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Black Friday 2021: potenziali strategie vincenti e difficoltà in vista

Questo non è sicuramente un Black Friday come tutti gli altri perché anticipa un Natale tra i più costosi di sempre per i consumatori. Ciò è confermato da Codacons che afferma la probabilità di un aumento di circa 1,4 miliardi di euro. Secondo una ricerca effettuata da Oracle Retail, il 39% dei connazionali ha già iniziato la corsa ai regali da mettere sotto l’albero. Un dato sicuramente importante riguarda il 13% degli stessi, che si dice disposto a pagare qualcosa in più per assicurarsi una consegna garantita.
Le piattaforme di vendita online di ogni settore, dalla più gettonata tecnologia al make up e homedecor, hanno attivato strategie di web marketing volte a rispondere a questa domanda natalizia in anticipo.
Il Black Friday diventa la prima opportunità utile per dare inizio all’acquisto dei regali natalizi risparmiando notevolmente.

Giocare d’anticipo

In questo periodo molto frenetico è essenziale per gli ecommerce costruire una strategia efficace e ben organizzata. La mossa vincente, e quasi scontata ormai, è un inizio anticipato del Black Friday, ormai conosciuto come Black Week. È frequente sentir parlare anche di Early Black Friday. A battere tutti gli ecommerce sul tempo è stato Amazon, che già dall’8 novembre ha avviato una politica di sconti anticipati.
Oltre alle offerte su tutte le categorie presenti sulla piattaforma, anche la sezione Warehouse è inclusa in questo Black Friday: Amazon ha scelto un 20% di ribasso per questa particolare tipologia di prodotti, usati, di seconda mano o con confezione aperta, che prevedono già prezzi più bassi rispetto alla media. Un mercato ancora poco conosciuto e sfruttato in Italia, ma con del grande potenziale, soprattutto per il fattore sostenibilità.
Ogni ecommerce che mira a raggiungere picchi di conversioni si organizza: la veste grafica del sito si adatta ai colori della settimana nera, con elementi aggiuntivi che mirano a spingere gli utenti verso la conclusione dei loro acquisti. Un esempio sono i banner di persuasione, che visualizzano messaggi come “il prodotto è in esaurimento” o “solo -numero articoli- disponibili, affrettati!”, o countdown per lo scadere della scontistica applicata al prodotto. Anche l’utilizzo di codici sconto a scadenza può aiutare l’ecommerce a convincere l’utente, soprattutto se la percentuale stabilita è molto alta.
Le strategie per il Black Friday, però, non si basano solo sulla costruzione del sito web per l’evento, ma anche su altre attività satelliti, con la stessa importanza. Tra le varie citabili spiccano le newsletter e le promozioni sui social network, i contatti più immediati con gli utenti.

Newsletter a tema

La newsletter spesso si adatta all’assetto grafico del sito web. Si opta per colori scuri, a richiamo del titolo Black Friday, scegliendo i prodotti su cui puntare per quella settimana. Le iniziative proposte sull’ecommerce si riflettono nei messaggi creati per gli utenti: vengono illustrate promozioni e scontistiche speciali in modo semplice, dedicate a categorie o singoli prodotti, rimandando a landing page più esplicative. L’obiettivo è il click sull’immagine o il messaggio di testo, che porterà il potenziale cliente sul sito, dove sono disposte una serie di azioni mirate a incentivare una sua conversione.

Il lavoro sui social

Facebook, Instagram, Tiktok e Pinterest, giocano un ruolo decisivo nella strategia commerciale attuata per il Black Friday. Sono piattaforme che, grazie all’attività di advertising mirata e di remarketing, riescono a raggiungere un bacino di utenti ampio garantendo molto spesso un numero notevole di conversioni e quindi un ritorno della spesa investita (ROI).
Escluderli dalla comunicazione è impensabile, sceglierli per il settore e soprattutto in base al target è un dovere che spetta ai social media manager, sempre pronti a guidare il cliente in un mercato saturo e inflazionato. Per tutti i settori, dalla tecnologia al food, arrivando al magico mondo della moda o dell’arredamento e design, le regole da seguire sono semplici:

  • immagini accattivanti;
  • poche parole (copy e grafiche intuitive);
  • scontistica chiara e definita;
  • codici sconto promozionali esclusivi per l’occasione;
  • scelta accurata delle CTA (call to action) dal “ricevi l’offerta” al “guarda di più”.

A fare da tres d’union un’unica parola Black Friday o Black Week. La stessa dicitura grafica deve condurre per mano l’utente che, cliccando sull’inserzione social viene dirottato nella landing del prodotto o pacchetto in promozione. Qui dovrà ritrovare banner o indicazioni stilisticamente in linea con quelle visualizzate sui social, e continuare così il suo processo d’acquisto.

La difficoltà nelle consegne

Una parte di coloro che sceglie di fare acquisti in questo periodo anticipa i regali di Natale, in modo tale da arrivare preparati. Si predilige l’acquisto di più regali in un’unica soluzione, o di carte regalo per ovviare ogni tipo di problema. Tutto ciò nasce dall’esigenza da parte dei consumatori di non doversi preoccupare per le tempistiche di consegna ed eventuali ritardi.
Dal Black Friday in poi diventa sempre più difficile riuscire a ricevere i propri acquisti per tempo. Ciò è dato da un sovraccarico di ordini da consegnare in primis, ma sicuramente anche dai vari scioperi nel settore logistico. Per i dipendenti delle aziende associate ai vari ecommerce, piccoli o grandi che siano, è un periodo che comporta una mole di lavoro enorme.
Proprio per questo le manifestazioni in momenti strategici, come quella del 26 novembre (giorno ufficiale del Black Friday) organizzata dai dipendenti delle aziende associate ad Assoespressi, colpiscono in modo significativo tutto il processo di consegna degli ordini effettuati negli ultimi giorni.
Anche la scarsità dei prodotti influisce molto sui vari ritardi, soprattutto per il settore tech che sta risentendo molto della mancanza di chip per i dispositivi e per il settore dell’editoria con la crisi della carta che peggiora di giorno in giorno.
Tutti gli utenti quindi puntano al Black Friday come opportunità per iniziare, se non concludere, la corsa ai regali natalizi, sfruttando le scontistiche eccezionali proposte. In questo modo, si spera di riuscire a giocare d’anticipo sui possibili ritardi. Diventa di vitale importanza la consegna puntuale, pagando anche più del prezzo standard, cercando di ovviare ogni tipo di problema.

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iPhone 11 è morto, evviva iPhone 12: la strategia multicanale di Socialware

I numeri sono il faro della nostra strategia. I numeri dicono che negli ultimi 12 mesi non c’è stato smartphone più venduto di iPhone 11. Arrivato sul mercato a settembre 2019, non ha avuto rivali in grado di impensierirlo. Apple ne ha consegnati 37,7 milioni solo nella prima parte del 2020 e oggi il prezzo medio si è anche nettamente abbassato. Lo scenario peggiore per il lancio di iPhone 12.
Gli smartphone Apple si vendono praticamente da soli. L’azienda di Cupertino ha creato una sorta di credo religioso spinto da campagne di comunicazione al limite della perfezione. Ci sono state delle eccezioni però. Celebre il caso dei modelli presentati nel 2018: iPhone XS e XS Max hanno messo a segno numeri molto bassi.
Questo è storicamente accaduto quando la generazione precedente ha realizzato un exploit. I modelli del 2018 sono stati preceduti da iPhone X, lo smartphone del decennale Apple. Il primo caratterizzato dal design senza cornici diventato oggi un’icona. Ecco perché il successo di iPhone 12 è tutt’altro che scontato, perché è stato preceduto da un prodotto che ha messo d’accordo tutti, dagli utenti meno esperti agli addetti ai lavori.

L’abbraccio alla piazza digitale

Ci piace pensare al mercato on-line come a una piazza digitale. L’obiettivo è quello di stringere in un abbraccio questa piazza. Nel caso di iPhone 12 il gol lo si raggiunge con un approccio multicanale, cucito addosso ai nostri clienti. Nei prossimi mesi vivranno la sfida di dover vendere uno smartphone tra i più costosi in un contesto di evidente crisi economica. Poca liquidità nelle mani di privati e imprese, che dovranno essere spinti all’acquisto con modalità differenti.

