di persone che visualizzano l’inserzione. Utile a chi è in cerca di visibilità.
  • Interazione: promuove Mi Piace, condivisioni, commenti dei follower 
  • Conversioni: utile a coloro che vogliono promuovere un’azione finale: download, iscrizione, acquisto
  • Visualizzazione del Video: ideale per promuovere tramite il coinvolgimento del video.
  • Traffico nel punto vendita: incoraggia gli utenti a visualizzare lo store fisico.
  • Installazioni dell’App: invia il traffico nell’app store.

Best Practice per perfezionare l’esperienza interattiva

A chi è rivolto questo formato pubblicitario? Sicuramente all’Ecommerce, ma non solo. Trattandosi di un formato altamente visivo consente una fruizione più coinvolgente del contenuto social si presta molto bene alla vendita e in generale alla presentazione del brand in quanto permette di approfondire le informazioni sui prodotti o i servizi promossi. La chiave, come sempre è trovare un modo per coinvolgere il target a cui si è rivolti.

A tal proposito, ecco alcune Best Practice per migliorare questo formato pubblicitario:

  • Scegli saggiamente la creatività iniziale dell’annuncio (quella visibile nel newsfeed) Per essere invogliati a curiosare nella versione espansa dell’annuncio è necessario che gli utenti siano attratti da una grafica, un video interessanti.
  • Utilizza immagini o video di alta qualità
  • Racconta una storia: non caricare foto e video casuali. Al contrario fai emergere i valori fondamentali della tua attività, del tuo prodotto e rendilo semplice da comprendere per i tuoi clienti.
  • Progetta un percorso chiaro per gli utenti: inserisci Call to Action per indirizzarli.

Conclusioni: questo formato fa per te?

Come già detto, il formato si presta perfettamente allo storytelling e alla presentazione del catalogo. Qualora il tuo obiettivo sia presentare un servizio, far conoscere il tuo brand, o i prodotti del tuo E-commerce, la risposta è decisamente positiva. Chiaramente, a determinare il successo di questo formato vi è la qualità delle immagini o del video, a cui dovrai prestare attenzione. Sono inoltre completamente personalizzabili, possono contenere contemporaneamente video, foto, testi, cataloghi di prodotti e per questo motivo riescono ad avere un notevole impatto sugli utenti e risultare più efficaci di un formato statico.

Hai già iniziato ad usare le esperienze interattive? La ritieni una strategia vincente per far conoscere il tuo brand o i tuoi prodotti? condividi la tua opinione sulle nei commenti!

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Influencer Marketing: i 7 tools per mettere a punto una campagna vincente

L’Influencer Marketing funziona… a patto che si sappia settarlo costruendo una campagna “accorta”: questi tools ti aiuteranno a farlo

Influencer Marketing, cos’è? Tralasciando le definizioni più salaci, è semplicemente quella strategia per cui, sfruttando il seguito di un cosiddetto “Influencer” sulla piattaforma Social di nostro interesse, l’Influencer diventa “Ambassador” del prodotto che vuoi sponsorizzare: questa strategia può portare concretamente al raggiungimento di diversi obiettivi, in primis la conoscenza del Brand (Brand Awareness) ampliando copertura e impressions, in secondo luogo all’aumento di traffico verso la tua landing page, in terzo (quello più auspicato) all’aumento delle conversioni.

L’influencer non è un testimonial come nel marketing vecchia maniera

Detto così sembra tutto facile e bello… ma la verità è molto più complessa. Intanto perché non bisogna considerare l’Influencer la versione “social” dei “testimonials” nel marketing vecchia maniera, quelli che prestando volto e, talvolta voce, declamavano le fantastiche proprietà del prodotto in TV, alla radio, sui giornali e sui cartelloni per strada. Non è la stessa cosa per due ragioni: perché in questo caso la sponsorizzazione è “statica”, segue un copione prefissato, francamente legato alla campagna di marketing in corso, ed è “passiva”, nel senso che tu, pubblico, puoi solo limitarti a guardare o sentire lo spot. Sui social è diverso, si crea un legame tra Influencer e Followers che prescinde dall’attività di influencing del primo, e sulla base di questo legame si può stimare la “fiducia” dei followers nel loro beniamino: è questo l’elemento importante, non la notorietà dell’Influencer o il numero dei suoi follower, bensì quanto è credibile e capace di generare interazioni basate sulla fiducia. Va da sé che la sua sponsorizzazione, sebbene debba seguire certe direttive precedentemente concordate (topic da trattare e keywords da usare, hashtag, ecc.) il modo con cui deciderà di interpretarle sarà suo (attraverso post, foto, articoli di blog, o stories), e sarà poi interattivo grazie alle reazioni dei followers.

