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Strategia Social Media Marketing: il decalogo del successo per brand e PMI

Il marketing applicato ai Social Media: la strategia per brand e PMI in 10 punti

Ormai la frontiera del marketing è Social e questi termini, Social Media Marketing, sono sempre più sulla bocca di tutti. Ma cosa significano in parole povere? Su Wikipedia troviamo questa definizione:
“Il social media marketing o marketing nei social media è quella branca del marketing che si occupa di generare visibilità su social media, comunità virtuali e aggregatori 2.0”
Visibilità” è la parola chiave: i social network sono le piazze dell’era moderna, ed esserci, frequentarle, essere magari argomento di conversazione è un importante attestato di presenza. Non per niente sono anche diventati una vetrina eccellente per le aziende, e non solo perché i social media più utilizzati (Facebook, Youtube e Instagram) aggregano complessivamente circa 4 miliardi di utenti attivi in tutto il mondo (fonte “Digital in 2018” di We Are Social in collaborazione con Hootsuite): il vero motivo risiede nella natura di un social network, ovvero offrire agli utenti un luogo virtuale di svago. Sissignore: come dice Peter Friedman, pioniere del Social Media Marketing, “Dimenticatevi il numero dei follower, ora bisogna concentrarsi sull’engagement”, vale a dire sulla capacità di “agganciare” letteralmente le persone attraverso i contenuti creati e condivisi sui propri profili: l’engagement, detto in altri termini, è la piccola magia per cui il brand cresce nel tempo, si fa voler bene dagli utenti che man mano prendono confidenza con esso, fino al punto di diventarne clienti (e sponsor indiretti tramite ricondivisioni, commenti, recensioni, interazioni in generale, o semplici conversazioni con amici). Ma perché questa piccola magia avvenga tanto i grandi brand quanto le piccole e medie imprese (PMI) bisogna che seguano alcune piccole essenziali regole.

Questo è il nostro decalogo per un Social Media Marketing di successo

hashtag-instagram1 – Laser non lampadina: bisogna porsi obiettivi semplici e chiari. Nel marketing (che sia digital o meno) bisogna essere laser, non lampadina, affinché la propria strategia non si riveli un’armata Brancaleone allo sbaraglio, con gran profusione di risorse e mezzi… e nessun (o quasi) risultato. L’obiettivo deve essere ben definito dal principio, e in base a quello viene definita la strategia social migliore; obiettivi possono essere: far conoscere il proprio brand (Brand Awareness), aumentare i follower o la Fanbase, generare contatti (Lead Generation), agganciare l’interesse degli utenti in target col proprio brand e stimolare la condivisione “virale” dei propri contenuti (Engagement), “coltivare” il rapporto con gli utenti già connessi al brand (Lead Nurturing), veicolare utenti verso il proprio sito (Drive to Site), ecc.