Le campagne Facebook

Uno dei canali da sfruttare è certamente Facebook. Le campagne attraverso il social network di Zuckerberg mettono a disposizione diversi strumenti. Considerando il contesto in cui iPhone 12 si trova a dover esprimere il proprio potenziale commerciale, abbiamo individuato quattro strade differenti:

  • le campagne conversione, realizzate per ottenere una vendita diretta del prodotto. Creiamo grafiche personalizzate, le accompagniamo a copy studiati per l’occasione e scegliamo platee diverse. Intercettiamo il pubblico generalista, essendo gli smartphone Apple popolari in praticamente qualsiasi segmento. Ma è interessante colpire anche gli appassionati del settore, che conoscono ogni minimo dettaglio di iPhone 12, che potrebbero essere i primi a non acquistarlo, ma tra i quali è possibile pescare soggetti disposti ad accaparrarsi le versioni più costose;
  • le campagne interazione, mirate a ottenere la più classica delle dinamiche win-win. Sfruttiamo articoli che trattano appositamente i temi caldi legati ad iPhone 12 e li pubblichiamo sui blog aziendali dei nostri clienti. In questa maniera intercettiamo il volume di traffico lato SEO, animiamo le pagine Facebook con sane discussioni tra utenti e spingiamo questi ultimi a transitare sugli e-commerce in questione;
  • le campagne brand like, pensate per aumentare la community. In questo caso sfruttiamo soprattutto le prime settimane di vendita di iPhone 12, durante le quali sono pochi gli e-commerce che lo hanno già a catalogo. La disponibilità immediata di un prodotto del genere aumenta notevolmente la brand reputation di un e-commerce ed è importante comunicarlo.

I blog aziendali

Parole d’ordine “piano editoriale”. Non è importante quanto si pubblica ma ciò che si pubblica. La nostra strategia di marketing per spingere iPhone 12 attraverso gli e-commerce dei nostri clienti è iniziata settimane prima della stessa presentazione. Successivamente siamo stati tempestivi nel realizzare un contenuto che ne spiegasse le novità, la sera stessa della conferenza d’annuncio di Apple. In questa maniera abbiamo intercettato il volume di traffico delle prime ore.
L’obiettivo per le prossime settimane è quello di accompagnare l’utente nella scelta attraverso dei focus. Ci concentreremo su specifiche funzionalità dello smartphone, sulle nuove colorazioni disponibili, sul netto cambio di design rispetto ai modelli precedenti. Argomenti che saranno oggetti di articoli sui blog aziendali e che vengono accuratamente selezionati attraverso un attento lavoro su keyword, query di ricerca e analisi dei risultati su Google Analytics.
Tutti questi articoli alimentano poi le campagne Facebook. Se da una parte il social network penalizza la reach organica del link esterni, dall’altra questa dinamica viene in buona parte bypassata dall’investimento economico. In questa maniera proponiamo al pubblico contenuti originali, informativi, che contribuiscono a migliorare la brand identity degli e-commerce.

Le grafiche personalizzate

È importante che tutto ciò che produciamo per ogni singolo cliente sia caratterizzato da una propria identità. I nostri grafici, social media manager e copywriter lavorano spalla a spalla al fine di perseguire una precisa coerenza visiva. Ogni singolo contenuto è accompagnato da immagini studiate per garantire all’e-commerce di turno la coerenza grafica necessaria a guadagnare autorevolezza agli occhi dei clienti e dei motori di ricerca.
È il prodotto però a fare la differenza. Nel caso di iPhone 12 il nostro obiettivo è quello di uniformare la parte grafica a quella pensata appositamente da Apple. Ombre, tonalità, accostamenti cromatici, elementi dell’azienda di Cupertino ormai entrati nell’immaginario collettivo. Intervenire in questa combinazione significherebbe snaturare l’immagine di un prodotto talmente mainstream da essere ormai identificato con il concetto stesso di smartphone.

Le campagne Google

Il percorso si chiude con i numeri, esattamente com’è iniziato. L’obiettivo finale è macinare vendite e dunque non si può prescindere dalle campagne Google. Il vantaggio, con questi strumenti, è di poter intercettare interessi oggettivi degli utenti sulla base delle loro ricerche. Le campagne ads vengono dunque costruite attorno ai singoli prodotti e, attraverso un’analisi SEO, ne abbiamo realizzate diverse nelle quali spingere iPhone 12:

  • le campagne shopping, in cui è cruciale essere sul pezzo in relazione alle nuove uscite sul mercato. Nelle settimane precedenti al lancio di iPhone 12, ci siamo concentrati soprattutto su iPhone 11, nella logica di spingere il più possibile le vendite delle unità a magazzino. Nel giorno stesso di disponibilità del nuovo modello, abbiamo orientato la strategia su di lui di concerto con il cliente, modulando i prezzi rispetto all’andamento generale del mercato e dei concorrenti;
  • le campagne remarketing, note anche come annunci di retargeting. L’obiettivo è raggiungere gli utenti che hanno già visitato gli e-commerce dei nostri clienti senza tuttavia aver completato una conversione, ovvero un’azione che può essere la compilazione di un modulo di contatto, il download di un file o, come nel caso di iPhone 12, l’acquisto di un prodotto. La logica è invitare all’acquisto i clienti che sono già fermi davanti alla nostra vetrina, incerti sul comprare o meno nel nostro negozio. Una comunicazione assolutamente sartoriale.

Lavoriamo infine a stretto contatto con i comparatori, strumenti che possono essere plasmati sulle specifiche esigenze dei clienti. Rimane fermo un punto: iPhone 12 è “veloce che è una meraviglia”, come recita l’Apple Store, ma occorre essere più veloci per intercettare le esigenze dei potenziali acquirenti.

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Social Media Marketing per il settore turistico

Come i social media possono migliorare le strategie di marketing del tuo Hotel

Analizzando i social network da un punto di vista strettamente merceologico ci sono settori per i quali questi potenti mezzi di comunicazione possono rappresentare un’ opportunità di marketing significativa. Fra questi il settore turistico, dove i canali social trovano una profonda e interessante corrispondenza. Scopriamo il perchè. Partiamo dal punto di forza del settore, il cosiddetto “Travel Mood”. Il viaggio è uno degli argomenti più condivisi sui social network ed in particolare su Facebook, Instagram, Snapchat. Tutti noi amiamo condividere nuove esperienze e il viaggio è uno di quei momenti della vita che induce alla spontanea condivisione di foto, immagini, contenuti. Ci piace comunicare e condividere i nostri prossimi piani di viaggio e ricordarci di loro dopo che siamo tornati a casa. Ma la domanda è: come possono le aziende impegnate nel settore ricettivo sfruttare al massimo questi mezzi? Come intercettare il pubblico di viaggiatori, diventare interessanti ai loro occhi, distinguersi dalle mille aziende ed infine sfruttare al massimo le proprie potenzialità? Sicuramente con la massima cura dei propri canali, ottimizzando al massimo la propria strategia di social media. Essere presenti sulle piattaforme social ( quelle giuste ) è fondamentale per intercettare il proprio target; inoltre va considerato un altro aspetto: oggi l’utente oggi è più consapevole, tende cioè ad avere una sfiducia generale nei confronti degli annunci “promozionali”. I social media, invece, rappresentano il canale che permette di bypassare quella sensazione e, al contrario permettono alle aziende di presentarsi e raccontarsi, diventando un luogo riconoscibile e familiare, o addirittura una risorsa affidabile per un viaggio di avventura, relax, magia. In altre parole i social media non devono sembrare marketing, al contrario devono consentire alle persone di entrare nell’universo di quel “luogo” attraverso un racconto e, nel migliore dei casi, devono permettere ai clienti di diventare i propri brand ambassador. Come? Condividendo testimonianze, immagini, video delle loro esperienze di soggiorno. Soprattutto devono quindi catturare il cuore e l’immaginazione della community, raccontandosi attraverso esperienze, racconti quotidiani, a differenza di qualsiasi annuncio pubblicitario. Naturalmente è utile presentare la struttura e i servizi offerti: tipologie di camere, servizi di ristorazione, pacchetti promozionali ecc. ma non bisogna mai rendersi spudoratamente freddi e commerciali.

Gli strumenti per rendere più efficace il marketing dei social media

Per qualunque azienda del settore turistico è importante prima di tutto scegliere le piattaforme social più adatte e curare ogni aspetto delle proprie pagine o profili. Ad esempio sarò molto utile iniziare a creare un piano editoriale con obiettivi e rubriche tematiche, seguito dalla costruzione di un calendario editoriale. Allo stesso modo sarà necessario prestare attenzione ad alcuni dettagli: per la pagina Facebook, ad esempio, sarà importante curare periodicamente l’immagine di copertina ( o cover), scegliere tab personalizzate, aggiungere una breve storia o presentazione dell’azienda. Questi solo alcuni degli aspetti tecnici per ottimizzare l’esperienza dell’utente sulla piattaforma.