Come fare Influencer Marketing: soldi e piattaforma giusta

Il primo problema da affrontare sono: i soldi. Ne servono e tanti, e visto che può valerne la pena (tanto per le grandi imprese quanto per le piccole) è il caso di strutturare la campagna talmente bene da rientrare nelle spese. Il secondo problema da affrontare è: quale può essere l’Influencer più adatto al tuo brand e al tuo prodotto? In questo, non va solo considerata la persona in sé, se è cioè attinente o meno al brand, ai valori cui esso è legato, ecc. ma soprattutto se i suoi followers sono attinenti all’obiettivo di marketing che la campagna si pone, e se la piattaforma che scegliamo è la più giusta per il messaggio da veicolare e la fetta di pubblico in target cui speriamo di arrivare: come abbiamo già detto, infatti, in un precedente articolo sul Social Media Marketing non tutte le piattaforme social, per quanto fantastiche e affollate possano sembrare, sono necessariamente adatte al nostro brand… vanno valutati diversi fattori. I dati demografici, infatti, cambiano da piattaforma a piattaforma, per questo servirebbe condurre una serie di ricerche prima di lanciare una campagna. Vediamo quali tools possono venirci in aiuto. followers-influencer-marketing-consigli

1 – Trovare l’Influencer giusto: Buzzsumo

Iniziamo subito col ribadire il concetto che: pensare che sborsare soldi per un Influencer con milioni di fan pensando che questo automaticamente ci aumenterà conversioni e, magari, anche fanbase è un’illusione che, se i soldi sono tanti, potrebbe rivelarsi amarissima. Di sicuro, supponendo di puntare su Instagram, non è affatto difficile trovare un Influencer – basta scrollare la home page per qualche minuto e ne troverai a dozzine – il difficile è vedere se va bene per il tuo brand. Quindi, dimentica il numero dei followers, e concentrati su quello di “Engagement”: Buzzsumo è un tool di Influencer Marketing che analizza i contenuti più popolari, risale agli autori, ed i maggiori Influencer che l’hanno condiviso. Soprattutto, puoi filtrare i contenuti in “target” filtrandoli per topic e località, e in base a ciò selezionare profili di Influencers in linea col tuo brand; infine, Buzzsumo ti procurerà una lista di persone influenti su Twitter che potrebbero considerare l’idea di condividere i tuoi contenuti, basandosi sul loro storico di contenuti. Al di là dell’Influencer Marketing, questo tool è utile anche per inserire contenuti ed idee, scoprire creatori di contenuti di qualità e studiare gli output dei tuoi competitors. Il risvolto della medaglia è che non è un servizio gratuito: dopo un periodo di prova di sette giorni, prevede diversi piani di pagamento che però, a fronte di programmare una spesa oculata per una Campagna studiata ad hoc, può risultare un utile investimento.

2 – Valutare la capacità di Influencing: Kred

Valutare l’effettiva capacità di Influencing può non essere semplice, giacché non ha niente a che fare con quanti followers il tuo Influencer ha, ma quanto sono interattivi i suoi followers e, vale a dire, quanto lui o lei è capace di “agganciarli” (Engagement). Pensaci: alcuni Influencer hanno milioni di followers ma hanno solo una manciata di interazioni (commenti, reazioni, condivisioni) ogni volta che postano; altri con 20.000 followers o giù di lì ispirano conversazioni virali o dibattiti. Kred ti aiuta a guardare oltre l’ingannevole dato dei follow, fornendo metriche come menzioni, commenti e condivisioni. In più Kred fornisce un punteggio, Outreach Score, che riflette quanto spesso il tuo Influencer re-twitta, risponde o cita altre persone. Va da sé che affinché la Campagna vada sul sicuro sarà meglio scommettere su qualcuno che posta regolarmente, incoraggia le interazioni, e che gode di un buon livello di “fedeltà” da parte dei suoi followers.

3 e 4 – Monitorare e stabilire le performance di riferimento: Agorapulse e Phlanx

people-2562072_1280 Ok, adesso hai trovato un bel po’ di Influencers che sembrano fantastici per la tua idea di Campagna; ma con quale di loro vale davvero la pena di lavorare? Una strada per scoprirlo è comparare le loro performances social e la qualità dePer gli Insights di Instagram puoi usare il calcolatore di engagement Phlanx: potrai così consultare qualunque profilo pubblico di Instagram e farti un’idea del loro tasso di engagement. Poi ripeti il processo per i restanti Influencers che stai studiando per vedere quanto il loro tasso di engagement è paragonabile a quello di un altro. In questo modo vedrai quanti followers hanno e la qualità dei followers stessi, quanto sono attivi, quanto engagement hanno, e com’è la qualità del loro engagement (ad es. le interazioni medie per tweet – più sono, meglio è). Preferibilmente, dovresti infatti scegliere gli Influencers con maggiore tasso di engagement anche se hanno meno followers.