2 – Scegli la piazza giusta. Una volta stabilito l’obiettivo, bisogna adottare una strategia social adeguata, e il miglior modo di scegliere è conoscere i propri clienti, ossia conoscerne il profilo, gli interessi, il livello socio-culturale, i bisogni e desideri: un studio approfondito della buyer persona che va fatto quindi a monte. Ci sono molti tool professionali allo scopo, alcuni a pagamento altri gratuiti (come comScore), ma anche gli Insights di Facebook e Instagram, o la sezione Analytics di Facebook Business Manager offrono preziose informazioni a riguardo. Ciò detto, non tutte le piazze social sono adatte a tutti i brand o tutti i prodotti, ergo altra premessa fondamentale è conoscere il proprio mercato, e le “piazze” più adeguate: ad esempio, sebbene Instagram sia il nuovo Eldorado social degli ultimi anni, avendo un tasso di crescita considerevole, non è detto che sia il mezzo social più adeguato a te: se il tuo brand è ben “raccontato” da immagini accattivanti e interessanti (ad esempio food, abbigliamento, travel, arredamento, ecc.), e se le tue buyer personas si “concentrano” su Instagram, allora potrebbe essere una buona piazza. Altrimenti no. 3 – Conosci la “piazza”. Scelta la piazza social, va conosciuta bene e a fondo, come funziona, quando funziona meglio, quali sono i format post che funzionano per il messaggio che voglio comunicare. Ad esempio, Instagram è ideale per una comunicazione visual, per cui curare al massimo l’estetica dell’immagine (ma anche dei video) è essenziale per mostrarsi, crescere e farsi apprezzare su questo canale social; ma anche studiare gli hashtag in target, quelli che la propria “nicchia” di utenti segue, e saperli usare è dunque importante per farsi “trovare”. 4 – “La menzogna interrompe sempre la comunicazione a qualche livello”. Questa massima di Fritz Perls andava bene per la psicologia gestaltica il secolo scorso, ma va ancora meglio per il social dell’era moderna, in cui la parolina magica è “comunicare”: non vuol dire essere assolutamente sinceri in quel che si dice, ma soprattutto nelle intenzioni. Bisogna pensare come “l’utente” che si sta cercando di raggiungere: è appena tornato stanco, a casa, da una giornata di lavoro e traffico, o magari è in quell’ora di pausa pranzo in cui staccare da stress e routine… di cosa ha voglia quando va sui social? Di essere bombardato dall’ennesimo spot pubblicitario asettico e senz’anima che non desidera altro che clicchi sul link e metta mano al portafogli? Ovviamente no: desidera divertirsi, informarsi e approfondire ciò che riguarda i suoi interessi, interagire senza troppo impegno. Queste sono le chiavi della comunicazione social, i contenuti di cui i tuoi utenti si fideranno: bombardarli di informazioni puramente commerciali è un po’ come dire “Non mi interessa chi sei e cosa vuoi, ma solo che tu vada sul mio sito a comprare”. L’utente va conosciuto, coltivato, agganciato offrendo contenuti davvero interessanti, raccontando cioè la tua storia, in un tono adeguato, in modo coerente coi tuoi valori e credibile. In una parola: storytelling. Più la comunicazione è autentica più arriverà a destinazione dando frutti. Pensa ai numeri, ma mettici l’anima. 5 – Pianificare sempre sul pezzo. Va da sé che i propri canali social vanno considerati alla stregua di un “giornale”, con un vero e proprio Piano Editoriale in cui prevedere rubriche personalizzate sul profilo dei propri utenti e della propria nicchia di mercato, informandosi costantemente sugli aggiornamenti, i trends del momento e le notizie che possono essere rilevanti: studiare quel che fanno i competitors piccoli o grandi può essere un buon modo per trarne ispirazione, ma trovare poi il proprio “ingrediente” speciale è ciò che ti renderà unico e vincente nella tua strategia. Facebook e Pinterest rendono possibile una programmazione a breve-medio termine dei post che facilita il loro utilizzo; quanto a Instagram, non è ancora possibile programmare i post, ma esistono molti tool in rete utili allo scopo. Tieni conto inoltre che social diversi rispondono ad esigenze diverse, e vengono usati in modo diverso: se una buona pianificazione Facebook infatti, con contenuti rilevanti e di interesse, può prevedere la pubblicazione di due, massimo tre post a settimana, Instagram e Pinterest, ad esempio, funzionano in modo leggermente diverso, e postare il più frequentemente possibile può essere una carta vincente. 6 – Essere social. Ossia: interagire. La differenza tra fare marketing sui social piuttosto che alla vecchia maniera è che mentre prima il cliente potenziale era semplicemente bombardato dai messaggi in modo pressoché passivo, oggi sulla “piazza” social interagisce coi contenuti, con commenti, condivisioni, interazioni di apprezzamento, ecc. Questo “avvicina” l’utente al brand, che diventa “umanizzato”, posto che il brand si comporti come tale: rispondere a commenti, messaggi e like è un buon modo di mostrarsi “umani”. 7 – Il social frettoloso fa i KPI ciechi. I social media non sono una bacchetta magica: pur mettendoci strategia mirata e cuore, non ci si può aspettare una crescita esponenziale della Fanbase o degli Engagement dall’oggi al domani. Il che significa che fare marketing sui social deve essere un lavoro costante, meticoloso e attento, un lavoro che, se tiene conto di questi pochi ma sostanziali punti, darà sicuramente frutti (KPI: key performance indicators, gli indicatori di performance delle proprie attività) nel medio-lungo termine. 8 – Dove vai se il budget non ce l’hai? Bisogna prevedere un minimo budget da stanziare per una buona strategia di Social Media Marketing: se non per i tool di cui si è accennato nei precedenti punti o altri ancora per studiare ad esempio argomenti e keywords di interesse della propria “nicchia” di mercato, di sicuro servirà per sponsorizzare post organici o nativi, o eventi relativi alla propria attività. E una buona sponsorizzazione (a sua volta studiata e mirata e strutturata in base ad obiettivi, mercato e pubblico di interesse) aiuta senz’altro nel raggiungimento degli obiettivi. 9 – Integrare i canali. La strategia funziona se ogni messaggio è veicolato nel modo più appropriato attraverso il canale social più appropriato, ma non è detto che sia uno solo quello che fa al caso nostro: utilizzare in modo integrato i vari canali social, e anche canali non social, è un buon modo per ottenere i risultati prefissati. Curare, ad esempio, un proprio sito o blog con adeguate landing page su cui veicolare gli utenti social, coordinare una strategia di email marketing attraverso i propri contatti, sono solo esempi di come strutturare una buona strategia integrata. 10 – Ciascun uomo al suo lavoro. Così recita una celebre poesia di Eliot, e anche in questo caso resta valida: come avrai capito, fare Social Media Marketing non è esattamente qualcosa che ci si può inventare da un giorno all’altro, né si può affidare in modo superficiale a smanettoni della domenica: se è vero che le potenzialità dei social media sono davvero notevoli in relazione agli obiettivi che si può porre un brand, piccolo o grande che sia, è pur vero che vanno fatte fruttare con criterio, e affidarsi ad un professionista, se non si ha tempo o voglia di far da sé, resta la migliore strategia di sempre. Schermata 2019-05-15 alle 10.37.19
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Social Media Marketing per il settore turistico