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Social media e turismo con Facebook: condividere per emozionare e raccontare

Passiamo alla pubblicazione dei contenuti. Cosa condividere? Come abbiamo detto per questo settore, i post possono e anzi devono fare appello anche al racconto e alle emozioni. La Masseria Il Frantoio, per esempio, è un Hotel di Charme e azienda agricola in Valle d’Itria che, tramite i canali social, condivide contenuti legati ai valori aziendali, oltre ai servizi ricettivi offerti: condivide la raccolta dei prodotti, racconta la cultura e la tradizione attraverso piatti e ricette culinarie, descrive la nascita e la storia delle sue camere. Per una struttura ricettiva è importante che i contenuti siano emozionali e rappresentativi della propria filosofia. Come farlo? Sicuramente sfruttando il potere delle immagini e dei video: le immagini sono il miglior strumento per veicolare racconto, emozioni, informazioni e contenuti in maniera rapida e veloce. La componente visual è fondamentale per canali come Facebook ed Istagram, per questo paesaggi, animali, cucina, diventano quegli elementi distintivi abbinati per comunicare un’emozione.

Creare una community intorno al brand

Abbiamo già detto che il modo in cui i viaggiatori conducono le ricerche per selezionare la meta o il posto in cui dormire è cambiata. La pianificazione nasce online, ma spesso fanno anche riferimento ai social media trovare risposte alle loro domande, curiosità del posto. TripAdvisor, per esempio, è la piattaforma di social media ottimale, e i suoi 390 milioni di utenti / visitatori unici ne sono testimonianza. Dal un lato sempre più persone utilizzano i social network per chiedere supporto durante la pianificazione della loro prossima avventura, dall’altro le foto e i video di viaggi sono tra i tipi di contenuti più popolari condivisi online e naturalmente i più modo più semplice per condividerli è il social network. Semplicemente queste ultime diventano un’ottima risorsa per raccogliere informazioni su destinazioni, alloggi, attività, ristoranti ed altro ancora. In quest’ottica è importante lavorare sui feedback degli utenti, giudicati molto più attendibili, semplicemente perchè rappresentano raccomandazioni tra pari, quindi utilizzano fonti secondarie per colmare le lacune informative. La maggior parte degli hotel dipende dal passaparola e dalle buone recensioni degli ospiti, ma anche dai commenti degli ospiti fedeli: tutto questo rende le nostre piattaforme social, uno strumento di marketing e di branding naturale. Facilitare questa relazione con la community ed incentivare la condivisione di immagini e luoghi può essere molto semplice: ad esempio puà essere utile creare un hashtag personalizzato da utilizzare per la propria community e metterlo in mostra negli spazi personali o comuni: camere, ristoranti, cartoline di benvenuto, oltre che nelle newsletter. In altre parole, in un settore come quello turistico è importante creare una relazione con la community di utenti che condividono il valore dell’azienda, diventandone anche i brand ambassador. Queste azioni avvengono molto spontaneamente, grazie ai commenti, ai feedback positivi, che incrementano al contempo l’autorità del brand.

Una perfetta piattaforma del servizio clienti

I social media hanno cambiato il marketing turistico anche perché permettono di fornire un servizio clienti di qualità superiore ed immediato. Consentono ai brand di mettere in campo domande, richieste, commenti in un unico luogo, mostrando pubblicamente la propria professionalità. Tramite i social le aziende turistiche hanno l’opportunità di fornire un supporto immediato rispondendo a messaggi pubblici o privati, un aspetto vantaggioso perché permette di sviluppare in poco tempo una reputazione, un servizio di qualità e professionalità con clienti attuali e potenziali.

Come gestire i feedback negativi?

Soddisfare ogni singolo cliente è praticamente impossibile. Ci saranno sempre imprevisti, clienti che incontrano problemi. Invece di ignorarli, il nostro consiglio è quello di essere preparati a rispondere nel miglior modo possibile, ossia con professionalità.

Condividere i contenuti del blog

Un’ottima soluzione per coinvolgere ed attrarre la community nella pagina Facebook del proprio hotel, è condividere i contenuti del blog: attraverso gli articoli è possibile promuovere una relazione con i potenziali clienti, costruire una fiducia e preparare l’utente alla sua esperienza in hotel, masseria o qualsivoglia struttura ricettiva. Ad esempio, un hotel che si rivolge a coppie potrebbe mettere insieme un itinerario per il perfetto weekend romantico che include i migliori posti per godersi una serata in coppia, o i luoghi perfetti per guardare un tramonto.

Instagram: una marcia in più per il settore turistico

Un hotel o qualsiasi struttura ricettiva dovrebbe intercettare il proprio target mediante Instagram. Adatto ai viaggiatori più giovani ma non solo, Instagram è il social network in più rapida crescita al momento, quello che vale la pena integrare nella propria strategia di social marketing; pensiamo all’utilizzo delle Stories, attraverso le quali è possibile condividere contenuti istantanei e comunicare una visione più autentica di ciò che accade dietro le quinte, o in occasione di un evento. Questi sono alcuni degli step per impostare una comunicazione efficace attraverso i social. Abbiamo visto alcuni vantaggi, sappiamo che essi rappresentano un’opportunità per aumentare la propria brand positioning. Se vuoi ottimizzare al meglio i social per la tua struttura, contattaci. Troveremo la migliore strategia di comunicazione per il tuo Hotel!
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Export digitale: il primo Barometro Export Ebay

Presentato a Milano il Primo Barometro Export eBay

Export digitale: il fenomeno Ebay in Italia e nel mondo

Il 13 marzo si svolge a Milano la prensentazione del primo barometro Export Ebay. Un evento che si configura come un’ analisi dei trend eBay dal 2013 al 2017 e un’occasione per raccogliere dati, riflessioni sul successo di uno dei marketplace principali al mondo. In presenza di esperti dell’export digitale e venditori professionisti si analizzeranno dati e numeri dell’ecommerce ebay, inteso come vetrina sui mercati esteri per tante piccole e medie imprese. 

E-Bay è un pioniere e leader del commercio elettronico: fondato nel 1995, è presente in Italia dal 2001. Nel corso degli anni è cambiato molto, diventando uno dei marketplace più grandi al mondo dove l’81% dei prodotti venduti è nuovo. Oggi, infatti, eBay è un vero e proprio “centro commerciale online” dove venditori e acquirenti si incontrano. In Italia, ad esempio, ci sono al momento oltre 35 mila venditori professionali (il 67% di loro esporta) e oltre 5 milioni di acquirenti attivi. 

Per comprendere il fenomeno a livello mondiale, basti pensare che l’esperienza di acquisto eBay è disponibile in quasi tutte le lingue del mondo; da ventitré anni eBay è un innovatore, presente con il sito localizzato in 25 Paesie e si può considerare leader mondiale nel commercio con oltre 170 milioni di acquirenti attivi a livello globale. Ad oggi, analizzando il valore degli oggetti venduti di eBay Marketplace nel Q4 2017 è stato pari a $23 miliardi e nei tre maggiori mercati di eBay (US, UK e Germania) il 70% delle transazioni è offerto con spedizione gratuita. 

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Ma perchè un tale successo? La risposta è semplice: Ebay è un fenomeno mondiale che consente ai venditori ecommerce di vendere ovunque in tutto il mondo. Basti pensare che ben il 97% dei venditori professionali a livello globale su eBay esporta i propri prodotti, a fronte del 5% delle piccole imprese che operano “offline”

Un successo prevalentemente mobile: ogni settimana vengono create nel mondo 13.4 milioni di nuove inserzioni via mobile; inoltre il 61% delle transazioni su eBay a livello globale è influenzato dal mobile, dove le applicazioni eBay per iPhone, iPad, Android, BlackBerry e Windows sono disponibili in oltre 190 Paesi e tradotte in 8 lingue e scaricate 391 milioni di volte.

Il successo transfrontaliero di eBay Italia:

Volumi e prodotti dell’export Ebay.it

La piattaforma Ebauy.it è presente online da gennaio 2001 e attualmente con più di 5 milioni di acquirenti attivi e oltre 35 mila i venditori professionali italiani attivi, e i “settori” di riferimento i cui vengono effettuati il maggior numero di acquisti sono: Casa e Bricolage; Ricambi auto e moto; Tecnologia; Abbigliamento e accessori. Un commercio transfrontaliero che consente al 67% dei venditori professionali di esportare i loro prodotti all’estero: i primi 3 Paesi in cui si esporta attraverso eBay.it sono:
  1. Germania
  2. Francia
  3. Regno Unito
dove tra le categorie trainanti nell’export su eBay ci sono Moda, Ricambi e Accessori per auto e moto, Elettronica di Consumo, Casa, Arredamento e Giardino e Collezionismo. Alcuni numeri per comprendere il fenomeno Ebay Italia, dove viene venduto 1 articolo di telefonia ogni 6 secondi, 1 articolo di arredamento e bricolage ogni 5 secondi, 1 articolo di ricambi per auto o moto ogni 5 secondi, 1 capo di abbigliamento ogni 9 secondi, 1 articolo relativo al mondo del collezionismo ogni 22 secondi, 1 elettrodomestico ogni 23 secondi, 1 luce a led ogni 27 secondi, 1 paio di scarpe ogni 44 secondi, 1 articolo enogastronomico ogni 49 secondi, 1 stoviglia o accessorio per la cucina ogni minuto, 1 articolo di arredamento da esterno ogni 4 minuti, 1 iPad/tablet ogni 4 minuti , 1 casco/accessorio per il capo per la moto ogni 5 minuti, 1 articolo per la cura del corpo ogni 5 minuti, 1 jeans ogni 9 minuti. Anche in Italia gli acquisti via mobile fanno si spostano sul mobile dove un paio di scarpe da donna ogni 3 minuti, una borsa da donna ogni 6 minuti, un tablet ogni 9 minuti. Un successo, quello di Ebay Italia, determinato anche dalle collaborazioni con alcuni dei più importanti venditori del settore commerciale online e offline. Fra questi figurano: EPrice, Euronics Italia spa, Foppapedretti, Gas Jeans, Kappastore Europe, Monclick Italia, Yeppon, Kasanova, Homcom, BricoBravo.