5 – Buzzstream, ovvero collaborare con efficacia con gli Influencer

Abbiamo parlato di Buzzsumo, ma Buzzstream è un pò diverso. Di sicuro può aiutarti a stilare una lista di possibili Influencers proprio come Buzzsumo, ma ti aiuterà anche a gestire queste relazioni automaticamente salvando email e tweet, e settando dei reminders per seguire i contatti e i progetti nel tempo. In più BuzzStream ti aiuta ad ottenere una visione più approfondita delle campagne di Influencing, delle performance e anche il posizionamento di links, con rapporti completi personalizzabili. Se tutto questo ti sembra troppo complesso, non preoccuparti: BuzzStream è facile da usare e ti fornisce molti modelli per aiutarti a cominciare.

6 e 7 – Tool per misurare i risultati/ROI: Google Campaign URL Builder e Traackr

couple-2585754_1280 Misurare il ROI (Return of Investment) delle campagne di Influencer Marketing può essere alquanto complicato, e, viste le cifre in ballo, è fondamentale che il ritorno di investimento con margine di profitto ci sia. Talvolta il guadagno non è misurabile in aumento di conversioni (guadagno diretto quindi) ma piuttosto in numero di followers attratti per mezzo della campagna, che influiranno sulla fase di conversione successivamente. Campaign URL Builder di Google Analytics è un eccezionale tool che ti aiuterà ad aggiungere parametri all’URL, il migliore per tracciare le campagne all’interno di Analytics. In altri termini potrai vedere esattamente quanti click di traffico avrai ricevuto dall’account del tuo social Influencer: devi solo compilare con il mezzo di marketing, il nome e le parole delle campagna (es. keywords, se rilevanti) ed otterrai una nuova URL personalizzata auto-generata. Non potrebbe essere più semplice. Un altro tool da considerare è Traackr. Questa piattaforma online combina la ricerca di Influencers, la gestione e l’analisi, mettendoti quindi a disposizione un programma completo per gestire ogni aspetto delle tue campagne di Influencer Marketing. Traackr è particolarmente utile per aiutarti a costruire relazioni a lungo termine e con Influencers nella tua nicchia. Trova il tuo sostenitore di brand ideale filtrando per keyword, luogo, età, genere, affinità di brand e canale social, poi ti aiuta anche a gestire la campagna. La cosa grandiosa di Traackr è che analizza i dati in modo da attribuire a ciascun Influencer presente nel suo ampio database un punteggio basato su due parametri, Reach e Risonanza. Puoi star sicuro che in tal modo avrai una corretta misurazione.

Infine…

Allora, abbiamo visto sette tools da aggiungere al tuo arsenale di digital marketing. Con questi tools di Influencer Marketing a tua disposizione, non avrai scuse: settare una campagna di Influencer Marketing perfetta sarà un gioco da ragazzi, così come far lievitare la fanbase del tuo brand con successo. Ora, tutto ciò su cui devi focalizzarti è rendere la tua campagna esteticamente accattivante… e mantenere costante il dialogo con l’influencer. E ora un ultimo consiglio spassionato: non sarebbe sbagliato dargli qualche imbeccata nel brief sui contenuti. Fallo con tatto, ma fallo: non dare mai niente per scontato, specie quel che dirà e come lo dirà. Buona campagna di Influencer Marketing!
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Strategia Social Media Marketing: il decalogo del successo per brand e PMI