Come i social media possono migliorare le strategie di marketing del tuo Hotel

Analizzando i social network da un punto di vista strettamente merceologico ci sono settori per i quali questi potenti mezzi di comunicazione possono rappresentare un’ opportunità di marketing significativa. Fra questi il settore turistico, dove i canali social trovano una profonda e interessante corrispondenza. Scopriamo il perchè. Partiamo dal punto di forza del settore, il cosiddetto “Travel Mood”. Il viaggio è uno degli argomenti più condivisi sui social network ed in particolare su Facebook, Instagram, Snapchat. Tutti noi amiamo condividere nuove esperienze e il viaggio è uno di quei momenti della vita che induce alla spontanea condivisione di foto, immagini, contenuti. Ci piace comunicare e condividere i nostri prossimi piani di viaggio e ricordarci di loro dopo che siamo tornati a casa. Ma la domanda è: come possono le aziende impegnate nel settore ricettivo sfruttare al massimo questi mezzi? Come intercettare il pubblico di viaggiatori, diventare interessanti ai loro occhi, distinguersi dalle mille aziende ed infine sfruttare al massimo le proprie potenzialità? Sicuramente con la massima cura dei propri canali, ottimizzando al massimo la propria strategia di social media. Essere presenti sulle piattaforme social ( quelle giuste ) è fondamentale per intercettare il proprio target; inoltre va considerato un altro aspetto: oggi l’utente oggi è più consapevole, tende cioè ad avere una sfiducia generale nei confronti degli annunci “promozionali”. I social media, invece, rappresentano il canale che permette di bypassare quella sensazione e, al contrario permettono alle aziende di presentarsi e raccontarsi, diventando un luogo riconoscibile e familiare, o addirittura una risorsa affidabile per un viaggio di avventura, relax, magia. In altre parole i social media non devono sembrare marketing, al contrario devono consentire alle persone di entrare nell’universo di quel “luogo” attraverso un racconto e, nel migliore dei casi, devono permettere ai clienti di diventare i propri brand ambassador. Come? Condividendo testimonianze, immagini, video delle loro esperienze di soggiorno. Soprattutto devono quindi catturare il cuore e l’immaginazione della community, raccontandosi attraverso esperienze, racconti quotidiani, a differenza di qualsiasi annuncio pubblicitario. Naturalmente è utile presentare la struttura e i servizi offerti: tipologie di camere, servizi di ristorazione, pacchetti promozionali ecc. ma non bisogna mai rendersi spudoratamente freddi e commerciali.

Gli strumenti per rendere più efficace il marketing dei social media

Per qualunque azienda del settore turistico è importante prima di tutto scegliere le piattaforme social più adatte e curare ogni aspetto delle proprie pagine o profili. Ad esempio sarò molto utile iniziare a creare un piano editoriale con obiettivi e rubriche tematiche, seguito dalla costruzione di un calendario editoriale. Allo stesso modo sarà necessario prestare attenzione ad alcuni dettagli: per la pagina Facebook, ad esempio, sarà importante curare periodicamente l’immagine di copertina ( o cover), scegliere tab personalizzate, aggiungere una breve storia o presentazione dell’azienda. Questi solo alcuni degli aspetti tecnici per ottimizzare l’esperienza dell’utente sulla piattaforma.