Case Study “Pneus Centre”: dall’officina alle vendite online fino alle Hawaii

In occasione dell’ evento Alessandro Fenappi, 27enne di Brescia e venditore professionale su eBay, racconta la sua personale esperienza, legata all’ attività di famiglia. L’azienda si occupa di rivendita di pneumatici e cerchi in lega e nel 2005,  inizia a vendere qualche prodotto online. In poco tempo, il negozio eBay diventa una parte fondamentale della loro attività. Ad oggi eBay un canale che gli ha permesso di aumentare il giro d’affari e di affacciarsi a mercati esteri ed esportare i prodotti fino alle Hawaii anche clienti che hanno macchine italiane ma vivono all’estero.

«Consiglio a chiunque volesse aprire un’attività online di essere costanti e veloci: l’attenzione per ilcliente è fondamentale nell’eCommerce.

È importante incrementare costantemente la propria offerta, essere aggiornati e capire le nuove tendenze»

Vuoi condividere le tue riflessioni sul fenomeno ebay o sugli altri marketplace? Scrivici nei commenti!!

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10 consigli per una strategia di web marketing di successo

Il web marketing (quello giusto) non è una cosa che ci si può inventare. La visibilità online e una buona web reputation non si ottengono dall’oggi al domani, e soprattutto la credenza che il web marketing sia gratis o necessiti bassi investimenti è uno stereotipo troppo spesso abusato da CEO e capi d’azienda di vario genere. I risultati, il più delle volte, sono commisurati agli investimenti che si fanno sul web e un buon web marketer ha il compito di ottimizzare tali investimenti.

Ecco allora alcuni elementi imprescindibili per tutte quelle aziende che stanno tentando di approcciarsi al fantastico mondo del web marketing.

1- Scegliete un referente (project manager o web marketing manager)

Non si diventa esperti di seo, web e social media marketing per caso. Se non avete una persona competente nel vostro team, non pensate di improvvisarvi o improvvisare qualcuno nelle vesti di guru del web, significherebbe distruggere il progetto ancor prima di avere iniziato. Affidatevi a professionisti che possano guidarvi in questo lungo cammino e “fidatevi” di loro. Ah, non considerate come primo elemento decisionale il prezzo… focalizzatevi più sulla competenza. Ricordate, è un investimento non un costo!

2- Stabilite un budget

Una volta trovata la persona che vi accompagnerà durante (almeno) il prossimo anno e mezzo, fatevi aiutare a capire l’entità dell’investimento capace di garantirvi visibilità online e costruirvi un’immagine solida sul web. Ricordate, l’investimento non significa solo denaro, ma anche tempo (e il tempo è denaro)… Il vostro web marketing manager avrà bisogno di aiuto e collaborazione da parte di un team. Fate in modo che il progetto sia nelle sue mani e sotto la sua responsabilità.

3- Elaborate una strategia di web marketing di medio periodo

Una volta  scelto il vostro referente e stabilito il budget, passiamo alla fase più delicata. La pianificazione strategica. Cercate di essere lungimiranti e datevi degli obiettivi, ragionate su base annuale o biennale. E soprattutto stabilite obiettivi misurabili. Una strategia con obiettivi misurabili vi permetterà di valutare l’andamento e ottimizzare alcuni elementi in corsa. Vi sembra poco?

4- Ottimizzate costantemente il vostro sito web

I tempi cambiano, le tecnologie si evolvono, Google cambia le regole del proprio algoritmo con frequenza e a volte lo fa anche in modo drastico. Avere una strategia SEO dettagliata e seguire un calendario editoriale potrà esservi di grande aiuto nell’ottimizzazione onsite e nell’aggiornamento dei contenuti. Ricordate che la freshness, ovvero la frequenza con la quale vengono inseriti nuovi contenuti (o aggiornati quelli esistenti) è un fattore diretamente collegato al posizionamento su Google.

5- Attività SEO e Local SEO

Avere un sito web è condizione necessaria ma non sufficiente. Potete avere il negozio più bello del mondo ma se siete in periferia, in una strada senza uscita, dubito che possa mai riempirsi di gente… Un sito non ottimizzato per la SEO e Local SEO è esattamente così, invisibile. Ma tranquilli, il vostro web marketing manager è già un esperto SEO, vero? Lui saprà come fare.

6- Search Engine Marketing

Avere un sito web, ottimizzato con una buona attività SEO, è (ancora una volta) condizione necessaria ma non sufficiente… Organizzare campagne di marketing e Pay per click può dare una grossa spinta alla vostra strategia SEO e di visibilità online. Soprattutto in periodi cruciali, realizzare campagne per vendere prodotti o servizi rappresenterà il valore aggiunto. Inoltre vi aiuterà a capire su quali elementi puntare con più convinzione nel proseguo della vostra attività sul web, e quali invece tralasciare.

7- Misurate le azioni di web marketing

Come dice il guru della web analytics Avinash Kaushik: è possibile conoscere ogni singolo click di ogni singola persona che visita il vostro sito. Come può tutto questo non essere fondamentale? Beh, dotatevi di strumenti di web analitycs. Google analytics è la miglior scelta che possiate fare, e non perché è gratis. Sicuramente il vostro web marketing manager sarà un esperto anche nella lettura e interpretazione degli innumerevoli dati di analisi del traffico sul vostro sito, vero? A mio avviso quello della web analytics è l’elemento più importante di tutta la strategia di web marketing. E’ la voce degli utenti e l’elemento che vi permetterà di rendere il vostro sito un posto (almeno) gradevole da visitare.

8- SEO off-site: cercate sinergie con il vostro business offline

E’ una cosa detta e ridetta ma guai a tralasciarla: e il rapporto umano? per quanto il web faciliti le relazioni sociali e amplifichi i messaggi, una chiacchierata, la condivisione di un momento, o il rapporto face to face sono elementi che non devono mai mancare. Cerchiamo allora di promuoverli con attività trasversali. Create eventi nel vostro negozio o visite della vostra azienda, fate fotografare i vostri clienti con i vostri prodotti, invitateli a  venire a trovarvi…

9- E i Social media

L’elemento Social media è stato volutamente lasciato alla fine, e non per importanza. Spesso le aziende che si affacciano al mondo del web iniziano parlando di Facebook marketing e Instagram. Beh, l’abilità di un buon web marketer è quella di farli desistere, almeno all’inizio. Se non avete completato tutti gli step precedenti ascoltate il mio consiglio, lasciate da parte i Social media. Una buona strategia di Social media marketing infatti non è altro che la conseguenza naturale, l’evoluzione di una corretta strategia di web marketing e serve per amplificarla, dare all’azienda un’immagine umana e migliorare la propria web reputation. E non dimenticate che prendersi cura della parte social e gestire l’attività di Social media marketing richiede un investimento di tempo (€) e risorse ($)… Quindi deve essere il frutto di una scelta ragionata. Ma questo il vostro web marketing manager lo saprà sicuramente.

10- Siate voi stessi

Questo è l’ultimo, ma più importante consiglio di oggi: non cercate di dare un’immagine diversa da quella reale. Se siete un’azienda di 2 persone non parlate del “Nostro Team multidisciplinare”; se vi criticano non oscurate i messaggi, fate mea culpa e chiedete scusa; se non siete “leader del settore” non abbiate paura a dirlo. Cercate di rendere più umano il vostro brand, date un nome alle persone che ci lavorano, metteteci la faccia. Insomma, siate voi stessi e la vostra web reputation vi ringrazierà!

Come avrete sicuramente capito, alla base di una strategia online di visibilità e di web marketing di successo c’è sicuramente la competenza e la capacità del vostro referente (azienda o freelance che sia) nel gestire la vostra azienda in rete. Ma tutto questo il vostro web marketing manager lo sa!

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Facebook Advertising: come scegliere il pubblico giusto

Facebook Advertising: come scegliere il pubblico giusto

Come scegliere il pubblico giusto per le campagne a pagamento su Facebook? Ecco tutto quello che c’è da sapere per far funzionare le sponsorizzate

Investire nell’Advertising su Facebook è un’attività sempre più importante per le attività e le pagine aziendali che utilizzano i Social Network non solo per far conoscere a quante più persone il proprio brand ma anche e soprattutto che desiderano utilizzare questo strumento come mezzo complementare alla propria strategia di marketing.