Il marketing applicato ai Social Media: la strategia per brand e PMI in 10 punti

Ormai la frontiera del marketing è Social e questi termini, Social Media Marketing, sono sempre più sulla bocca di tutti. Ma cosa significano in parole povere? Su Wikipedia troviamo questa definizione:
“Il social media marketing o marketing nei social media è quella branca del marketing che si occupa di generare visibilità su social media, comunità virtuali e aggregatori 2.0”
Visibilità” è la parola chiave: i social network sono le piazze dell’era moderna, ed esserci, frequentarle, essere magari argomento di conversazione è un importante attestato di presenza. Non per niente sono anche diventati una vetrina eccellente per le aziende, e non solo perché i social media più utilizzati (Facebook, Youtube e Instagram) aggregano complessivamente circa 4 miliardi di utenti attivi in tutto il mondo (fonte “Digital in 2018” di We Are Social in collaborazione con Hootsuite): il vero motivo risiede nella natura di un social network, ovvero offrire agli utenti un luogo virtuale di svago. Sissignore: come dice Peter Friedman, pioniere del Social Media Marketing, “Dimenticatevi il numero dei follower, ora bisogna concentrarsi sull’engagement”, vale a dire sulla capacità di “agganciare” letteralmente le persone attraverso i contenuti creati e condivisi sui propri profili: l’engagement, detto in altri termini, è la piccola magia per cui il brand cresce nel tempo, si fa voler bene dagli utenti che man mano prendono confidenza con esso, fino al punto di diventarne clienti (e sponsor indiretti tramite ricondivisioni, commenti, recensioni, interazioni in generale, o semplici conversazioni con amici). Ma perché questa piccola magia avvenga tanto i grandi brand quanto le piccole e medie imprese (PMI) bisogna che seguano alcune piccole essenziali regole.

Questo è il nostro decalogo per un Social Media Marketing di successo

hashtag-instagram1 – Laser non lampadina: bisogna porsi obiettivi semplici e chiari. Nel marketing (che sia digital o meno) bisogna essere laser, non lampadina, affinché la propria strategia non si riveli un’armata Brancaleone allo sbaraglio, con gran profusione di risorse e mezzi… e nessun (o quasi) risultato. L’obiettivo deve essere ben definito dal principio, e in base a quello viene definita la strategia social migliore; obiettivi possono essere: far conoscere il proprio brand (Brand Awareness), aumentare i follower o la Fanbase, generare contatti (Lead Generation), agganciare l’interesse degli utenti in target col proprio brand e stimolare la condivisione “virale” dei propri contenuti (Engagement), “coltivare” il rapporto con gli utenti già connessi al brand (Lead Nurturing), veicolare utenti verso il proprio sito (Drive to Site), ecc.