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Social media e turismo con Facebook: condividere per emozionare e raccontare

Passiamo alla pubblicazione dei contenuti. Cosa condividere? Come abbiamo detto per questo settore, i post possono e anzi devono fare appello anche al racconto e alle emozioni. La Masseria Il Frantoio, per esempio, è un Hotel di Charme e azienda agricola in Valle d’Itria che, tramite i canali social, condivide contenuti legati ai valori aziendali, oltre ai servizi ricettivi offerti: condivide la raccolta dei prodotti, racconta la cultura e la tradizione attraverso piatti e ricette culinarie, descrive la nascita e la storia delle sue camere. Per una struttura ricettiva è importante che i contenuti siano emozionali e rappresentativi della propria filosofia. Come farlo? Sicuramente sfruttando il potere delle immagini e dei video: le immagini sono il miglior strumento per veicolare racconto, emozioni, informazioni e contenuti in maniera rapida e veloce. La componente visual è fondamentale per canali come Facebook ed Istagram, per questo paesaggi, animali, cucina, diventano quegli elementi distintivi abbinati per comunicare un’emozione.

Creare una community intorno al brand

Abbiamo già detto che il modo in cui i viaggiatori conducono le ricerche per selezionare la meta o il posto in cui dormire è cambiata. La pianificazione nasce online, ma spesso fanno anche riferimento ai social media trovare risposte alle loro domande, curiosità del posto. TripAdvisor, per esempio, è la piattaforma di social media ottimale, e i suoi 390 milioni di utenti / visitatori unici ne sono testimonianza. Dal un lato sempre più persone utilizzano i social network per chiedere supporto durante la pianificazione della loro prossima avventura, dall’altro le foto e i video di viaggi sono tra i tipi di contenuti più popolari condivisi online e naturalmente i più modo più semplice per condividerli è il social network. Semplicemente queste ultime diventano un’ottima risorsa per raccogliere informazioni su destinazioni, alloggi, attività, ristoranti ed altro ancora. In quest’ottica è importante lavorare sui feedback degli utenti, giudicati molto più attendibili, semplicemente perchè rappresentano raccomandazioni tra pari, quindi utilizzano fonti secondarie per colmare le lacune informative. La maggior parte degli hotel dipende dal passaparola e dalle buone recensioni degli ospiti, ma anche dai commenti degli ospiti fedeli: tutto questo rende le nostre piattaforme social, uno strumento di marketing e di branding naturale. Facilitare questa relazione con la community ed incentivare la condivisione di immagini e luoghi può essere molto semplice: ad esempio puà essere utile creare un hashtag personalizzato da utilizzare per la propria community e metterlo in mostra negli spazi personali o comuni: camere, ristoranti, cartoline di benvenuto, oltre che nelle newsletter. In altre parole, in un settore come quello turistico è importante creare una relazione con la community di utenti che condividono il valore dell’azienda, diventandone anche i brand ambassador. Queste azioni avvengono molto spontaneamente, grazie ai commenti, ai feedback positivi, che incrementano al contempo l’autorità del brand.

Una perfetta piattaforma del servizio clienti

I social media hanno cambiato il marketing turistico anche perché permettono di fornire un servizio clienti di qualità superiore ed immediato. Consentono ai brand di mettere in campo domande, richieste, commenti in un unico luogo, mostrando pubblicamente la propria professionalità. Tramite i social le aziende turistiche hanno l’opportunità di fornire un supporto immediato rispondendo a messaggi pubblici o privati, un aspetto vantaggioso perché permette di sviluppare in poco tempo una reputazione, un servizio di qualità e professionalità con clienti attuali e potenziali.

Come gestire i feedback negativi?

Soddisfare ogni singolo cliente è praticamente impossibile. Ci saranno sempre imprevisti, clienti che incontrano problemi. Invece di ignorarli, il nostro consiglio è quello di essere preparati a rispondere nel miglior modo possibile, ossia con professionalità.

Condividere i contenuti del blog

Un’ottima soluzione per coinvolgere ed attrarre la community nella pagina Facebook del proprio hotel, è condividere i contenuti del blog: attraverso gli articoli è possibile promuovere una relazione con i potenziali clienti, costruire una fiducia e preparare l’utente alla sua esperienza in hotel, masseria o qualsivoglia struttura ricettiva. Ad esempio, un hotel che si rivolge a coppie potrebbe mettere insieme un itinerario per il perfetto weekend romantico che include i migliori posti per godersi una serata in coppia, o i luoghi perfetti per guardare un tramonto.