Come faccio a impostare una campagna Facebook efficace?

Impostare una campagna a pagamento su Facebook efficace non è cosa scontata e non può essere improvvisata senza conoscere le nozioni basilari al fine di raggiungere il target giusto con gli strumenti giusti. Vi abbiamo già parlato dei 6 step fondamentali per la creazione di inserzioni Facebook efficaci e perciò in questo articolo ci soffermeremo in particolare sull’importanza della scelta del pubblico giusto sulla base degli interessi, della geolocalizzazione e degli aspetti demografici per implementare al massimo una campagna Facebook, ed evitare di investire soldi in campagne che corrono il rischio di risultare dispersive, e soprattutto senza che il messaggio o il prodotto che si va a pubblicizzare arrivi al pubblico giusto.

Targettizzazione dettagliata Facebook: il target giusto per il prodotto giusto

Dopo aver impostato l’obiettivo della campagna, è necessario scegliere il giusto pubblico. Spesso alcune campagne si rivelano fallimentari proprio a causa di una scelta del pubblico errata.facebook-adv-campagna I fattori fondamentali da tenere in considerazione per una scelta ottimale del pubblico sono:
  1. Geolocalizzazione
  2. Età e sesso
  3. Interessi
  4. Ampiezza del pubblico

1. Geolocalizzazione

Nel momento in cui stiamo scegliendo gli interessi del pubblico al quale vogliamo rivolgerci dobbiamo sempre partire dal messaggio che stiamo dando. Stiamo pubblicizzando, ad esempio, dei giocattoli per bambini. Come scegliamo il nostro pubblico? Partiamo dalla geolocalizzazione. Voglio che la mia campagna sia rivolta a tutta italia o solo in particolari zone? Scegliendo particolari città abbiamo anche la possibilità di scegliere il chilometraggio di azione.

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2. Età e sesso

Abbiamo la necessità di chiederci a quale fascia d’età ci stiamo rivolgendo. L’errore più comune è quello di scegliere un tratto d’età ampio 18-65, illudendoci che si abbia in questo modo più possibilità di ricevere interazioni e feedback: niente di più sbagliato. Facciamo un esempio Fingiamo di voler impostare una campagna pubblicitaria per uno store di giocattoli presente nella sola città di Bari. Avrà senso rivolgere la nostra campagna ad una fascia che va dai 18 ai 65? Probabilmente sì, esclusivamente, ad esempio se ci troviamo sotto il periodo Natalizio (e quindi le nostre promozioni sui giocattoli possono essere prese in considerazione come idee regalo da tutte le fasce d’età). Ma nel restante arco temporale annuale, quante probabilità ci sono che un 18enne sia interessato all’acquisto di una barbie? Effettivamente poche. Quante possibilità ci sono che un over 65 sia interessato alla pubblicità di giocattoli per il proprio nipotino, su Facebook? Probabilmente poche. Restringere la fascia d’età sarà quindi il primo passo da effettuare.

Ricorda: un pubblico più ampio non è sinonimo di un pubblico efficace!

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Per quanto riguarda invece la scelta del sesso, è un’azione molto rischiosa quella di decidere di rivolgere un nostro messaggio ad un solo sesso, soprattutto se si tratta di un prodotto (che può interessare sia a uomini che a donne): attenti a non farvi guidare dai pregiudizi!

3.Selezionare gli interessi

Nel selezionare gli interessi, la prima mossa è sicuramente partire dall’interesse più generale.

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Come noteremo, su un territorio così ampio e inserendo un interesse altrettanto ampio probabilmente anche il nostro pubblico risulterà troppo ampio. Come possiamo comportarci? Potremmo decidere di proseguire in due modi: a) Eliminare l’interesse troppo ampio e selezionare direttamente alcuni interessi alcuni più di nicchia (notare come diminuisce vorticosamente l’ampiezza del pubblico)

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b) Decidere di lasciare l’interesse generale nella fascia interessi primari e restringerlo attraverso l’opzione restringi pubblico. Quali parametri inserire nella sezione restringi pubblico? (“E che soddisfano ANCHE almeno UNO dei seguenti requisiti) La sezione restringi pubblico ci consente di selezionare in maniera meticolosa il nostro target. E quindi abbiamo, in questo caso, la possibilità di chiedere a Facebook che la nostra campagna venga indirizzata non a tutti coloro che sono interessati in generale ai bambini, ma che tra tutta quella fetta vengano selezionati profili ancora più dettagliati. Un esempio? Potremmo decidere di inserire tra gli interessi aggiuntivi che ci consentono di restringere il nostro pubblico ulteriori aspetti demografici. Non ci avevate mai pensato? Procediamo nell’esempio. Fingiamo che il nostro prodotto per lo store di giocattoli per il quale stiamo preparando la nostra campagna di advertising sia un giocattolo per bambini da 0 agli 8 anni anni. Bene, tra gli interessi aggiuntivi potremmo proprio inserire la voce “Neogenitori (0-12 mesi)”, “1-2 anni”-”3 -5 anni” e così via. Come possiamo verificare anche nella foto esempio il nostro pubblico si sarà ristretto clamorosamente. Se dovessimo accorgere che, in proporzione al nostro budget il pubblico finale sia troppo ristretto, sempre tra gli interessi aggiuntivi potremmo continuare ad aggiungerne altri, in maniera logica. I genitori di bambini tra i 0 e gli 8 anni che altre caratteristiche demografiche potrebbero avere? Ad esempio essere novelli sposi o anche genitori separati.

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  1. Ampiezza del pubblico

In questo caso il pubblico raggiunto (con un budget totale di euro 10) è di 150.000 persone, che potrebbe essere un’ ampiezza ottimale. Sconsigliato, per budget così piccoli, superare le 300.000 unità ma anche scendere al di sotto delle 100.000 Un’altra attenzione da porre in essere è la durata della campagna. Sicuramente la durata delle vostre campagne dipenderà molto dalla risposta della vostra community e del vostro brand, ma è molto difficile che Facebook riesca a distribuire il vostro budget in una campagna che duri meno di 48 ore. Parimenti è sconsigliata una durata eccessiva (superiore ai 7-8 giorni per budget molto piccoli come ad esempio 8 euro), poichè le interazioni quotidiane calerebbero vorticosamente andando probabilmente ad incidere sul risultato finale.

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Ricordate sempre: un’azione di marketing non è mai un’azione asettica. Dobbiamo ricordare che il nostro target, o il nostro acquirente, potrebbe essere nostra madre, nostro fratello, nostro padre o noi stessi. Per questo è sempre necessario partire costruendo nella propria testa prima, e magari nero su bianco poi, la “personas”ideale alla quale vogliamo rivolgerci.

Un buon marketer vede i consumatori come esseri umani completi, con tutte le sfacettature proprie delle persone reali.” (Jonah Sachs)

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Local SEO: i fattori di ranking per scalare la SERP di Google

Quali strumenti ottimizzare per dare visibilità ad una azienda o attività locale?  I fattori determinanti per la Local Search secondo Moz.com

Parliamo di SEO, ma nello specifico di Local SEO quindi di ottimizzazione per i motori di ricerca a livello “locale”. Per analizzare gli elementi che oggi Google tiene in considerazione a proposito di local search marketing partiamo da un’interessante studio di Moz.com, nel quale ritroviamo una serie di spunti interessanti e soprattutto un elenco dei fattori di ranking che influiscono proprio sui risultati organici (SERP) locali

Lo studio, aggiornato al 2017, definisce questo gruppo di risultati organici con la dicitura “Local Pack”. Vediamo dunque quali tecniche e condizioni on e off page risultano deteminanti per il posizionamento di un’attività che ha un target localizzato in un’area geografica ben determinata.

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Premettendo che dal 2017 questi fattori hanno subito cambiamenti significativi rispetto al 2015, ecco quali sono i fattori di ranking da tenere in considerazione per una efficace Local SEO strategy:

Google My Business

Secondo il sondaggio di Moz le informazioni estratte dalla scheda Google My Business dell’attività sono fondamentali: nella classificazione di importanza rappresenta il 19% rispetto al 14.7% del 2015). Ma come ottimizzare la scheda di Google My Business? In primo luogo deve avere una categoria adeguata, delle keyword nel titolo dell’attività su GMB, delle foto di qualità ( anche dagli utenti/clienti) e, fondamentale (ma discutibile punto), deve essere nelle vicinanze dell’utente che esegue la ricerca.

Back link

Al secondo posto (17 %) troviamo i link che rimandano verso l’attività, sebbene abbia perso importanza, risulta ancora uno dei fattori principali per una local seo strategist efficace.