2 – Scegli la piazza giusta. Una volta stabilito l’obiettivo, bisogna adottare una strategia social adeguata, e il miglior modo di scegliere è conoscere i propri clienti, ossia conoscerne il profilo, gli interessi, il livello socio-culturale, i bisogni e desideri: un studio approfondito della buyer persona che va fatto quindi a monte. Ci sono molti tool professionali allo scopo, alcuni a pagamento altri gratuiti (come comScore), ma anche gli Insights di Facebook e Instagram, o la sezione Analytics di Facebook Business Manager offrono preziose informazioni a riguardo. Ciò detto, non tutte le piazze social sono adatte a tutti i brand o tutti i prodotti, ergo altra premessa fondamentale è conoscere il proprio mercato, e le “piazze” più adeguate: ad esempio, sebbene Instagram sia il nuovo Eldorado social degli ultimi anni, avendo un tasso di crescita considerevole, non è detto che sia il mezzo social più adeguato a te: se il tuo brand è ben “raccontato” da immagini accattivanti e interessanti (ad esempio food, abbigliamento, travel, arredamento, ecc.), e se le tue buyer personas si “concentrano” su Instagram, allora potrebbe essere una buona piazza. Altrimenti no. 3 – Conosci la “piazza”. Scelta la piazza social, va conosciuta bene e a fondo, come funziona, quando funziona meglio, quali sono i format post che funzionano per il messaggio che voglio comunicare. Ad esempio, Instagram è ideale per una comunicazione visual, per cui curare al massimo l’estetica dell’immagine (ma anche dei video) è essenziale per mostrarsi, crescere e farsi apprezzare su questo canale social; ma anche studiare gli hashtag in target, quelli che la propria “nicchia” di utenti segue, e saperli usare è dunque importante per farsi “trovare”. 4 – “La menzogna interrompe sempre la comunicazione a qualche livello”. Questa massima di Fritz Perls andava bene per la psicologia gestaltica il secolo scorso, ma va ancora meglio per il social dell’era moderna, in cui la parolina magica è “comunicare”: non vuol dire essere assolutamente sinceri in quel che si dice, ma soprattutto nelle intenzioni. Bisogna pensare come “l’utente” che si sta cercando di raggiungere: è appena tornato stanco, a casa, da una giornata di lavoro e traffico, o magari è in quell’ora di pausa pranzo in cui staccare da stress e routine… di cosa ha voglia quando va sui social? Di essere bombardato dall’ennesimo spot pubblicitario asettico e senz’anima che non desidera altro che clicchi sul link e metta mano al portafogli? Ovviamente no: desidera divertirsi, informarsi e approfondire ciò che riguarda i suoi interessi, interagire senza troppo impegno. Queste sono le chiavi della comunicazione social, i contenuti di cui i tuoi utenti si fideranno: bombardarli di informazioni puramente commerciali è un po’ come dire “Non mi interessa chi sei e cosa vuoi, ma solo che tu vada sul mio sito a comprare”. L’utente va conosciuto, coltivato, agganciato offrendo contenuti davvero interessanti, raccontando cioè la tua storia, in un tono adeguato, in modo coerente coi tuoi valori e credibile. In una parola: storytelling. Più la comunicazione è autentica più arriverà a destinazione dando frutti. Pensa ai numeri, ma mettici l’anima. 5 – Pianificare sempre sul pezzo. Va da sé che i propri canali social vanno considerati alla stregua di un “giornale”, con un vero e proprio Piano Editoriale in cui prevedere rubriche personalizzate sul profilo dei propri utenti e della propria nicchia di mercato, informandosi costantemente sugli aggiornamenti, i trends del momento e le notizie che possono essere rilevanti: studiare quel che fanno i competitors piccoli o grandi può essere un buon modo per trarne ispirazione, ma trovare poi il proprio “ingrediente” speciale è ciò che ti renderà unico e vincente nella tua strategia. Facebook e Pinterest rendono possibile una programmazione a breve-medio termine dei post che facilita il loro utilizzo; quanto a Instagram, non è ancora possibile programmare i post, ma esistono molti tool in rete utili allo scopo. Tieni conto inoltre che social diversi rispondono ad esigenze diverse, e vengono usati in modo diverso: se una buona pianificazione Facebook infatti, con contenuti rilevanti e di interesse, può prevedere la pubblicazione di due, massimo tre post a settimana, Instagram e Pinterest, ad esempio, funzionano in modo leggermente diverso, e postare il più frequentemente possibile può essere una carta vincente. 6 – Essere social. Ossia: interagire. La differenza tra fare marketing sui social piuttosto che alla vecchia maniera è che mentre prima il cliente potenziale era semplicemente bombardato dai messaggi in modo pressoché passivo, oggi sulla “piazza” social interagisce coi contenuti, con commenti, condivisioni, interazioni di apprezzamento, ecc. Questo “avvicina” l’utente al brand, che diventa “umanizzato”, posto che il brand si comporti come tale: rispondere a commenti, messaggi e like è un buon modo di mostrarsi “umani”. 7 – Il social frettoloso fa i KPI ciechi. I social media non sono una bacchetta magica: pur mettendoci strategia mirata e cuore, non ci si può aspettare una crescita esponenziale della Fanbase o degli Engagement dall’oggi al domani. Il che significa che fare marketing sui social deve essere un lavoro costante, meticoloso e attento, un lavoro che, se tiene conto di questi pochi ma sostanziali punti, darà sicuramente frutti (KPI: key performance indicators, gli indicatori di performance delle proprie attività) nel medio-lungo termine. 8 – Dove vai se il budget non ce l’hai? Bisogna prevedere un minimo budget da stanziare per una buona strategia di Social Media Marketing: se non per i tool di cui si è accennato nei precedenti punti o altri ancora per studiare ad esempio argomenti e keywords di interesse della propria “nicchia” di mercato, di sicuro servirà per sponsorizzare post organici o nativi, o eventi relativi alla propria attività. E una buona sponsorizzazione (a sua volta studiata e mirata e strutturata in base ad obiettivi, mercato e pubblico di interesse) aiuta senz’altro nel raggiungimento degli obiettivi. 9 – Integrare i canali. La strategia funziona se ogni messaggio è veicolato nel modo più appropriato attraverso il canale social più appropriato, ma non è detto che sia uno solo quello che fa al caso nostro: utilizzare in modo integrato i vari canali social, e anche canali non social, è un buon modo per ottenere i risultati prefissati. Curare, ad esempio, un proprio sito o blog con adeguate landing page su cui veicolare gli utenti social, coordinare una strategia di email marketing attraverso i propri contatti, sono solo esempi di come strutturare una buona strategia integrata. 10 – Ciascun uomo al suo lavoro. Così recita una celebre poesia di Eliot, e anche in questo caso resta valida: come avrai capito, fare Social Media Marketing non è esattamente qualcosa che ci si può inventare da un giorno all’altro, né si può affidare in modo superficiale a smanettoni della domenica: se è vero che le potenzialità dei social media sono davvero notevoli in relazione agli obiettivi che si può porre un brand, piccolo o grande che sia, è pur vero che vanno fatte fruttare con criterio, e affidarsi ad un professionista, se non si ha tempo o voglia di far da sé, resta la migliore strategia di sempre. Schermata 2019-05-15 alle 10.37.19