Instagram: una marcia in più per il settore turistico

Un hotel o qualsiasi struttura ricettiva dovrebbe intercettare il proprio target mediante Instagram. Adatto ai viaggiatori più giovani ma non solo, Instagram è il social network in più rapida crescita al momento, quello che vale la pena integrare nella propria strategia di social marketing; pensiamo all’utilizzo delle Stories, attraverso le quali è possibile condividere contenuti istantanei e comunicare una visione più autentica di ciò che accade dietro le quinte, o in occasione di un evento. Questi sono alcuni degli step per impostare una comunicazione efficace attraverso i social. Abbiamo visto alcuni vantaggi, sappiamo che essi rappresentano un’opportunità per aumentare la propria brand positioning. Se vuoi ottimizzare al meglio i social per la tua struttura, contattaci. Troveremo la migliore strategia di comunicazione per il tuo Hotel!
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Algoritmo Facebook: nuove penalità

Algoritmo Facebook: nuove penalità per i post “acchiappa-interazioni”

Sanzioni per le pagine che fanno uso di contenuti ingannevoli e abbassamento della loro visibilità

Gli ultimi aggiornamenti dell’algoritmo di Facebook confermano un dato importante: anche per il social network più utilizzato del pianeta non conta solo la quantità. Quella che per Google è una priorità ormai da anni confermata da costanti novità relative ai fattori di ranking, sembra essere importante anche per il gigante di Zuckerberg. Sarà capitato a tutti di notare nella Home post con un copy simile a “Condividi se anche tu…”, “Metti mi piace se…”, “Tagga un amico se…”, e altri di questo genere. Si tratta di post con un unico obiettivo: portare visite al sito con un’azione ingannevole like-fb-sw Questa antipatica abitudine è molto diffusa ed è una pratica utilizzata anche da amministratori di pagine aziendali che dimenticano la rilevanza del contenuto cercando di incrementare ad ogni costo il numero delle interazioni. Da qualche giorno non solo sarà più difficile continuare a portare visite al sito abusando della buonafede degli utenti con contenuti di bassa qualità, ma verranno penalizzate le pagine sulle quali saranno pubblicati post di questo tipo con un drastico abbassamento della loro visibilità nel News Feed. fb-loghi-swDopo la penalizzazione del “link baiting”, ovvero dei post ingannevoli con link utilizzati per portare visite al sito, ora diventa fattore negativo anche il cosiddetto “engagement baiting”. Stando alle ultime notizie sulle novità da Facebook seguiranno nuovi aggiornamenti relativi a ulteriori penalizzazioni rivolte alle pagine che utilizzano regolarmente contenuti-esca. Verrà ridotta la diffusione di contenuti spam e fuorvianti con la finalità di migliorare la qualità delle interazioni e rispettando quella che dovrebbe essere il principio base dei feed: l’autenticità.

Quali contenuti verranno penalizzati nel News Feed di Facebook?

L’ultimo aggiornamento dell’algoritmo di Facebook ha la finalità di migliorare l’organizzazione e la selezione dei contenuti evitando interazioni di bassa qualità. Nello specifico le pagine destinate ad essere penalizzate sono quelle che abitualmente praticano:
  • Vote baiting: post nei quali l’utente interagisce esprimendo un voto/reazione su un’immagine;
  • React baiting: post nei quali si invita l’utente ad esprimere attraverso il like l’appartenenza ad una determinata categoria (es. segno zodiacale, genere, ecc…);
  • Share baiting: post attraverso il quale si invita l’utente a condividere con un numero prestabilito di amici il contenuto, in cambio della partecipazione ad un ipotetico concorso a premi;
  • Tag baiting: post con cui si invita l’utente a taggare contatti che potrebbero far parte della categoria segnalata dal contenuto (es. look);
  • Comment baiting: post attraverso il quale invitare l’utente a lasciare un commento per indicare la propria appartenenza alla categoria indicata dal contenuto (es. genere musicale).
Queste sono le 5 tipologie di contenuto che nei prossimi giorni subiranno le penalizzazioni previste dalle ultime novità sull’algoritmo di Facebook. Restiamo dunque in attesa di nuovi aggiornamenti relativi all’organizzazione dei contenuti sul News Feed. Se hai dubbi sulle ultime novità relative al funzionamento dell’algoritmo di Facebook, scrivi qui le tue domande. local-marketing-libro-francesco-antonacci-cristiano-carriero