La qualità / autorità dei link rappresentano sempre di più un fattore di preminenza: link verso il nostro sito con anchor text consistenti, link da siti autorevoli locali ma anche il numero dei link stessi. In altre parole è importante un’attività di back link da siti autorevoli locali appartenenti (anche) alla categoria della nostra attività.

Fattori on page

Al terzo posto (14%) si trovano tutte quelle attività on page, finalizzate all’ottimizzazione, di cui Google valorizza in particolare

  • Il Nit (Nome, Indirizzo e Telefono)
  • Le keywords all’interno dei tag title
  • La Domain Authority (autorità del dominio) quindi link in entrata da parte di siti con un’alta autorità, link interni
  • Ottimizzazione Mobile del sito

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Citazioni da fonti autorevoli

Un fattore predominante in questa classifica di Moz (13%) è rappresentata dalla qualità e quantità di citazioni da fonti autorevoli. Pertanto è importante curare la presenza su altri siti e directory locali autorevoli (un esempio fra tanti può essere la presenza di un ristorante o albergo su Trip Advisor). In questo caso vanno considerati: la consistenza del NIT, cioè che sia scritto esattamente, fin nei minimi dettagli, sempre allo stesso modo del sito web, il numero di citazioni, cioè link verso il nostro sito, che devono essere comunque di qualità e da siti autorevoli.

Siti web di terze parti come Yelp, Foursquare sono sottoposti a scansione dai motori di ricerca, risulta utile avere il maggior numero di citazioni possibili in questi siti per far sì che trovino l’attività e i suoi dettagli.

Recensioni

Un valore destinato a crescere (in relazione al 2015 è passato dall’8 al 15%) quello delle recensioni / testimonianze; è un fattore di ranking considerato tra i principali soprattutto in termini di: quantità delle recensioni, velocità e autenticità di risposta, autorità del recensore, valore della piattaforma. Citando Miriam Ellis ( Solas Web Design) questo aspetto è così importante perchè in fondo “le recensioni vendono”.

Comportamento e coinvolgimento degli utenti

Google si interessa molto agli utenti e alla loro esperienza reale, al fine di poter fornire risultati ed esperienze sempre più rispondenti alle necessità e dunque “personalizzate” anche a livello local. Pertanto oltre alle recensioni (come abbiamo visto) prende in considerazione anche le azioni e i comportamenti degli utenti sul sito web ( 10%). Parliamo di percentuale di clic (CTR) rispetto alle visualizzazioni sulle serp, tasso di permanenza, metriche click-to-call ( tasto chiama), richiesta di indicazioni stradali, i check in ( registrazione degli utenti nel locale) e simili.

Personalizzazioni

Sulla falsariga di quello che si è detto pocanzi, Google considera importante anche l’esperienza di personalizzazione dell’utente ( 10%) nel momento in cui visita il sito web, fra cui anche la facilità di navigazione, l’utilizzo del menù, ecc.

Social network

Qui Google prende in considerazione l’engagement che riusciamo a generare sui principali social Google+, Facebook, Twitter, Instagram. Da un punto di vista SEO guadagnano “solo” il 4% ma in una strategia di local marketing rappresentano un canale di comunicazione fondamentale per promuovere la propria attività / evento / promozione e simili.

Non dimenticare i fattori di ranking negativi

Di riflesso, in una strategia di Local Seo è importante prestare attenzione ai fattori di ranking negativi se vogliamo ben posizionarci su Google a livello locale: NIT e categoria errati su Google My Business, presenza di Malware, numeri di telefono diversi nelle directory (dovrebbe essere lo stesso su tutte le piattaforme dove la nostra attività è presente). E inoltre mai duplicare la presenza su più schede, quindi eliminare schede GMB doppie o vecchie dell’attività, evitare la presenza di più imprese nella stessa categoria e indirizzo.

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Cambiamenti in corso e ottimizzazione di strumenti e social di Google

Ora sappiamo quali sono i fattori principali di cui tenere conto nella nostra local marketing strategy, ossia se vogliamo migliorare la visibilità locale di un’azienda.

Una nota di conclusione: da questo studio emerge un dato da non sottovalutare per il futuro e per alcuni versi prevedibile: Google tende a privilegiare alcuni “strumenti” e/o social propri, quindi tende a dare sempre più importanza e rlevanza alla scheda Google My Business, a Google +,  e dare meno peso a social terzi e siti web. Di qui l’importanza di ottimizzare Google My Business per la propria attività; al contrario, fattori come back link e ottimizzazione on page, in relazione all’ultimo studio del 2015 dei fattori di ranking per la local Seo, hanno “perso” importanza.

Se hai domande riguardo la tua strategia di Local SEO o vuoi sapere di più su come ottimizzare la tua attività locale, contattaci!

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Come costruire liste per una strategia di email marketing efficace

Email marketing: dalla prima comunicazione pubblicitaria al database building di qualità

Costruire una strategia di digital marketing efficace vuol dire valutare numerose possibilità cercando di trovare soluzioni che siano coerenti con gli obiettivi. Occorre essere costantemente aggiornati sull’evoluzione sempre più veloce degli strumenti, con piccole grandi novità ormai all’ordine del giorno. In questo contesto così dinamico e avvincente ci sono pilastri sui quali il digital marketing continua a reggersi nonostante i vari upgrade “punto zero” del web. Si tratta di quelle certezze presenti fin dall’inizio che nel tempo non perdono colpi e godono di una salute che migliora puntualmente. Stiamo parlando dell’e-mail e della sua costante importanza nell’elaborazione di una digital strategy di successo. Nata a fine anni ‘70, l’e-mail è ancora oggi un canale molto importante per comunicazioni di vario genere. Fu Gary Thuerk ad inviare il primo messaggio promozionale della storia digitale il 3 maggio del 1978 utilizzando la rete di Arpanet sviluppato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, prima ancora della nascita di internet così come lo intendiamo oggi. Una vera rivoluzione che negli anni si è trasformata in una preziosa ed evoluta possibilità commerciale. L’email marketing oggi occupa un ruolo ancora importante nella costruzione di ogni strategia con risultati sorprendenti e in crescita. email-marketing-socialware Come dimostra l’ultima analisi sull’email marketing in Italia dell’Osservatorio Statistico 2017 elaborato da MailUp, su un campione di 12 miliardi di email analizzate riconducibili a 10.000 clienti, si registra un notevole incremento dei messaggi recapitati correttamente rispetto al 2015. Crescono del 35,7% le aperture totali e del 36,9% i clic totali. Questi e altri dati molto positivi sono da attribuire di certo ad un notevole miglioramento delle piattaforme di lavoro come MailChimp e MailUp e dell’email deliverability da un lato, dall’altro invece alla crescente attenzione da parte dei brand verso buone pratiche di profilazione, segmentazione e automazione.

Database building: il punto di partenza per implementare la campagna di marketing

Come per ogni strategia di marketing che si rispetti il primo passo da compiere è l’analisi degli utenti di riferimento. Costruire una digital strategy senza sapere chi è il nostro interlocutore vuol dire sprecare tempo prezioso, rischiando di arrecare fastidio e ottenendo quindi un effetto contrario alle aspettative. Tuttavia non si tratta solo di uno step iniziale ma di un costante monitoraggio di informazioni sempre più puntuali che permettono l’invio di contenuti pertinenti. In una strategia di email marketing le modalità con le quali costruire le liste sono molto importanti e richiedono alcuni accorgimenti fondamentali. Il primo è sicuramente la raccolta dei dati. email-marketing-socialware-5

Come raccogliere i dati per una list building di qualità?

La raccolta di informazioni utili alla profilazione dell’utente permette di inviare contenuti meno invasivi e soprattutto che rispettano gli interessi, le aspettative degli utenti iscritti e la loro privacy incrementando i tassi di apertura e clic. La modalità della richiesta di iscrizione ci permette di raccogliere il primo dato utile ed è già una risposta importante per testare il livello di interesse dell’utente, quindi la sua eventuale predisposizione all’acquisto. Negli anni le possibilità si sono moltiplicate e le piattaforme di lavoro hanno raggiunto livelli molto elevati per la costruzione di un database di qualità. Ne riportiamo solo alcuni esempi tradizionali e non solo:
  • aumento dei punti di accesso, con l’obiettivo di moltiplicare le possibilità dell’utente per iscriversi alla newsletter. Implementare il sito di entry point in zone della pagina da scegliere in base all’esperienza di navigazione onsite;
  • inserimento di pop-up interattivo che risponda ad un’azione precisa dell’utente (es.tempo di permanenza su una pagina, numero di pagine visitate, ecc.) con l’obiettivo di ricordare all’utente la possibilità di rimanere aggiornato sui contenuti verso i quali ha manifestato interesse;
  • inserzioni LeadAds per acquisizione contatti, utilizzando anche i social per la raccolta di iscrizioni di qualità da implementare anche con semplici form sulla pagina aziendale;
  • contenuti premium, un incentivo ormai tradizionale per motivare la proposta di iscrizione inoltrata all’utente. L’obiettivo è offrire una “reason why“ che spinga l’utente a lasciare un suo contatto personale.
email-marketing-socialware-4 Ma non finisce qui. Dopo aver deciso la modalità di raccolta dei dati, occorre stabilire una modalità per garantire un controllo sulla validità degli indirizzi raccolti.

Single opt-in o double opt-in: pro e contro

Il secondo passo per costruire una lista con contatti di qualità è quello della conferma di iscrizione. Le possibilità sono solo due ma con ricadute molto diverse sulla costruzione del database per email marketing:
  • single opt-in, richiede solo un clic per confermare l’iscrizione dopo aver inserito i dati richiesti. Non prevede l’invio di un’e-mail di conferma;
  • double opt-in, per confermare l’iscrizione occorre effettuare un clic sul link ricevuto via email all’indirizzo segnalato.
Come è facile intuire, le due modalità hanno obiettivi molto differenti. La strategia di single opt-in è utile se il fine è quello di raccogliere iscrizioni per una list building quantitativa, la double opt-in strategy garantisce una conferma del corretto inserimento dei dati andando a comporre liste meno affollate ma attive e reali. Offrire all’utente la possibilità di confermare la sua iscrizione è di sicuro un vantaggio non solo tecnico con positive ripercussioni sul rapporto con l’utente stesso che cliccando sul link acquisisce una consapevolezza che, nel caso della modalità single opt-it, perderebbe in poche ore o addirittura minuti. Questi sono solo alcuni dei vantaggi grazie ai quali l’approccio consigliato per la qualità del database per una strategia di email marketing è senza dubbio il double opt-it. Puntare alla qualità vuol dire costruire liste meno estese che garantiscono tuttavia report molto fedeli alla realtà, riducendo al minimo la presenza di contatti inattivi che alterano le percentuali di apertura.

Gestione delle disiscrizioni dalla newsletter

C’è un passaggio iniziale che sembra un paradosso ma è altrettanto importante. Gestire con facilità la disiscrizione degli utenti che non desiderano più ricevere contenuti informativi o commerciali è importante tanto quanto la qualità degli iscritti. email-marketing-socialware-3 Nell’invio dell’email è fondamentale rendere le procedure di disiscrizione facili, veloci e lineari. In questo modo sarà garantita la completa trasparenza tra azienda e destinatario, evitando eventuali fraintendimenti che possono compromettere un eventuale ritorno di chi ha appena abbandonato la lista. Per costruire una strategia di email marketing efficace e completa bisogna tener presente vari passaggi. In questo post ne abbiamo analizzati solo alcuni.

Se hai dubbi su database building e raccolta dati per la tua email marketing strategy scrivi qui le tue domande.

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Professioni digitali: ecco i 10 profili per essere un'azienda digital oriented

L’epoca del marketing convenzionale, classico, fatto di pubblicità sui giornali e sulle televisioni non può più fare a meno di integrarsi con i canali digitali. È in corso un profondo cambiamento che sta portando il marketing a vivere un momento di maturazione. Il marketing di oggi non spinge più i prodotti con insistenza spesso suscitando anche una sensazione di fastidio ai consumatori, ma oggi tende ad attrarre. Il messaggio pubblicitario trova il proprio pubblico in maniera naturale attraendo le persone veramente interessate grazie a contenuti utili. Parliamo di Inbound Marketing e di come il digitale abbia reso possibile tale cambiamento: il web ha messo al centro di tutto il consumatore che grazie a internet è libero di cercare informazioni online per soddisfare i propri bisogni, dall’acquisto di un prodotto alla ricerca di semplici informazioni. È proprio in quel momento che bisogna farsi trovare pronti con “messaggi” tagliati su misura per il consumatore. E le aziende, anche se in ritardo, lo hanno capito. Diventa indispensabile essere un’azienda digital oriented perché è fondamentale costruire la propria presenza online: vendere su un Ecommerce, generare conversioni attraverso la compilazioni di form o l’iscrizione ad una newsletter, richiedere una registrazione al sito o il download di una brochure, fornire informazioni in cambio di traffico ad un sito che diventa appetibile per generare pubblicità. Essere online però non è così semplice, non basta comprare un dominio e crearsi un sito, avere dei profili social e mandare delle newsletter: per essere digital oriented sono necessarie delle competenze che solo le nuove figure professionali, nate e specializzate grazie al digital marketing, sono in grado di possedere. Ecco le 10 professioni digitali di cui una azienda orientata al web non può fare a meno:

Digital Pr

Il Digital Pr è una figura di assoluta importanza che si occupa di gestire quelle attività on line che servono a promuovere prodotti, servizi, progetti o eventi di un’azienda o di un’organizzazione attraverso relazioni digitali che consentano di creare awareness. Nello specifico il digital pr instaura collaborazioni tra piattaforme che si rivolgono allo stesso target per portare alla luce prodotti e servizi interessanti. Ad esempio un sito che offre un servizio per il rimborso volo in caso di ritardo come No Problem Flights può avviare una collaborazione con giornali e blog che si occupano di viaggi, oppure di italiani all’estero. Le competenze principali del Digital Pr includono la ricerca e selezioni dei canali giusti in base al target di riferimento, il monitoraggio della rete per stimolare il passaparola, e la creazione di una reportistica a termine delle attività tramite l’utilizzo di indici particolari.

Content Marketer e Content Curator

La strategia dei contenuti è l’attività più importante per attrarre il pubblico. Il contenti marketer si occupa della produzione e promozione dei contenuti rilevanti per il pubblico target allo scopo di attrarre, acquistare e fidelizzare nuovi clienti interessati ai prodotti o servizi dell’azienda. La seconda figura fa da filtro alla enorme quantità di notizie presenti sul web. Le seleziona, filtrandole per l’argomento di interesse e in base ai volumi di ricerca, per poi riproporle contestualizzate e ottimizzate.

Social Media Manager

I social media sono la più grande porta di accesso alla rete, e le aziende hanno ormai capito che avere una presenza sui questi canali aiuta ad espandere la notorietà del brand. Il social media manager da un lato ascolta le conversazioni fra gli utenti cogliendo al volo l’opportunità di poter parlare della propria azienda coerentemente con gli argomenti del momento. Dall’altro lato pianifica e coordina le risorse necessarie per realizzare un calendario dei contenuti sviluppato a partire dagli obiettivi di business. Infine risponde e stimola gli utenti che interagiscono con la pagina, anche se quest’attività nelle aziende più strutturate viene solitamente affidata al community manager.

Web Design

Il web designer progetta l’esperienza dell’utente sul sito in base agli obiettivi di conversione stabiliti. Cura il layout e l’aspetto estetico occupandosi di tutto ciò che riguarda la parte grafica con l’obiettivo di creare un aspetto che sia coerente con l’immagine che l’azienda vuole dare di sè. Tutto considerando attentamente l’usabilità della piattaforma quando vi si accede da smartphone e tablet: i siti che non sono mobile friendly sono ormai pesantemente penalizzati anche da Google.

IT Architect

Questa figura individua e definisce la struttura delle informazioni presenti nel sito: come un architetto costruisce la piattaforma dalle basi, creando un percorso che risponda alle intenzioni di ricerca dell’utente. È importante che questa struttura conduca a quelle pagine del sito in cui avviene la conversione necessaria per raggiungere gli obiettivi di business. Le competenze necessarie per questa figura sono molto complesse e diverse: è necessario conoscere il contesto tecnologico di riferimento e in base a questo saper declinare i sistemi in modo da renderli compatibili.

Analytics Specialist

Questa figura ricopre un aspetto fondamentale perché si occupa della misurazione dei risultati delle strategie online. Misura, analizza e riporta i dati relativi alla modalità di utilizzo di un sito web da parte degli utenti con lo scopo di capirne e migliorarne performance e interazione. La sua analisi riguarda tutti i settori del web implicati nelle attività di comunicazione e promozione. Questa figura si occupa di monitorare siti, social, campagne adv e AdWords e traduce in dati i risultati acquisiti per poterli prospettare al cliente attraverso dei report che diano un risultato di insieme delle strategie adottate. Prima dello studio dei risultati attua una fase di preparazione con un approfondito esame del sito oggetto dell’operazione, progettando l’interazione di tutta la comunicazione che avverrà sul web. Lo strumento principale con cui imposta il suo lavoro sono i link che saranno usati e che devono essere tracciati al fine di poterli utilizzare e visionare all’interno di strumenti come Google Analytics in modo da poter analizzare campagne, sources e mezzi di provenienza del link.

SEO Specialist

Il SEO Specialist è un professionista della Search Engine Optimization. Deve avere una profonda conoscenza delle dinamiche dei motori di ricerca (Google in primis) e dei fattori che determinano il ranking; per fare ciò attua una serie di attività on site e off site sui siti da posizionare permettendo a quest’ultimi di essere visibili per query di ricerca pertinenti ai prodotti o servizi che si intende promuovere. Il risultato di queste attività ha come fine quello di produrre un incremento del traffico organico (quindi non sponsorizzato) proveniente dai motori di ricerca. L’attività Seo si compone di diversi momenti: la ricerca delle keyword, l’attività di SEO audit, la fase di ottimizzazione on site e off site, la produzione di contenuti in ottica seo, lo sviluppo e l’attuazione di strategie di link building e infine l’analisi dei risultati. Professioni digitali: ecco i 10 profili per essere un'azienda digital oriented

Storyteller

La figura dello Storyteller è colui che trasforma la descrizione di un prodotto o di un servizio in una narrazione efficace, coinvolgente, che unisca i valori reali del prodotto con digressioni e aneddoti riconoscibili dal target. In un contesto dove l’obiettivo è attrarre il cliente, lo storyteller diventa una figura sempre più importante nel contesto di promozione e valorizzazione di un brand. La narrazione tende a coinvolgere e a catturare attenzione e interesse dell’interlocutore soprattutto da un punto di vista emotivo, ed è proprio su questo aspetto che le aziende tendono a puntare per poter fidelizzare i propri clienti. In questo contesto rientra la figura dello storyteller che deve essere bravo con i suoi testi a coinvolgere emotivamente il lettore e a rendere fruibile una narrazione in funzione del brand/prodotto.

Ecommerce Specialist

Si occupa della gestione del funzionamento di un negozio online in tutti i suoi aspetti. Ha una visione di insieme di quelle che sono le strategie di promozione, di gestione della piattaforma, gestione dei pagamenti, della logistica e della assistenza ai clienti. Nello specifico deve avere una perfetta conoscenza delle piattaforme di Ecommerce sia open source che proprietarie in modo da poter valutare quella più opportuna per il modello di business del cliente e deve occuparsi della progettazione della struttura Ecommerce e dei relativi contenuti in collaborazione con le figure dei grafici, dei tecnici e degli editor. L’Ecommerce Specialist deve conoscere gli strumenti e i canali web (link, mail, social media marketing, ecc…) grazie ai quali è possibile aumentare il traffico verso il sito, anche attivando delle campagne di web marketing, e quindi accelerare le vendite. Deve conoscere gli strumenti di monitoraggio i modo da attuare azioni di miglioramento e correttive nel caso ce ne fosse bisogno. Di fondamentale importanza è anche possedere una buona conoscenza delle dinamiche, più prettamente aziendali, legate alla gestione del magazzino, alla fatturazione e alla logistica. Questa figura assume una rilevanza fondamentale per l’efficienza di uno shop online in grado di spaziare da un settore all’altro del web marketing.

Professioni digitali: ecco i 10 profili per essere un'azienda digital oriented

Marketplace Specialist

Questa figura rientra tra le figure associate all’Ecommerce e si occupa di sfruttare il potenziale offerto dai Marketplace come per esempio Amazon e Ebay, divenuti ormai strumenti essenziali per le aziende che decidono di vendere online. Questo specialista si occupa di individuare il marketplace su cui si sceglie di affacciarsi. Pianifica l’assortimento, si occupa dell’inserimento dei prodotti e monitora l’andamento delle vendite utilizzando i report offerti dalle diverse piattaforme. Quelle appena descritte sono solo alcune figure presenti nel nuovo mercato del lavoro digitale. La richiesta è tanta perché la voglia di diventare digital oriented da parte delle aziende è elevata. Affidarsi a dei professionisti permette di raggiungere obiettivi concreti, in grado di essere misurati, migliorati, implementati. Affidarsi invece all’improvvisazione non è mai una scelta saggia.
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SEO e web marketing: arriva il master firmato Socialware

L’idea di proporre un percorso formativo nasce da un’esigenza che ogni giorno ci troviamo ad affrontare: dialogare con specialisti del web che abbiano le competenze per definirsi tali. La rivoluzione della rete infatti, se da un lato ha dato nuove possibilità ai professionisti del marketing e della comunicazione, dall’altro ha creato molta confusione sulle skills necessarie per una strategia efficace. D’altro canto queste abilità possono essere apprese senza eccessivi limiti da parte del percorso professionale o accademico precedente, e questo ha portato al fiorire di molti corsi sul tema.

  Cosa ci differenzia dagli altri? Lo abbiamo spiegato ai ragazzi e alle ragazze che sabato 26 febbraio 2016 hanno partecipato alla presentazione del master in SEO e web marketing organizzato con Unisco. La prima risposta è: l’esperienza. “Oggi l’ecommerce è sulla bocca, ma noi abbiamo un vantaggio competitivo facendolo da dieci anni” spiega il nostro founder Francesco Antonacci, che sulle penuria di competenze nel settore ha le idee precise.  

“Oggi richiedere un servizio di web marketing è come portare la macchina al meccanico: se ti dice che è tutto da cambiare puoi solo fidarti”

  I risultati raggiunti in questi anni dal boss dell’ecommerce non comprendono solo la scalata agli algoritmi di Google e la realizzazione di piattaforme, come quella del gruppo San Marco, da 3.5 milioni all’anno. La sfida è innanzitutto culturale, avvicinando le aziende a un’ opportunità spesso inesplorata per la scarsa propensione al rischio su attività immateriale come questa. Il parallelismo tra il negozio fisico e virtuale è il miglior esempio per comprendere la struttura di un’e-commerce, partendo proprio dal ruolo dell’home page come vetrina di un negozio.

  Eppure, una persona su sette al mondo ha un sito web e nel futuro questo numero non potrà che aumentare. E tutti vorranno essere nei primi tre risultati di Google, che da soli attraggono il 35% dei click. Il campo della seo, è quello più propenso al rischi di approssimazione: basti pensare che ci sono più di 100 fattori per indicizzare una sola pagina, e in più l’algoritmo di big G è uno dei misteri più fitti al mondo. Anche di fronte a questo scenario, il nostro web analist Pietro Lombardi riesce a mettere in chiaro le pratiche più virtuose per una strategia efficace: “la prima cosa da fare è analizzare il mercato e gli obiettivi. Poi sviluppare un piano di monitoraggio sulla strategia”.   

 Onsite 26% indexing 12% offsite 62% : secondo gli studi sono questi i fattori che influenzano l’algoritmo di Google

Ma la vera passione del nostro Pietro sono i numeri, che riesce a trasformare in informazioni utili per tracciare l’efficacia di tutte le azioni compiute sul web. Una competenza questa, che sarà sempre più richiesta in futuro e che comprende l’abilità nell’utilizzo di strumenti specifici come Serush, Moz e Google Search Consolle. Non tutto però è affidato ai numeri, ma è l’abilità dell’analista a produrre poi indicazioni operative sulla strategia.      

 
Il suo lavoro è dietro le quinte, ma senza di lui i siti dei nostri clienti sarebbero come alberi senza radici: al nostro ingegnere informatico Gianluca Sperandio non sfugge nulla e la sitemap è la sua lettura preferita. La technical seo richiede costanza ma anche un continuo aggiornamento per cogliere i segnali di miglioramento.

Nel web marketing nulla è un dogma perché è una competizione globale che chiede cura dei dettagli

Con la sua guida sicura possiamo entrare nella tecnica seo attraverso i principali fattori da considerare per facilitare l’indicizzazione di un sito: compressione e caching dei contenuti, minimizzazione delle immagini, e l’ottimizzazione per il mobile. Ma soprattutto la velocità.

Oggi internet  non è però più solo un mondo fatto di codici e numeri, ma anche parole, creatività e soprattutto relazioni. E nessuno come il poeta del web Cristiano Carriero è più adatto per cogliere le potenzialità offerte dalla rete agli umanisti 2.0 e ai comunicatori che vogliono reinventarsi. Il suo intervento non poteva che partire con una storia, quelle delle cravatte Marinella, balzato ai riflettori della cronaca quando i leader del G7 fecero acquisti in questo negozio di Napoli. Cristiano racconta che alla richiesta di un potenziale cliente nel New Jersey se fosse possibile inviare una cravatta, il titolare rispose “ognuno ha i suoi problemi, il suo è di essere in New Jersey”. Questo perché l’atmosfera napoletana non poteva essere scissa dal prodotto: ” Non è detto che per tutti ci sia bisogno dei social” spiega Cristiano “perché ci sono esperienze che vanno vissute”. Così come le digital pr non sono solo rapporti commerciali

  Queste sono solo alcuni spunti per iniziare a studiare il web marketing in maniera seria da subito: le iscrizioni al master organizzato con Unisco scadono il 16 marzo, con agevolazioni per studenti e aziende. Per leggere tutti i contenuti del percorso e iscriversi basta consultare questa pagina . Si calcola che entro il 2020 le aziende avranno bisogno di  200mila risorse per stare al passo con i tempi del web marketing: tu sarai pronto?